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Archive for the ‘Salute’ Category

Peppino Sindaco Bambino

Racconto Breve di Carmela Suraci 

Peppino è un bambino sempre pulito e ordinato, la sua mamma lo fa vestire come un piccolo Lord, ha capelli neri, lisci e un po’ lunghetti, sempre lucidi e ordinati. La sua famiglia, sempre attenta, lo incoraggia, anzi lo sprona, affinché si prepari perché crescendo dovrà fare grandi cose.
Ma Peppino ha un grande sogno, vorrebbe poter trascorrere un intero anno a giocare in quei giardinetti dove ci sono delle giostrine e si vedono sempre tanti bambini, ma a lui quei divertimenti sono proibiti perché la sua mamma pensa che si sporcherebbe e non sarebbe più tanto bello ed elegante.
Una notte Peppino sogna una bimba bellissima che gli dice di essere una fata-bambina e può esaudire ogni suo desiderio. Peppino non sa se è sveglio o se sogna ancora, ma esprime il suo desiderio: “Voglio essere il capo della città più bella del mondo per poterla riempire di tante giostrine”. Detto fatto, al suo risveglio si ritrova a capo di una città bellissima, anche se un po’ malridotta, ma questo a lui non importa. Comincia subito a darsi da fare e cerca spazi liberi dove pote mettere piccole giostre e giardini dove i bambini possano andare a passeggiare e a giocare con lui. I giorni però passano e bambini con i quali giocare non se ne vedono e Peppino comincia a chiedersi perché. Una notte però nei suoi sogni ritorna quella piccola fata, che non appare più così splendente, ha i capelli arruffati e sporchi, le mani e il vestitino sporchi e il viso triste. Peppino le chiede perché non si sta realizzando a pieno il suo sogno e la fata gli spiega che i bambini di quella città non possono uscire di casa perché se si sporcano quando rientrano non si possono lavare perché dai rubinetti non scorre più acqua, non possono uscire perché le strade della città sono piene di buche e di pozzanghere fangose. poi ci sono gli alberi che sono divenuti pericolosi perché cadono e rischiano di far male a chi ci sta sotto e la città è piena di sconosciuti che potrebbero far loro del male.Inoltre, gli altri bambini non sono fortunati come lui, si sentono deboli e stanchi perché è da molto tempo che fanno un’alimentazione strana, mangiano sempre pasta bollita e insalata di quella già lavata nelle buste dei supermercati; niente frutta, niente carne e niente pesce perché, dicono le mamme, è difficile pulire la cucina.
Peppino diventa molto, molto triste e non sa come fare a riparare a tutto ciò, purtroppo però lui è solo un bambino, forse un po’ viziato,ma sempre un bambino.

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“La nave è ormai in preda al cuoco di bordo e ciò che trasmette al microfono del comandante non è più la rotta, ma ciò che mangeremo domani”   

                                                                                         Kierkegaard

 

 

 

