Sempre presente l’orgoglio delle radici: essere italiano non ha mai ostacolato la mia carriera
Gazzetta del sud del 6 gennaio 2009 : Un calabrese alla guida della Cia Obama ha nominato Leon Panetta
Già capo di gabinetto di Clinton è originario di Siderno in provincia di Reggio Calabria
WashingtonIl presidente eletto Barack Obama ha scelto l’italo-americano (originario di Siderno in provincia di Reggio Calabria) Leon Panetta come capo della Cia. Panetta, 70 anni, è stato capo di gabinetto della Casa Bianca al tempo di Bill Clinton. Obama ha ufficializzato anche la scelta dell’ex ammiraglio Dennis Blair come direttore dell’intelligence nazionale. Dato il suo background, Panetta è una scelta poco convenzionale per guidare la Cia, una agenzia che in passato ha mostrato di non gradire direttori venuti dall’esterno. Panetta viene dalla California, i suoi genitori avevano un ristorante a Monterey. Con Clinton ha dimostrato particolari competenze in materia di budget, ma scarsa esperienza diretta nel settore dei servizi segreti.
Panetta della Calabria continua ad apprezzare le capacità della gente. Chiede spesso di sapere quel che succede “laggiù” a Siderno, origine della sua vita. Panetta ricorda con commozione le difficoltà incontrate dai sui genitori emigrati negli Stati Uniti in cerca di fortuna. Miseria, lavoro duro e studi portati avanti con caparbia volontà. Panetta non ha dimenticato. Tutti a Siderno – splendida cittadina che si affaccia sullo Jonio – ricordano quel ragazzino “tutto pepe” animato da una intraprendenza senza limiti. Qui vivono ancora ceppi profondi delle sue radici. Cominciando dal cugino Mimmo, che come Leon ha avuto il suo momento di gloria nel 1994 quando la cittadinanza lo ha eletto sindaco della città: scalzò da “indipendente” un’amministrazione socialista in carica da quarant’anni. «Siamo cugini di secondo grado – ricordò in un’intervista Mimmo Panetta –. Mio nonno Domenico e il padre di Leon, Carmelo, erano fratelli. Partirono insieme per l’America. Mio nonno ritornò poco dopo perchè aveva nostalgia della moglie; il papà di Leon, invece, riuscì tra mille difficoltà a resistere».
Lui, Leon Panetta, si considera, di fatto, figlio di una cultura che lo ha allevato con principi sani e con la filosofia del saper vivere. Lo definiscono un duro. Uomo di estremo rigore. Questo suo carattere aveva spinto Bill Clinton a chiamarlo nel suo entourage e ad affidargli, da ultimo, l’importante incarico di Capo di gabinetto della Casa Bianca.
«Da ragazzi – ricordò Mimmo Panetta – Leon e io abbiamo trascorso insieme alcune estati. Lui ritornava dalla California per trascorrere brevi vacanze nella terra di origine. Era sempre più dispettoso, ma allo stesso tempo aveva già a quell’epoca un estro da fare invidia. Tutti noi ragazzini, erano gli anni ‘50, aspettavamo con ansia la venuta dello zio Carmelo (padre di Leon, ndr), che noi chiamavamo “lo zio ricco d’America”, perchè era solito regalarci un dollaro. A quei tempi, per noi ragazzini, era proprio una manna».
Ma Leon Panetta ha continuato a intrattenere con i suoi concittadini nel corso degli anni un legame affettivo straordinario. Il tavolo del suo ufficio è sempre stato colmo di lettere che giungevano dalla Calabria.
Al telefono si intrattiene con i suoi amici e parenti calabresi chiacchierando in dialetto. Predilige dialogare con la lingua madre che parla abitualmente anche in casa con la stessa assiduità con cui si esprime in inglese. Leon, repubblicano ai tempi di Nixon, è passato poi nel partito democratico.
Leon Panetta fu chiamato da Clinton a mettere ordine all’interno della Casa Bianca, con l’incarico di risollevare anche le sorti del dollaro. «Essere italiano non ha mai ostacolato la mia carriera» ha spiegato Panetta. «Soprattutto perchè ho agito con grande competenza».
Altri capi della Cia venuti dall’esterno sono stati Stansfield Turner e John Deutch e non hanno avuto vita facile.
Il presidente eletto aveva inizialmente cercato di nominare un capo della Cia con forti credenziali nel mondo dell’intelligence, ma la sua prima scelta per la successione a Michael Hayden, John Brennan, si era ritirato dopo esser stato attaccato per il ruolo nella definizione dei metodi di interrogatorio del prigionieri della guerra al terrorismo.
Un’altra candidata, la deputata Jane Harman, era stata scartata per aver dato inizialmente luce verde al programma dell’amministrazione Bush per le intercettazioni senza mandato.
«Panetta porta una vasta esperienza di governo al posto di capo della Cia», ha commentato l’ex collega Lee Hamilton, che ha guidato la commissione intelligence della Camera e ha fatto parte del’Iraqi Study Group.
Come capo della Cia Panetta dovrà riferire a Blair che, una volta confermato dal Senato, prenderà il posto di Mike McConnell.
Panetta è stato deputato per otto mandati prima di diventare nel 1993 direttore del bilancio di Clinton e, dal 1994 al 1997, capo di gabinetto. Le sue radici italo-americane sono solide e profonde: «I miei genitori hanno attraversato l’oceano per dare ai figli un futuro migliore. Da loro ho imparato a credere nella famiglia, nella fede, nel lavoro, nell’onestà. Sono valori che ho cercato di trasmettere ai miei tre figli», aveva detto nel 2004 in una intervista alla Niaf, l’organizzazione-ombrello degli italo-americani: «Loro sono perfettamente nelle società Usa ma nel profondo del cuore sono orgogliosi di essere italiani». (r.e.)
…e noi tutti, di Reggio Calabria e Provincia siamo orgogliosi di condividere con Leon Panetta la calabresità come valore aggiunto importante. A Panetta complimenti di cuore, un grosso in bocca al lupo e auguri di buon lavoro.

[...] Comu non essiri cuntenti ‘a sintiri chi ‘ddu furbacchiuni ‘i Obama sciglìu comu Capu Spiuni propriu ‘nu figghiu ‘i Sidernu? ‘U giurnali dici puru chi tu canusci propriu bbeni ‘a Calabria, parri ‘u dialettu…. [...]
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