IL TEMPIO DELLO STRETTO
Oltre il ponte
Non esisti o Tempio
ma ti vedo e ti ammiro,
nella tua bellezza
ascoltando il fruscio
delle onde del tuo
azzurro mare.
Il sole dà luce vera
che mostra il tuo creato,
e la sceneggiatura.
Le ombre si rispecchiano
fra la distesa marina delle due
sponde ove navigò il famoso Ulisse.
Acque infide- lo sai che sotto, dentro,
nelle tue viscere, o Tempio senzaterra,
scorre un fiume di fuoco.
Da questa e dal sol spunta
una fata frutto del tuo creatore
ed io nel nostro umano immaginario strillo:
O Fata Morgana,
Fata di tutte Fate,
che sembri toccare le due
lontane sponde
mentre noi siamo vicini
ammirando in una maestosa
bellezza di trasparenza le tue
ricche rive,
offri, scena a questo Tempio
nell’unicità del creato.
Non un miraggio;ma,
nella realtà della tua opulenza.
Uomo godi il creato di queste sue bellezze
somiglianti a chi non abbiam mai veduto,
ma è dentro di noi
(12 maggio 2011)
NOTA: Dal Nadir si ammira lo scenario dello stretto e la distesa marina con il fumante Etna ammantato di bianco e con ricche fontane rotean giocando fuoco, giochi che girano zampillando ancora nella fornace ardente ove poi trovano riposo per continuare dentro il loco; ancora, rivoli di incandescente lava sembrante a serpenti che si lanciano striscianti verso la bassa marina per arrivare nel vaporoso mare. Visioni stupende in special modo nel dicembre mese ove il bianco mantello di giorno trova contrasto con la incandescente luce di fuoco della notte. E poi il tramonto, le stelle , la luna con il sorgere di nuova alba………
E’ uno scenario che muta tutti i giorni, con andar e venir di barche, e navi che portan l ’oro,sembra un passeggio simile ad un maneggio.
Scende la sera stellata, la luna lascia una striscia illuminata sul Tempio; arriva l’alba, il giorno, la luce, la scena cambia in una nuova veduta……..
Cosi la fata è presente in ogni momento a custodia del suo Tempio che gelosamente è là, a custodia della sua bellezza.
VINCENZO DE BENEDETTO



Poesia che elogia la bellezza e la magnificenza del creato il cui autore è Dio infinita potenza.Il poeta secondo me ha voluto invitare l’essere umano a non essere cieco ed indiffrente davanti alle meraviglie infinite della natura …bisogna aprire gli occhi e soprattutto il cuore ad essa e viverla pienamente in tutte le sue sfumature.
Sabrina Goldoni
I versi di questa poesia trasmettono emozioni e ricordi di una terra bella e suggestiva, a me sempre cara. Il poeta rievoca la più bella delle fate, per esprimere che la Bellezza del creato, non è un’illusione ma esiste, se sappiamo apprezzarla.
Sensazioni visive date dall’immaginario,ove vediamo luoghi prendere forme che fanno parte di noi.. Il mio auspicio è che quei lughi continuino a vivere così come sono, senza ponti per raggiungerli,se non con la nostra anima e i nostri sensi..
Complimenti a Vincenzo che con questa poesia mi ha fatto vivere uno scorcio di “terra” come se lo vedessi dalla mia finestra ogni mattino..
A.Leonardo
il post è denso di sentimento ed emozione, però non capisco il commento di Leonardo. Sfruttare ogni occasione per fare polemica è fuori luogo. la poesia è un’arte sublime e direi quasi metafisica. la vita umana si svolge su un territorio reale in tempi e spazi limitati. Secondo me facendo memoria del passato dovremmo guardare al futuro senza condizionamenti e sovrastrutture mentali o pesudoideologiche.
A precisazione:
Oltre il Ponte.
Il Ponte è un simbolo che dà il confine d’inizio di un mondo che si identifica nella scienza e nella tecnica, frutto delle intelligenze umane.
