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Archive for luglio 2009

La vasca di Federica  Pellegrini è tutta d’oro

La Fede italiana si diverte anche nei 200m in una vasca piena d’oro mondiale, frantumendo il suo record di ieri

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Alessia nuota nell’ oro di stile e di cuore


Federica RW nei 200m

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La Ruby Princess (Ap)
La Ruby Princess (Ap)

controlli su una nave da crociera a Venezia con casi sospetti a bordo

Si chiama Giulio Masserano, 56 anni, di origini romane ma residente in Argentina dal 1993

VENEZIA – L’influenza A ha fatto il primo morto italiano: si chiama Giulio Masserano, era di origini romane ma viveva in Argentina. La notizia, diffusa dall’Ansa, è stata comunicata dalla figlia di Masserano, Erica: «Mio padre è morto stamane alle 06.30 (locali) all’Ospedale italiano di Buenos Aires», ha detto precisando anche che Masserano «era stato ricoverato in terapia intensiva per polmonite virale più di un mese fa. Nel momento del ricovero era una settimana che aveva la febbre e la tosse», ha detto ancora la figlia di Masserano, che aveva 56 anni e viveva in Argentina dal 1993.

CROCIERA BLOCCATA – In giornata si è registratro anche il caso di una nave da crociera, la Ruby Princess, giunta a Venezia dal porto greco del Pireo, i cui passeggeri sono stati bloccati a bordo su disposizione dell’autorità sanitaria marittima che ha riscontrato sospetti casi si influenza A/H1N1. I controlli sanitari hanno però escluso infezioni in corso e la nave è stata autorizzata all’ingresso in porto. La nave, con 3.800 passeggeri, martedì dovrebbe ripartire per Dubrovnik (Croazia).

SETTE CONTAGIATI Già due giorni fa al Pireo sette persone erano risultate positive ai sintomi dell’influenza A a bordo della Ruby Princess. Fonti del ministero della Sanità greco avevano riferito che avevano contratto il virus dell’H1N1 e per loro era scattata la quarantena con l’invito a restare in cabina e a non scendere. La nave da crociera proveniva dalla Turchia: era stato il capitano a chiedere alle autorità sanitarie di ispezionare la nave, a bordo della quale viaggiano 3.393 passeggeri e 1.196 membri di equipaggio.


26 luglio 2009

corriere.it

Giovane di 31 anni ricoverata a Reggio Calabria

Una giovane di 31 anni si trova ricoverata da giovedi’ scorso nel reparto di malattie infettive degli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria perche’ contagiata dal virus H1N1, l’influenza che sta colpendo tutto il pianeta.

Le analisi del centro regionale diagnostico di Cosenza hanno evidenziato che la giovane, che nei giorni scorsi era rientrata da un viaggio in Spagna, e’ affetta proprio da questa influenza. Le sue condizioni – come ha evidenziato il direttore sanitario dell’Azienda “Bianchi – Melacrino – Morelli”, Domenico Mannino – non destano preoccupazioni e, secondo le previsioni, entro martedi’ potrebbe essere dimessa. Le cure che le vengono somministrate sono quelle previste dai protocolli del Ministero della Salute. Quello della ragazza e’ il primo caso di influenza di questo genere registrato a Reggio Calabria, che, al di la’ della capacita’ di estendersi con facilita’, risulta meno grave del previsto. (AGI)


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Colpiti giovani e sani perché viaggiano di più

Domande e risposte: Meglio vaccinarsi per entrambe le influenze: A e stagionale?

I 50enni si sono immunizzati nel ’77 con un virus analogo

1 Perché l’Oms ha ribadito oggi la fase 6 di pandemia che aveva già proclamato?
La fase 6 viene dichiarata quando c’è evidenza del nuovo virus in minimo tre Regioni dell’Oms: colpiti 163 Paesi su 193. Era stata dichiarata in anticipo, rispetto ai numeri della diffusione, forse sperando che l’allerta rallentasse i viaggi verso le zone dei focolai. Così non è stato e ora la fase d’allarme rosso è reale.

