Non so se il Presidente Berlusconi leggerà direttamente questa lettera, comunque sarebbe bene poter avere la possibilità di scrivere analogaemnte a tutti gli Onorevoli Ministri del Governo per poter in qualche modo mantenere il rapporto tra i cittadini e i loro amministratoti. Ci tengo però ad esprimere qualche idea, come per esempio la vergogna di questo periodo elettorale, dove l’ Europa è stata dimenticata e, secondo me, il Presidente non avrebbe dovuto raccogliere la sfida sinistra. Sono dell’avviso che sia doveroso riformare il Parlamento sia nei numeri che nelle competenze e ritengo giusta la proposta con la sottoscrizione popolare. Secondo me andrebbero eliminati tutti i privilegi in qualsiasi settore cominciando proprio dai politici, che dovrebbero dare l’ esempio, magari prestando il servizio in forma gratuita dal momento che si affannano a dichiarare il loro impegno per il bene del Paese. Andrebbe introdotto nel regime fiscale il quoziente familiare perchè di fatto una famiglia di 5 persone, come la mia, composta di genitori e tre figli studenti è fortemente penalizzata perchè paga tutti i servizi di più perchè ne usufruisce, giocoforza, in misura maggiore.Per quanti sforzi faccia il Ministro Brunetta, la PA è sempre ritardata: aspetto, infatti, da anni rimborsi IRPEF e le amministrazioni istituzionali presumono con arroganza di non dover dare spiegazioni di alcun genere al cittadino-utente. Bisognerebbe ancora, a mio avviso, eliminare i progetti da tutte le scuole di ogni ordine e grado, perchè sono uno sciupio di risorse pubbliche e per lo stesso motivo bisognerebbe riorganizzare il welfare.Scuola e Università sono in uno stato comatoso con insegnanti spesso ignoranti e presuntuosi che sono cattivi modelli per i nostri figli. All’ Università di Messina, per raggiungere la facoltà di matematica gli studenti tutti, e particolarmente i pendolari, devono fare ogni giorno un tour de force per essere poi alla mercè dei capricci del docente di turno, quando i pochi studenti della facoltà troverebbero benissimo spazio nei molti locali inutilizzati della sede centrale di Via Tommaso Cannizzaro, certamente più accessibile. Inoltre sempre a matematica,anche gli studenti vincitori di borsa di studio, sono costretti a pagare regolarmente le tasse. per non dire poi dei trasporti per gli studenti calabresi, che devono sopportare costi folli per trasporti aleatori. Sempre a Messina poi, decine e centinaia di ragazzi dopo la laurea apprendono che il loro titolo non è riconosciuto istituzionalmente; come dire : come e perchè vengono attivati tali corsi ? solo per creare posti per docenti ? Uno di questi corsi è quello per Programmatore Turistico della Facoltà di Scienze della Formazione. Lo stato confusionale della società italiana attuale secondo me è causato dal fatto che ci sono troppe leggi. Già Platone sosteneva che il paese che ha bisogno di molte leggi è un paese fragile e allo sbando, quando piuttosto ne basterebbe una sola, legge,magari anche non scritta,quella del rispetto verso se stessi e verso gli altri. Arriviamo cosi alla famosa Costituzione, che è diventata un totem da celebrare, mentre a mio avviso dovrebbe essere, se mai, una legge dinamica da adeguarsi allo scorrere del tempo. In una realtà come quella italiana dove come cittadina ho avuto negate verità importanti relative a fatti come Ustica o Piazza Fontana, alla strage di Bologna, a Falcone e Borsellino, al caso Moro, mi sento offesa a dover essere presa in giro dai maggiori ( !) quotidiani da storielle private, mentre io devo lottare quotidianamente per sopravvivere alle difficoltà serie della vita complicate dalle disfunzioni dello stato, che purtroppo percepisco come la mia controparte dalla quale mi devo difendere, quando piuttosto esso Stato dovrebbe essere la mia sublimazione.
Mimma Suraci Reggio Calabria mimmasuraci.wordpress.com

da Luigi Napolitano :
Parole sante, sono non solo d’accordo ma se un giorno volessimo chiedere conto a questa classe politica indorata di ogni privilegio conti su di me.
E’ un a vera vergogna.
Con cordialità
Grazie. In verità io vorrei fare una vera e propria rivoluzione innanzitutto culturale, dalla quale derivano serietà e la logica delle cose,dimensioni che sembrano attualmente sempre più lontane. Giusto per rendere l’idea, quando affermo queste idee ho in mente Gandhi e la sua battaglia per l’indipendenza portata avanti con determinazione e ostinazione sul presupposto fondamentale dell’utilizzazione delle risorse locali.Al dire, comunque, dovrebbe corrispondere il fare e, dunque, personalmente sono disponibile ad impegnarmi in questo senso.