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Archive for luglio 2008

In una bella pagina su ” La Repubblica” di oggi Michele Bocci invita a fermarsi per pensare magari camminando, come sottolinea Duccio Demetrio nel suo bel lavoro ” Filosofia del camminare”. Io sono convinta che molti malesseri della società post-moderna siano causati dai ritmi di vita schizofrenici che ci siamo imposti, per i quali gli strumenti sono diventati obiettivi e non si trova mai il tempo per pensare. Siamo così immersi in uan specie di letargo che porta all’ anestesia dell’ anima e delle coscienze con conseguenze dissociative della personalità molto pericolose.Camminare sulle proprie gambe e con i propri piedi apre la mente e fa riacquistare al nostro cervello quella condizione ideale già esaltata da Aristotele col nome di otium, che permette al pensiero di liberarsi della zavorra delle situazioni contingenti della vita quotidiana, per elevarsi in una dimensione superiore,nella quale ci si riqualifica, si riesce ad apprezzare il vuoto come condizione umana, ci si può finalmente guardare intorno per cercare l’ anima dei luoghi e ritrovare i luoghi dell’ anima. Il cammino, anche senza meta, è, infatti, un importantissimo valore fisico e morale. Riscoprendo questo bisogno si procura un vantaggio igienico a tutto il corpo che riattiva il proprio metabolismo, e si procura, nel contempo, un notevole vantaggio morale che consente al pensiero di volare sulle ali di sempre del bello, del giusto e del vero.

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Di solito non seguo le mode del momento anche per quanto riguardo la letteratura e non mi faccio influenzare dai premi nelle mie scelte. Questa volta però la curiosità è stata troppo forte e, nonostante il libro abbia vinto lo Strega, ho letto questo libro, ” La solitudine dei numeri primi”, seguendo una decisione presa precedentemente. Mi incuriosiva leggere lo scitto di Paolo Giordano,un giovane fisico che si diletta con le parole e il racconto. la mia curiosità è stata ben ripagata perchè la lettura scorrevole, mi ha fatto divorare tutto d’ un fiato queste pagine dense di introspezione psicologica e riflessioni profonde sui rapporti familiari e interpersonali. L’ autore conduce il lettore suo malgrado e incosapevolmente a meditare sui perchè esistenziali con tratto leggero e, anche se ti resterà l’ amaro in bocca, ti rimane la consapevolezza che in ognuno di noi si può nascondere un numero primo con la sua solitudine.

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https://i2.wp.com/www.repubblica.it/2008/06/sezioni/cronaca/naufragio-6giu/naufragio-6giu/stor_8773729_49590.jpgGiunge in queste ore l’ ennesima notizia di tragedia nel mare di un barcone di clandestini. Come si fa a restare indifferenti di fronte ad una vera e propria deportazione di esseri umani , che vengono strappati ai loro luoghi per finire in fondo al mare, le cui acque sono dense e sporche di chiacchiere e teoremi socio-clericali ? Sin da piccola mi hanno insegnato di fare ogni sera l’ esame di coscienza secondo i precetti della dottrina cristiano-cattolica. Ragion per cui ho sempre pensato che i tutori della nostra religione fossero i primi a sottoporsi all’ autoanalisi serale quotidiana. Ora, qui, però, c’è qualcosa di stonato. Quando nei giorni scorsi il Vaticano ha levato la propria voce per chiedere comprensione verso gli immigrati, ho avuto un moto di stizza : come mai la Chiesa non si adopera con tutte le proprie forze per arginare questo fenomeno nei paesi d’ origine ? come mai la Chiesa, che si dice Universale, non grida contro questi crimini efferati ? e come mai la Chiesa ripetutamente invita l’ italia e il suo Governo a tollerare ed accogliere ? Dunque, mi è venuto spontaneo pensare e commentare con gli amici sia questo aspetto, sia un altro intervento temporaneo che la Chiesa, a mio avviso, potrebbe e dovrebbe fare, cioè aprire le porte delle chiese agli immigrati. Dopo qualche giorno, guarda caso, si verificano i fatti di Napoli, con l’ “occupazione” del Duomo da parte degli immigrati; e cosa succede ? Senti, senti; il Cardinale Sepe chiede l’ intervento delle forze dell’ ordine per liberare la Cattedrale. Anche la Chiesa,dunque, si trova in uno stato confusionale e pratica la filosofia dei Padre Zapata , cioè predica in un modo e razzola in un altro . Come dire non ha oer caso dimenticato di fare l’ esame di coscienza prescritto dai suoi precetti ?

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https://i0.wp.com/www.lastampa.it/redazione/cmssezioni/cronache/200807images/eluana02g.jpgA me viene difficile affrontare questo argomento. Ho perduto mio padre all’ improvviso quando ero una bimba di appena cinque anni e ancora e sempre mi domando perchè. Rifiutavo la morte e ne cercavo una giustificazione razionale. Il trascorrere del tempo, le letture, gli studi mi hanno aiutato a pensare e a riflettere sui problemi esistenziali e ho capito che la morte fa parte della vita , la quale inizia con la nascita e termina appunto con il decesso. Nello stesso tempo, però, la mia formazione mi porta a non accettare, ad ignorare questo passaggio fondamentale dell’ esistenza umana, ad allontanarlo, a volerlo in un certo senso esorcizzare. Questo conflitto genera nel mio animo turbamento e inquietudine. Il caso di Eluana, che mi richiama quello simile di Terry Schiavo, come un tornado violento sconvolge l’ animo umano e mi chiedo perchè possa e debba succedere che la scienza non riesca ancora a risolvere queste situazioni. Certo, quando non era scientificamente possibile mantenere in vita con strumenti e alimentazione indotta, la persona era abbandonata al suo destino ; con i mezzi sempre più sofisticati oggi ci si sente obbligati a trattenere tra noi ad ogni costo il familiare malato. Si stanno scrivendo fiumi di parole esprimendo giudizi e dando suggerimenti e consigli. Personalmente non mi sento di dire nulla, credo che il silenzio e la preghiera siano il commento più appropriato. Piuttosto, io mi pongo la domanda se sia necessario l’intervento legislativo in una situazione squisitamente etica e morale. Viviamo in una società malata che cerca conforto nelle regole codificate, che con i loro tentacoli stanno invadendo gli individui, massificandone cervelli e coscienze, annullandone la capacità di pensare. In questo contesto un aspetto mi fa particolarmente paura : la mancanza di rIspetto che si sta diffondendo in maniera schizofrenica, per cui tutto diventa relativo. Non so, naturalmente, se sia giusto o meno sospendere l’ alimentazione ad Eluana, sono però convinta che il dramma appartiene a lei e alle persone che le stanno vicino. Il sorriso gioioso di questa ragazza illumini le menti e accompagni il mio silenzio intriso di affetto e rispetto. In punta di piedi, con discrezione.

