“Io sarei vissuto onesto, se mi avessero lasciato in pace”.
Questa affermazione è di Pasquale Cavalcante, brigante di Corleto Perticara, in Provincia di Potenza; pronunciata l’ 1 di agosto del 1863, prima di essere giustiziato dall’esercito della guardia risorgimentale. Il suo reato, quello di essere stato sergente di Francesco II, il Borbone, per il quale è stato deriso, ingiuriato, maltrattato, sputato, lacerato …prima di essere ucciso.
Leggere l’ultima fatica di Pino Aprile ,” Terroni”, edizioni Piemme-2010, è come ricevere un forte pugno nello stomaco : rimani stordita. Per la verità devo dire che, forse per una dote o un vizio di natura, forse per la formazione ricevuta prima e poi cercata con insistente e spesso scomoda ostinazione, personalmente mi sono ben presto convinta di avere subito un oltraggio vigliacco, di essere stata scippata selvaggiamente, di essere stata abusata nel mio sacro diritto alla libertà vera da coloro che qualcuno mi aveva insegnato a chiamare fratelli, i fratelli del Nord per capirci. Il mio disagio vive e si nutre nel passato e si alimenta con nuova linfa sempre fresca e fertile nel presente, qui e ora , mentre vivo una condizione nella quale la rabbia maggiore proviene dagli insulti che quotidianamente attentano il mio vivere come i tentacoli di una piovra e che mi inducono a percepire lo Stato come la mia controparte dalla quale mi devo difendere, quando piuttosto esso, lo Stato appunto, dovrebbe essere la mia massima espressione e preposto alla mia sicurezza e alla mia difesa. Uno Stato nemico che non appena una città accenna una protesta sacrosanta non sa fare altro di meglio che mandare i carri armati, come succede a Reggio Calabria nel 1970. Non potevo però immaginare quanti e quali reati siano stati perpetrati e commessi con incredibile crudeltà e ferocia da quei miei fratelli; reati, naturalmente impuniti, perchè legalizzati da abusi di potere istituzionalizzati. Pino Aprile scrive che i crimini compiuti dagli eserciti risorgimantalisti per conquistare la penisola all’Unità sono stati stermini di massa di proporzioni superiori a quelle dell’Olocausto voluti per arricchire il povero e depresso Nord con l’impoverimento del Sud. Quei crimini delittuosi e quelle stragi sono continuati ininterrottamente sia con l’operato infausto di tutti gli addetti alla cura della cosa pubblica, sia settentrionali che meridionali, sia con la mistificazione dei testi scolastici che raccontano una storia completamente inventata avallata da docenti altrettanto ipocriti e ignoranti. Non mi dilungo sui contenuti perchè il libro va certamente letto; voglio soltanto mettere l’accento su alcuni aspetti che ritengo particolarmente importanti e che andrebbero approfonditi.
L’autore fa una lunga dissertazione sulla mafia e sui delitti da essa compiuti, tra cui quelli di Falcone e Borsellino. Fermo restando che mafia e comportamenti mafiosi, ormai purtroppo diffusi a tutte le latitudini del nostro pianeta, sono da condannare senza se e senza ma, bisogna avere l’onestà di cercare aldilà dell’ovvietà ed è abbastanza facile intuire che anche se la mafia è stata ed è lo strumento finale di molti reati, spesso i mandanti possono far parte di realtà istituzionali. E non è un caso che molti crimini e molte, troppe stragi rimangano nel nostro Paese avvolte nel mistero. La realtà si conosce, tutti sanno, magari ce la raccontano con romanzi e film, ma di ufficiale niente; ogni tanto, come in questi giorni, viene fuori qualche affermazione più decisa, da parte degli addetti, e riemergono le ” famose menti raffinate” , ma poi tutto si infrange contro il muro di omertà legalizzato.
Altro aspetto da sollineare il riferimento costante alle politiche antimeridionaliste dei politici attuali, in primo piano Tremonti, Gelmini e La Lega : io non voglio giustificare nessuno perchè secondo un principio giurisprudenziale ” ignorantia non excusat”, ma questa ultima generazione porta sulle spalle tutti gli errori del passato e ci vorrebbe un’ Illuminazione soprannaturale per farli ragionare .
Un discorso a parte, poi, bisognerebbe fare per il settore bancario, alimentato dalla raccolta cospicua operata nel meridione per realizzare investimenti e speculazioni al nord. Questa è una realtà forse fin troppo evidente per essere vista. Una realtà esattamente capovolta rispetto a quanto predica Bossi e che nessuno, proprio nessuno, osa ribattere. Forse per non commettere un reato di lesa maestà e continuare nella sopraffazione ed espoliazione economico -finanziaria ?