A pelle questo Papa, Bergoglio, non mi è piaciuto sin da subito, gli ho visto uno sguardo furbastro.Ho letto molto di quanto viene scritto su questo papato, sicuramente anomalo mentre i misteri vaticanensi si infittiscono sempre più. Le cosiddette dimissioni di Ratzinger e l’elezione di Bergoglio nascondono, secondo me, molte verità non dette.Qui e ora non intendo fare una ricerca anamnestica su fatti e misfatti relativi all’impero papale, dentro e fuori le mura del Vaticano perchè non ne ho i mezzi ; faccio solo delle considerazioni da popolana sic et simpliciter, che vede la Chiesa come una enorme impalcatura  costruita sulla figura di Gesù Cristo, mutuando da altri miti e credenze precedenti storie e personaggi spesso deificati, che la Chiesa ha usurpato adattandoli ad un calendario cosiddetto ecclesiastico per fare proseliti e nutrire il popolo dei fedeli, impressionandolo spesso con la minaccia delle punizioni di un Dio giudice severo su parametri umani. Nasce così e via via si ingrandisce un popolo spesso bigotto che si deve barcamenare tra pentimenti e confessioni per guadagnare la beatitudine eterna. Lungi da me fare un processo alle intenzioni di chi crede in Dio e ne onora il figlio Gesù, non è, questo, un mio pensiero, anzi! Mi pongo con molto rispetto nei confronti di chi si nutre di una fede cieca e illimitata e la mia inquieta ricerca del soprannaturale metafisico  si rammarica di non poter avere assiomatiche certezze. Ritengo semplicemente che una cosa è la fede, altra cosa è seguire i dettami, le regole imposte dalla Chiesa temporale. La fede, infatti, è un convincimento intimo e profondo, che riguarda l’animo umano; laddove le leggi ecclesiastiche riguardano comportamenti esteriori stabiliti dagli umani di turno. Umani,nel senso di persone capaci di intendere e di volere, perchè in quanto ad umanità come valore, gli addetti  alle sacre cose lasciano molto a desiderare, e molto spesso non hanno dato e non danno un buon esempio. Senza andare lontano basta e avanza leggere  di Manlio Simonetti  “Il Vangelo e la Storia” , uno scritto, libero da qualsiasi condizionamento confessionale, risultato di ben cinquanta anni di studio e ricerche certosine,che documenta i travagli religiosi, politici e sociali del cristianesimo dei primi secoli. Per non dire delle gerarchie ecclesiastiche, luoghi, da sempre e tuttora, di lotte intestine spietate. E sì che Geù Cristo ha mandato in giro per il mondo gli apostoli, che sarebbero i vescovi dell’ordinamento ecclesiale, ai quali si sono aggiunti in ausilio i sacerdoti. Se così è, come raccontano i fatti, che senso hanno le alte gerarchie, se non quello di acquisizione di poteri sempre più forti nei diversi settori delle società? Perchè la Chiesa, istituzione “squisitamente” spirituale,  deve avere uno Stato laico, il Vaticano?Perchè deve possedere beni immobili e finanziari? Perchè il Papa deve essere Capo di Stato e non solo e solamente pastore di anime ? Perchè i prelati, dai semplici preti agli uomini delle alte sfere godono di impunità incredibili? Misteri, fatti e misfatti, reati gravissimi, compiuti da uomini di chiesa, pur se raggiungono talora un clamore mediatico, poi vengono edulcorati e nel tempo affievoliti fino alla loro scomparsa come non fossero mai stati commessi, laddove il  credente-praticante, come un misero tapin, viene costretto a colpevolizzarsi e  confessare un innocente pensierino per guadagnarsi la vita eterna. E questo Papa Bergoglio?  Perchè lo chiamano Francesco e basta? mi sa tanto di una operazione mediatica, ahimè! Perchè prima di entrare a piè pari, nella vita politica italiana, non fa pulizia nelle sue stanze? Perchè  non caccia via dal tempio i Farisei ? perchè non dice la verità su Emanuela Orlandi  e le altre ragazze scomparse nel nulla evangelico? Perchè se una persona contrae più matrimoni civili e nessuno come sacramento, di fronte alla Chiesa è immacolato ? che legge morale è questa ? per non dire degli scandali della Sacra Rota! Perchè in Italia il Papato come una longa manus  gestisce beni e servizi e condiziona politica ed economia  entrando in ogni dove? E il famoso principio “libera Chiesa in libero Stato” che fine ha fatto nel nostro Paese? Forse un ripassino tra il pensiero di Kierkegaard e quello di Kant sarebbe opportuno di tanto in tanto. Alzare gli occhi ad accorgersi che c’è il cielo, anche quello stellato , e sentire nell’anima  l’imperativo categorico della cosiddetta legge morale, possono tornare utili a tutti e anche e soprattutto a  quel clero che si è consacrato a Mammona.  Ahimè, la Chiesa mi ha rubato il mio Dio!

