Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘Afghanistan’

Una fotografia del tenente Alessandro Romani (Ansa)

Alessandro Romani

“fiaccola della nostra vita”

Annunci

Read Full Post »

Alessandro Di Lisio

AVANTI

Alessandro Di Lisio , primo caporalmaggiore, è rimasto vittima stamani dell’attentato ai militari italiani in missione in Afghanistan.

Recentemente aveva detto :

«La guerra è uno sporco lavoro,
ma qualcuno dovrà pur farla»

MILANO – Il militare italiano morto martedì in Afghanistan, in un agguato a 50 chilometri da Farah, è il primo caporal maggiore dei paracadutisti della Folgore, Alessandro Di Lisio, nato a Campobasso il 15 maggio 1984. Lo riferisce lo Stato Maggiore della Difesa. Di Lisio, che era in missione in Afghanistan da quattro mesi, è morto in ospedale a seguito delle ferite riportate. Era un esperto artificiere e faceva parte di un team specializzato nella bonifica delle strade, prima del passaggio di convogli militari e diplomatici.LA FAMIGLIA – Di Lisio , infatti, viveva a Peschiatura a Oratino (Campobasso), dove la sua famiglia si era trasferita a dicembre del 2005. La sua famiglia è composta dal padre Nunzio, dalla madre Addolorata e dalle sorelle Maria e Valentina. Appena appresa la notizia della morte del militare, Orlando Iannotti, il sindaco del piccolo centro a pochi chilometri da Campobasso, si è recato nell’abitazione della famiglia. E il padre disperato gli ha detto: «Non posso crederci, non è vero, forse è uno scherzo?» Il primo cittadino ha poi aggiunto: «Alessandro era un ragazzo solare, comunicativo, affidabile».

PROFILO SU FACEBOOK – Il militare aveva anche un profilo su Facebook. L’ultimo messaggio lasciato sulla sua bacheca è dell’8 luglio 2009 alle 19.45, in cui scriveva «La guerra è uno sporco lavoro, ma qualcuno dovrà pur farla…». Nel suo profilo, Di Lisio, che ha 38 «amici», dice di essere nato il 15 maggio 1984, si definisce single in cerca di amicizia e di una relazione. Il suo orientamento politico è definito «troppo di destra». Il suo datore di lavoro è indicato come la Brigata Paracadutisti Folgore. Di Lisio è iscritto anche ad alcuni gruppi, tra i quali «bar aperti dopo le 21 a Legnago», «Facciamo chiudere il gruppo “picchiamo i cani”», «SONO DI CAMPOBASSO!!», «Quelli delle Coste di Oratino… e dintorni», «Oratinesi Nel Mondo». Ci sono anche diversi brani musicali dei Metallica. Il 25 giugno 2009, alle 9.07, Alessandro scriveva «Mancano soltanto tre mesi di guerra… solo tre mesi».

IL CORDOGLIO DELLA RETE – Subito dopo la notizia del tragico attacco, costato la vita ad Alessandro Di Lisio, sul social network già sono nati dei gruppi in sua «memoria». Il primo ha già superato il centinaio di membri e il numero degli iscritti sale di minuto in minuto. «Onore a chi è caduto per la pace e per la patria», scrive Nicola. «Portare la pace a volte comporta rinunce importanti e Alessandro ha rinunciato alla propria vita…cosa dire…onore all’uomo, onore al soldato, ciao Alessandro anche se non ti conosco!!!!», afferma Alessandro. E ai saluti di chi definisce «eroe» l’ultimo militare italiano vittima di un attentato, si unisce il dolore e la comprensione di chi ben capisce l’angoscia dei parenti: «quando ho sentito la notizia alla tv della morte di un militare ho avuto i brividi…mio marito caro ale è un tuo collega capisco cosa vuol dire – scrive Mariangela – onore a te e a tutti quelli che come te combattono per la patria. Sono vicina ai tuoi familiari. Un bacio e proteggi tutti i tuoi colleghi da lassù».corriere.it 14 luglio 2009


Read Full Post »