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Archive for dicembre 2014

bimbi

L      uce  di

O     sanna

R     ischiara

I      nfinito

S     conosciuto

il mio pensiero di Natale quest’anno è per Loris e per tutti i bimbi che subiscono violenza

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andrea-loris

Senza parole. Semplicemente e solo silenzio, un silenzio assordante che implora, grida, urla aiuto attraverso gli occhi innocenti di un bel ragazzino di appena 8 anni. Quegli occhi che gridano vendetta al cospetto di Dio e dell’umanità tutta.Però non ce l’abbiamo fatta e chiedere perdono non ha senso.Dobbiamo invece recitare un “mea culpa” senza alcuna giustificazione, senza se e senza ma.In una società fatta di oggetti come quella attuale la vita umana diventa un optional, del quale ci riteniamo possessori meschini, gretti e disgraziati, perpretando abusi tragici. Torna allora prepotentemente alla memoria la Metamorfosi kafkiana e devi purtroppo riconoscere che allora, come ora e come nell’antichità cosiddetta classica, la famiglia è come un campo di concentramento speciale perchè il boia non è il nemico, ma un familiare, cioè una delle persone alle quali, soprattutto da piccoli, si è maggiormente legati affettivamente. E non puoi fare a mano di chiedere a Dio perchè, il perchè di tanta violenza inaudita. La cosiddetta società avanzata, tecnologica, sempre in progress, non riesce a tutelare i propri figli e l’uomo, soprattutto se piccolo, esiste solo in funzione di…, uno strumento per i propri capricci e le proprie bizzarrie : una società, dunque, abbrutita, che rifiuta i valori fondamentali del rispetto della libertà della persona umana e dell’amore. Sono stanca di sentire “ che-non- succeda mai  più”, quando invece un altro efferato delitto è dietro l’angolo; sono stanca dei morti ammazzati specialmente se bambini inermi e indifesi; sono stanca delle  Melissa, delle  Sara, delle  Yara, dei Samuele, dei Loris. Altro che civiltà avanzata, quella nostra è un mostro schizofrenico che uccide i propri figli e poi ne celebra le esequie,preferendo celebrare la morte invece di cantare la vita, dimenticando che “il viso di un bambino è meraviglioso”. Basterebbe poco : solo guardarsi attorno con gli occhi di un bambino, appunto.

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Giusy Versace e Raimondo Todaro

Giusy Versace e Raimondo Todaro

Alza la coppa Giusy.

Nel firmamento di “Ballando con le stelle” brilla più luminosa delle altre una luce sola, quella di Giusy: questa ragazza testarda e  determinata con l’aiuto di un eccezionale maestro,quale certo Raimondo Todaro, vincente per Dna, oscura gli altri astri pur bravissimi in una edizione del programma di Raiuno che ha visto in pista coppie di livello eccellente. Giusy e Raimondo, due giovani volitivi che hanno messo cuore e anima in un abbraccio calabro-siculo di successo capace di vincere sfide impossibili. Una menzione speciale ad  Howe , che avrebbe meritato di vincere anche lui; magari, azzardo, con la Titova ce l’avrebbe fatta.Bravissimi tutti.

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aspromonte

Un amico che potrei definire “speciale” se ne è andato dopo una brutta malattia che lo ha fatto molto soffrire e definire Vincenzo amico non è proprio esatto perchè non ci frequentavamo assiduamente, cosa che invece avveniva tra lui e mio marito. Dopo aver girato in lungo e largo, Vincenzo si era fermato dalle nostre parti e nel cuore del mio amatissimo Aspromonte ha messo su una fattoria. Abbiamo cresciuto i nostri  tre figli con la carne e, in alcuni periodi, con il latte freschissimo degli animali che lui allevava e abbiamo gustato sempre i latticini da lui prodotti. Che dire di quest’uomo; a me riusciva difficile conversare con lui perchè era piuttosto presuntuoso, ma anch’io lo sono, e parlava sempre con voce bassissima, per cui faticavo ad ascoltare le sue parole. Onesto, leale e sincero, ospitale e rispettoso delle amicizie; sempre.Ogni tanto capitava di andare a fare colazione con la sua ricotta accompagnata dal siero e dal pane biscottato, e dall’immancabile bicchiere di buon rosso; e un mattino di primavera Vincenzo ti fa  una sorpresa  che non avresti mai immaginato: mentre eravamo, un gruppo di amici, seduti con lui sulle panche  intorno al tavolo di legno della sua aia  conversando del più e del meno, prendendo spunto da una frase di qualcuno cita un verso della Divina Commedia e, vedendo il nostro piacevole stupore, continua e  continua con naturale affabulazione.Io penso la conoscesse proprio tutta e,ciò che maggiormente mi ha impressionato, Vincenzo aveva comprensione del testo, altrochè analisi testuale e commenti di critici letterari! Ricordando questo episodio non posso fare a meno di pensare a Benigni e al suo modo di strapazzare  in maniera sguaiata Dante. Mai volgare Vincenzo, che ha calcato il palcoscenico della vita sui Piani della mia Montagna. Mi piace ricordarlo così con un abbraccio a  Gaetano mio marito che piange, in questi giorni, la perdita di un caro amico.

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