 

 

“Tutte le chiese, tutte le comunità religiose mancano del contrassegno più importante della Verità. Essendo fondate su una fede rivelata ed essendo perciò legate ad una serie di specifici eventi storici, sono prive di validità universale. E’ sostanzialmente inutile ricercare tra le varie tradizioni religiose quale sia la religione vera: quel che importa è agire bene. Compiere il Bene, la Virtù, per amore del Bene stesso relativizza non tanto la verità bensì l’esistenza delle singole comunità religiose, le quali si presentano ormai più come un ostacolo che come una via al conseguimento dell’unica religione morale,la sola davvero uguale per tutti.”  Kant

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Vulgus vult decipi, ergo decipiatur

 

 

 

 

Sono geneticamente una persona libera, o almeno cerco di esserlo in una società, come quella attuale, che ha fatto della manipolazione di massa la sua caratteristica, anzi la sua arma principale. Libera, curiosa e ribelle, cerco di oppormi ad ogni tipo di condizionamento e a ricercare sempre e comunque la verità, ad ogni costo,e la ricerca del vero, del giusto e del bello è stata sempre il filo conduttore della mia vita e mi ha accompagnato nelle scelte del quotidiano, secondo canoni personalissimi, cercando di sfuggire all’omologazione e alla massificazione sociale che vuole gli individui allineati e coperti, esseri amorfi da plasmare dai burattinai di turno a proprio uso e consumo.

Quindi per quanto mi riguarda, dal momento che rifuggo da qualsiasi forma di ipocrisia e compromessi, non  frequento le persone che non mi piacciono.

Oggi al tempo dei network questa affermazione vale pure per le frequentazioni on line.

Proprio per questo motivo io non “frequento” il sindaco della mia città,

Non l’ho votato perchè lo ritengo da sempre inadeguato ad amministrare Reggio Di Calabria;devo, nonostante tutto, riconoscerlo come sindaco perchè è stato eletto, più o meno democraticamente, ma non mi sognerei mai di scrivere o di commentare nelle sue pagine sul web, perchè, ai miei occhi rappresenta la supponenza, la maleducazione, l’arroganza, la falsità, la menzogna e la mancanza di rispetto che il primo cittadino ha nei confronti della gente reggina, anche dei suoi elettori naturalmente.

Non mi era mai, e dico mai, capitato di dover contare ben 12, diconsi dodici, giorni nel mese di agosto, con i ruibinetti di casa asciutti completamente, e per tutti i  restanti giorni di agosto e luglio con  l’acqua ” a scomparsa”, che appare e poi scompare magicamente che è una meraviglia. Una meraviglia!. E’ una meraviglia non solo il fatto che l’acqua, un bene, anzi un bisogno, fondamentale, manchi , è una meraviglia il fatto che l’amministrazione non si ponga manco alla lontana la domanda  se sia doveroso informare la cittadinanza sui perchè e il per come il servizio sia deficitario e sui tempi eventuali di risoluzione del problema e magari sui tempi dell’erogazione. Meraviglia delle meraviglie?  no, è un diritto del Sindaco di Reggio Calabria e dei suoi collaboratori trattare la gente come “volgo” , da utilizzare alla bisogna manipolando l’opinione pubblica secondo i manuali di psicologia sociale, secondo la filosofia delle scuole settarie sinistrorse per le quali ” il popolo vuole essere ingannato, allora sia ingannato“. In questa situazione tristissima che vede la mia città in coma, e non solo per l’acqua, altra considerazione tristissima è l’omertà del popolo di sinistra, proprio quel “volgo” di cardinalizia memoria cinquecentesca, che ancora e sempre non riesce ad essere obiettivo e con partigianeria sfacciata e insolente giustifica e inonda di silenzi assordanti il mal governo del proprio beniamino.

 

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La preghiera del pane

Amate il pane
cuore della casa,
profumo della mensa,
gioia del focolare.

Rispettate il pane:
sudore della fronte,
orgoglio del lavoro,
poema di sacrificio.

Onorate il pane:
gloria dei campi,
fragranza della terra,
festa della vita.

il più santo premio

Non sciupate il pane:
ricchezza della Patria,
il più soave dono di Dio,
alla fatica umana.