2 Come mai la nuova influenza colpisce di più i giovani sani (in Gran Bretagna un terzo dei morti era giovane e sano) e non i classici soggetti a rischio: gli anziani e i «fragili» per la concomitanza di altre patologie croniche?
In primo luogo, perché i giovani d’oggi si muovono di più, viaggiano di più, sia all’estero sia in Patria, e frequentano luoghi a rischio di «larga diffusione». Che peraltro sono da giovani: college per lo studio della lingua, discoteche, pub. Quindi hanno possibilità di contagio più frequenti. In secondo luogo, perché un virus A-H1N1 di origine suina si è già diffuso nel 1977: questo ha permesso ai ventenni di allora di averlo contattato e di avere oggi una traccia di memoria immunitaria. Dovrebbero, in altri termini, avere una protezione seppur parziale.

3 Ora che cosa si può fare, oltre a sbrigarsi nel predisporre un vaccino?
Adesso fermare i viaggi nelle zone dei focolai è praticamente inutile. Per non diffondere il virus occorrerebbe evitare che gli infettati salissero sugli aerei o nei mezzi dove si viaggia a contatto di gomito per lungo tempo. Ma i controlli andrebbero fatti più rigidamente rispetto a quelli adottati dalle linee aeree inglesi. Sarebbe importante, tra l’altro, evitare negli scali file ai check-in e ai passaggi di sicurezza.

4 E i controlli sul virus A-H1N1 quali devono essere?
I laboratori di riferimento internazionale sono in allerta rosso per verificare in tempo qualsiasi mutazione del nuovo virus A. Il suo comportamento al momento non è cambiato, ma occorre vigilare nel caso mutasse o diventasse più aggressivo. Per ora si diffonde rapidamente, ma è blandamente aggressivo. Anche la sua diffusione quantitativa deve essere costantemente monitorata.

5 Visto che ormai la nuova influenza sta circolando ovunque, quale ulteriore rischio si corre qualora aumentasse la sua diffusione?
L’aspetto più pesante dell’attuale situazione è il coinvolgimento dei Paesi in via di sviluppo, dove per ora non risulta molto diffuso il nuovo A-H1N1. Qualora aumentasse, diventerebbe più difficile controllare la diffusione, l’eventuale mutazione data la presenza in quei Paesi di molteplici patologie virali, le conseguenze socio-economiche. E si porranno sicuramente problemi etici in termini di disponibilità di vaccini. Per quantità e per costi. In Paesi dove è già un problema assicurare le cure per l’Aids e per la tubercolosi multiresistente.

6 Ci si devono attendere milioni di morti, come avvenne per la Spagnola?
Attualmente la mortalità da nuovo virus A, in proporzione ai colpiti, è molto più bassa di quella dell’influenza stagionale. Non si sa ancora che cosa accadrà se muta. Sicuramente si sa che cosa accadrebbe già oggi se si diffondesse nelle favelas brasiliane o nelle bidonville di Città del Capo. Scarsa o cattiva alimentazione, povertà che non assicura i farmaci, condizioni igieniche al limite dell’umano, convivenza di più persone in spazi ristretti, sono un cocktail dirompente. In un ambiente del genere il virus sarebbe una bomba.

7 Allora, al rientro dalle vacanze, sarebbe logico ritardare l’apertura delle scuole o chiuderle momentaneamente in caso di ampia diffusione?
La chiusura può essere pianificata ad hoc per ridurre l’effetto diffusione in una fase dove guadagnare tempo potrebbe essere utile alla luce della disponibilità del vaccino. Questa modalità avrebbe risultati evidenti in termini di riduzione della diffusione. Questo strumento, insieme ad altri, è da considerarsi una delle tante carte a disposizione da giocare nella partita contro il virus, seguendo l’andamento complessivo della sua diffusione.

