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Posts Tagged ‘Angela Merkel’

Un abbraccio mortale.

Altro che eterna nemica! Questa volta il Cavaliere ha superato se stesso.la notizia è di quelle che tolgono il respiro. Che l’Italia sia ormai lottizzata dallo straniero in tutti i suoi settori è un dato di fatto innegabile, che le società di calcio purtroppo ormai siano diventate multietniche non solo nella composizione della squadra, ma proprio nell’assetto societario, è un altro dato di fatto che fa piangere non solo i tifosi , ma tutti quelli che ancora sentono, nonostante tutto,l’appartenenza al suolo italico. Che però il Milan possa trasferirsi nella fortezza teutonica  ha proprio dell’incredibile. perchè è di questo che stiamo parlando. L’abbraccio di Malta tra Berlusconi e la Merkel, come riportano organi di stampa accreditati, va infatti, aldilà dei motivi politici : pare proprio che alla presenza di un manager della casa automobilistica più importante della Germania e un campione di calcio  blasonato, del quale circola il nome da diversi giorni, si sia sottoscritto un compromesso per il passaggio del “Diavolo”  rossonero in mani  germaniche. Essì che sui rapporti tra il Silvio nazionale e la Angela d’oltralpe si sia lavorato molto di fantasia  nell’immaginario collettivo, però arrivare al  punto di cedere proprio ai rivali di calcio di sempre, una società come il Milan !….Ahimè, “serva italia, di dolore ostello”……con tutto quel che segue.

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Margaret Theacher

Margaret Theacher

Quando muore una persona spesso si è portati a celebrarne la vita e, se si tratta di personaggio pubblico, può accadere che venga portato sugli altari chi in vita veniva sepolto da polveri di fango.
Per Margaret Thatcher, mancata in questi giorni, c’è stato più equilibrio.
Certamente nella sua lunga vita pubblica questa grande statista non si è mai preoccupata di catturare simpatie, ma ha raccolto molti consensi tanto da ricoprire il ruolo di Primo Ministro del Regno Unito per più di undici lunghi anni dal 1979 al 1990, dopo aver svolto incarichi di vari livelli nel Partito Conservatore. Non ha mai guardato in faccia nessuno , neppure la Sovrana Elisabetta , andando avanti nelle sue idee, mai rigide su concetti economici e sociali ormai superati, ma proponendo e attuando riforme liberiste secondo le richieste dei tempi. Sempre temuta e rispettata si è battuta con forza vincente a tutela dell’identità e dei principi socio-economici-politici del suo Paese rifiutando l’euro, e il Trattato di Maastricht.
Lungi da me in questa sede prendere in considerazione la funzione politica svolta da Margaret Thatcher, che è stata molto complessa e articolata con interventi spesso molto forti sia nei rapporti internazionali sia all’interno del suo Paese con provvedimenti anche impopolari. Ciò che mi piace mettere in evidenza è il senso di appartenenza e la determinazione con i quali da Primo Ministro si è imposta e ha lottato per affermare le sue idee traducendole in fatti con lungimiranza politica acuta. “ Rivoglio indietro i miei soldi” , ad esempio, è una sua frase pronunciata con grande senso dello stato nel Congresso Europeo di Fontainebleu del 1984 per chiedere la restituzione del contributo versato in sostegno del settore agricolo, al quale il Regno Unito non era interessato. Cosa ottenuta, naturalmente.
Il fatto di essere sempre temuta e rispettata da tutti le ha fatto guadagnare diversi appellativi : da “Thatcher ruba latte”, quando si è vista costretta a razionare il latte nei nidi d’infanzia a quello più famoso e popolare di “ iron Lady” , “ lady di ferro”, affibbiatole da un giornale sovietico in seguito ad un suo discorso molto duro verso la Russia.
Di vasta cultura scientifica e giuridica, attenta all’evoluzione delle teorie ecomiche elaborate dai suoi conterranei Smith e Keynes e a quelle più avanzate di Friedman e Hayek è stata capace di affermare le sue idee con decisioni autonome da qualsiasi condizionamento rifuggendo da qualsivoglia compromesso, senza tralasciare l’aspetto, secondo me fondamentale, che il Regno Unito non ha una Costituzione, ma la sua democrazia antichissima, che sffonda le sue radici nella Magna Charta Libertatum del1215 , si regge su regole convenzionali.
Secondo me la forza e l’accortezza politica di questa donna sta nel suo modo di vivere : Margaret Theatcher ha coniugato benissimo la sua vita pubblica con il suo privato femminile nel quotidiano cosiddetto “normale”di moglie e di madre sensibile alle istanze sociali del tempo, e accompagnata da una raffinata ed elegante ricchezza religiosa vissuta senza ostentazione e ipocrisia, ma con naturale disinvoltura come emerge da questo suo pensiero pronunziato nel suo discorso di insediamento a Downing Street nel 1979

