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Archive for novembre 2013

Ho ricevuto e pubblico volentieri l’articolo del Prof. Vincenzo De Benedetto reggino naturalizzato cittadino romano.Personalmente non condivido tutto ciò che sostiene l’amico Professore, ma ospito con piacere nel mio blog il suo scritto perchè so con certezza che a sollecitarlo è l’amore sconfinato che nutre verso la sua città d’origine, Reggio Calabria, appunto

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2019: Città Europea e Area dello Stretto

Il 13 Dicembre  2013, in Roma si terrà presso l’Università ROMA TRE  un incontro sul tema EUROPA in CITTA’  per approfondire i diritti e doveri del costruendo cittadino europeo .La peculiarità del tema è di grande interesse pertanto i fedeli della costruenda unità europea non possono mancare a tale evento. Fa piacere presentare le 21 città, tra le quali Reggio Calabria, prescelte per partecipare al  concorso di selezione  della città europea del 2019.

 

                REGGIO C. MESSINA

 Le 21 città italiane candidate a capitale europea della cultura per il 2019″       

Con queste parole affidate ad un twitter il ministro dei Beni culturali e del Turismo, Massimo Bray, comunica l’elenco ufficiale delle 21 città candidate, pubblicato sul sito del Mibac, che sono:


Aosta, Bergamo, Cagliari, Caserta, Città-diffusa Vallo di Diano e Cilento con la Regione Campania e il Mezzogiorno d’Italia, Erice (non inviata candidatura cartacea), Grosseto e la Maremma, L’Aquila, Lecce, Mantova, Matera, Palermo, Perugia con i luoghi di Francesco d’Assisi e dell’Umbria, Pisa, Ravenna, Reggio di Calabria, Siena, Siracusa ed il Sud Est, Taranto, Urbino, Venezia con il Nordest

Dopo aver letto con attenzione il bando per la partecipazione a tal evento, mi permetto di presentare, benchè in ritardo, la mia città di origine: Reggio Calabria-Messina area metropolitana. in via di trasformazione e di cambiamento antropologico. Vi è da anni una proposta avanzata per una  scuola politico-manageriale di cui, non solo la città è mancante, ma è  l’intero Sud d’Italia che ne avrebbe urgente necessità!

Il mondo culturale reggino operante nella nuova realtà territoriale dell’area dello Stretto, attraverso i suoi migliori figli e illustri eminenze del mondo accademico internazionale, dovrebbe presentare questa nuova entità socio-politico –amministrativa con un aspetto più attento, conferito  nel caso specifico da: Docenti di Storia e Filosofia, psicologia, lettere; Ing/ri, Architetti, Urbanisti, Biologi e naturalisti; Diplomazia,Politica, Musica, Arte e canti, giornalismo, poeti e scrittori ecc…lasciando quegli aspetti culturali di remota conoscenza a volte deleteri alla nuova realtà urbana in via di formazione e di trasformazione

Le proposte riferite sono finalizzate a presentare l’area dello Stretto  in maniera più sobria mettendo in evidenza luci e ombre: naturalmente se ci fosse una classe dirigente più avveduta, le ombre sparirebbero e una luce luminosa illuminerebbe tutta la città, lo stretto, la costa siciliana, Taormina e il fumante dirimpettaio Etna.  

La conformazione geografica di Reggio Calabria è l’aspetto più mirabile, è una particolarità davvero unica, un incantevole, mutevole scenario naturale, il TEMPIO DELLO STRETTO.

Si ricorda che il godimento spirituale di questo aspetto paesaggistico, seppur esaltante, oggi, in una società che va alla velocità della luce, non viene minimamente considerato.

La città di Reggio, come ho avuto modo di segnalare in altre mie corrispondenze, è carente sotto vari aspetti. Eppure, in questo specifico riscontro di un concorso con un  discreto reclutamento attento e oculato potrebbero giungere a frutti insperati.

