E’ difficile, anzi impossibile, entrare nella questione dei Bronzi di Riace senza ripetere osservazioni già fatte. Il dibattito “Bronzi sì” “Bronzi no” si trascina da oltre due mesi e vede come ultimo capitolo la costituzione di un ennesimo prevedibile Comitato del No . Tante osservazioni di opposto segno sono state fatte a titolo personale e tante associazioni e istituzioni si sono espresse ufficialmente. Pur essendo ovvio che le decisioni istituzionali sarebbero vanificate da un parere tecnico che non garantisse la fattibilità dell’operazione di trasferimento temporaneo delle due statue, si può, tuttavia, tentare di esprimere qualche ulteriore riflessione. Sono riflessioni di cittadini che maturano abitualmente delle opinioni personali poco influenzate dalle sollecitazioni, talvolta anche subliminali, dei politici che non riescono a sottrarsi alla tentazione di pensare e decidere nella logica del “dispetto o favore” da fare ad altri politici. Non sono pochi coloro che pensano, in città, che è godimento dell’anima quello che si realizza attraverso la visione diretta di un’opera d’arte ed è per questo che tante volte si visitano in giro per il mondo mostre tematiche o di autore frutto di scambi e cessioni temporanee di Musei e Fondazioni. L’opera d’arte, a meno che non vi sia un’esplicita dichiarata volontà di destinazione di chi la realizza, è patrimonio dell’umanità, e la storia dei Bronzi ne è un esempio : nati molto probabilmente in Grecia ed espressione di quella civiltà , partiti con una nave per una destinazione a noi ignota, sono finiti sui fondali del mare antistante una bellissima località della provincia di Reggio,al confine con quella di Catanzaro e lì sono rimasti per oltre duemila anni ; riportati in superficie, dopo la trasferta per motivi di salute a Firenze, finanziata da fondi statali, e quella di piacere a Roma, sono stati collocati e ,per alcuni versi, confinati nel Museo Nazionale più importante della Magna Grecia. Non penso che sarebbe stato impossibile collocarli in una struttura espositiva en plein air nelle località in cui furono ripescati, solo che fossero nati all’epoca dei comitati del No a Riace o Soverato. Appare,poi, ingenuo attribuire alla presenza delle due statue nel Museo un notevole potenziale turistico attrattivo : sono altre e più complesse le strategie che possono richiamare turisti nella nostra Città. Decidere di visitare Reggio nasce principalmente da altri motivi come, ad esempio, il tipo e i costi dei collegamenti e le strategie di marketing degli operatori turistici. Poco danno, dunque,verrebbe alla Città dal trasferimento temporaneo alla Maddalena ,ma piuttosto il vantaggio di una prestigiosa vetrina mondiale che consentirebbe di associare i due stupendi guerrieri al nome di Reggio. Riduttivo pensare che si voglia non fare scomodare i Grandi della Terra per evitar loro il disagio di un viaggio fino alla punta dello Stivale, più logico pensare all’orgoglio nazionale di esporre sulla scena mondiale, garantita dall’impatto mediatico dell’evento, due gioielli di famiglia assieme ad altri provenienti da altri Musei. Certo ben vengano le contropartite del Governo : esse faranno del bene alla Città ,anche se l’operazione ricorda la logica del “do ut des”,diffusa nella politica ma che ,nella vita quotidiana, sul piano etico, presenta qualche limite. Nel futuro ci si augura che Reggio si emancipi da visioni localistiche che vengono da lontano e che fecero dire No a Los Angeles, ad Atene e ,di recente, a Mantova. Comunque ,mentre continueremo a disputare su tutto (è anche questa la forza della democrazia) la bellissima testa del Filosofo che fa compagnia,nella stessa Sala, ai due più celebri guerrieri, continuerà ad esprimere il suo austero distacco dalle misere polemiche di questa Città.
Rita Spanò su ” La questione dei Bronzi di Riace”
Marzo 20, 2009 di mimmasuraci
Pubblicato in Attualità, Di tutto un pò, Reggio & dintorni | Contrassegnato da tag Atene, Catanzaro, do ut des, Grecia, la questione dei Bronzi di Riace, Los Angeles, Maddalena, Mantova, Museo di Reggio Calabria, reggo Calabria, Rita Spanò | Ancora nessun commento.
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