
Le prime pagine di giornali e telegiornali in questo periodo sono letteralmente okkupate dal pettegolezzo, dal quale dovrebbe scaturire probabilmente nelle intenzioni di alcuni una crisi del governo. Ho dedicato i miei 60 anni alla ricerca della verità ad ogni costo ed ho cercato di trasmettere questo bisogno ai miei tre figli come un valore necessariamente indispensabile per vivere con serietà e dignità. Purtroppo come cittadina italiana mi sono state negate molte verità importanti; mi riferisco a Ustica piuttosto che a Piazza Fontana, alla strage di Bologna piuttosto che a Moro, Falcone, Borsellino, tanto per citare alcuni fatti più tragicamente famosi. Figuriamoci se mi possono fare impressione le squallide storielle di sesso che vedono coinvolti di volta in volta esponenti politici, professionisti, responsabili di comunicazione e di organi di informazione, e compagnia bella. Nella fattispecie di cui si discute in questi giorni molte sono le teorie e i teoremi proposti, sicuramente tutti preoccupanti. Io però voglio mettere l’ accento su un aspetto trascurato completamente da tutti i media, il ruolo delle donne. Sappiamo che molti, moltissimi uomini, non solo quelli sotto i riflettori , si incontrano con donne nei vari casini; è un fatto che rientra nella vita di tanti, che sono pur essi naturalmente prostituti.Ma io mi chiedo perchè ci sono donne disponibili a soddisfare così allegramente i desideri sfrenati dell’altro sesso. Nelle situazioni voltate e rivoltate, girate e rigirate dai media in questo periodo non si tratta di abusi su ragazze emarginate o in qualche modo costrette, qui ci sono donne adulte capaci di intendere e di volere. So bene che il meretricio è l’ attività più antica del mondo, come narrano molti testimoni del passato, ma oggi, nel terzo millennio, ci siamo lasciate imbonire dai maschietti sulla parità, sulle rivendicazioni femminili e femministe e ci siamo lasciate confezionare perfino la celebrazione annua di una festa ingannevole e, secondo me, insulsa; e contemporaneamente continuiamo gioiosamente a fare il gioco del maschio. I canali televisivi, sia quelli commerciali che quelli della tv cosiddetta pubblica alla quale partecipiamo tutti con l’ abbonamento, ammanniscono quotidianamente e in tutte le salse storie sentimentali di amori nati, finiti, sostituiti, in un vortice disgustoso, e mentre la donna, anche nei programmi “seri” appare sempre più scosciata esibendo finanche le mutande, l’uomo, di converso, è sempre più azzimato, con camicia giacca e cravatta. Regolarmente e regolamentarmente nelle finction ai primi approcci le persone finiscono sin da subito sotto le lenzuola e il sesso viene proposto come un elemento della conoscenza iniziale, spesso estraneo a sentimenti intimi e profondi, ma piuttosto come ricerca di emozioni del momento. Per non dire poi delle starlette straniere che in Italia trovano da parecchi anni ormai l’ America di una volta. Le donne che lavorano con fatica impegno e serietà sembra non esistano, e l’ Italia sembra il Paese di Bengodi dove ci si diverte tutto l’anno. Ma i media non notano questi aspetti della società italiana che viene rappresentata come un vero bordello nel quale la donna sembra felice di essere considerata un fantoccio per allietare, accompagnare, sollazzare il compagno di turno. E la Chiesa in questo senso non ha speso manco una parola, forse perchè il pulpito non è innocente. Anzi da più parti si implora l’etica, la morale, ma sempre dall’angolo maschile, la donna è assolta, anzi sembra quasi premiata per aver compiuto il suo dovere, quello di fare ed essere uno strumento oggetto volontario alla mercè dei capricci del maschio. Alla faccia del rispetto della dinità della persona umana. Solo chiacchiere, solo e sempre e tante chiacchiere. Minima immoralia direbbe Battiato. Ma io non alzo bandiera bianca, anche se non so che lingua parlare a Rita, mia figlia diciannovenne.
Le ochette del pantano
Renzo Pezzani
Le ochette del pantano
vanno piano piano piano
tutte in fila come fanti
una dietro e l’altra avanti
una si pettina
l’altra balbetta
con voce bassa
la stessa parola
una sull’acqua
come una barchetta
fatta di un foglio
di libro di scuola.



[...] 27 giugno 2009 – Minima Immoralia Il sasso di Mimma Suraci Una bella riflessione sul ruolo delle donne italiane nelle questioni di gossip che stanno riguardando Mr B. ultimamente e che hanno conquistato l’attenzione dei media con profondo disgusto per buona parte della popolazione. Questo post ci fa capire qual è un punto di vista femminile della vicenda… [...]
Sottoscrivo tutto, tanto più che proprio adesso stavo scrivendo un articolo sul tema della “rappresentanza” femminile sui media, basato su alcune opinioni personali. Hai ragione, sembra che donne diverse dalla pressoché nuda seduttrice del maschio non esistano; perché si mostrano solo quelle? Perché le donne per stare in tv devono essere per forza “belle”, mentre all’uomo è concesso anche di esser “brutto”? Ho virgolettato proprio perché i concetti di bello e di brutto sono piuttosto deformati, dato che bello = aderente al modello mediatico dominante. E concordo anche sul silenzio della chiesa, a cui sinceramente non avevo pensato, senonaltro perché di silenzi ne “vanta” anche troppi su temi fin troppo importanti; così come concordo sull’impostazione essenzialmente patriarcal-maschilista della stessa, ne sia un esempio l’ultima notizia relativa allo “zittimento” delle suore americane tacciate di essere troppo progressiste, perché, fra l’altro, hanno osato proporre il sacerdozio femminile.
Sei reggina come me, mi pare di capire, me ne compiaccio molto.
Denise.
Dimenticavo, apprezzo molto anche l’allusione non casuale del titolo a uno dei libri chiave del nostro tempo, secondo me.