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Archive for aprile 2016

Il 2 aprile del 2005 avevo scritto questa breve riflessione che riporto integralmente

 

wojtyla

Ogni parola è un seme: l’ultimo libro di Susanna Tamaro uscito in questi giorni è un canto alla vita, dove si intrecciano riflessioni sul mondo naturale della fauna e della flora,del quale l’ essere umano è parte integrante.
“ Spesso mi chiedo come si possa definire il nostro tempo,se c’è un fattore che lo unifica e lo contraddistingue. Sicuramente è un’ epoca di grande complessità e di grosse contraddizioni. Viviamo,infatti, nell’ età del massimo benessere e della tangibile insoddisfazione,dell’ estrema sicurezza e delle incontrollabili paure,delle sofisticatissime comunicazioni planetarie e della totale incapacità delle persone di comunicare tra loro. Un tempo di grandi inquietudini spirituali e di agghiaccianti fanatismi. Se devo però immaginare un fattore evidente,fisico, che distingue i nostri giorni e lega insieme tutte queste contraddizioni,lo identifico nella presenza ossessiva e tirannica del rumore,disarmonia sonora alla quale gli esseri umani sono ormai totalmente assuefatti…….. Il silenzio è morto e,scomparendo,ha trascinato con sé tutto ciò che costituisce il fondamento dell’ essere umano. Senza silenzio non posso conoscermi, non posso conoscere l’altro,non posso conoscere il misterioso destino che ci lega. Senza silenzio non riesco a mettermi in ascolto. Senza ascolto non posso attingere alla fonte della sapienza…..Immagino le notti dei primordi,spezzate solo da rumori ,urla, latrati, e,poi, all’ improvviso, quel suono piccolo,fragile,strano,che non si era mai sentito prima. La prima parola dell’ uomo. Ogni parola è un seme. E come il seme,quando è fecondo,contiene in sé il proprio nutrimento. Da troppo tempo le nostre parole,le parole degli uomini,non sanno più radicarsi . Girano stancamente senza trovare il terreno che permette loro, nel chiacchiericcio ormai cosmico che ci avvolge,di aprirsi un varco. Uno spiraglio di senso,di verità, di fondamento. Sono tante,troppe, sempre più inutili. Ci parliamo continuamente,pur con i mezzi tecnologicamente più avanzati, per non dirci  niente. Anzi, più discorsi facciamo,più difficoltà abbiamo a comprenderci. Parliamo e parliamo,senza mai essere sfiorati dal dubbio che la parola,per esistere davvero,deve essere nutrita dall’ ascolto…. Sì, ogni parola è un seme,e il cuore dell’ uomo il luogo in cui si deve posare. E’ lì ,dentro di noi, che deve mettere radici, spezzare il tegumento dell’ indifferenza,crescere,innalzarsi, verso il cielo,trasformandoci in creature colme di sapienza “.

Ho sentito il bisogno di condividere con voi questa pagina,il cui contenuto trova ulteriori conferme proprio in questi giorni da due fatti di cronaca importanti : la vicenda di Terri Schiavo,questa donna muta,che ha trasmesso a tutto il mondo la sua sofferenza,intorno alla quale una fitta ragnatela di parole montava un caso mediatico rilevante; l’ autorevole figura di Papa Wojtyla capace di comunicare,giocoforza e suo malgrado,anche senza parlare,con il silenzio. Certamente non è un caso che il Pontefice sia onorato,stimato e rispettato  da tutti e in tutto il mondo,indipendentemente dal credo religioso e politico : un comunicatore straordinario ed esaltante , che è riuscito,inconsciamente, con un appello silenzioso e quantomai significativo, a radunare intorno a sé, zittiti e attoniti, i parolai della politica italiana ,risparmiandoci  un ulteriore indecoroso spettacolo di parole vuote e senza senso di chiusura della campagna elettorale.
La parola,che per il suo significato intrinseco, dovrebbe essere utilizzata per un confronto in parallelo può diventare mezzo di prevaricazione,di aggressività e di abuso,confermando il detto “ ne uccide più la lingua che la spada “.

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