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	<title>Il sasso di Mimma Suraci</title>
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		<title>Il sasso di Mimma Suraci</title>
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		<title>San Martino</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 19:50:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mimmasuraci</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Poesie Filastrocche e simili]]></category>
		<category><![CDATA[11 novembre]]></category>
		<category><![CDATA[San Martino]]></category>
		<category><![CDATA[san martino carducci]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://mimmasuraci.wordpress.com/?p=1989</guid>
		<description><![CDATA[Giosuè Carducci

La nebbia agli irti colli             Gira sui ceppi accesi
piovigginando sale                    lo spiedo scoppiettando,
e sotto il maestrale                  sta il cacciator fischiando
urla e biancheggia il mar.         sull&#8217;uscio a rimirar
Ma per le vie del borgo            tra le rossastre nubi
da il ribollir de&#8217; tini                 stormi d&#8217; uccelli neri
va l&#8217;aspro odor de&#8217; vini            com&#8217; esuli pensieri
l&#8217;animo a rallegrar.                   nel [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mimmasuraci.wordpress.com&blog=3858876&post=1989&subd=mimmasuraci&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><strong>Giosuè Carducci<br />
</strong></p>
<p><span style="font-family:Comic Sans MS;font-size:small;">La nebbia agli irti colli             Gira sui ceppi accesi</span></p>
<p><span style="font-family:Comic Sans MS;font-size:small;">piovigginando sale                    lo spiedo scoppiettando,</span></p>
<p><span style="font-family:Comic Sans MS;font-size:small;">e sotto il maestrale                  sta il cacciator fischiando</span></p>
<p><span style="font-family:Comic Sans MS;font-size:small;">urla e biancheggia il mar.         sull&#8217;uscio a rimirar</span></p>
<p><span style="font-family:Comic Sans MS;font-size:small;">Ma per le vie del borgo            tra le rossastre nubi</span></p>
<p><span style="font-family:Comic Sans MS;font-size:small;">da il ribollir de&#8217; tini                 stormi d&#8217; uccelli neri</span></p>
<p><span style="font-family:Comic Sans MS;font-size:small;">va l&#8217;aspro odor de&#8217; vini            com&#8217; esuli pensieri</span></p>
<p><span style="font-family:Comic Sans MS;font-size:small;">l&#8217;animo a rallegrar.                   nel vespero migrar.</span></p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/mimmasuraci.wordpress.com/1989/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/mimmasuraci.wordpress.com/1989/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/mimmasuraci.wordpress.com/1989/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/mimmasuraci.wordpress.com/1989/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/mimmasuraci.wordpress.com/1989/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/mimmasuraci.wordpress.com/1989/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/mimmasuraci.wordpress.com/1989/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/mimmasuraci.wordpress.com/1989/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/mimmasuraci.wordpress.com/1989/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/mimmasuraci.wordpress.com/1989/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mimmasuraci.wordpress.com&blog=3858876&post=1989&subd=mimmasuraci&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Vent’anni fa il crollo del Muro di Berlino: il primo grande evento storico trasmesso in diretta e in mondovisione</title>
		<link>http://mimmasuraci.wordpress.com/2009/11/09/vent%e2%80%99anni-fa-il-crollo-del-muro-di-berlino-il-primo-grande-evento-storico-trasmesso-in-diretta-e-in-mondovisione/</link>
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		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 20:33:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mimmasuraci</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[crollo muro berlino]]></category>

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		<description><![CDATA[



9.11.1989 – 9.11.2009: riviviamo quella serata che, esattamente vent’anni fa, segnava una pagina indimenticabile della storia – «Ci sono molte persone al mondo che non comprendono, o non sanno, quale sia il grande problema tra il mondo libero e il mondo comunista. Fateli venire a Berlino! Ci sono alcuni che dicono che il comunismo è [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mimmasuraci.wordpress.com&blog=3858876&post=1983&subd=mimmasuraci&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><h2><a title="Link permanente a Vent’anni fa il crollo del Muro di Berlino: il primo grande evento storico trasmesso in diretta e in mondovisione" rel="bookmark" href="http://peppecaridi2.wordpress.com/2009/11/09/ventanni-fa-il-crollo-del-muro-di-berlino-il-primo-grande-evento-storico-trasmesso-in-diretta-e-in-mondovisione/"><br />
</a></h2>
<div>
<div>
<p><img src="http://www.tempostretto.it/8/fotoarticoli/1257728848.jpg" border="0" alt="" width="255" height="227" /><em>9.11.1989 – 9.11.2009: riviviamo quella serata che, esattamente vent’anni fa, segnava una pagina indimenticabile della storia – «Ci sono molte persone al mondo che non comprendono, o non sanno, quale sia il grande problema tra il mondo libero e il mondo comunista. Fateli venire a Berlino! Ci sono alcuni che dicono che il comunismo è l’onda del futuro. Fateli venire a Berlino! Ci sono alcuni che dicono che, in Europa e da altre parti, possiamo lavorare con i comunisti. Fateli venire a Berlino! E ci sono anche quei pochi che dicono che è vero che il comunismo è un sistema maligno, ma ci permette di fare progressi economici. Lasst sie nach Berlin kommen! Fateli venire a Berlino! [...] Tutti gli uomini liberi, ovunque essi vivano, sono cittadini di Berlino, e quindi, come uomo libero, sono orgoglioso di dire: Ich bin ein Berliner!(sono un Berlinese, Ndr)»</em>: con queste parole il 15 giugno 1963 l’allora presidente degli Stati Uniti d’America, <strong>John Fitzgerald Kennedy</strong>, voleva esprimere il senso di quel Muro che rappresentava fisicamente la <strong>Cortina di Ferro</strong>, quel confine che per i lunghi decenni della Guerra Fredda ha separato l’Europa occidentale, influenzata dalla civiltà anglosassone, a quella orientale, influenzata invece dal regime sovietico. In parole povere, quel confine che separava la libertà dall’oppressione, il benessere dalla fame, la democrazia dalla dittatura.</p>
<p>Nel 1989 quel Muro non aveva più senso di esistere: il regime Sovietico era imploso in se stesso, il Comunismo era morto già da qualche anno e la Guerra Fredda s’era ormai conclusa senza sfociare nel tanto temuto terzo conflitto mondiale: più che di un successo del blocco occidentale, possiamo parlare di un fallimento del regime sovietico che aveva stremato milioni di persone perdendo fiducia popolare e credibilità internazionale.</p>
<p>Il <strong>9 novembre 1989</strong>, esattamente vent’anni fa, il Comunismo era già morto ma il Muro di Berlino era ancora in piedi. Alle 18:53, mentre le televisioni e le radio di tutto il mondo erano collegate in diretta con una Berlino vivace e baldanzosa, il corrispondente Ansa di Berlino Est, <strong>Riccardo Ehrman</strong>, chiese a <strong>Günter Schabowski</strong>, Ministro della Propaganda della Germania dell’Est, quando i berlinesi dell’Est avrebbero potuto attraversare il confine.<br />
Schabowski, che si trovava in vacanza e non aveva potuto conoscere i dettagli dei provvedimenti decisi dal Governo, rispose così: <em>«per accontentare i nostri alleati, è stata presa la decisione di aprire i posti di blocco. (…) Se sono stato informato correttamente quest’ordine diventa efficace immediatamente»</em>.<br />
