Un sordo boato
squarcia la notte cupa;
un urlo soffocato dal sonno crudele;
lo spettro si aggira spietato
tra le fitte tenebre impietose.
Le ali spezzate
la maestosa Aquila immota stramazza al suolo,
ferita, incredula, impotente,
Tra le fumose macerie insanguinate
un batuffolo bianco
annusa disperato
cercando il suo padrone.


sacrate le spoglie di un vizio ciclato
permangono a stelo della sorte
monumento vivente a memoria ch’è pia??
sperando anche all’arco del lume sentito,
dell’ aquila dolente e stellina sperduta