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Due notizie di questi ultimi giorni mi hanno fatto riflettere sulla lentezza delle analisi sociali. Viene fuori da una indagine di Bankitalia lo stato comatoso della scuola, mentre è da venti anni, con precisione da quando il mio primogenito ha iniziato a frequantare le elementari, che cerchiamo in famiglia di arginare i danni notevoli operati dai docenti di ogni ordine e grado ; e tenuto conto che abbiamo tre figli, mio marito e io ci siamo dati un compito improbo. Come dire che questo tipo di indagini dovrebbe servire a prevedere gli aspetti negativi e cercare di porvi rimedio ex ante, piuttosto che verificare un dato di fatto dopo che sono stati perppetrati crimini ganerazionali imperdonabili e insanabili.

L’ altra notizia è un’ inchiesta sulle associazioni dei consumatori. Anni addietro mi è capitato di rivolgermi ad alcune associazioni preposte alla tutela dei consumatori e pregiudizialmente mi è stato chiesto se fossi socio, perchè per essere assistita avrei innanzitutto dovuto regolarizzare il mio rapporto aderendo all’associazione con il pagamento della quota  annuale, almeno cinquantamilalire annue. Il fatto è che queste realtà sono inserite così bene nel sistema italiano che i loro responsabili percepiscono retribuzioni da nababbi. E io pago. Appunto cvd.

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La tavola dispendiosa rende la casa povera. I proverbi non nascono per caso e anche se capita di trovarvi affermazioni completamente opposte, un fondo di verità c’è in ognuno di essi. la società moderna, dalla rivoluzione industriale in poi, si è sviluppata sull’ asse produzione-consumo. Bisogna produrre sempre più per tendere alla piena occupazione e, dunque, bisogna consumare sempre più. Anche grandi economisti, come Keynes per esempio, hanno elaborato teorie che esaltano il processo produttivo di beni e servizi, sia dal privato che da parte dell’ organizzazione statale anche per stimolare gli investimenti. Io però penso che l’ economia anche in quella parte specifica di mercato, faccia parte di un processo dinamico e vada, perciò , considerata relativamente alle dimensioni spazio-temporali; anche in questo campo non esistono realtà assolute. Voglio dire che, secondo me, si è abusato sia nel produrre che nel consumare, per cui siamo arrivati al punto che ci ritroviamo a comprare oggetti inutili, che talvolta buttiamo senza mai farne uso. Un discorso più complesso va fatto per quanto riguarda il settore alimentare; mentre da un lato le organizzazioni preposte alla salute pubblica promuovono iniziative per combattere l’ obesità, dall’ altro lato sembra tutto ruoti attorno a tavole imbandite di piatti luculliani. Ricorrenze civili e religiose, individuali e collettive si risolvono con banchetti sontuosi, le sagre popolano piccoli e grandi centri e spesso anche in ambito familiare si deborda con frigoriferi traboccanti e pranzi opulenti. In questi giorni le più importanti testate giornalistiche hanno dato ampio spazio alla notizia “allarmante” di un forte calo nei consumi. Secondo me il proverbio che ricordo all’ inizio è appropriato per il momento che stiamo vivendo ed è forse giunto il momento di prendere coscienza che un sistema così asfittico prima o poi scoppia. Dovremmo cambiare stili di vita, dare più spazio a lavori come la cura dell’ ambiente, l’ allevamento di animali in condizioni igieniche che tutelino e rispettino le bestie, la sicurezza, i trasporti, il turismo intelligente,la cultura. Proprio la cultura è. a mio avviso, il valore fondamentale dal quale discendono tutti gli altri ed è quello del quale si avverte maggiormente la carenza nel mometo attuale. Perchè non investire molto di più nella scuola, dunque, restituendole dignità e autorevolezza con edifici adeguati e docenti preparati e seri ? Saziando l’ intelletto potremmo rivalutare il cibo frugale, che ci fornirebbe rinnovate energie ormai dimenticate. Sarebbero così rispettati anche i parametri keynesiani.

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L’ ultima disposizione sulla segretezza dei voti relativi agli esami di maturità non mi trova assolutamente d’ accordo, Secondo me si sta abusando proprio del diritto alla privacy. Mentre da un lato si controlla ogni istante della nostra vita, anche con le intercettazioni, molte volte sacrosante peraltro, contemporaneamente, dall’ altro, si impedisce di poter vedere i risultati di un percorso condiviso con i compagni di viaggio. E’ qualcosa di assurdo. Sono sempre e comunque gli abusi a dare fastidio. Purtroppo, la nostra società sopprime i rapporti civili e stimola un individualismo relativistico e nichilista che può generare, secondo me, prepotenza e arroganza.

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