8 Ma qual è la reale velocità di diffusione?
In quattro mesi il virus dell’influenza A-H1N1 ha fatto il giro del mondo, dimostrando una capacità di diffusione molto rapida. Microbiologi, infettivologi e immunologi di tutto il mondo non lo perdono d’occhio perché le probabilità che possa improvvisamente trasformarsi, diventando più aggressivo, non vanno sottovalutate. Sorvegliare il responsabile della nuova pandemia è necessario, inoltre, perché molte domande sul comportamento di questo virus sono ancora senza risposta.

9 Ma da dove deriva questo virus?
E’ un collage di otto geni che provengono da tre specie virali diverse (suina, aviaria e umana). Combinandosi, hanno dato vita al quarto virus pandemico finora osservato, dopo quello della Spagnola del 1918, quello dell’Asiatica del 1957 e quello della Hong Kong del 1968.

10 Quando dovrebbe essere pronto il vaccino?
Secondo quanto dichiara l’Oms dovrebbe essere disponibile intorno a settembre. La produzione è cominciata e sono attesi a breve i test clinici per verificarne la sicurezza e l’efficacia. Non si deve rischiare di mettere in circolazione un vaccino più pericoloso del virus stesso.

11 Che cosa accadrà in caso di sovrapposizione delle due vaccinazioni: per l’influenza normale e per la nuova. Ne basterà una?
No. Andranno fatte entrambe. I virus sono diversi. Peraltro, secondo il Cdc (Centers for Disease Control), l’ente federale americano per il controllo delle malattie, andrebbero vaccinati tutti gli anni per l’influenza stagionale i bambini sopra i sei mesi e gli adolescenti sotto i 18 anni. E questo, al contrario di quanto fatto fino ad oggi.

Mario Pappagallo
25 luglio 2009

corriere.it

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Straordinaria Pellegrini: oro nei 400 sl e un record storico

19:11 SPORTDavanti a un gran tifo Federica trionfa nella gara che le sfuggì a Pechino e migliora il primato che già le apparteneva: 3’59″15, è la prima della storia a scendere sotto i quattro minuti.
Gli uomini: la 4×100 sl uomini in finale. Rosolino eliminato nei 400sl

Successi importanti nei 25 km di fondo con  l’oro di Valerio Cleri e il bronzo di Federica Vitale

