Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for agosto 2013

 

 

 

Moritz Erhardt

Moritz Erhardt

Uno stagista di 21 anni e’ morto a Londra dopo aver lavorato per 72 ore di fila. Moritz Erhardt, studente tedesco che stava facendo un tirocinio nella sede britannica di Bank of America, era a soli sette giorni dalla fine del suo stage estivo. Secondo le testimonianze raccolte dall’Independent, il giovane, che si dice fosse affetto da epilessia, e’ stato trovato morto nella doccia all’interno del dormitorio per studenti di Bethnal Green, nell’est di Londra. Il suo decesso, di cui restano ancora da chiarire le circostanze, ha aperto pero’ un dibattito, soprattutto su internet, sugli stage nelle grandi banche che troppo spesso sottopongono gli aspiranti manager a massacranti orari di lavoro. Un ex banchiere ha rivelato all’Independent che di solito i tirocinanti lavorano 14 ore al giorno. ”Di solito arrivano a 100-110 ore di lavoro alla settimana – ha aggiunto – ma la gente sa quanto sia difficile e stressante questo tipo di impiego”. Comunque, come ha sottolineato il giornale, gli stagisti della Bank of America sono pagati molto bene: circa 2.700 sterline al mese, oltre 3.100 euro.

Questo comunicato diffuso dall’Ansa il 20 agosto, accolto un pò   in sordina, è passato quasi inosservato dai grandi media,mentre si dà risalto al fatto che Celentano si sia rotto un ditino del piede. Anch’io, qualche tempo fa mi sono rotto l’osso del quinto metatarso e ho continuato a fare una vita normale, non ho neppura ingessato il piede; mica  questo lieve incidente può impedire al molleggiato di cantare, e molto bene,  o di fare i suoi sproloqui, certamente, a mio avviso, meno piacevoli.

Torniamo alla notizia : in un Paese come l’Inghilterra, considerato nell’immaginario collettivo patria della democrazia  facendo riferimento alla Magna Charta Libertatum come documento fondamentale a tutela dei diritti dell’individuo, nell’anno del Signore 2013 sono diffuse condizioni di lavoro identificabili con condizioni di sfruttamento e schiavitù vera e propria. A ciò si aggiunga il fatto che  queste situazioni siano contemplate da un datore di lavoro come la Bank of America, cioè la banca di un altro Paese, come gli USA, celebrati per i principi democratici dei cosiddetti Padri tra cui tale Thomas Jefferson, che pur sostenendo i principi indispensabili della libertà individuale, non ha mai preso posizione contro la schiavitù, di cui egli stesso faceva largo uso e, essendo consapevole del paradosso nel quale di dibatteva , in un’occasione pubblica, affermò che mantenere in vigore la schiavitù era come tenere un lupo per le orecchie: si vorrebbe lasciare la presa, ma non lo si può fare per paura di essere divorati.

Sta di fatto che i due paesi simbolo della democrazia, Inghilterra e stati Uniti, si macchiano tuttora di crimini contro l’umanità : perchè di questo si tratta; le grandi banche sottopongono i giovani a turni massacranti come raccontano essi stessi, alla fine di un turno, il taxi li acconpagna a casa, giusto il tempo di fare una doccia e di cambiarsi d’abito e poi rientrare sul posto di lavoro con lo stesso taxi che li ha attesi sotto casa. Si fa per dire casa, spesso di tratta di alloggi-dormitori con situazioni precarie.

Stiamo parlando di una vera e propria tratta di schiavi.Perchè di questo si tratta.

Media, politici, giornalisti, opinionisti e chi più ne ha più ne metta fanno clamore sugli immigrati di Rosarno, senza analizzare la situazione nella sua realtà, ma tacciono sulle schiavitù istituzionalizzate dei poteri forti.

Se a tutto ciò si aggiunge il fatto che l’Inghilterra è la patria delle Trade Unions, cioè il Sindacato preposto alla tutela dei diritti dei lavoratori, è evidente che la dittatura della democrazia dei potentati economici e finanziari tira le fila e le cuoia della società attuale nell’indifferenza  generale omertosa ipocrita  e perbenista, che usa l’essere umano  come strumento per l’accumulo di e dei capitali, ignorando il fatto che l’uomo è il centro dell’universo conme protagonista e artefice del proprio destino.

Annunci

Read Full Post »

Valeria Straneo

Valeria Straneo

Emma Quaglia

Emma Quaglia

Valeria Straneo, Emma Quaglia : chi somo costoro? I loro nomi probabilmente non dicono nulla al grande pubblico eppure si tratta di due grandi ragazze italiane capaci di percorrere 42 chilometri, tanti sono quelli della maratona che si è corsa  a Mosca nella giornata di apertura dei mondiali di atletica 2013, e di concluderla con il sorriso sulle labbra, lasciando in due solchi profondi una forte impronta azzurra che spicca ben visibile sulla Mosca rossa. L’impresa è di per sè eccezionale e lo diventa ancor di più tenendo conto che Valeria è giunta al traguardo seconda conquistando un bellissimo argento ed Emma sesta.L’impresa è ancor più straordinaria se si considera il vissuto di queste due stupende ragazze. Valeria Straneo, piemontese di Alessandria, si definisce “vecchietta” in quanto ha trentasette anni suonati,   è anche sposa e madre felice di due bimbi, e solo da qualche anno è riuscita a sconfiggere  la sferocitosi ereditaria, una rarissima forma di anemia per la quale ha dovuto togliere  milza e cistifellea. Emma Quaglia , medico genovese di trentatre anni, ha invece sconfitto intorno al 2006, un tumore alla tiroide, che ha dovuto asportare. Due vite e due storie speculari dai significati importanti, che confermano lo sport come stile di vita determinante anche  nelle terapie più difficili e complicate che concorre a fortificare il carattere e a temprare la volontà stimolando a porsi degli obiettivi magari dianzi impensabili, perchè ritenuti impossibili anche alla luce delle circostanze, ma il cui raggiungimento  dà un gusto ancora più profondo alla vittoria. A conclusione della maratona Valeria ha festeggiato facendo la ruota e poi il lungo abbraccio con Emma. La ruota come vita : che vi sorrida sempre, e a lungo, terribili ragazzine trentenni…. Grazie delle emozioni che ci avete regalato e vi aspettiamo alla prossima.

Elisa Di Francisca, Arianna Errigo, Carolina Erba e Valentina Vezzali.

Elisa Di Francisca, Arianna Errigo, Carolina Erba e Valentina Vezzali.

 Le altre. Questa stupenda impresa non può e non deve oscurare quello che hanno fatto le quattro fiorettiste Elisa Di Francisca, Arianna Errigo, Carolina Erba e Valentina Vezzali, conquistando ancora una volta l’oro; anche se ormai ci siamo abituati ai loro successi, mai dare per scontato un risultato che richiede impegno, fatica e sudore. Il solco azzurro segnato dalle stelle italiane sprofonda e brilla rischiarando la notte di San Lorenzo sulla Piazza Rossa Moscovita.

Read Full Post »