So di essere scomoda e di esserlo sempre stata, dipende dal mio carattere innato, ribelle ad ogni forma di costrizione. Questo blog esiste proprio per questo, per darmi l’opportunità di esprimere le mie idee fuori dal coro. Anche se faccio, gioco forza, delle lunghe pause per vari motivi, so di avere potenzialmente la possibilità di dire quello penso, finchè qualche bempensante non deciderà che sia giunta l’ora di tapparmi la bocca. Come al solito, secondo un mio vizio, comincio da lontano. da mia madre, nata nel 1901, che ha vissuto l’epoca fascista nel nostro bel Paese, in un borgo incantevole, baciato da una natura generosa, S. Stefano in Aspromonte, apprezzando la qualità di vita di quegli anni,  quando era possibile dormire con porte e finestre aperte, quando c’era un piano ambientale nazionale contro i rischi idrogeologici, quando c’era pure un piano per l’edilizia nazionale, di fatto le costruzioni di quegli anni sono le ultime ad avere un certo stile dignitoso, prima che spopolasse l’edilizia selvaggia, quando c’era un piano sanitario nazionale.Dopo di che il marasma totale culminato con la istituzione delle Regioni, enti locali dannosi, autorizzati alla corruzione legale e agli imbrogli. Mia madre, dicevo, una donna che ha sacrificato gli studi in medicina sull’altare della concordia familiare minacciata dalla rivalità tra sorelle. Mia madre, che aveva scritto una lettera a Mussolini scongiurandolo di non entrare in guerra, lettera che dopo aver tenuto in borsa per diversi giorni, ha strappato pensando che il Duce non  avrebbe mai potuto darle retta. Mussolini di fatto, ha condiviso l’entrata nel conflitto anche con i comunisti, se è vero, come lo è, che ha inviato al Cremlino un certo Togliatti, che, al riguardo, riceveva il placet dal Soviet Supremo. Poi parliamo di partigiani e di Piazzale Loreto, ahimè! come e quanto in Italia  è facile mistificare la storia e infierire con ferocia inaudita e ingiustificata !

 

 

 

 

 

 

 

E ancora devo sentire parlare di apologia del fascismo, mentre il comunismo, nonostante il fallimento nei Paesi dove il regime era al Governo, viene ancora esaltato dai cosiddetti compagni nostrani, che da veri Padri Zapata conducono una vita da radical-chic borghesi, e pensano di lavarsi la coscienza biascicando slogan e frasi fatte sugli ultimi e gli emarginati La poesia che ho riprodotto all’inizio di questo pezzo, guarda caso, è stata scritta proprio da Benito Mussolini nel mese di gennaio  1928 e diffusa nei giorni tra il 14 e 15 aprile dello stesso anno in occasione della Celebrazione Nazionale della Festa del Pane.

 

Sempre attuali,  queste parole, oggi più che mai,  tenendo conto della infima qualità del pane che arriva sulle nostre tavole tra grani esteri di dubbia origine e provenienza e farine manipolate. A me è capitato di vedere questa poesia esposta in alcune panetterie come di autore anonimo, quando io precisavo che la preghiera è opera di Mussolini, come minimo mi  guardavano storto ritenendo avessi bestemmiato, e dopo aver  cercato su internet restando senza parole. Io ho impresso queste parole su una tovaglia da tavola, specificando naturalmente, come si conviene, l’Autore, sulla quale apparecchio anche per amici comunisti, quelli della puzza sotto il naso, con somma goduria, e se il boccone va loro storto, chi se ne frega. Se, poi, per questo dovrei ” perdere” qualche cosiddetto amico, a buon rendere, dunque, vuol dire che proprio amico non era.

 

P.S. mi scuso per la qualità della foto della tovaglia. E’ la prima volta che stiro dopo molto tempo e ancora non sono perfettamente efficiente.

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Se mi direte perchè la palude

appare insuperabile

allora io vi dirò perchè io credo

di poterla passare se ci provo”    Marianne Moore

 

Questi versi raccontano in qualche modo i miei primi settanta anni, che di fatto rappresentano il mio eterno presente. Da quando, bimba di appena cinque anni mi devo confrontare con quella avventura che pare sia l’unica  Certa che mi porta via in un batter d’occhio il mio caro papà, al mio animo ribelle che mi induce a confliggere sia con l’inquietudine del mio spirito che con tutto ciò che mi appare come ingiusto, falso, ipocrita e menzognero. Dall’esperienza del collegio, sempre contestato dal mio anelito di libertà allo slaloom per prendere in mano la mia vita tra pregiudizi, stereotipi di una società ad impronta maschilista, autoritaria e repressiva. Slegata da ogni forma di atteggiamenti da suffraggetta, proiettata invece a camminare sulle mie gambe, da sola, per non affondare nella palude del conformismo bigotto e puntando solo e sempre sul rispetto dell’altro senza guardare in faccia nessuno e camminare speditamente per inseguire i miei sogni, lasciandomi dietro zavorra e scorie che impediscono l’avanzare.