<strong><a href="http://www.tempostretto.it/8/index.php?location=articolo&amp;id_articolo=22000#"><img src="http://www.tempostretto.it/8/fotoarticoli/1257729282.jpg" border="0" alt="" hspace="15" vspace="5" align="right" /></a></strong><br />
Più di cinquantamila berlinesi dell’Est, vedendo l’annuncio in televisione, si precipitarono a ridosso del Muro intasando i ceckpoint e scavalcandolo con foga, gioia e tripudio: gli stessi ceckpoint vennero aperti e i berlinesi dell’Ovest accolsero in modo festoso i loro fratelli orientali. I bar vicini al Muro iniziarono a offrire birra gratis per tutti.</p>
<p>Chi se lo dimenticherà mai quel pomeriggio?<br />
Avevo poco meno di tre anni e mezzo, ma avevo capito subito che quella sera non avrei potuto guardare i soliti cartoni animati.<br />
Mamma e Papà erano rientrati prima dal lavoro e si erano subito concentrati su una diretta televisiva che aveva tutta l’aria di essere sontuosa e importante.<br />
<a href="http://www.tempostretto.it/8/index.php?location=articolo&amp;id_articolo=22000#"><img src="http://www.tempostretto.it/8/fotoarticoli/1257728652.jpg" border="0" alt="" hspace="10" vspace="5" align="left" /></a>Il mondo intero era col fiato sospeso dopo i tumulti di pochi mesi prima in Cina con la tragica protesta di <strong>piazza Tiananmen</strong>.<br />
Ma quella sera in televisione avrei visto feste, gioie e sorrisi: solo qualche anno più tardi avrei capito che quello era stato un momento storico, quando lo avrei ritrovato nelle ultimissime pagine dei miei primi libri di storia, alla scuola elementare.</p>
<p>Quante cose sono cambiate in Vent’anni: la caduta del Muro di Berlino fu solo il primo grande evento della storia trasmesso in diretta e in mondovisione: abbiamo vissuto sensazioni simili e analoghe durante i bombardamenti della Prima Guerra del Golfo, appena un paio d’anni dopo.<br />
Chi non ricorda tutte quelle “lucine verdi” della contraerea Irakena?<br />
E poi ancora l’11 settembre 2001, l’attentato alle <strong>Torri Gemelle</strong>: quant’è cambiato il mondo!<br />
Mentre a Berlino crollava il Muro, dall’altro lato dell’Oceano c’era già chi perfezionava la rete <strong>Arpanet</strong> che consentiva di mettere in rete, tramite computer, luoghi lontani e altrimenti irragiungibili. Nel 1989 erano connessi tra loro centomila computer. Oggi sono seicento milioni.</p>
<p>Vent’anni fa moriva il Comunismo e nasceva la Globalizzazione. Dall’Europa della Cortina di Ferro siamo arrivati a quella della Moneta Unica, con il denominatore comune del crescente potere dei mezzi di comunicazione, che grazie alle nuove tecnologie riescono a raccontare in diretta, a tutto il mondo contemporanemente, ciò che fino a pochi decenni fa veniva comunicato con lentezza e, spesso, con tante censure.</p>
<p>Perchè quel 9 novembre di vent’anni fa si realizzava una grande conquista per l’umanità: centinaia di persone riscoprivano il piacere della <strong>libertà</strong> dopo lunghi decenni di oppressioni, torture, soprusi e violenze.</p>
<div><em>Peppe Caridi</em></div>
</div>
</div>
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		<title>La rivolta di Reggio di Luigi Ambrosi</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 19:25:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mimmasuraci</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Ho salutato con piacere, i primi mesi di quest&#8217;anno 2009, la notizia della pubblicazione del libro &#8220;La rivolta di Reggio&#8221; di Luigi Ambrosi edito da Rubbettino. Mi interessava il fatto che un giovane dottorando ricercatore avesse scelto di elaborare la sua tesi di specializzazione proprio sui famosi fatti di Reggio. Naturalmente ho letto questo lavoro al quale l&#8217;autore ha dedicato ben quattro anni di lavoro. Fare ricerca storica è, infatti, un impegno gravoso ed è sicuramente apprezzabile il metodo applicato per un percorso non certo agevole, quale quello necessario per una ricerca fedele il più possibile  alla realtà oggettiva. Il risultato, però, non mi incanta nè mi soddisfa, perchè, secondo me, il lavoro è influenzato da pregiudizi che sottendono come una colonna sonora alquanto stonata tutto il lavoro e ne offuscano la storicità  assumendo come certezze luoghi comuni diffusi in certa parte dell&#8217;immaginario collettivo soprattutto politico-partitico  che inficiano la bontà della ricerca e che un ricercatore, ancorchè giovane ed estraneo alle vicende trattate, avrebbe dovuto evitare con rigore scientifico.  Già il sottotitolo, &#8220;<em>Storia di  territori, violenza e populismo&#8230;&#8221;; e </em>alcune affermazioni di Salvatore Lupo nella Prefazione,&#8221;<em> ..di fronte a questo protagonismo neofascista&#8230;. Quale straordinaria capacità demagogica e manipolatrice mostra qui la classe politica locale&#8221; ! </em> dimostrano il tenore dell&#8217;opera. Nel contesto dello scritto l&#8217;autore fa riferimento a concetti di suggestione, di riscatto, di retorica, di pennacchio, di orgoglio  e quant&#8217;altro, senza trascurare il legame della rivolta di Reggio a mafia, criminalità e al Golpe Borghese. Io ho vissuto quei giorni e mi sono stancata di tornare sull&#8217;argomento anche perchè la ferita è sempre aperta. Luigi Ambrosi titola il primo capitolo <em>Preistoria</em> facendo riferimento a un episodio, la pubblicazione da parte dell&#8217; Amministrazione Provinciale di Reggio Calabria di un testo  <em>Per il Capoluogo della Regione Calabrese </em>come antecedente dei<em> <strong> &#8220;Fatti&#8221; . </strong></em>Luigi Ambrosi, però sarebbe dovuto andare più indietro per sapere , per esempio, che dopo aver contribuito con largo spargimento di lacrime e sangue alla causa del Risorgimento italiano, la Calabria, e in particolare Reggio è stata tradita e spogliata  e trattata come  colonia, se è vero, come lo è indubitabilmente che  il patriota stefanita Romeo , eletto al primo Parlamento nazionale, si è dimesso informando con manifesti i suoi elettori che il Governo non aveva mantenuto gli impegni  assunti precedentemente. Certo Reggio  è stata trascurata anche dai politici delle altre province  calabresi, ma se i Governi centrali fossero stati più attenti, libertà e democrazia sarebbero state rispettate in ogni dove. Un coacervo di soprusi e abusi ha logorato la popolazione reggina, che rimpiange il suo stato di polis e soffre con orgoglio, quell&#8217;orgoglio che non è vanagloria presupponente e boriosa quanto piuttosto consapevolezza delle proprie capacità, della propria cultura, del proprio DNA di valori importanti e profondi che sono propri dell&#8217; uomo libero, coraggioso e audace, mediterraneo. L&#8217; orgoglio, poi, una caratteristica spesso esaltata, l&#8217;orgoglio di essere e semtirsi italiani, l&#8217;orgoglio eroico di tanti valorosi, l&#8217;orgoglio di molti atleti che si affermano  in varie discipline, quell&#8217;orgoglio che relativamente al popolo reggino diventa un grave difetto, del quale ci si dovrebbe addirittura vergognare.  Ambrosi ama citare spesso Pansa. Prorio quel Pansa che nel suo ultimo libro <em>&#8221; Il Revisionista&#8221;</em> dedica un capitolo a Julio Valerio Borghese, che intervista tra il 5 e il 7 dicembre 1970: <em>&#8221; Scrissi l&#8217;intervista la sera di lunedì 7  dicembre </em> &#8230;<em>proprio in quelle ore, così in seguito si disse, gli armati raccolti dal Fronte si preparavano ad assaltare la Rai e qualche ministero : le prime mosse del misterioso colpo di Stato capeggiato da Borghese. Il mio articolo, intitolato Deliri del Principe Nero uscì sulla  Stampa il mercoledì 9 dicembre, ossia ventiquattro ore dopo il fallimento del presunto golpe. Un golpe che nessun giornale, nessuna radio e nessuna tv registrarono. La storia emerse l&#8217;anno successivo, il 17 marzo 1971. Rimasi sbalordito. E cominciai a farmi qualche domanda.Un militare o un politico che sta per attuare un colpo di Stato riceve un giornalista del campo avverso ? Proprio nel momento decisivo parla per tre ore davanti a un registratore acceso? Si lascia fotografare in pose tanto poco marziali? A qual tempob mi dissi : no, è assurdo che si comporti così. Sono rimasto della stessa idea  anche dopo. Lo sono ancora oggi. Per me quel golpe non c&#8217;è mai stato. E forse siamo in molti a pansarla allo stesso modo&#8230;..&#8221; </em>.A conferma delle montature  di alcuni politicanti, sempre Pansa sempre nello stesso libro scrive :<em>&#8221; I  comunisti italiani hanno sempre avuto una passione vera per le operazioni degli altri. Vedono misteri e congiure dovunque, giudate da registi occulti e dirette a scopi nefandi.&#8221; </em>Come fa Ambrosi a dare per scontato il golpe Borghese ? Capisco che è difficile capire come una colonia piccola e trascurata possa osare ribellarsi contro le ingiustizie in maniera corale e spontanea. Purtroppo l&#8217; evidenza spesso deve essere coperta da barriere posticce e ingombranti assolutamante surreali. Questo significa ignorare la verità.</p>