Sul pregiudizio del Nord progredito e del Sud arretrato e sporco, avrei molto da dire; sono presuntuosamente convinta che la nostra innegabile superiorità culturale faccia paura a quelli del settentrione, che vendono bene la propria immagine, salvo poi a ritrovarti in locali offerti come ristoranti nella civilissima Valle d’Aosta, vere e proprie cloache, dove il puzzo si sente a un chilometro e preferisci digiunare. Sfido chiunque a trovare un luogo simile da Napoli in giù.
Altro tasto dolente, la giustizia ; un settore, a mio avviso, trascurato da Aprile, e che è responsabile della maggior parte dei disastri del nostro Paese. Circa un secolo fa uno straniero, tale Norman Douglas nel suo libro Vecchia Calabria fa una dissertazione spregiudicata ed approfondita sul settore giudiziario, calabrese e italiano che definisce una burla e una farsa : che però fanno piangere ! Come dire di un male endemico difficile da curare.
Io sono nata, cresciuta e vissuta nel Sud; impegno e serietà sono state sempre le linee guida sia nella mia vita privata che in quella lavorativa. Non sono mai scesa a compromessi, ho lottato sempre da sola contro abusi ed ingiustizie e penso che dovremmo rompere ogni indugio, svegliarci dall’anestesia con la quale ci hanno cloroformizzato, prendere come modello magari quella Grande Anima di Gandhi e separarci. Proprio così : io penso che noi dovremmo secedere, riprenderci la nostra Italia, quella vera siamo noi, e con le nostre risorse, sulle nostre gambe, realizzare con l’ ostinazione e la testardaggine che ci sono proprie, i nostri sogni, che appartengono alla nostra tradizione e fanno parte della nostra storia migliore, quella vera, appunto.



Chiedo scusa al lettore se con amarezza riscontro una scarsa partecipazione d’interesse ai commenti di “MIMMA SURACI” persona di spicco di Reggio che esprime la sua onestà
Culturale indicando al Sud nuovi modelli del vivere: Ella merita attenzione e stima per le sue proposizioni ad alto livello per Reggio C. ed il Sud.
In merito all’articolo “TERRONI”………..Un Discorso a parte………. Si osserva: “Si cerca una capacità intellettiva per il Sud alla “Bossi” Egli, solo ha conquistato l’Italia, il suo popolo l’ha seguito e lui ha mantenuto il suo impegno all’elettorato padano però, chiedo a Bossi, al Piemonte, a Firenze, a Roma; dove sono finite le riserve auree del Regno delle Due Sicilie!
Silenzio assoluto, un silenzio molto democratico e un riscontro anche di completo disinteresse di tutti i politici della prima e seconda Repubblica, in maniera così forte dei politici della Calabria e quelli di reggio in particolare. In città è prevalsa sempre “la politica del compare” . Essa deve essere abbandonata per nuove forme come quella “della presentazione e non della raccomandazione”
…..alluvione anni ’50 per le cui sovvenzioni ha beneficiato in piccola parte la Calabria e tutta l’Italia che per tanti anni hanno sfruttato la situazione “mungitoria”… Non un solo Ente ha investito i questa città in edilizia popolare solo( Modena – san Brunello , Edilizia nel periodo 30-40) nè L’INA-nèe l’Enasarco, nè l’Inail, nè Cassa Depositi e prestiti,nèe Enti dello spettacolo,nè Ordini professionali, né Inadel ecc…. Nessuno scendeva o investiva non solamente a Reggio ma nella Provincia, nel Meridione. Eppure Reggio città a indirizzo terziario con i suoi versamenti partecipava alla rinascita nazionale , ed anche con le rimesse degli emigranti il paese ITALIA progrediva. Ma la sensibilità dei governi meridionali e delle città non conoscevano queste istituzioni esse erano lontane, sconosciute e silenziosamente amministravano
Degli immensi patrimoni al Centro. Nord……….. I politici meridionali: non alteriamo la situazione altrimenti le popolazioni non hanno da chiedere e la nostra autorità o autorevolezza finisce
DBV
W LE DUE SICILIE!!Vedere al Sud intitolate vie piazze musei e quant’altro ai padri infami e assasini della c.d patria quali Cavour Garibaldi Vittorio Emanuele è un insulto alla memoria di quelle centinaia di migliaia di meridionali che si opposero all’invasore piemontese e furono sterminati!Se solo i 13 milioni di meridionali sapessero!Se solo sapessero cosa hanno fatto ai nostri avi!Se conoscessero il terrore e il massacro perpetrati contro le genti meridionali nel 1860 e oltre!Se solo sapessero che l’Unità d’Italia è stata l’origine di tutti i nostri mali!
Concordo: i veri Italiani sono i “terroni” (Italia = Magna Grecia).
Lombardia Libera