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Archive for giugno 2015

In questo momento delicato voglio essere vicina alla Grecia con due poesie

di Kostantinos Kavafis

Kostantinos Kavafis

Kostantinos Kavafis

Che fece… il gran rifiuto

Per alcuni uomini giunge il giorno

in cui devono pronunciare il grande o il grande No.

È chiaro sin da subito chi lo ha pronto dentro di sé il ,

e pronunciandolo si sente più rispettabile e risoluto.

Chi rifiuta non si pente.

Se glielo richiedessero, “no” pronuncerebbe di nuovo.

Eppure quel no – quel no giusto – lo annienta per tutta la vita.

[1901]

OXI

Rinvigorimento

Chi desidera rinvigorire lo spirito

deve liberarsi del rispetto e della sottomissione.

Delle regole, alcune le conserverà

ma per lo più trasgredirà

sia le regole che le consuetudini

e uscirà dalla via usuale e carente.

Imparerà molte cose dai piaceri.

Non avrà paura dell’azione distruttiva:

metà della casa deve essere demolita.

In questo modo farà virtuosi passi avanti

nella sapienza. 

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Vox populi,  voce di una popolana qualunque.

pinoccio

Sono geneticamente una persona libera, o almeno cerco di esserlo in una società, come quella attuale, che ha fatto della manipolazione di massa la sua caratteristica, anzi la sua arma principale. Libera, curiosa e ribelle, cerco di oppormi ad ogni tipo di condizionamento e a ricercare sempre e comunque la verità, ad ogni costo,e la ricerca del vero, del giusto e del bello è stata sempre il filo conduttore della mia vita e mi ha accompagnato nelle scelte del quotidiano, secondo canoni personalissimi, cercando di sfuggire all’omologazione e alla massificazione sociale che vuole gli individui allineati e coperti, esseri amorfi da plasmare dai burattinai di turno a proprio uso e consumo. Proprio l’esigenza di libertà che ha sotteso tutta la mia vita e, nonostante i miei interessi verso diversi altri settori, mi ha stimolato a scegliere di  studiare Scienze Politiche, sia perchè sono anch’io un animale sociale, di aristotelica memoria, e sia perchè ritengo che la Politica, proprio quella però con la P maiuscola, sia la scienza preposta al vivere civile, nonostante spesso, molto spesso, la voglia di isolarmi in un qualche eremo del mio Aspromonte sia fortissima.Da giovane, insieme ad un gruppo di coetanei, in quel nostro bel paese che risponde al nome di S. Stefano in Aspromonte, peraltro ricco di storia, di cultura e di risorse spesso purtroppo trascurate, abbiamo formato un club,  con il quale ci proponevamo di portare avanti  i nostri ideali di vita  nel contesto del nostro territorio. Strada facendo, però, il disincanto ha spostato via via i miei punti di vista dovendo constatare, giorno dopo giorno, che  la scienza della politica è scomparsa per lasciare il posto alla chiacchiera di beceri ignoranti che spopolano in ogni dove spacciandosi per esperti della res publica con arroganza, prepotenza e sfacciataggine inaudite.E l’universalità dell’essere umano è sostituita dal solipsismo, per cui al singolo individuo tutto è consentito, tutto è lecito, secondo una morale tutta personale e comunque di parte  o di partito. Certo ti viene in mente il passato, quello, oggi celebrato, della polis, che poi tanto democratico non era,  quello  cantato da Dante, descritto da Machiavelli, narrato da Manzoni, giusto per fare qualche nome : perchè di questo si tratta. Quando lo Stato, che dovrebbe essere la tua massima espressione ti vessa continuamente e ti ghermisce come i tentacoli di una piovra rubando ai poveri per dare ai ricchi ( sono così ignoranti i governanti italiani che non hanno capito manco Robin Hood ), ti senti tradito e capisci che la vera mafia sta nel Palazzo.E per evadere e non rovinare il mio fegato evito adesso di partecipare in qualsiasi forma a riunioni, consessi, dibattiti, convegni e compagnia bella che trattino di politica, della quale si fa scempio a destra, a manca, e in qualsiasi direzione. Proprio Panfilo Gentile, già negli anni ’60 faceva in Democrazie Mafiose un’approfondita analisi sul sistema democratico italiano e giungeva alla conclusione che il suffragio universale con la conseguente formazione di diversi partiti politici,stimolava, giocoforza e di fatto, il voto si scambio secondo il principio del do ut des, da cui la corruzione mafiosa  dei praticanti politica e della politica tutta. Può capitare, in questo contesto, di incontrare casualmente qualche responsabile politico del governo della tua città, come è capitato a me poco tempo fa e allora ti devi convincere che non esiste alcuno spiraglio. Se, infatti, alle rimostranze di qualcuno  che si lamenta delle tante cose che non vanno nella nostra città il politico capovolge il problema scaricandosi delle responsabilità, che si è assunto candidandosi,  lamentandosi che, nonostante egli stesso abbia chiesto ripetutamente consigli  e proposte per la risoluzione dei disagi, non abbia ricevuto alcuna risposta in merito da alcuno e poi giù a disprezzare il popolo, volgo incapace e plebeo, come lo è stato sicuramente, aggiungo io, quando ha dato il voto a lui e a tutti quelli che pensano come lui e che sono tanti. Altro che cittadinanza attiva, con la quale si riempiono la bocca molti cosiddetti esperti per stimolare la partecipazione  alla vita sociale e politica. Attenzione, però che se e quando il popolo, quel volgo, rozzo e ignorante plebeo, così duramente calpestato, un giorno si sveglia  a fare  le barricate contro il comportamento mafioso dei politici, e l’uomo qualunque griderà la propria identità, allora saranno dolori. Perchè quando una persona si candida come amministratore della cosa pubblica, dovrebbe presentare un suo progetto sul quale essere giudicato, prima sull’idea  e dopo, una volta eletto, sullo stato dei luoghi., cioè sulla realizzazione di quelle proposte per le quali era stato eletto. Se invece il politico, abdicando, richiede al popolo, così ignorante da avergli dato il voto, la risoluzione dei problemi comuni e comunitari, deve  semplicemente andarsene a casa, dichiararsi fallito e incapace senza se e senza ma.Comunque personalmente qualche ideuzza voglio esprimerla.