<p>Come si fa ad inserire i fatti Gambarie in un tentativo organizzato per allargare la protesta alla provincia. Per capire i fatti di Gambarie, assolutamente spontanei e trasversali, è opportuno leggere una bella Appendice nel libro Area metropolitana dello Stretto di Peppe Caridi per i tipi di Città del Sole Edizioni, dove il giovane autore intervista uno dei protagonisti proprio di quei fatti.</p>
<p>Come si fa, ancora, a trascurare completamente il ruolo svolto durante la Rivolta dall&#8217; Arcivescovo, di origini piemontesi, mons. Giovanni Ferro capace di capire le motivazioni più profonde di una intera popolazione che si ritiene trattata ingiustamente.</p>
<p>Perchè di questo si tratta.E per capire lo stato della giustizia nel nostro territorio basta leggere Norman Douglas in Vecchia Calabria, del 1920,  nel capitolo Musolino e la legge, dove Musolino è il brigante  e la legge è definita come burla e farsa. Questa è la preistoria che sottende a una ribellione che c&#8217;è tuttora nell&#8217;animo del reggino, il quale lavora con impegno perchè evitando di essere stritolato dai carri armati di Stato possa raggiungere una dimensione di autonomia democratica e liberale nel rispetto di tutte le altre altre realtà locali e nazionali.Perchè non è  possibile in una società libera e democratica che una parte di territorio possa secedere senza spargimento di sangue? perchè?</p>
<p>Certo bisogna riconoscere che Ambrosi riferisce della solitudine di una città sola con se stessa; riferisce con Adele Cambria, che &#8220;<em>tutti i Governi sono stati razzisti con la Calabria&#8221; , </em>con il Corriere della Sera che &#8221; <em>il  Governo è stato colpevolmente assente&#8221; </em>e che il pacchetto Colombo è stata una vera e propria presa in giro.</p>
<p>E il grido <strong><em>Boia chi molla richiama cittadini reggini, italiani, morti  per un capoluogo simbolo di giustizia e libertà.</em></strong></p>
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		<title>Pennetta e le altre : semplicemente meraviglioso !</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 21:03:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mimmasuraci</dc:creator>
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Flavia Pennetta, Francesca Schiavone,
Sara Errani e Roberta Vinci
&#8230;ti dice niente la Fed Cup  ?
in un abbraccio il sapore  gradevolissimo della vittoria.
Al Polimeni di Reggio Calabria Pennetta e le altre hanno disegnato un&#8217;impresa di squadra  perfetta, meravigliosa. Brave, bravissime.
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<h1>Flavia Pennetta, Francesca Schiavone,</h1>
<h1>Sara Errani e Roberta Vinci</h1>
<p>&#8230;ti dice niente la Fed Cup  ?</p>
<p>in un abbraccio il sapore  gradevolissimo della vittoria.</p>
<p>Al Polimeni di Reggio Calabria Pennetta e le altre hanno disegnato un&#8217;impresa di squadra  perfetta, meravigliosa. Brave, bravissime.</p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/mimmasuraci.wordpress.com/1975/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/mimmasuraci.wordpress.com/1975/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/mimmasuraci.wordpress.com/1975/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/mimmasuraci.wordpress.com/1975/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/mimmasuraci.wordpress.com/1975/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/mimmasuraci.wordpress.com/1975/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/mimmasuraci.wordpress.com/1975/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/mimmasuraci.wordpress.com/1975/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/mimmasuraci.wordpress.com/1975/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/mimmasuraci.wordpress.com/1975/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mimmasuraci.wordpress.com&blog=3858876&post=1975&subd=mimmasuraci&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">(Ap)</media:title>
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		<title>ReggioArgento</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 17:06:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mimmasuraci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’argento del Valanidi
Pubblicato da peppecaridi su 4, Novembre, 2009


di Stefano Migliardi – Sulla mia scrivania ormai da tempo giaceva dimenticata una cartellina con su scritto “Argento nell’alta valle della fiumara Valanidi”.
Lavoro e famiglia non mi davano tregua, ma ogni tanto la riaprivo per aggiungere qualche traccia in più.
La mia curiosità riguardava la storia dell’estrazione di metalli [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mimmasuraci.wordpress.com&blog=3858876&post=1973&subd=mimmasuraci&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><h2><a title="Link permanente a L’argento del Valanidi" rel="bookmark" href="http://peppecaridi2.wordpress.com/2009/11/04/l%e2%80%99argento-del-valanidi/">L’argento del Valanidi</a></h2>
<p>Pubblicato da <a href="http://www.meteoweb.it/">peppecaridi</a> su 4, Novembre, 2009</p>
<div>
<div>
<p><img src="http://www.meteoweb.it/cgi/uploads/sezioni/4118/foto/14.jpg" alt="http://www.meteoweb.it/cgi/uploads/sezioni/4118/foto/14.jpg" width="280" height="210" />di <strong>Stefano Migliardi</strong> – Sulla mia scrivania ormai da tempo giaceva dimenticata una cartellina con su scritto <em>“Argento nell’alta valle della fiumara Valanidi”</em>.<br />
Lavoro e famiglia non mi davano tregua, ma ogni tanto la riaprivo per aggiungere qualche traccia in più.</p>
<p>La mia curiosità riguardava la storia dell’estrazione di metalli preziosi dalle colline sopra Reggio Calabria.</p>
<p>Articoli presi qua e là, scritti da professori come <strong>Rubino</strong> o <strong>Sorgonà</strong>, spunti da lavori di geologi moderni famosi come <strong>Pileggi</strong>, <strong>Pipino</strong> oppure la descrizione geologica della Calabria del mitico<strong> ing. Cortese</strong>.</p>
<p>Gli indizi erano parecchi e tutti datati:</p>
<div>
<li> L’<strong>ing. Melograni </strong>che nel 1823 esplorando geologicamente l’Aspromonte diceva che <em>“le cave erano aperte nei valloni del Valanidi come Allai… dal cunicolo della “Stroffa” usciva il materiale per la fonderia ed in quantità…”</em></li>
<li> L’articolo del <strong>prof. Orlando Sorgonà</strong> sulle fonderie di Arangea che riportava tanti estratti bibliografici tra cui il<strong> De Lorenzo </strong>(1760) che parlava di <em>“…laverie della terra argentifera del Valanidi”</em>.</li>
<li> La patena di argento dorato conservata nello spettacolare Museo di San Paolo a Reggio, unico residuo dei prodotti delle officine di Arangea con un testo latino inciso che festeggia il matrimonio tra Carlo III e la regina Amalia nel 1750.
