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Archive for giugno 2010

Grazie San Giovanni, io lo so benissimo che tu sei sceso in campo, ma loro, i nostri  ” campioni del mondo”, dalla mente offuscata, non se ne sono accorti. Perchè un miracolo avvenga ci vuole un canale di comunicazione privilegiato e in campo gli azzurri erano cloroformizzati dalla presunzione del “maestro”.

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Reggio Calabria, 24 giugno 2010, festa di  San Giovanni Battista

San Govanni, a prescindere,

pensaci tu.

Nonostante non mi piaccia che Lippi possa prendere e lasciare a proprio piacimento;

nonostante Abete  non tuteli i diritti dell’Italia;

nonostante, anzi proprio per la supponenza di Platini, e meno male che i suoi galletti sono già tornati a casa;

nonostante gli acciacchi di diversi giocatori;

e nonostante che alcuni di loro preferiscano i riflettori del  varietà a quelli dello sport;

nonostante la mia convinzione che noi del meridione dobbiamo secedere,

ma per intanto la mia squadra è questa;

e poi in essa militano due pezzi forti come Gattuso e Iaquinta che proprio calabresi sono;

nonostante la squadra sia flaccida e senza fantasia;

nonostante pare sia vietato muovere delle critiche,

ma proprio perchè i tifosi sono l’anima dello sport;

nonostante nel calcio girino troppi soldi

e io preferirei certamente una dimensione più semplice, territoriale e umana;

nonostante e proprio perchè il Sudafrica abbia dato una lezione di autenticità ed entusiasmo.

Nonostante tutto questo e  molto altro ancora,

e proprio per questo,

San Giovanni, ti prego, pensaci tu.


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” Fa rumore, un pensiero, e il piacere di leggere è un retaggio del bisogno di dire”

Daniel Pennac in Diario di scuola

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Io non ne posso più.

Sa Presidente , come tantissimi altri italiani, avevo salutato favorevolmente la sua discesa in campo politico perché avevo sperato che la sua estraneità a quel mondo avrebbe rotto gli equilibri dell’immobilismo  del malaffare e dell’inciucio e corruttela vigente in Italia. Ahimè, però, neppure lei con i suoi collaboratori  è riuscito a cambiare le cose che si possono cambiare. E che sono tante. Non è possibile che lei non si accorga che nel nostro Paese ci sono troppe leggi : come già sosteneva un certo Platone è come se non ce fosse alcuna ; si avalla di fatto il libertinaggio più assoluto. Si susseguono a ritmo sostenuto sentenze contraddittorie e il cittadino è costretto per qualsiasi cosa ad adire ( ? ) le vie legali per cercare di tutelare un proprio diritto. Io, di fatto,  vengo insultata quotidianamente da cattiva amministrazione che mi aggredisce come i tentacoli di una piovra e  che mi fa percepire lo Stato, il mio Stato, come una controparte dalla quale mi devo difendere, quando piuttosto esso Stato dovrebbe essere la mia massima espressione, preposto alla mia tutela e alla mia sicurezza. Uno Stato nemico, dunque, insieme al Parlamento, che fa parte del mio Stato e che mi deruba giornalmente. Nel Parlamento risiede il potere legislativo : se leggi  ce ne sono fin troppe e il Parlamento non ha cosa fare, come lo dimostra il fatto dell’irrisorietà delle ore lavorative degli addetti, pagati profumatamente con i soldi dei cittadini, perché non eliminiamo il Parlamento ? O, in alternativa, siccome i parlamentari si sacrificano per il bene del Paese e considerano il loro impegno ( si fa per dire naturalmente) una missione, perché non  svolgono ”a gratis” tale compito ? Altro che 5% oppure 10% : sarebbe l’ennesima presa in giro perché qualora passasse una norma del genere, in camera caritatis, poi, con il consenso di tutte le forze, ne passano altre nascoste che aumentano i privilegi e gli appannaggi, sotto altre voci, per aumenti reali. Essi sono i maggiori evasori, parassiti che vivono sulla nostra pelle e del nostro sangue. Se si riducessero le spese  e gli abusi dei politici  si risolverebbero la maggior parte dei problemi economici dell’Italia. Sa, Presidente, io ero convinta che lei avesse più coraggio per affrontare insieme ai suoi  aiutanti le inefficienze del nostro Paese : cominciando dalla scuola che andrebbe chiusa perché è un ghetto di ignoranza e una casta di intoccabili che sulla pelle dei nostri figli rubano i loro stipendi in nome di un diritto allo studio che non esiste perché lo studio nel nostro paese è un bene di lusso insostenibile per famiglie già oberate da orpelli e tasse. Edifici scolastici fatiscenti, sedi universitarie sparpagliate e irraggiungibili sommate alla noncuranza di molti docenti allevano generazioni di ignoranti che poi portano al fallimento del paese. Con la collaborazione fattiva dei vari sindacati, altri parassiti, che piuttosto che tutelare il lavoratore si sono posti alla tutela ad oltranza del posto. Una giustizia che non funziona. Uno straniero, certo Norman Douglas, circa un secolo fa scriveva in Vecchia Calabria che la giustizia , in Calabria e in tutto il nostro Paese è una burla, una vera e propria farsa. Verrebbe da ridere se non ci fosse ,invece,da piangere ! Quanti misteri  si celano negli archivi della giustizia che ci vengono raccontati magari attraverso romanzi o film, ma mai accertati giudizialmente? !  Stragi di Stato ? comunque possono essere così definiti molti crimini per il solo fatto di  non essere stati risolti.