1- Controllo dei prezzi. Reggio Calabria è una città carissima : molti generi di consumo quotidiano, alimentari e non, hanno prezzi spesso triplicati e quadruplicati rispetto ad altre città, come per esempio Roma. Un Comune che si rispetti dovrebbe badare a questo aspetto.

2- Rifiuti. Investire nei riciclo dei rifiuti coinvolgendo Comuni del circondario anche per produrre energia. Realizzare la differenziata stabilendo per legge che ogni fabbricato sia dotato di un locale  per la giacenza temporanea dei rifiuti e un calendario per il ritiro. Dai rifiuti ricavare energia

3-Utilizzare per Uffici della Pubblica Amministrazione solo locali di patrimonio pubblico e eliminare  affitti di immobili privati per ospitare uffici pubblici di qualsiasi settore

4- ripopolare i Borghi, che sono tanti e abbandonati

5- Scuola. Realizzare la cittadella degli studi fuori città con strutture residenziali nuove che riuniscano tutte le scuole di ogni ordine e grado e collegi annessi dove si curino anche attività alternative quali musica, sport, lingue. Imporre lo studio della storia del territorio in tutti i cicli scolastici. Eliminare tutti i progetti. Studiare e consultare come manuale il volume Asini calzati e vesti di Roberto Alonge

6- Trasporti. Curare la manutenzione delle strade esistenti realizzare altri Tapis roulant, che per la posizione della nostra città sono indispensabili, dotare la città di mezzi pubblici efficienti

7- Acqua. Depurare l’acqua della città anche con tappi di plastica come fanno in altre parti d’Italia, a costo zero

8- Toponomastica. Ripristinare la denominazione di Via Apollo nella strada che anticamente ospitava il tempio del dio greco ( oggi Via Musella ), e per le nuove titolazioni utilizzare le tante strade che ancora non hanno una denominazione.

9- Periferie. Sono in totale abbandono. La località turistica di Gambarie, vero e proprio gioiello della natura, che ricade in parte nel Comune di Reggio versa in uno stato penoso. E la Fontana di Tre Aie fa semplicemente schifo.

10- Turismo. Questo settore è completamente ignorato e invece dovrebbe essere una risorsa notevole e in merito le possibilità  sono infinite

11- Costi della politica. I politici non dovrebbero percepire alcuno stipendio dall’impegno nella cosa pubblica; in subordine il loro “lavoro” dovrebbe essere inquadrato nel  Contratto collettivo nazionale di lavoro, come tutte le altre categorie impiegatizie, eliminando i gettoni di presenza , i finanziamenti sotto qualsiasi forma e dicitura, i rimborsi spesa, le auto di servizio di qualsiasi colore. Essi politici per gli spostamenti sarebbe bene utilizzassero i mezzi pubblici, come qualsiasi altro mortale.

12- Tasse. Attuando alcune delle proposte prima esposte si possono ridurre notevolmente le tasse .

Questo giusto per dire qualcosa. Una riflessione completamente personale riguarda il codice etico. In un paese come il nostro con un potere giudiziario aleatorio, secondo me non ha senso invocare il codice etico o l’incandidabilità di chiunque. Considerando, poi, che i partiti agiscono secondo quella che a loro appare l’opportunità del momento, per cui spesso si contraddicono in modo scandaloso,che senso ha implorare un codice morale? Tutta  aria fritta.

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