<div><img src="http://www.meteoweb.it/images/Migliardi2/15.jpg" alt="" width="317" height="238" /></div>
<p>Insomma, <strong>Re Carlo III di Borbone</strong> aveva fatto arrivare dalla Sassonia tecnici e minatori (conterranei della Regina), esperti nell’estrarre e lavorare minerali preziosi. Aveva fatto costruire una grande fonderia dove <em>“macinando e arrostendo”</em> rocce e galene provenienti anche dalla vallata del Valanidi, si producevano ferro, rame, piombo e da quest’ultimo appunto l’argento.</p>
<p>Questa era la storia, ma adesso dove si trovano queste miniere?</p>
<p>Si sapeva che c’era qualche accenno di traforo o vecchi ruderi, ma cercavo la corrispondenza tra la realtà odierna del 2009 d.C. e quanto si scriveva due secoli fa. Specialmente sulla parte “argentifera”.</p>
<p>In mio aiuto, la mail di un amico cacciatore che segnalava grotte non meglio identificate in un costone della vallata aggiungendo qualche riferimento topografico.<br />
Non essendo zona abitata escludevo che fosse un rifugio antiaereo perciò poteva essere proprio una bocca di miniera.</p>
<p>L’unico modo di verificare era andarci, attrezzati da trekking e sperando in una giornata meteorologicamente “clemente”.</p>
<p>Un sabato le condizioni si facevano favorevoli e con il <strong>prof. Sorgonà</strong> percorriamo con la macchina la strada che ci porta verso l’alta valle del Valanidi.</p>
<div><img src="http://www.meteoweb.it/images/Migliardi2/1.JPG" alt="" width="335" height="251" /></div>
<p>Ritrovo qualche riferimento della mail ma chiedendo in loco restringiamo il campo di indagine.<br />
Scendiamo in un valloncello e dopo circa 100 metri ci ritroviamo di fronte ad un costone di roccia nerastra pieno di rovi. Al centro proprio la bocca di miniera.</p>
<p>L’emozione è forte poiché davanti a noi si materializzano, a distanza di 200 anni, i resti di quegli scavi cominciati da uomini venuti da lontano ovvero quei tedeschi di Sassonia ed in particolare di <strong>Frieberg</strong>, città tutt’oggi famosa al mondo come la <em>“città dell’Argento”</em>.</p>
<div><img src="http://www.meteoweb.it/images/Migliardi2/4.JPG" alt="" width="422" height="316" /></div>
<p>Chissà per quanti anni e chissà quanto materiale “prezioso” è uscito da quel cunicolo. Incredibile vedere intere pareti “scalpellate” a mano per rincorrere, nelle viscere della terra, la sinuosa “vena” argentifera.</p>
<p>Immaginare poi che dov’ero io, si muovevano freneticamente squadre di minatori che entravano ed uscivano, si davano i turni, caricavano forse carrelli o cassette e chi lo sa che altro facevano.<br />
Decido di entrare per qualche metro procedendo carponi poi riesco ad alzarmi quasi completamente; la galleria non è molto lunga e probabilmente è ostruita; una presa d’aria fa entrare un raggio di sole e mi fa scorgere in basso un rudimentale canale scavato a mano che probabilmente faceva defluire l’acqua di infiltrazione da qualche altra parte a valle.</p>
<div><img src="http://www.meteoweb.it/images/Migliardi2/5.JPG" alt="" width="310" height="412" /><img src="http://www.meteoweb.it/images/Migliardi2/11.JPG" alt="" width="306" height="408" />
<p>&nbsp;</p>
</div>
<p>Scatto alcune foto ed appoggio alle pareti lo stemma della Sassonia come per riportare in quei luoghi qualcosa dei suoi antichi frequentatori.</p>
<div><img src="http://www.meteoweb.it/images/Migliardi2/0.JPG" alt="" width="318" height="238" /></div>
<div>Lasciamo il posto senza toccare nulla in segno di rispetto per i luoghi e per le proprietà altrui.</div>
</li>
<p>E l’argento? Rimarrà lì perché, oggi, non è più economicamente “conveniente” estrarlo come si faceva al tempo; la quantità che si ottiene è poca in proporzione al lavorato e soprattutto il prezzo odierno della materia prima è notoriamente basso.<br />
Già le indagini dell’epoca (nel 1800) davano per Valanidi ogni 100 kg di piombo lavorato dalla roccia circa 500 grammi di argento puro.<br />
Invece per la galena di Rosalì (ma poi la vena fu “persa”…) ogni 100 kg di roccia si estraevano 68 kg di piombo e da 100 kg di piombo si tiravano 300 grammi di argento.</p>
<p>Nel 1750 doveva essere invece un metallo veramente prezioso se per esso, per il ferro e per il rame si arrivò a costruire ad Arangea (oggi via Miniera) una fonderia che contava oltre 700 dipendenti tra tedeschi ed italiani che vi edificarono pure la chiesa dove pregare (ricostruita poi nell’odierna San Giovanni Nepomuceno, il santo dei “tedeschi”).</p>
<p>Poi dopo una trentina d’anni l’abbandono, i terremoti, l’oblio….</p>
<p>Magari oggi si potrebbe creare un bel percorso di valorizzazione di quelle bocche di miniera.<br />
Magari si potrebbe fare un gemellaggio con la città di <strong>Frieberg</strong> in Sassonia nelle cui biblioteche comunali si trova un pezzo di storia di Arangea e del Valanidi.</p>
<p>Sapremo così dov’è andato a finire l’argento… magari è sepolto sotto qualche bergamotteto!<strong> </strong></p>
<p><strong>Post Scriptum</strong>: ringrazio il <strong>prof. Orlando Sorgonà</strong> (da nominare al più presto Assessore alla Cultura!) e gli amici del Valanidi sia quelli che sono rimastia vivere e a lottare con i denti per conservare il territorio sia quelli lontani che non hanno mai smesso di amare la loro spettacolare vallata.</p>
<p><img src="http://www.strettoweb.it/img/new.gif" border="0" alt="" /> <a href="http://www.meteoweb.it/cgi/intranet.pl?_cgifunction=form&amp;_layout=sezioni&amp;keyval=sezioni.sezioni_id=4118" target="_blank">tutte le foto qui</a></p>
</div>
</div>
</div>
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		<title>Da Roberto un Canto con gli occhi</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 17:00:02 +0000</pubDate>
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Il Controcanto di Roberto. Dalla Sla alla felicità       [08/10/2009]
&#160;
L&#8217;associazione culturale OSA di Abbadia San Salvatore ha pubblicato nei giorni scorsi l&#8217;ultimo libro di Roberto Fabbrini, &#8220;Controcanto&#8221;. Il volume è stato presentato dal presidente dell&#8217;associazione, Nicola Cirocco insieme all&#8217;autore e a numerosi amici, accorsi ad ascoltare &#8211; oltre a [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mimmasuraci.wordpress.com&blog=3858876&post=1968&subd=mimmasuraci&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><table width="100%">
<tbody>
<tr>
<td width="75" align="center"><a title="Controcanto" href="http://www.sienalibri.it/img_news/Controcanto.jpg"> <img src="http://www.sienalibri.it/img_news/resize/Controcanto.jpg" alt="" /> </a></td>
<td align="left">Il Controcanto di Roberto. Dalla Sla alla felicità       [08/10/2009]
<p>&nbsp;</p>
<p>L&#8217;associazione culturale <strong>OSA</strong> di Abbadia San Salvatore ha pubblicato nei giorni scorsi l&#8217;ultimo libro di <strong>Roberto Fabbrini</strong>, &#8220;Controcanto&#8221;. Il volume è stato presentato dal presidente dell&#8217;associazione, <strong>Nicola Cirocco</strong> insieme all&#8217;autore e a numerosi amici, accorsi ad ascoltare &#8211; oltre a brani dell&#8217;opera splendidamente letti dall&#8217;attrice <strong>Paola Lambardi</strong> &#8211; i commenti musicali di <strong>Franco Fabbrini</strong>, fratello di Roberto e brillante compositore jazz,.</p>