Dopo il terremoto del 1908, lo sviluppo tecnico e architettonico della città vecchia, è mutato, grazie allo studio e all’applicazione del cemento armato nell’edilizia, e questa innovazione ha aperto la strada verso nuovi  studi  nei territori  sismici di tutto il mondo.  Si diffonde così  la cultura del (c a) cemento armato, applicazione che corre velocemente nelle costruzioni civili  e infrastrutturali dimostrando  eccellenti risultati di resistenza, sia in caso di  scosse telluriche, che per qualsiasi  azione penetrante.Nelle città di Reggio e Messina, si è avuta una verifica della solidità degli edifici proprio durante la II Guerra mondiale, quando le due erano  punti di riferimento e  di appoggio aereo e navale e furono bombardate senza esiti catastrofici. o meglio limitati.

Nel contesto culturale della città  dello Stretto merita un posto di riferimento Mons. Antonio De Lorenzo, storico, archeologo, conoscitore dei classici antichi in particolar modo della città di Reggio.

Egli fu  proponente e fondatore del Museo Civico di Reggio, istituito nel 1882 nominato alla conduzione con la qualifica di V. Direttore antecedentemente    “AL MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE”  arricchito con la raccolta di reperti archeologici locali della civiltà della Magna Grecia.

Così il museo di Reggio Calabria è oggetto di attenzione da parte del mondo della cultura Europea Esso è visitato da eminenze culturali francesi e romane.”Cosi riporta internet sul De Lorenzo:”Nel clima di valorizzazione delle tradizioni patrie dopo l’unità d’Italia,Il Museo Civico reggino assurse all’epoca all’attenzione della dotta Europa”(Thedor Mommseuro 1817 storico numismatico giurista, epigrafista organizzatore)

Il giovane De Lorenzo, reggino storico, assurge ad esempio, a modello del ricercatore, dello studiosoche con la sua intelligenza conquista e occupa posti di merito in ambienti dello Stato Pontificio in Roma.

Il soggiorno negli ambienti romani gli permise di frequentare  e incontrare elevati  studiosi e ricercatori  culturali che contribuirono ad arricchire le sue conoscenze a beneficio della sua attività d’insegnante . Nella  Diocesi di Reggio C. e di Mileto

Fu incompreso, abbandonato, è riabilitato solo dopo parecchi anni dalla sua morte1903 esattamente quando furono riportate le sue spoglie in quel luogo da cui si era allontanato.

 E’ evidente che il Museo Nazionale reggino  è testimonianza di ospitalità  d’importanti reperti   archeologici, frutto di un passato glorioso,  dovuto alle varie culture che hanno interessato il lembo dello Ionio.

Di somma importanza per detto Museo sono le statue bronzee, di provenienza greca, del V secolo a. C. .

Un’attenzione particolare va rivolta alle  bellezze naturali scoperte dall’Ing. Francesco Marra dell’associazione torrentistica ASPROMONTE WILD. La provincia è più affascinante e viva che mai, grazie al Parco d’Aspromonte che valica la dorsale appenninica dallo Ionio al Tirreno, ricca.

Di vegetazione e di un ambiente naturalistico incontaminato. 

In altra occasione ho invocato una strada che potesse facilitare il godimento di queste bellezze, una strada presa in considerazione per poter vivere in una solitudine bucolica.

Inoltre, c’è Stilo, quartiere culturale della città di Tommaso Campanella, il cui monumento lo rappresenta con i libri sotto i piedi. Campanella ha conferito a tutta la fascia ionica, il fascino delle teorie filosofiche del tempo, dando impulso culturale al mondo grecanico, popolo proveniente dalla Grecia nel periodo tra l’VIII secolo  e il IV a.C.

La città di Reggio ha primeggiato in epoca greca come padrona dello “Stretto di Messina” e della Calabria Meridionale.

Ne troviamo conferma grazie alla migrazione di alcune città della Grecia verso le coste italiche del Conio, ROGHUDIROCCAFORTE DEL GRECO, BOVA SUPERIORE, AMENDOLEA, GALLICIANO’ e altre ancora, come insediamenti lungo la fascia del Conio.

Tornando a Reggio, la Basilica di San Paolo alla Rotonda e il Piccolo Museo annesso risultano elementi ed entità culturali di rilievo per la città, coniugati a una struttura urbana di arte moderna con tocchi urbanistici nuovi. Queste realtà sono merito del mecenate Mons. Francesco Gangemi, derivante da frutto di studio e di fede e ricordano al visitatore che questo lembo di terra  alla punta della penisola per suo destino non potrà mai conservare a lungo o possedere bellezze artistiche del passato perché è una terra “ballerina”, in cui i sismi giungono con ineluttabile puntualità, distruggendo ogni cosa.