“ Dove c’è discordia, che si possa portare armonia.
Dove c’è errore, che si porti la verità.
Dove c’è dubbio, che si porti la fede.
E dove c’è disperazione, che si possa portare la speranza”
Parole che richiamano in modo chiaro e immediato la famosa Preghiera Semplice di San Francesco d’Assisi.
A margine di queste brevi riflessioni non posso trascurare di mettere in evidenza il fatto che ai funerali della Signora Theatcher mancasse la Germania di Angela Merkel , la quale forse cerca di emulare la Lady di ferro senza riuscirci proprio. Anzi viene proprio da dire un angelo caduto in basso.

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Worms, città dei Nibelunghi

Worms, detta anche Vormatia, la cosiddetta città dei Nibelunghi, è una cittadina storica della regione Renania, sede, in passato, di molte diete, quelle assemblee giustizialiste con le quali i principi del tempo decidevano le sorti su fatti, avvenimenti, persone delle genti germaniche. Angela Merkel, l’austera cancelliera teutonica avrà certamente studiato a fondo le vicende storiche del suo Paese, ammenocchè non sia addirittura ella stessa la reicarnazione al femminile di Carlo V d’Asburgo.

Nelle su accezioni linguistiche, la parola dieta significa anche stile di vita e la signora Merkel dovrebbe anche capire che la conoscenza della storia è necessaria come esperienza per vivere meglio il presente e non semplicemente per fare copia-incolla.

Quella che si è svolta la notte scorsa a Bruxelles può essere indicata come la dieta del 28 giugno 2012, nella quale si sono confrontati i principi dell’Europa dei nostri giorni su argomentazioni e misure e contromisure di carattere economico e finanziario, che nell’immaginario collettivo del presente vengono identificate con il famoso spread. Particolarmente interessati i rappresentanti della Spagna e dell’Italia, che alla fine sono riusciti a spuntarla sulle resistenze della Germania.

Sempre il 28 giugno 2012 a Varsavia,  si è giocata, guarda caso, un’altra partita : questa, su un campo di calcio, vedeva contrapporsi proprio Germania, accreditata da fama di essere la più forte, e Italia. La squadra azzurra ha dato a quella tedesca una vera e propria lezione di calcio, che va aldilà del risultato comunque favorevole all’Italia.In campo si è vista  una sola squadra, che, con tecnica, vivacità, fantasia, arte e soprattutto entusiasmo e tanto cuore ha frantumato la fredda perizia di maniera dei fragili calciatori nordici. Non c’è da meravigliarsi, strano sarebbe stato un risultato capovolto, perchè nei confronti diretti con la Germania, l’Italia è uscita sempre vittoriosa: perchè sottovalutarci ? Certo è importante stare sempre in tensione e non abbassare mai la guardia, ma essere consapevoli delle proprie capacità può essere una marcia in più per affrontare qualsiasi evento. Ristabilite le debite distanze con la Germania, con la quale abbiamo regolato anche i conti della “piccola” Grecia, Paese al quale ci sentiamo molto vicini e sodali, ora, nella finale degli Europei 2012 di domenica prossima 1 luglio 2012, a Kiev, si troveranno di fronte Spagna e Italia, due Paesi Mediterranei che  accusano qualche sofferenza  nel campo economico-finanziario-speculativo. Il calcio ancora, dunque,  come metafora della partita della vita, per una qualità più a misura d’uomo. Come dire che il vento caldo del mare nostrum scalda i cuori e muove gli animi spingendo anche le regioni e i principi più freddi e, comunque, per tradizione, barbari, ad adottare una dieta che imponga uno stile di vita più umano. Che le Diete del 28 giugno 2012, quella di Varsavia e quella di Bruxelles, possano servire, dunque,  alla Signora Cancelliera, da segnale significativo per un agire più accorto e intelligente. L’Italia, come la Spagna e la Grecia, non ha alcun timore reverenziale nei confronti di alcuno, nè tantomeno della Germania in ogni campo, sia in quello economico-sociale che in quello sportivo:  noi non siamo il cuscinetto di nessuno. Invero, come Paesi del Mediterraneo, dobbiamo essre fieri delle nostre identità, delle nostre culture, dei nostri valori di libertà e rispetto, senza paure e tentennamenti, ma con la convinzione che i nostri sogni camminano sulle nostre gambe e possono diventare realtà : basta volerlo veramente.