<p><strong>Una scrittura con gli occhi</strong> &#8211; Roberto è malato di SLA, una forma di distrofia che gli impedisce qualunque tipo di movimento. La stranezza di &#8220;Controcanto&#8221; sta prima di tutto nell&#8217;essere stato scritto con gli occhi, ovvero per mezzo di un computer a puntatura ottica, che ha permesso all&#8217;autore di riversare prima sullo schermo e quindi su carta, il suo mondo interiore, a completamento di una riflessione sulla propria condizione che era già iniziata con il libro precedente, &#8220;Le ombre lunghe della sera&#8221;. Roberto lavora da anni a una ricerca di scrittura e di pensiero che la sua malattia ha in qualche modo accellerato, ma non indebolito, anzi. &#8220;Controcanto&#8221; dimostra una vivacità che è un insegnamento per tutte le persone cosiddette sane e che spesso non sanno cogliere i frutti della vita con altrettanta attenzione e consapevolezza.</p>
<p><strong>Il Controcanto di Roberto Fabbrini -</strong> Nella cantata sacra, e poi nel madrigale e nel mottetto rinascimentale, il &#8220;controcanto&#8221; è la seconda melodia, portata avanti &#8211; su una base corale &#8211; da un semicoro che si oppone a quello principale, fino a convergere nella prima melodia e comporre così un unico tema musicale. Roberto sceglie di contrappuntare con la disperazione iniziale il coro che, nella vita, tutti siamo chiamati a intonare, salvo &#8211; alla fine di un percorso che passa dal lamento e pianto al perdono e alla riconciliazione (così si chiamano le quattro parti che compongono questa &#8220;cantata&#8221;) &#8211; condursi verso una accettazione finale che riporta la sua voce a quella degli altri esseri umani, che non cantano più &#8220;contro&#8221; ma partecipano alla melodia universale. Il riferimento agli angeli &#8211; già presente, con forza maggiore, nel libro precedente &#8211; è in questo senso illuminante, perché gli angeli sono la rappresentazione puramente terrena di una serie di figure apportatrici di amore, nella disperazione, nella fattispecie la moglie e il figlio di Roberto, cui il libro è dedicato.</p>
<p><strong>Le tre metafore del toro, del cavaliere e del sesso -</strong> Con poche parole (&#8220;I discorsi si fanno più brevi,/la parola diventa essenziale;/perfino i pensieri fanno voli più corti/per timore/di non arrivare alla fine&#8221;) il percorso si compie: ma non è un percorso, come si potrebbe immaginare, verso la fine. Al contrario: è un inizio: l&#8217;inizio della felicità, che gli altri membri del coro difficilmente riescono a trovare. La riconciliazione finale è il riconoscimento di un amore senza fine, di cui colui che scrive riconosce grato il volto. Ci sono tre metafore importanti nel libro: quella del toro nella corrida, pizzicato dalle &#8220;banderillas&#8221;, tormentato dai &#8220;picadores&#8221;; la leggenda di gusto medievale di Martino che, come il cavaliere dei &#8220;Settimo sigillo&#8221; di Bergman, riesce ripetutamente a ingannare la morte, per essere comunque condotto via da lei alla fine, ma senza provare alcun dolore. Ma la più bella ed efficace è la metafora sessuale che apre il poemetto: è la storia di un uomo che non può più utilizzare il suo corpo come vorrebbe, ma che riesce ugualmente a provare le gioie dell&#8217;amplesso. Nell&#8217;immaginazione, nel ricordo, in un caldo ambiente di grotta materna che descrive con sconvolgente concretezza le gioie di possedere un corpo. Ai coristi della melodia principale sembra scontato che sia così, ma lo è davvero?</p>
<p>Un nuovo inizio, dunque. Adesso, dobbiamo solo aspettare il prossimo libro di Roberto Fabbrini, e la gioia che &#8211; come i precedenti &#8211; saprà dare agli altri. Se è possibile avanzare un presentimento, si potrebbe dire che ci si potrebbe aspettare una delle sue delicate fiabe sugli angeli, sul benessere, sulla gioia. Sulla felicità.</p>
<p>sienalibri.it</td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		<title>Pandemia inventata ?</title>
		<link>http://mimmasuraci.wordpress.com/2009/11/04/pandemia-inventata/</link>
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		<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 14:28:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mimmasuraci</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Salute]]></category>
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Ah1n1, una pandemia inventata?









Mercoledì 04 Novembre 2009 09:05


 di Enzo Vitale* - Il dott. Carlos Alberto Morales Paita, pediatra del Children&#8217;s Hospital di Lima in Perù, ha fatto girare un&#8217;e-mail i cui contenuti, traboccanti di amara ironia e ampiamente condivisibili,
meritano un&#8217;opportuna diffusione non foss&#8217;altro che per sdrammatizzare quanto oggi accade.
1) Un numero discreto di persone [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mimmasuraci.wordpress.com&blog=3858876&post=1964&subd=mimmasuraci&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><table>
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<td width="100%">Ah1n1, una pandemia inventata?</td>
<td width="100%" align="right"><a title="PDF" rel="nofollow" href="http://www.strill.it/index.php?view=article&amp;catid=51%3Adiario&amp;id=53111%3Aah1n1-una-pandemia-inventata-&amp;format=pdf&amp;option=com_content&amp;Itemid=209"></a></td>
<td width="100%" align="right"><a title="Stampa" rel="nofollow" href="http://www.strill.it/index.php?view=article&amp;catid=51%3Adiario&amp;id=53111%3Aah1n1-una-pandemia-inventata-&amp;tmpl=component&amp;print=1&amp;layout=default&amp;page=&amp;option=com_content&amp;Itemid=209"></a></td>
<td width="100%" align="right"><a title="E-mail" href="http://www.strill.it/index.php?option=com_mailto&amp;tmpl=component&amp;link=aHR0cDovL3d3dy5zdHJpbGwuaXQvaW5kZXgucGhwP29wdGlvbj1jb21fY29udGVudCZ2aWV3PWFydGljbGUmaWQ9NTMxMTE6YWgxbjEtdW5hLXBhbmRlbWlhLWludmVudGF0YS0mY2F0aWQ9NTE6ZGlhcmlvJkl0ZW1pZD0yMDk="></a></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<table>
<tbody>
<tr>
<td valign="top">Mercoledì 04 Novembre 2009 09:05</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top"><strong> </strong><strong>di Enzo Vitale* -</strong> Il dott. Carlos Alberto Morales Paita, pediatra del Children&#8217;s Hospital di Lima in Perù, ha fatto girare un&#8217;e-mail i cui contenuti, traboccanti di amara ironia e ampiamente condivisibili,</p>
<p>meritano un&#8217;opportuna diffusione non foss&#8217;altro che per sdrammatizzare quanto oggi accade.</p>
<p>1) Un numero discreto di persone contraggono l&#8217;influenza suina e ci si mette la mascherina&#8230; 25 milioni di persone con AIDS e non ci si mette il preservativo&#8230;</p>
<p>2) pandemia di lucro: che interessi economici si muovono dietro l&#8217;influenza suina? Nel mondo, ogni anno, muoiono milioni di persone, vittime della malaria&#8230; I notiziari di questo non parlano&#8230;</p>
<p>3) Nel mondo, ogni anno muoiono due milioni di bambini per diarrea che si potrebbe evitare con un semplice rimedio che costa 25 centesimi.. . I notiziari di questo non parlano&#8230;</p>
<p>4) Polmonite e molte altre malattie curabili con vaccini economici, provocano la morte di 10 milioni di persone ogni anno &#8230; I notiziari di questo non parlano&#8230;</p>