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Foto di Peppe Caridi

Diversi amici e conoscenti mi hanno chiesto in questi giorni chi fosse quel  barbiere mio compaesano coinvolto nei fatti del Cafè de Paris di Via Veneto. Io sono caduta dalle nuvole quando insistendo mi hanno detto che tutte le prime pagine di giornali e telegiornali sottolineavano le origini stefanite di quel signore. Mi ero in effetti distratta un tantino ma la rabbia è montata dal più profondo dell’ animo leggendo, oggi, una debole precisazione che il Figaro prestanome  non ha niente  in comune con S. Stefano in Aspromonte. Io vado orgogliosa di essere nata nel posto più bello del mondo e ringrazio Dio per questo. Il mio Paese  è un luogo incantato, nel quale il verde lussureggiante delle valli e dei monti dell’ Appennino fa da cornice a paesaggi stupendi che consentono di abbracciare in un unico sguardo perfino tre mari del Mediterraneo. Ionio, Tirreno e Adriatico  che si incontrano nello Stretto, quello Stretto definito da Diego Buda con espressione felicissima, Indispensabile. L’ Aspromonte, c’è da dire, ha un significato intrinseco importante se è vero come lo è che in una accezione dell’antica lingua greca asper sta per “bianco”, monte bianco, dunque chiaro sia per le nevi che per buona parte dell’ anno lo coprivano, sia per l’ importanza che questa montagna rappresentava nell’ immaginario storico- antropologico- geografico. Per queste inconfutabili caratteristiche, infatti, l’ Aspromonte viene celebrato anonimamente nella Chanson D’ Aspremont  come monte risolutore dei conflitti tra l’ Occidente cristiano e l’ Oriente musulmano in una canzone che nel tempo diviene poema  : il mio Monte cerniera d’ Europa, quindi, ad indicarne la posizione strategica da curare e studiare con attenzione. Successivamente Andrea da Barberino racconta dei molti eremiti, uomini di preghiera e di ricerca che sparpagliavano per i  nostri luoghi, i quali  hanno ospitato pure Papa Silvestro in fuga da Roma per sfuggire alle persecuzioni nei confronti dei cristiani. A questa leggenda che si intreccia con la storia e in particolare con la storia della Roma di Costantino risale la fondazione del santuario di Polsi, dedicato inizialmente alla croce, come indica l’ etimo della parola greca polsi. A testimoniare questi fatti esiste tuttora la grotta di San Silvestro poco distante dall’ abitato del Paese, S. Stefano in Aspromonte, appunto. Più avanti negli anni, anzi nei secoli, S. Stefano ospita alla Batia l’ importante Monastero Basiliano, San Giovanni in Castaneto, dedicato a San Giovanni decollato, punto di riferimento per un’ intera vallata che si estendeva fino a Scilla comprendendo Bagnara, Campo Calabro e zone vicine.  Nell’ Ottccento S. Stefano è antesignano per le battaglie risorgimentali, alle quali ha pagato un cospicuo tributo di sangue. Il 29 agosto 1847 sulla Piazza principale del Paese sventolava il tricolore portato sul cuore dai moti di Napoli del 1821 da un menbro della famiglia Romeo, borbonici e patrioti che con coraggio e onestà prima si impegnano sino all’ estremo sacrificio contro il governo borbonico, poi, deputati al primo Parlamento della Nazione Unita si ribellano dimettendosi e  dichiarando pubblicamente che il sud era stato tradito. Di tutti questi fatti, qui sinteticamente accennati è difficile trovare notizia. I libri scolastici ignorano  volutamente questi aspetti e bisogna cercare qualche lavoro di ricerca destinato a poche persone per averne contezza. Via via nel tempo e tuttora molti stefaniti si distinguono in tutto il mondo e  in settori di attività i più svariati per eccellenze.  Sui libri, comunque, il mio Paese viene ampiamente ricordato come patria del famoso brigante Giuseppe Musolino, la cui vicenda si è svolta nei primi decenni del secolo scorso. E’ il caso di fare dunque un pò di chiarezza. Il fenomeno del brigantaggio anche individuale non è stato circoscritto ad alcune zone della nostra penisola, briganti “importanti” ci sono stati in quegli anni  in Emilia, in Toscana e in altre regioni. Il fatto che si ricordi particolarmente il nostro Musolino forse è dato dal motivo che questo brigante è stata una figura complessa che ha intrigato gente del popolo e mezzi di informazione italiani e stranieri. Non sono così ingenua e sprovveduta da non sapere che anche nel mio paese c’ è stata ed esiste tuttora delinquenza individuale ed organizzata; so anche bene però che questi aspetti sono comuni a tutti i paesi del Meridione, di tutta l’ Italia e del mondo intero. Tutto il mondo è paese, ora più che mai dopo che abbiamo imposto il mondo come villaggio globale. I media di oggi sono pronti in maniera superficiale e rozza a demonizzare luoghi e persone solo perchè imbavagliati e offuscati da pregiudizi e preconcetti approssimativi che li rendono correi e che male fanno alla cultura di tutto il Paese Italia, e in particolare del meridione. Io sono convinta, inoltre, che il sud abbia molto da insegnare al settentrione in fatto di cultura, civiltà educazione e senso civico. Necessita, piuttosto, che noi prendiamo coscienza  per  essere  consapevoli della nostra storia e delle nostre capacità ed andarne  fieri. Il migliore modo, poi, di combattere la mafia e le mafie tutte consiste secondo me, nel fare emergere gli aspetti positivi dei territori, e i nostri luoghi in questo senso hanno molto da raccontare. Bisogna mettersi in ascolto con umiltà , pazienza, determinazione e serietà. Ma non sono forse, questi, valori fondamentali ai quali si deve ispirare tutto il settore dell’ informazione ?

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Francesca Dallapé  Tania Cagnotto in volo.  Reuters

Tania Cagnotto e Francesca Dallapè si tuffano in un mare d’argento

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Beatrice Adelizzi
Martina Grimaldi (Ap)

Martina Grimaldi

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