Importante è la lettura ambientale dello stato attuale, in cui le luci dovrebbero sopravanzare le ombre, per rendere  la città vivibile.

Per questo servirebbe un mondo culturale attento, che respinga la tentazione dell’apatia.

I giovani dovrebbero prendere il sopravvento, in un mondo che loro stessi a volte sottovalutano e che, con il passar degli anni, diventerà  sempre più problematico, non solamente per la città di  Reggio ma per tutto il  Sud d’Italia

Di seguito alcune delle principali criticità della città in vista della candidatura: 

– carenza di una pur piccola città religiosa

– carenza di ricettività (5000-10.000 posti per attività anche congressuali)

– mancanza di piazze

– mancanza di tapis roulant.

– spiagge deludenti e insufficienti rispetto alle bellezze  del sito

– mancanza di operatori economici e industriali, in poche parole carenze delle attività e di mezzi necessari per lo sviluppo e l’attuazione della nuova realtà di Città Europea

Ovviamente la scelta delle città candidate dovrebbe esprimere una omogeneità di caratteristiche ambientali e culturali. E’ mio parere di escludere dal concorso Venezia, Palermo e Perugia, perché già sede turistiche intasate e che arrecherebbero disturbo alla finalità di promozione dei flussi turistici e culturali verso centri minori. 

REGGIO CALABRIA-MESSINA .Avendo considerato la consorella Messina in tale contesto, partecipe alla nuova entità di città “nuova” vale la pena ricordare che segue tutti i torti e i pregi  di Reggio facendo presente del suo patrimonio cantieristico, delle importanti festività religiose  della funzione logistica del suo porto ed anche della sua peculiare bellezza espositiva non di meno nel suo retaggio culturale delle università. “ha” i crismi di una città  nuova da proiettare nel mondo quale sede di cultura, peccato che i  giovani  fuggano da questo paradiso per inoltrarsi nei freddi inverni del Nord d’Italia!!!!.  

Istruire, progettare, creare dovrebbe essere il motto dei giovani reggini e messinesi che pur se popoli separati diverranno figli di una stessa madre. 

Anche questo concorso potrebbe influire alla formazione di questa nuova ipotesi e identità di fusione di lingua, cultura, usi e costumi  riuniti in una osmosi creativa che rimarrà d’ esempio per altre realtà urbane. 

Non sono povere le città selezionate per il concorso, ognuna appartiene a un mondo del passato. Ognuna di esse porta con sé la sua storia che non potrà essere modificata da tale incontro di città europea, ma  la prescelta ha l’onere e la responsabilità di dare all’Europa anche una nuova identità culturale senza distruggere il passato. 

E’ difficile trovare punti in comune perché le lingue rappresentano una Torre di Babele. Gli Stati Uniti D’America sono riusciti a essere grandi perché uniti dalla lingua inglese. In ciò, l’Italia troverà difficoltà ad apprendere il nuovo “linguaggio”.

Essa ha un linguaggio diverso, la creatività del popolo, napoletano, genovese, lombardo. Dal Piemonte alla Calabria e alla Sicilia, popoli ancora disuniti e che non riescono a comprendere le teorie e le filosofie americane, russe o francesi, o di fede islamiche.

Nella diversità ci unisce la Chiesa di Roma o meglio il Vangelo di Cristo, base per tutti i popoli della terra e il credo Dantesco.

