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Archive for febbraio 2019

“Va’ dove ti porta ….Evola

Mantua me genuit

Calabri rapuere

tenent nunc Parthenope

cecini pasqua

rura

duces”

 

 

Un Virgilio diverso da quello più conosciuto nell’immaginario collettivo: la Guida di Dante, l’autore delle Bucoliche e delle Georgiche è stato onorato e celebrato a Napoli nella Grotta simbolo di Piedigrotta, tunnel di circa settecento metri realizzato, secondo la leggenda, proprio da Virgilio in una sola notte, con i suoi poteri magici, luogo in cui sussistono suggestivi giochi di fasci di luce particolarmente visibili nei giorni  dei solstizi. A ricordo imperituro di Virgilio all’ingresso la pianta del sempreverde Lauro, onore e vanto e simbolo di cultura. In proposito l’autore descrive la composizione chimica della pianta le cui foglie contengono cianuro di potassio, veleno mortale, che in piccole dosi viene tuttora usato nel quotidiano sia come erba aromatica sia come rimedio naturale per lenire lievi disturbi. Nella Cripta di Posillipo veniva praticato il culto di  Mytra, il Dio intermediario tra il divino e l’umano , una divinità antica la cui storia è simile a quella di Cristo, con cui il Cristianesimo lo ha sostituito, come ha sostituito il culto di  San Gennaro a  quello di Virgilio  Nella famosa grotta che in alcuni aspetti richiama la forma del piede si celebravano riti, danze, giochi, vere e proprie orge, che nei tempi antichi erano considerati naturali espressioni di emozioni e sentimenti, liberi da censure peccaminose.

Neapolis, dunque, la città nuova da distinguere da Partenope, la città precedente nata dalla Sirena che insieme alle “sorelle” Ligeia e Leucosia diventano scogli con la complicità di  Orfeo e Ulisse; a ricordare Partenope l’imponente Castel dell’Ovo, costruito sulle sue ceneri e che oggi custodisce i resti di Santa Patrizia, perchè il Cristianesimo mutua riti e dei.

E poi l’etimologia delle parole, per capirne il vero significato, come, ad esempio ” Teatro” : thea ha lo stesso significato di deus, giorno, splendore. Infatti nel Teatro di Neapolis si svolgono importanti rappresentazioni celebrative nelle Feste di Piedigrotta, dove si esibiva pure Nerone accompagnato da strumenti particolari come putipù, scetavaiasse, siscariello, triccaballacche.

La credenza che l’uomo nasca dalla pietra, le leggende sulle donne che partoriscono sulla terra nuda, e tanto, tanto, tanto altro, in un susseguirsi di emozioni che ti trascinano in dimensioni completamente nuove e dove senti l’eco di richiami ancestrali e intuizioni che qui e là cercano di riemergere nel tuo inconscio.

Insomma sto cercando di dire qualcosa del bellissimo libro “Napoli la città velata”– luoghi e simboli dei Misteri- degli dei-dei miti-dei riti- delle feste di Maurizio Ponticello.

Un bel leggere. un libro pieno di fascino : misteri arcaici, riti esoterici, culti mitraici, storia e leggenda che si incontrano in una realtà ricca di significati nascosti da lunghi secoli di oscurantismo. L’autore toglie il velo, solleva i veli che celano la vera Napoli, e lo fa con delicatezza e forza, accompagnando il lettore in un mondo avvincente, ammaliante, seducente.

Sono arrivata a questo scritto mentre leggevo Evola, il titolo ha stuzzicato la mia curiosità, ho acquistato il libro e l’ho  letto tutto d’un fiato.

Scriverne mi riesce difficile, perchè dovrei copiarlo tutto. Sono curiosa e mi interessa la storia, soprattutto quella del mio territorio. Ho frequentato Napoli sia per motivi affettivi  sia per  esigenze  professionali, ma mi sono fermata alla bellissima facciata, per mia ignoranza.

Farò di tutto per recuperare i tesori che ho lasciato per strada  e poter guardare con occhi diversi i  luoghi dell’anima di Napoli, per cercare di carpirne la vera anima.

 

Sempre grazie ad Evola ho comprato pure I Misteri del Sole di Stefano Arcella, del quale mi riprometto di scrivere, dopo aver approfondito alcune curiosità storiche  nella mia zona.

 

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Risultati immagini per reggio calabria

 

 

Sulle strade rifiuti e buche pericolose

Come infiorate marce e fetose

Prodotti tipici del primo cittadino

Che indossa la fascia come fosse Arlecchino.

Cercano attenti gli incola affranti

Ma nulla appare da tempi inquietanti

Nulla si vede

La ciurma è stanca

Nulla si vede

La lena manca.

Sotto la tolda sta il sindaco-burattino

Che taglia nastri

Per camuffare il suo declino.

“A C Q U A ” ! si grida

Eccola, appare.

No. Solo un miraggio raro che presto scompare.

Quel dì che il liquido chiaro

Dai rubinetti sgorgherà

Una stella cometa l’annunzierà

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