<p>5) Ma quando comparve la famosa influenza dei polli&#8230; i notiziari mondiali si inondarono di notizie&#8230; un&#8217;epidemia e più pericolosa di tutte, una pandemia! Non si parlava d&#8217;altro, nonostante questa influenza causò la morte di 250 persone in 10 anni&#8230; 25 morti l&#8217;anno!!</p>
<p>6) L&#8217;influenza comune, uccide ogni anno mezzo milione di persone nel mondo &#8230; Mezzo milione contro 25.</p>
<p>7) E quindi perché un così grande scandalo con l&#8217;influenza dei polli? Perché dietro questi polli c&#8217;era un &#8220;grande gallo&#8221;. La casa farmaceutica internazionale Roche con il suo famoso Tamiflu, vendette milioni di dosi ai paesi asiatici. Nonostante il vaccino fosse di dubbia efficacia, il governo britannico comprò 14 milioni di dosi a scopo preventivo per la sua popolazione.</p>
<p> <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_cool.gif' alt='8)' class='wp-smiley' /> Con questa influenza, Roche e Relenza, ottennero milioni di dollari di lucro.</p>
<p>9) Prima con i polli, adesso con i suini: e così adesso è iniziata la psicosi dell&#8217;influenza suina. E tutti i notiziari del mondo parlano di questo. E allora viene da chiedersi: se dietro l&#8217;influenza dei polli c&#8217;era un &#8220;grande gallo&#8221;, non sarà che dietro l&#8217;influenza suina ci sia un &#8220;grande porco?&#8221;.</p>
<p>10) L&#8217;impresa nord americana Gilead Sciences ha il brevetto del Tamiflu. Il principale azionista di questa impresa è niente meno che un personaggio sinistro, Donald Rumsfeld, segretario della difesa di Gorge Bush, artefice della guerra contro l&#8217;Iraq&#8230;</p>
<p>11) Gli azionisti di Roche e Relenza si stanno fregando le mani&#8230; felici per la nuova vendita milionaria. La vera pandemia è il guadagno, gli enormi guadagni di questi mercenari della salute&#8230;</p>
<p>12) Se l&#8217;influenza suina è così terribile come dicono i mezzi di informazione, se l&#8217;Organizzazione Mondiale della Salute (diretta dalla cinese Margaret Chan) è tanto preoccupata, perché non dichiara un problema di salute pubblica mondiale e autorizza la produzione farmaci generici per combatterla?<br />
In dodici punti un quadro che, se per un verso è &#8220;rassicurante&#8221; dal punto di vista sanitario, è oltremodo allarmante da quello morale.</p>
<p>*Presidente Fondazione Mediterranea</p>
<p>Reggio Calabria</td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		<title>A livella di Totò</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Nov 2009 09:03:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mimmasuraci</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Poesie Filastrocche e simili]]></category>
		<category><![CDATA[2 novembre]]></category>
		<category><![CDATA[a livella]]></category>
		<category><![CDATA[a livella di Totò]]></category>
		<category><![CDATA[andare al cimitero]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio de Curtis]]></category>
		<category><![CDATA[commemorazione defunti]]></category>
		<category><![CDATA[defunti]]></category>
		<category><![CDATA[i nostri morti]]></category>
		<category><![CDATA[ricordare i morti]]></category>
		<category><![CDATA[Totò]]></category>

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		<description><![CDATA[




Ogn&#8217;anno,il due novembre,c&#8217;é l&#8217;usanza
per i defunti andare al Cimitero.
Ognuno ll&#8217;adda fà chesta crianza;
ognuno adda tené chistu penziero.Ogn&#8217;anno,puntualmente,in questo giorno,
di questa triste e mesta ricorrenza,
anch&#8217;io ci vado,e con dei fiori adorno
il loculo marmoreo &#8216;e zi&#8217; Vicenza.St&#8217;anno m&#8217;é capitato &#8216;navventura&#8230;
dopo di aver compiuto il triste omaggio.
Madonna! si ce penzo,e che paura!,
ma po&#8217; facette un&#8217;anema e curaggio.&#8217;O fatto [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mimmasuraci.wordpress.com&blog=3858876&post=1957&subd=mimmasuraci&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><table border="0" width="70%">
<tbody>
<tr>
<td>
<h5>
<h5>Ogn&#8217;anno,il due novembre,c&#8217;é l&#8217;usanza<br />
per i defunti andare al Cimitero.<br />
Ognuno ll&#8217;adda fà chesta crianza;<br />
ognuno adda tené chistu penziero.Ogn&#8217;anno,puntualmente,in questo giorno,<br />
di questa triste e mesta ricorrenza,<br />
anch&#8217;io ci vado,e con dei fiori adorno<br />
il loculo marmoreo &#8216;e zi&#8217; Vicenza.St&#8217;anno m&#8217;é capitato &#8216;navventura&#8230;<br />
dopo di aver compiuto il triste omaggio.<br />
Madonna! si ce penzo,e che paura!,<br />
ma po&#8217; facette un&#8217;anema e curaggio.&#8217;O fatto è chisto,statemi a sentire:<br />
s&#8217;avvicinava ll&#8217;ora d&#8217;à chiusura:<br />
io,tomo tomo,stavo per uscire<br />
buttando un occhio a qualche sepoltura.<strong>&#8220;Qui dorme in pace il nobile marchese<br />
signore di Rovigo e di Belluno<br />
ardimentoso eroe di mille imprese<br />
morto l&#8217;11 maggio del&#8217;31&#8243; </strong>&#8216;O stemma cu &#8216;a curona &#8216;ncoppa a tutto&#8230;<br />
&#8230;sotto &#8216;na croce fatta &#8216;e lampadine;<br />
tre mazze &#8216;e rose cu &#8216;na lista &#8216;e lutto:<br />
cannele,cannelotte e sei lumine.Proprio azzeccata &#8216;a tomba &#8216;e stu signore<br />
nce stava &#8216;n &#8216;ata tomba piccerella,<br />
abbandunata,senza manco un fiore;<br />
pe&#8217; segno,sulamente &#8216;na crucella.</p>
<p>E ncoppa &#8216;a croce appena se liggeva:<br />
&#8220;Esposito Gennaro &#8211; netturbino&#8221;:<br />
guardannola,che ppena me faceva<br />
stu muorto senza manco nu lumino!</p>
<p>Questa è la vita! &#8216;ncapo a me penzavo&#8230;<br />
chi ha avuto tanto e chi nun ave niente!<br />
Stu povero maronna s&#8217;aspettava<br />
ca pur all&#8217;atu munno era pezzente?</p>
<p>Mentre fantasticavo stu penziero,<br />
s&#8217;era ggià fatta quase mezanotte,<br />
e i&#8217;rimanette &#8216;nchiuso priggiuniero,<br />
muorto &#8216;e paura&#8230;nnanze &#8216;e cannelotte.</p>
<p>Tutto a &#8216;nu tratto,che veco &#8216;a luntano?<br />
Ddoje ombre avvicenarse &#8216;a parte mia&#8230;<br />
Penzaje:stu fatto a me mme pare strano&#8230;<br />
Stongo scetato&#8230;dormo,o è fantasia?</p>
<p>Ate che fantasia;era &#8216;o Marchese:<br />
c&#8217;o&#8217; tubbo,&#8217;a caramella e c&#8217;o&#8217; pastrano;<br />
chill&#8217;ato apriesso a isso un brutto arnese;<br />
tutto fetente e cu &#8216;nascopa mmano.</p>
<p>E chillo certamente è don Gennaro&#8230;<br />
&#8216;omuorto puveriello&#8230;&#8217;o scupatore.<br />
&#8216;Int &#8216;a stu fatto i&#8217; nun ce veco chiaro:<br />
so&#8217; muorte e se ritirano a chest&#8217;ora?</p>
<p>Putevano sta&#8217; &#8216;a me quase &#8216;nu palmo,<br />
quanno &#8216;o Marchese se fermaje &#8216;e botto,<br />
s&#8217;avota e tomo tomo..calmo calmo,<br />
dicette a don Gennaro:&#8221;Giovanotto!</p>
<p>Da Voi vorrei saper,vile carogna,<br />
con quale ardire e come avete osato<br />
di farvi seppellir,per mia vergogna,<br />
accanto a me che sono blasonato!</p>
<p>La casta è casta e va,si,rispettata,<br />
ma Voi perdeste il senso e la misura;<br />
la Vostra salma andava,si,inumata;<br />