Osservatorio Romano, Vincenzo De Benedetto

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Una volta, tanto tempo fa, un giorno lontano lontano, agli inizi di questa terra, i miei genitori, madre  Natura e padre Ambiente, mi hanno generato con amore e passione, ritenendo la mia presenza di grande opportunità e aiuto per l’ uomo. Vengo alla luce , dunque, all’ alba del pianeta, apprendo con avidità e interesse le istruzioni dei miei genitori che mi allevano con affetto sconfinato. La mia infanzia è ricca , felice e partecipata . L’ acqua è elemento fondamentale  e io gioisco ad accoglierla nella mia cuna; il suo scorrere mi rende viva e vitale, mi sento utile, necessaria e riconosciuta, ho due genitori che mi adorano e che adoro e tantissimi fratelli, parenti e amici  con i quali ci facciamo compagnia. Passano così secoli e secoli secondo il calendario degli umani che  contano sempre  tutto  con i numeri. Molto tempo dopo, alcuni operai  impegnati a tracciare un percorso  sterrato  che doveva servire per i trasporti viari che all’ epoca si effettuavano con gli animali da soma e con i carri trainati da bestiame adeguato,  mi  notano e   pensano che sarebbe stato quantomai utile e necessario fare in modo di evitare che le acque piovane invadessero la via causando notevoli disagi ai viandanti e quindi  hanno ampliato la mia cuna rendendola più profonda e  ai lati di ogni strada completandone i tratti mancanti . Io mi sono sentita ancora amata e benvoluta e sono cresciuta in armonia con l’ ambiente che mi aveva tanto desiderata, mi sono preparata aggiornandomi e  impegnandomi sempre con serietà e orgoglio cercando di essere in sintonia con lo sviluppo  socio-economico per svolgere il mio ruolo nel migliore dei modi. Nel tempo sono diventata adulta e ho visto molta acqua passare dentro di me: il suo scorrere  era musica melodiosa che da me trovava la sua  accoglienza  naturale  che la trasportava dolcemente. Accompagnavo tutti con allegria e amore: quante storie ho ascoltato, a quanti giochi ho partecipato,  quanti segreti ho condiviso con discrezione e rispetto, quanti litigi ho sopportato, di quanti innamorati   sono stata cpmplice; di quanti fatti e misfatti sono stata testimone silenzioso ; persone solitarie tristi e felici , bambini, ragazzi, giovani e adulti, vecchi uomini e donne, comitive e allegre brigate. Sono stata sempre presente con educazione e  facendomi aiutare dall’ acqua ho trasportato detriti e rifiuti di ogni genere per facilitare il transito, che , via via, si è fatto sempre più intenso e meccanizzato. Con la diffusione del motore a scoppio, infatti, il traffico veicolare ha assunto proporzioni sempre più  macroscopiche  e invasive. Un giorno dell’ era cosiddetta moderna mi si avvicina una coppia di sconosciuti, che si presentano come Progresso e Civiltà, accompagnati da esperti umani  con lauree specialistiche,e  in un batter d’ occhio mi hanno murata sottoterra con orrende colate di cemento, dicendo che ero inutile e che sarebbe stato molto meglio fare occupare il mio spazio per ampliare le strade. Ho cercato di far notare con la mia solita educazione ed umiltà quale importante funzione svolgevo ma non mi  ha ascoltato nessuno, forse non mi hanno proprio sentito assordati come erano dai rumori dei motori a scoppio, dai martelli pneumatici, dagli altoparlanti , dalle radio  e dalle loro stridule voci. Mi sono sentita rifiutata, violentata, distrutta, maltrattata,tradita, rinnegata e sepolta viva; mentre quando piove l’ acqua scorre tutta sul manto stradale rendendolo spesso impraticabile con grave disagi per persone e veicoli. Un vero disastro . Quando vedo e sento i predicatori ambientalisti e i tanti politici di turno  che fanno importanti progetti faraonici per la salvaguardia del territorio, quando sento i loro paroloni che sono solo chiacchiere vuote e senza senso, la mia anima piange lacrime di sangue per la crudeltà e l’ incompetenza e la mancanza di logica, con le quali  sono stata e sono trattata.I disastri ambientali si susseguono senza sosta ma non riesco a capire come mai nessuno cominci a fare qualcosa, iniziando proprio dalle cose più semplici che riguardano la vita di tutti i gioni di noi tutti . Io però ci sono, sono qui, grido  implorando un pò di buon senso e sono pronta a riprendere il mio posto.

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foto di Peppe Caridi

foto di Peppe Caridi

‘ndrangheta come alibi ?