 

Non amo i bilanci, preferisco pensare al presente, che riguarda prima di tutto i miei affetti, la mia famiglia d’origine, una  mamma con la forza di una quercia e una sorella con la quale condivido tuttora un tratto di strada, il marito con il quale spesso litigo, sempre per e con sconfinato amore , e va bene così, e i tre gioielli dei miei figli che allietano la mia movimentata esistenza. Presente, dunque, che ha visto l’impegno negli studi,  nella mia professione e in ambito sociale sempre con entusiasmo, lontano da stereotipi e compromessi di qualsiasi genere, mai appagata, pronta a nuovi stimoli  e sempre alla ricerca di nuove avventure senza se e senza ma. Accuso il disagio di vivere in un Paese strano, che, nonostante mi avessero avvisato  antenati greci e latini, e poi ancora qualche altro come  Dante o Manzoni, giusto per fare qualche nome, mi riesce difficile accettare sulla mia pelle : storture, ingiustizie, illegalità di uno Stato che anzichè tutelarmi, mi aggredisce nel mio quotidiano come i tentacoli di una piovra, dai quali è difficile difendermi.  Amo la lettura e vorrei scoprire il significato intimo profondo unico dell’uomo e dell’umanità intera, ma per questo c’è sempre tempo. Ho bisogno probabilmente dei miei secondi settanta, continuando il mio percorso sulle ali di sempre del bello, del giusto e del vero.

Saluto chi ha voglia di leggermi con  questi versi di Boris Pasternak  che rispecchiano il mio carattere e la mia storia, come  meglio non avrei potuto scrivere io stessa

In ogni cosa ho voglia di arrivare
sino alla sostanza.
Nel lavoro, cercando la mia strada,
nel tumulto del cuore.
Sino all’ essenza dei giorni passati,
sino alla loro ragione,
sino ai motivi, sino alle radici,
sino al midollo.
Eternamente aggrappandomi al filo
dei destini , degli avvenimenti,
sentire,amare, vivere, pensare
effettuare scoperte.

E anche se festeggio i miei 70 insieme al Fuoco di Sant’Antonio che mi accompagna da circa un mese tra la calura ambientale, io persevero a gridare “volli, e sempre volli, e fortissimamente volli” per  continuare nell’ascesa in solitaria al Mont Ventoux.

Mi piace condividere con i miei Amici di FB questo momento e ringrazio tutti dei graditi auguri con un grande abbraccio virtuale.

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Ingredienti

600 gr di ceci

90 ml di succo di limone

semi di cumino tritati

2 cucchiai di olio di oliva

90 ml di tahina*

Preparazione

mettere a bagno i ceci in acqua per una notte, la mattina successiva cuocerli

pesarne 600 grammi e frullarli insieme agli altri ingredienti

Versare la crema ottenuta in un piatto fondo di portata e completare a piacere con ciuffetti prezzemolo, una manciata di ceci e fave. A piacere si possono accompagnare verdure varie. Nei paesi arabi l’hummus si accompagna con  la focaccia e con il pane azzimo e  degustato in mille modi. Ci si può sbizzarrire con la fantasia.

  • La tahina è una crema molto usata in Medio Oriente che si trova nei negozi specializzati, e si può fare in casa così

prendere 100 gr si semi di sesamo e tostarli a fuoco lento  oppure in forno a 150° per 10 minuti facendo attenzione a non esagerare altrimenti diventano amari, quindi frullarli insieme ad un pò di sale  e olio di semi di sesamo q.b fino ad ottenere una crema fluida, che si spalma anche direttamente sul pane

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paura

 

 

La Paura andò al mercato

e un crauto comprò;

tornò a casa,

accese il fuoco,

mise l’acqua

 e il crauto vi buttò.

A poco a poco,

l’acqua evaporò

e il crauto un bond diventò.

 

chaplin3

 

La Paura digiunò,

Coraggio diventò

e per questo votò NO

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