ma seppellita nella spazzatura!</p>
<p>Ancora oltre sopportar non posso<br />
la Vostra vicinanza puzzolente,<br />
fa d&#8217;uopo,quindi,che cerchiate un fosso<br />
tra i vostri pari,tra la vostra gente&#8221;</p>
<p>&#8220;Signor Marchese,nun è colpa mia,<br />
i&#8217;nun v&#8217;avesse fatto chistu tuorto;<br />
mia moglie è stata a ffa&#8217; sta fesseria,<br />
i&#8217; che putevo fa&#8217; si ero muorto?</p>
<p>Si fosse vivo ve farrei cuntento,<br />
pigliasse &#8216;a casciulella cu &#8216;e qquatt&#8217;osse<br />
e proprio mo,obbj&#8217;&#8230;&#8217;nd&#8217;a stu mumento<br />
mme ne trasesse dinto a n&#8217;ata fossa&#8221;.</p>
<p>&#8220;E cosa aspetti,oh turpe malcreato,<br />
che l&#8217;ira mia raggiunga l&#8217;eccedenza?<br />
Se io non fossi stato un titolato<br />
avrei già dato piglio alla violenza!&#8221;</p>
<p>&#8220;Famme vedé..-piglia sta violenza&#8230;<br />
&#8216;A verità,Marché,mme so&#8217; scucciato<br />
&#8216;e te senti;e si perdo &#8216;a pacienza,<br />
mme scordo ca so&#8217; muorto e so mazzate!&#8230;</p>
<p>Ma chi te cride d&#8217;essere&#8230;nu ddio?<br />
Ccà dinto,&#8217;o vvuo capi,ca simmo eguale?&#8230;<br />
&#8230;Muorto si&#8217;tu e muorto so&#8217; pur&#8217;io;<br />
ognuno comme a &#8216;na&#8217;ato é tale e quale&#8221;.</p>
<p>&#8220;Lurido porco!&#8230;Come ti permetti<br />
paragonarti a me ch&#8217;ebbi natali<br />
illustri,nobilissimi e perfetti,<br />
da fare invidia a Principi Reali?&#8221;.</p>
<p>&#8220;Tu qua&#8217; Natale&#8230;Pasca e Ppifania!!!<br />
T&#8221;o vvuo&#8217; mettere &#8216;ncapo&#8230;&#8217;int&#8217;a cervella<br />
che staje malato ancora e&#8217; fantasia?&#8230;<br />
&#8216;A morte &#8216;o ssaje ched&#8221;e?&#8230;è una livella.</p>
<p>&#8216;Nu rre,&#8217;nu maggistrato,&#8217;nu grand&#8217;ommo,<br />
trasenno stu canciello ha fatt&#8217;o punto<br />
c&#8217;ha perzo tutto,&#8217;a vita e pure &#8216;o nomme:<br />
tu nu t&#8217;hè fatto ancora chistu cunto?</p>
<p>Perciò,stamme a ssenti&#8230;nun fa&#8221;o restivo,<br />
suppuorteme vicino-che te &#8216;mporta?<br />
Sti ppagliacciate &#8216;e ffanno sulo &#8216;e vive:<br />
nuje simmo serie&#8230;appartenimmo à morte!&#8221;</p>
<p>Antonio De Curtis</h5>
</h5>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
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		<title>Attualità della Rivolta di Reggio, città dello Stretto.</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Oct 2009 14:07:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mimmasuraci</dc:creator>
				<category><![CDATA[Area dello Stretto]]></category>
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		<description><![CDATA[Questa Calabria così divisa, tra facebook, zone franche urbane ed elezioni regionali
Pubblicato da peppecaridi su 30, Ottobre, 2009


Accese polemiche tra Reggio e Catanzaro su più fronti, mentre i reggini vorrebbero che Reggio si chiamasse “dello Stretto” e non “di Calabria”
Che la Calabria non sia una Regione unita e compatta è un conclamato fatto storico: basti pensare [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mimmasuraci.wordpress.com&blog=3858876&post=1955&subd=mimmasuraci&ref=&feed=1" />]]></description>
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<p>Pubblicato da <a href="http://www.meteoweb.it/">peppecaridi</a> su 30, Ottobre, 2009</p>
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<p><em>Accese polemiche tra Reggio e Catanzaro su più fronti, mentre i reggini vorrebbero che Reggio si chiamasse “dello Stretto” e non “di Calabria”</em><img src="http://www.tempostretto.it/8/fotoarticoli/1256904118.jpg" border="0" alt="" width="171" height="114" /></p>
<p>Che la Calabria non sia una Regione unita e compatta è un conclamato fatto storico: basti pensare alla Rivolta di Reggio del 1970 o a tutti quei Reggini che oggi vorrebbero cambiare il nome della loro Città in <em>“Reggio dello Stretto”</em> rispetto all’attuale <em>“Reggio di Calabria”</em> perchè si sentono molto più vicini alla realtà Messinese che a quella Calabrese.<br />
Questo tipo di sentimento, che va ben oltre una semplice rivalità di campanile ma che è dovuto a decenni di soprusi strategici economici, amministrativi, politici e infrastrutturali, si sta ulteriormente accentuando.<br />
Il Sindaco di Catanzaro, <strong>Rosario Olivo</strong><em> (nella seconda foto a corredo dell’articolo)</em>, se l’è presa con il gruppo di facebook <em>“PER REGGIO CALABRIA CAPOLUOGO – NON MOLLIAMO”</em> che, forte di oltre <strong>5.500 iscritti</strong> ha organizzato una manifestazione domenica scorsa <a href="http://www.tempostretto.it/8/index.php?location=articolo&amp;id_articolo=21625#"><img src="http://www.tempostretto.it/8/fotoarticoli/1256904620.png" border="0" alt="" hspace="15" vspace="5" align="right" /></a>all’Arena dello Stretto, intitolata alla memoria di <strong>Ciccio Franco</strong>, figura storica della Reggio della rivolta.<br />
La manifestazione è stata un autentico flop, e all’incontro hanno partecipato poco più di <strong>70 persone</strong>: la stessa <strong>Tanya Caridi</strong>, una delle amministratrici del gruppo, ha voluto esprimere la propria amarezza in una nota che potete leggere negli approfondimenti di questo articolo.<br />
Evidentemente molti Reggini hanno capito che, piuttosto che pensare al capoluogo di una Regione che non appartiene per storia, cultura, territorio e tradizioni alla comunità di questa città, sarebbe meglio concentrarsi alla Città Metropolitana e all’Area Metropolitana dello Stretto. Ma quella del gruppo di facebook può essere vista come una provocazione, in cui c’è cascato a pieno il Sindaco di Catanzaro che ha diffuso una nota in cui si è espresso molto preoccupato e ha chiesto di oscurare la <a href="http://www.tempostretto.it/8/index.php?location=articolo&amp;id_articolo=21625#"><img src="http://www.tempostretto.it/8/fotoarticoli/1256904850.JPG" border="0" alt="" hspace="10" vspace="5" align="left" /></a>pagina di facebook di questo gruppo.<br />
Addirittura si è rivolto al Ministro dell’Interno, motivando la sua richiesta <em>“con la necessità di evitare che continui a diffondere germi di un insano rancore e di un’irresponsabile rivalità fra territori”</em>. <strong>Rosario Olivo</strong> ha parlato di<em> “irritazione della comunità catanzarese e di tanti calabresi per un clima insano che intravediamo negli atteggiamenti irresponsabili di alcuni ambienti reggini che fomentano odio sociale nella già bistrattata Calabria. Il gruppo ‘per Reggio Capoluogo’</em> – aggiunge -<em> in realtà sta minando il già precario clima di conciliazione presente sul territorio, evocando fantasmi del passato con becere rivendicazioni tendenti a scippare il ruolo di capitale regionale a Catanzaro”</em>.</p>
<p>Se il Sindaco di Catanzaro ed i suoi collaboratori avessero dato un’occhiata a Facebook un pò più approfondita, avrebbero evitato questa gaffe perchè avrebbero scoperto che internet, e nello specifico il social network, è lo sfogo dei sentimenti più vari e singolari. Proprio su facebook esiste anche un gruppo chiamato <em>“Cosenza capoluogo di Regione”</em> con <strong>212 iscritti</strong>.<br />