Il tempio è un mondo, reale ed immaginario, delimitato dalla volta celeste, dalla eruttante lava Etnea,
dall’immensità e continuità dei mari, e di tutti quei fenomeni e attività dominanti che la stessa natura unisce nella morfologia ma che si sono separati allontanandosi dolcemente e offrendo.
Il tempio dello Stretto: una visiva lettura di tutto ciò che dal NADIR della Rotonda di Reggio, cade sotto lo sguardo, non solamente ma anche una elaborata estasi dallo spirito.
Esso non è disgiunto dall’uomo, questo non può rimanere senza i suoi doni.
Il ponte è il limite di un ingresso che prelude lo spazio; come quelle colonne che si erigevano tra Cannitello e il Peloro, a guardia, a sentinelle dell’inizio di un mondo sinistro ai naviganti.
Non solo sentinelle di guardia, ma premessa di una maestosità, di un tappeto rullante, vorticoso, con ricche e spumeggianti ondulazioni d’ acqua, di verde e d’azzurro
fiancheggiate dalle due rive urbanizzate, somigliate ad una moltitudine di folla che festeggia attraverso un ingresso trionfale verso le sponde che si allontano per dare ampietà al palcoscenico.
La sky line chiude la volta del maestoso tempio che scende tra tende di luce di diversi colori.
Il tappeto che ha inizio ai piedi delle colonne e del Ponte conferisce il significato di una nuova realtà: oltre il Ponte con un infinito Divino e indefinito.
In merito al Ponte sullo Stretto si è dato un parere personale, convinto nella probabile fattibilità. Ma tale parere visto nella imponderabilità delle forze della natura.
Comunque, si deve la disponibilità all’inizio di analisi e ricerche sul Ponte con scoperte di nuove tecnologie e creazione di posti di lavoro.
La costruzione si affida al futuro similmente alle città riferite nella storia di, Troia, la mitica Atlantide, la Roma dei Cesari, la Gerusalemme a simbolo delle attività umane e dell’opera della natura.
Come le città sepolte, distrutte e ricostruite.
L’uomo continua nelle scoperte auspicando che esse siano finalizzate per una vita migliore.
Il mio commento non è improntato sulla polemica, ma credo che la polemica l’abbia imposta lei con la sua risposta, in quanto lessi il suo commento posto precedentemente e non aveva assolutamente fatto menzione a nessuna polemica da parte mia, (infatti non esiste) credo che ci si possa esprimere liberamente ma non sono interessata alle polemiche di nessuna sorta.
Per quanto riguarda lo scritto di cui sopra, sono amica di Roby la quale mi ha invitata a leggere il post, il quale trovandolo interessante, l’ho commentato. Sono calabrese d’origine, anche se non vivo più da molti anni in quella splendida terra
Ringrazio nuovamente il signor De Benedetto, per avermi dato delle emozioni leggendo il suo scritto.
davvero bella, molto emozionante, davvero.
Credo, che riportare delle verità e delle impressione a volte è
positivo a vedere , a conoscere ad approfondire la problematica
Le precisazioni sono scevre da qualsiasi appunto polemico o altro.
La ringrazio dei suoi commenti degni di nota e di sensibilità
anzi mi ha dato la possibilita di approfondire le Colonne a custodia dello stretto, con il suo meraviglioso tappeto antistante al tempio.
Si spera in una sua collaborazione per costruire, come Lei si adoperata per rendere la città di Reggio assieme ad altre persone di alta cultura a vestige di realtà metropolitana.
Le città dello stretto di Reggio Calabria e Messina divengano famose come le gesta di Ulisse
Cordialmente a quanti mi hanno onorato di un loro commento
Osservatorio romano dbv
Salve, vorrei suggerire al signor De benedetto, visto che è uno storico e promotore delle bellezze di Reggio Calabria, nonchè conoscitore dello stretto, che nei pressi di Calamizzi nei fondali è stato scoperto il tempio di San Paolo, che secondo gli esperti è la prima chiesa costruita. Il Tempio citato nella sua poesia è una realtà, aggiungo anche, allacciandomi al suo scritto un aformismo di Josif Brodskij: “La poesia è uno strumento importantissimo di educazion: più è a portata delle persone, meglio queste stanno. E più diventano riflessive”.