Cosa dire poi del Mezzogiorno ? lei che è uomo di cultura  conosce sicuramente  la vasta saggistica documentata sui crimini commessi nei confronti del meridione dai “fratelli” del Nord, dalle lotte per il risorgimento in avanti. C’è tanta letteratura sull’argomento e avrà certamente letto l’ultima fatica  di Pino Aprile “ Terroni” , che dovrebbe imporre come libro di testo a tutti, ma proprio tutti, i politici.  Perché con un atto di coraggio, a lei congeniale, mettendoci la faccia, come spesso fa, non chiede scusa a tutti i meridionali e non costringe i politici  semplicemente  “a ragionare” ? Sa, Presidente, io non ne posso più e ogni giorno che passa mi convinco sempre più che a noi , quelli del Sud, conviene separarci, conviene secedere ed amministrarci in autonomia con le nostre risorse, con i nostri soldi che vengono raccolti giù ed investiti al Nord da un sistema bancario distorto e punitivo. Noi non abbiamo bisogno di banche calate dall’alto, noi abbiamo bisogno di poter amministrare i nostri beni. Sono stati fatti scomparire le prime e gloriose banche, di Napoli e di Sicilia, in un processo di colonizzazione barbaro, mistificatorio, criminale e mentre il Nord vive sulla groppa del Sud viene rappresentata una realtà capovolta, su disposizioni di alcuni politici ignoranti o mendaci ipocriti e di molti media omologati alle peggiori falsificazioni. I media, poi ! E’ assurdo che in un paese che si dice democratico il ruolo dell’informazione debba essere demandato a realtà come Striscia la notizia e Le Jene, mentre tutte le altre testate sono allineate e coperte nella peggiore ipocrisia.

E comunque la pazienza ha un limite e il bubbone prima o poi scoppia

Lettera pubblicata nel sito http://www.lettereaberlusconi.it  il 26 maggio 2010

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Francesca Schiavone :

un’italiana a Parigi…….

veni,vidi,vici….
una grandissima Francesca per un Grande Slam come il Roland Garros

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Trattare di toponomastica a Reggio Calabria è come mettere le mani sul fuoco: si tratta infatti di terreno minato. Periodicamente l’argomento torna all’attenzione generale. L’occasione ultima è data dalla modifica della denominazione di alcune strade, come per esempio Via Apollo divenuta Via Musella, con una decisione quantomai affrettata. Via Apollo era così chiamata per il fatto che in un tempo remoto vi era allocato un tempio dedicato proprio al dio Apollo , un fatto questo probabilmente ignorato da chi decide, ai nostri giorni, di cancellare il titolo di quella via. (altro…)

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