di Vincenzo De Benedetto - A Ricordo del carissimo Domenico ALIQUO’, ti ho incontrato leggendoti dopo tanto tempo su “Le scuole di Reggio e della Provincia”, testo da te pubblicato assieme ad altri scritti. Nel mio archivio sono custodite alcune copie e articoli riportati su “Intervallo”, quindicinale studentesco fondato da Luigi Aliquò, giovane laureato in legge la cui età ed esperienza superava di poco le nostre vivace intraprendenze giovanili. Tu eri co-fondatore e valido collaboratore che unitamente al tuo carattere bonario e carico di simpatia, teneva unita la comunità studentesca. La tua scuola era l’Istituto tecnico “Piria”, la mia quella dei “forgiari”, istituti all’epoca di basso prestigio ma che davano una discreta preparazione professionale. “Intervallo” è il primo giornale studentesco, di validità culturale, che dà nuovi indirizzi ED APERTURA DI MONDI SCONOSCIUTI ai giovani degli anni ‘50; il cui riferimento d’insegnamenti e di comportamenti è sotto l’egida della guida di Luigi Aliquò, politico e professionista che non è stato valorizzato dalla città di Reggio in funzione alle sue qualità politiche ed umane . Luigi aveva le qualità che servono per fare politica, in Reggio non si è visto alcuno che intraprendesse nel dare istruzioni, facendo scuola, istruendo, educando. Premesso ciò, con l’esperienza di oggi, si può affermare che l’iniziativa intrapresa nel mondo scolastico reggino fu preludio di un rinnovamento culturale avviato da “Intervallo” che si espanse nelle aule scolastiche italiane. Esso era animata da studenti di talento come GIGI CAPRI, con le sue entusiasmante novelle, DOMENICO DE FELICE, RAFFAELE CANANZI, PINO MODAFFERI, G. PARRINO, P. MICALIZZI, MIMMO ALIQUO’, VINCENZO DE BENEDETTO e tanti altri collaboratori tra cui va ricordato CARLO VICEDOMINI, presentatore di spettacoli giovanili. organizzati da Intervallo, Otello Profazio che faceva le sue prime apparizioni artistiche, e tante altri studenti oggi forse sparsi nel Mondo Un fucina culturale ardente, ma povera di maestri: si doveva rimanere nell’appiattimento dal quale nessuno doveva emergere. Ma “Intervallo” con 10 anni di anticipo scosse le aule, abbassò le cattedre, ha inizio una stentata lenta nuova emancipazione dello studente reggino assieme al movimento studentesco italiano dell’epoca. Ovviamente, Reggio non è assurta alle cronache nazionali come la “ZANZARA” del Parini di Milano nel 1966 ma si vuole far capire l’importante compito che ha avuto questo giornale nell’intraprendenza editoriale e culturale del giovane Avv. Aliquò che ha destato nel mondo studentesco una innovazione pedagogica, pacifica ma gorgogliante. Un particolare ricordo va agli scritti di Gigi Capri e quelli di Luigi Aliquò il cui articolo è dedicato a ringraziamento per quanto ha servito e ha dato alla sua città anche se in povera forma. Merita il riconoscimento di uomo politico lungimirante che non è stato sufficientemente apprezzato dalla cittadinanza. Egli intendeva costruire una nuova società una nuova scuola del vivere nel Sud. A dimostrazione dell’arretratezza del Sud, Reggio negli anni ‘50 -’60 non aveva insegnanti di lingua inglese, o tedesco o portoghese, solo qualche docente di francese o esperto della lingua inglese munito di laurea che durante la prigionia (1943/45) aveva imparato l’inglese e con grande cortesia offriva a pagamento l’apprendimento di questa lingua. Si deve avere il coraggio a dire che tante, tante “cose” arrivano molto in ritardo con grave sofferenza degli abitanti. Un tempo, su di un testo di storia, si legge che il percorso per Reggio era irto e interrotto da difficoltà fisiche e si doveva aggirare l’Aspromonte o il mare per arrivare in città per cui la cultura e le notizie si trasmettevano con difficoltà, distorte i cui signorotti locali ne approfittavano con i sudditi con grave pregiudizio nella crescita.