Suona, Reggio suona. Con questo bellissimo slogan in questi giorni si manifesta a Reggio Calabria in segno di protesta contro il vile attentato incendiario nei confronti del Museo degli Strumenti Musicali, uno dei vanti culturali della  città. Che dire!? Innanzitutto sarebbe bene sapere chi è stato ad appiccare il fuoco in quel luogo, come sarebbe bene sapere chi ha appiccato il fuoco nella Chiesa ortodossa dedicata a San Paolo poco tempo prima, e per il  quale  atto criminoso, tra l’altro, nessuno si è preoccupato di protestare. Giusto per sgomberare il campo da qualsiasi equivoco premetto che a me è stata bruciata la prima auto, una modesta e per me preziosa cinquecento, acquistata con i primi stipendi, perchè si trovava nel posto sbagliato quella notte che qualcuno ha pensato di bruciare ben otto autovetture per un atto intimidatorio. In quel caso l’evidenza era lampante perchè l’autore si era dichiarato, ma è rimasto impunito. Qui e ora la musica è diversa, perchè Reggio Calabria ormai da alcuni anni è presidiata dall’esercito, la cui presenza, alla luce della situazione, è completamente inutile. E io, però, vorrei conoscere la verità dei fatti e degli atti, tutti; anche perchè alcune volte la ‘ndrangheta può essere un alibi nel quale rifugiarsi per sfuggire ed eludere la realtà. Non si può gridare all’attentato mafioso, quando subito dopo emerge senza ombra di dubbio che si sia trattato dell’atto di un balordo, e che ciò avvenga davanti la sede della  Procura civile presidiata dai militari dell’Esercito Italiano,  i quali non si accorgono di nulla la dice lunga sulla situazione attuale di Reggio. Il fatto poi che delinquenza, atti vandalici, crimini fisici e culturali siano avvenuti storicamente e avvengano tuttora,  dappertutto, certamente non sminuisce la gravità dei fatti, ma dovrebbe far riflettere prima di parlare a vanvera indicando un colpevole di turno, come in questo caso si fà identificandolo nella criminalità organizzata. Ahinoi ! Secondo me, però noi dovremmo  dimostrare  tutti i giorni non contro ma a favore ; manifestazioni come Suona, Reggio Suona, si dovrebbero fare periodicamente per diffondere la cultura, per fare conoscere l’esistenza del Museo  degli Strumenti Musicali, nella fattispecie, ma il discorso si può allargare alle tante bellezze dei nostri luoghi, di tutto il nostro territorio. Molti Reggini, infatti,  non conoscono l’esistenza dei tesori della nostra città, ma sono pronti a sventolare la bandiera del populismo quando si tratta di andare contro. Ma contro chi ? per effetto boomerang alcune proteste hanno ricadute negative perchè amplificano problemi e notizie false, dando un’immagine distorta della nostra città, e prestando  così il fianco ai detrattori. Ora io vorrei sapere chi ha appiccato il fuoco alla Chiesa ortodossa e al Museo, e a questo punto può essere stato chiunque : c’entra la politica, le istituzioni, la criminalità organizzata, rivalità di campanile, balordi da soli o al servizio di qualche potere più forte ? Probabilmente non lo sapremo mai. Eppure i mezzi per proteggere luoghi pubblici e privati oggi sono molto diffusi: sistemi di sicurezza, telecamere, allarmi, consentono di conoscere dettaglaitamente i movimenti di tutti. Altro che esercito ! Dotarsi di questi presidi e investire in cultura per diffonderla con tutti i mezzi che sono oggi a disposizione e manifestare periodicamente a favore con il cuore e con la mente, mettendo da parte antagonismi,  rivalità di parte e di partiti, invidie e gelosie; uscire finalmente dall’anestesia di centocinquant’anni di colonialismo selvaggio : ci dovrebbe unire l’amore verso il nostro territorio, ricco di un patrimonio storico, artistico, ambientale che non ha uguali. Mandiamo via l’esercito, riprendiamoci la nostra identità e i nostri luoghi come luoghi della nostra anima, organizziamoci con le mostre risorse.  Su queste note Reggio Calabria dovrebbe suonare la carica senza soluzione di continuità

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San Martino

 

 

Giosuè Carducci

La nebbia agli irti colli             Gira sui ceppi accesi

piovigginando sale                    lo spiedo scoppiettando,

e sotto il maestrale                  sta il cacciator fischiando

urla e biancheggia il mar.         sull’uscio a rimirar

Ma per le vie del borgo            tra le rossastre nubi

da il ribollir de’ tini                 stormi d’ uccelli neri

va l’aspro odor de’ vini            com’ esuli pensieri

l’animo a rallegrar.                   nel vespero migrar.

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