La partita dei perdenti
Le lacrime di Stankovic
“che ben sicuri mai non siamo
che quel posto dove andiamo
non c’inghiotte e non torniamo più. “Paolo Conte Genova per noi
Ieri sera Rita, mia figlia, si era cimentata per la prima volta nella preparazione di una sfoglia ai formaggi da gustare contemporaneamente alla partita della nazionale insieme a buona parte della nostra numerosa famiglia. La riunione conviviale è stata però guastata dallo spettacolo disgustoso, che non ci ha fatto apprezzare pienamente il piatto, tra l’altro veramente buono. Perchè abbiamo invece partecipato a fatti vergognosamente indecenti, che suscitano rabbia, sdegno, esecrazione aldilà di ogni etichetta politica; noi italiani abbiamo ormai assimilato il vizio di etichettare persone e accadimenti riducendo tutto alla nostra dimensione provinciale, senza tenere presente il fatto che ogni paese ha una propria storia che va letta, studiata e analizzata nella sua peculiarità di insieme e di appartenenza.
E’ quantomai doveroso condannare lo spettacolo criminale, i cui responsabili andrebbero (e il condizionale purtroppo è d’obbligo ), puniti subito e severamente; e sulle prime pagine dei giornali io avrei preferito ( ?) vedere le lacrime di Stankovic e la paura del portiere serbo piuttosto che le foto ingombranti del carnefice, ma l’Italia non dovrebbe uscirne indenne : dove era la nostra sicurezza ? Io quando vado allo stadio a vedere la mia Reggina non posso portare neppure l’ombrellino da borsetta, e devo essere individuata e schedata anche con l’altro provvedimento discutibile della tessera del tifoso; ieri sera a Genova, invece, sono stati fatti entrare liberamente tutti portando di tutto nonostante i notevoli rischi annunciati, mentre la FIFA con il supeuomo Blatter stava a guardare. E se questi fatti delinquenziali fossero successi in una città del nostro Meridione si sarebbe gridato allo scandalo sociale implorando magari collusioni e inciviltà territoriali. Genova, invece,nonostante i precedenti non certo edificanti, è considerata Porto Franco, cioè, di fatto,Terra di Nessuno. Genova per noi , cantava una canzone, che forse andrebbe riscritta come Genova per gli altri, quelli che ne possono fare indisturbati terra bruciata.
A margine di queste tristi riflessioni non posso ignorare la funzione dei telecronisti Rai : tutti, i cosiddetti giornalisti e i commentatori, assolutamente schizofrenici, nevrastenici, incompetenti.
Insomma ieri sera si è costruita la partita dei perdenti : ha perduto la Serbia, la cui immagine ne esce ulteriormente ferita e sanguinante; ha perduto l’Italia, che non ha saputo tutelare preventivamente la sicurezza delle squadre e dei tifosi; ha perduto la FIFA che ha preferito gustarsi una scena veramente oscena; ha perduto la Rai, che ha riferito con personale assolutamente inadeguato.
E anch’io ho perduto la partita di calcio della mia nazionale.
Per quanto riguarda l’aspetto tecnico, secondo me, la partita si dovrebbe giocare e magari a Genova, con modo e forma però.
Nota positiva della serata la prima sfoglia di Rita, che ha ottenuto un ottimo risultato con un piatto difficile : brava.
Ieri sera, ignara di quanto stava accadendo a Genova.
Accendo la Tv e vedo il finimondo.
Mia figlia di 22 anni abita a Torino proprio a 100 metri dallo stadio. So che è andata all’allenamento di pallavolo e so che di lì ad un’ora passerà davanti allo stadio.
Non capisco più nulla, sono sola…parlano di Marassi…ed in quel momento mi rendo conto che la città sotto assedio è Genova.
Ma con il cuore pesante penso ai miei amici, ai miei cugini. Saranno sicuri, saranno in casa…
Mi rendo conto che tanta violenza è stata scatenata da….da cosa?? non l’ho ancora capito.
Non parlatemi di sfide calcistiche, non ci sto.
Oggi ho sentito che sono vent’anni che questi “tifosi” si comportano nello stesso modo. Ma perchè abbiamo subito così??
Mio marito per andare a vedere la partita non può portare nemmeno una bottiglietta da 33cc di acqua. E questi hanno borsate di bombe e spranghe??
Qualcosa non mi torna…
Ma chi NON sapeva cosa avrebbe potuto succedere ieri sera?
Forse solo io, povera ignorante.