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Anch’io come molti milioni di europei ieri sera ho tifato Grecia e non per stare dalla parte dei più deboli. Si sapeva, si dava per scontato che la squadra greca fosse di gran lunga inferiore a quella teutonica, ma la partita di ieri aveva una valenza oltrechè sportiva, anche e soprattutto politico-sociale. Non per niente è stata indicata anche come la partita dello spread: il caso ha,infatti, voluto che si incontrassero in un importante agone sportivo le squadre dei due Paesi che attualmente rappresentano la cosiddetta crisi economico-finanziaria. Come dire la partita come metafora di uno strapotere arrogante, aggressivo e gigantescamente borioso, come Golia, che vuole annientare l’umile, pregna di cultura e dignità, piccola squadra greca, che richiama naturalmente  il fanciullo Davide. Il ghiaccio contro il calore, mannona contro i saperi, i barbari contro la civiltà: anche quando esulta la Cancelliera ostenta quella stessa freddezza presupponente da killer con la quale comanda i paesi europei,  che a lei si inchinano contenti di essere i suoi schiavetti con un servilismo stomachevole. Grazie Grecia per l’impegno che hai messo in campo, per il cuore, per la dignità e l’anima mediterranea. Valori, questi che non appartengono alla  fredda donna lamagna. Questa partita l’hai vinta tu. Io spero che a distanza tutti insieme, vinceremo anche quella economica contro la Germania.

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il voto in germania

Una lezione per l’Italia

Avevamo capito da pa­recchio tempo che la maggioranza dei tede­schi voleva essere go­vernata, per una seconda legi­slatura, da Angela Merkel. Ma la Germania, purtroppo, si è ita­lianizzata. Ha smesso di essere tendenzialmente bipolare per diventare pentapolare, e produ­ce così risultati elettorali che contengono in sé, teoricamen­te, quattro o cinque coalizioni possibili. Avremo probabilmen­te, come era nelle speranze del cancelliere, un governo compo­sto da cristiano-democratici e liberali. Ma il vecchio consenso tedesco, fondato sull’alternan­za tra forze politiche altrettanto responsabili e affidabili, si è in­crinato. La Repubblica federale è meno stabile e prevedibile og­gi di quanto fosse nel 2002, quando i due maggiori partiti (come ha ricordato Roberto D’Alimonte sul Sole 24 ore di ie­ri) avevano il 77% dei voti e l’83% dei seggi, o addirittura ne­gli anni Settanta, quando aveva­no il 90% degli uni e degli altri.

Vi è un altro aspetto di que­ste elezioni, tuttavia, a cui do­vremmo guardare con invidia. Nel corso della loro campagna elettorale Merkel e Frank-Wal­ter Steinmeier hanno evitato di esasperare le loro differenze e di proporsi al Paese come scel­te radicalmente diverse. Sappia­mo che Steinmeier desiderava la continuazione della Grosse Koalition e che Merkel preferi­va un governo con i liberali in cui sarebbe stata più «domina» di quanto sia stata negli ultimi quattro anni. Ma ciò che ha maggiormente colpito nelle scorse settimane è l’assenza di aggressività, di battibecchi, di scontri frontali, di accuse reci­proche. Questa non è soltanto buona educazione. I due leader hanno responsabilità di gover­no, hanno affrontato insieme tutti i maggiori problemi degli ultimi anni, potrebbero lavora­re insieme in futuro e sanno so­prattutto che la grande recessio­ne ha ulteriormente ristretto la libertà di azione di un governo nazionale.

Quando fece campagna per il suo primo mandato Merkel aveva un progetto liberista. Avrebbe voluto diminuire le tas­se, ridurre l’intervento dello Stato nell’economia ed essere ancora più coraggiosamente ri­formista del suo predecessore. È stata invece prudente, prag­matica e, quando la crisi ha col­pito le banche e le industrie, non meno interventista, pro­porzionalmente, del governo la­burista di Gordon Brown. An­che se provengono da famiglie politiche diverse Merkel e Stein­meier sanno che si governa sol­tanto tenendo d’occhio il cen­tro del Paese e che il centro è ovunque un amalgama contrad­dittorio di spiriti liberali e inte­ressi corporativi, aspirazioni ri­formatrici e riflessi conservato­ri. È inutile e pericoloso fare promesse che non verranno mantenute o dipingere come una minaccia nazionale l’avver­sario con cui prima o dopo biso­gnerà mettersi d’accordo. È inu­tile creare un clima di contrasti insanabili quando occorrono anzitutto collaborazione e con­senso. Sotto questo profilo le elezioni tedesche contengono, indipendentemente dal loro ri­sultato finale, un messaggio per l’Italia dove accade da qual­che anno esattamente il contra­rio. I risultati piaceranno al Pdl e spiaceranno al Pd, ma lo stile della campagna elettorale con­tiene una lezione per entrambi.

Sergio Romano
28 settembre 2009

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