In Sicilia ci sono ben tre gruppi che chiedono <em>“Catania capoluogo di Regione”</em> con un totale di oltre <strong>1.300 iscritti</strong>. E in Basilicata spopola il gruppo <em>“Matera capoluogo di Regione”</em> con quasi <strong>4.000 iscritti</strong>.<br />
Per non parlare dell’Abruzzo, dove <em>“Pescara capoluogo di Regione”</em> ha superato i <strong>2.500 iscritti</strong>.<br />
Eppure i Sindaci di Palermo, Potenza e L’Aquila non sono insorti, perchè evidentemente hanno cose più importanti a cui pensare.<br />
Solo il Sindaco di Catanzaro ritiene offensivo un gruppo che, nei fatti, ha la sola pretesa di stimolare l’amore dei reggini nei confronti della loro città.</p>
<p>Ma se il problema fosse solo quello di facebook e di internet, forse non avremmo neanche avuto la briga di scrivere quest’articolo.<br />
In realtà i problemi della Calabria sono tanti, numerosi e importanti.<br />
Basti pensare alle <strong>zone franche urbane</strong> istituite pochi giorni fa in tutt’Italia.</p>
<p>Quanto fosse fondamentale l’istituzione di una zona franca urbana nel territorio della <strong>piana di Gioia Tauro</strong> lo sanno bene i Calabresi tutti, i Reggini e ancor di più gli amministratori Regionali che, invece, hanno escluso l’area del reggino Tirrenico per assegnare le tre zfu calabre a <strong>Lamezia Terme</strong>, <strong>Rossano</strong> (nel Cosentino Jonico) e <strong>Crotone</strong>.</p>
<p>Nel corso dell’iter ministeriale per l’assegnazione delle zone franche urbane, la Regione ha segnalato la necessità di un ulteriore ampliamento dello strumento con l’assegnazione di una quarta zona franca urbana, individuata nelle località marine di<strong> Vibo Valentia</strong>.<br />
Insomma, una zona franca a Provincia: Lamezia nel Catanzarese, Rossano nel Cosentino, Vibo e Crotone.<br />
Ancora una volta, per gli amministratori Regionali è come se Reggio non esistesse ed è come se non esistesse la piana di Gioia Tauro che con il suo porto potrebbe diventare un vettore trainante dell’economia Mediterranea e Italiana.</p>
<p>E’ evidente che i vertici regionali hanno voluto mostrare, ancora una volta, il loro sentimento insofferente nei confronti di Reggio che, dopo la conquista dello <em>’status’</em> di <strong>Città Metropolitana</strong>, si vede ancor più osteggiata.</p>
<p>Se andiamo a guardare quali sono state le tre zone franche urbane assegnate alla Sicilia (<strong>Catania</strong>, <strong>Gela</strong> ed <strong>Erice</strong>) ci accorgiamo che esiste un vuoto dalle proporzioni geografiche unico nel resto del centro/sud Italia proprio nelle province di Reggio e Messina, che pure con il polo di <strong>Milazzo</strong> avrebbe potuto meritare l’assegnazione di una zona franca urbana.</p>
<p>A questo punto l’Area dello Stretto non può che continuare a essere l’unico vero riferimento di un territorio sempre più bistrattrato e messo da parte dai vari poli Regionali. Un territorio cui non vengono comprese le esigenze e che condivide un’identità comune forte e precisa.</p>
<p>In questa situazione abbastanza calda, in Calabria ci vanno di mezzo anche le prossime elezioni Regionali: è concreta la possibilità che <strong>per la prima volta nella storia di questa Regione</strong> ci possa essere un amministratore Reggino, e la candidatura di <strong>Giuseppe Scopelliti</strong> smuove le acque non solo a livello politico, ma anche e soprattutto a livello territoriale.<br />
Il sentore è che l’attuale Sindaco di Reggio non sia tanto il candidato del centro/destra, quanto invece il candidato della Città.<br />
A Reggio, infatti, sono tantissimi a dargli appoggio nonostante un colore politico avverso o addirittura opposto: <em>“non ho mai votato da quella parte, ma lo farò per la prima volta in nome della mia Città”</em>.</p>
<p>E, viceversa, tanti Catanzaresi stanno seriamente pensando di mettere da parte le loro idee politiche e di votare in base all’espressione territoriale dei candidati.</p>
<p>Di certo c’è che nei prossimi mesi ne vedremo delle belle …</p>
<div><em>Peppe Caridi</em></div>
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		<title>Messina un mese dopo</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Oct 2009 20:24:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mimmasuraci</dc:creator>
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foto di peppe Caridi

LA LETTERA DI UN LETTORE
«Senza risposte né solidarietà»
«L&#8217;alluvione catalogata come un affare di negligente abusivismo. Come se le vittime fossero di serie B»



Pubblichiamo la lettera e le foto inviate a Corriere.it da un lettore originario di Giampilieri, uno dei paesini nel Messinese più colpiti dall&#8217;alluvione e dai crolli dei primi di ottobre
È [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mimmasuraci.wordpress.com&blog=3858876&post=1949&subd=mimmasuraci&ref=&feed=1" />]]></description>
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<h3><em>foto di peppe Caridi<br />
</em></h3>
<h3>LA LETTERA DI UN LETTORE</h3>
<h1>«Senza risposte né solidarietà»</h1>
<h2>«L&#8217;alluvione catalogata come un affare di negligente abusivismo. Come se le vittime fossero di serie B»</h2>
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<p><em>Pubblichiamo la lettera e le foto inviate a Corriere.it da un lettore originario di Giampilieri, uno dei paesini nel Messinese più colpiti dall&#8217;alluvione e dai crolli dei primi di ottobre</em></p>
<p>È passato quasi un mese dall’alluvione di Messina e a Giampilieri e negli altri paesi colpiti dalle frane del primo ottobre non ha mai smesso di piovere. Prima la pioggia che ha fatto crollare le montagne sulle case. Poi quella dei media arrivati da Roma e da Milano a documentare la tragedia. Poi è rimasta soltanto la pioggerellina d’autunno, forse un po’ più insistente degli altri anni. Intervallata da qualche rara giornata di sole. Visto che in quei luoghi ci sono nato, sono andato più volte in questi giorni a vederli e a fotografarli.</p>
<p>Volevo parlare con i miei amici e con i miei parenti. La sensazione che ne ho tratto è che queste persone, dopo essere state travolte dall’alluvione vera e poi da quella mediatica, oggi sono tornate in un silenzio ancor più irreale del frastuono fangoso di qualche settimana fa. Solo due cose non sono piovute. La prima, a distanza di quasi un mese, sono le risposte. Ad esempio sulle modalità di gestione e risoluzione dello stato di emergenza, come da giorni chiede il neo-comitato «Salviamo Giampilieri». La seconda, curiosamente, sono gli sms di solidarietà. Come per altre tragedie analoghe è stato attivato un numero (il 48580) dove chi voleva poteva mandare un sms del valore di un euro. Ma questo numero fantasma, di cui nessuno dei grandi media ha parlato, è stato disattivato già da diversi giorni. Come a confermare l’amara constatazione che la tragedia di Messina è stata frettolosamente catalogata come un affare di negligente e colpevole abusivismo. Come se quelle vittime fossero un po’ di serie B. Vittime, ma anche un po’ colpevoli, in fondo.</p>
<p><!-- google_ad_section_end --> Biagio D&#8217;Angelo<br />
<strong>26 ottobre 2009</strong></p>
<p><strong>corriere.it<br />
</strong></p>
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