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Posts Tagged ‘Aristotele’

 

 

Nella giornata del Pi Greco, voglio rendere onore al merito  di una mia cara amica : non sara mica un caso che Maria Intagliata di  Siracusa,  docente di  matematica, rappresenta, secondo me, la più alta espressione della scienza, cosiddetta, esatta. Riesce, infatti, a riunire in una sinfonia armoniosa matematica, filosofia, poesia, storia e quant’altro,  nella scia della tradizione più aulica e sofisticata della città siciliana. Gusto estetico del bello naturale e  artistico e vena poetica sensibile e irresistibile si coniugano in un concerto  quantomai piacevole di sentimenti ed opinioni.

Si è dilettata, dunque, Maria Intagliata da Siracusa a mettere in versi il Pi greco, mica cosa da poco :  è una poesia scritta con le prime 999 cifre del pi greco, nella quale ogni parola ha un numero di lettere corrispondente alla cifra del pi greco in quella posizione. A corredo non mancano le note esplicative con riferimenti dettagliati alla tradizione scientifico-letteraria-filosofica, da Archimede, Platone, Plutarco, a Talete, Keplero, Diofanto e tanto tanto altro, a testimoniare, quasi mai se ne sentisse il bisogno, l’immensa cultura e la genialità dell’autrice.

Poesia, ode, ballata, che magari si può pure mettere in musica e cantare.-  Mimma Suraci

Eccola

 

Pi greco in versi    
3. 1 4 1 5 9
Sei,o cara e amata geometria,
2 6 5 3 5 8
la poesia amica, del verso sinfonia.
9 7 9
Proprietà antiche, costruite
3 2 3 8
con la dea fantasia,
4 6 2 6
sono eterne, se legate 5
4 3 3
alla tua via.
8 3 2 7 9
Creature, per il geniale Archimede,
5 0 2 8 8
forme di bellezza sensuale,
4 1 9 7
note a platonici seguaci(1)
1 6 9
e tenaci inventori: 10
3 9 9
dei magnifici sognatori
3 7 5
dal talento soave.
1 0 5 8 2 0 9
O dolce richiamo, tu, Sirenetta,(2)
7 4 9
incanto dell’ infuriato
4 4 5
mare, dove zitta, 15
(1 ) La scuola platonica attribuiva enorme importanza alla geometria. L’ ordine geometrico-matematico che
c’è nelle cose è il frutto del primo incontro con l’ intelligibile: è la prima universale espressione della
presenza di Dio nel mondo. “Dio geometrizza sempre”(Platone).
(2) Archimede: “viveva continuamente incantato da questa, che potremmo chiamare una Sirena a lui
familiare e domestica, al punto da scordarsi persino di mangiare e di curare il proprio corpo”.
(Plutarco, Vite Parallele, Marcello 17, 11) .
2
9 2 3 0 7
custodivi il tuo segreto(3).
8 1 6 4 0 6
Parabole e cerchi, rari frutti
2 8 6
di fantasia ardita,
2 0 8 9
si osculano(4) distrutti.
9 8 6
Archimede, maestoso, scruta: 20
2 8 0 3 4 8
la battigia, dal mare sbattuta,
2 5 3 4
li rende all’ onde:
2 1 1 7 0 6
se c’è risacca marina,
7 9 8
invitto, domattina risponde(5).
2 1 4 8 0 8
Se l’ arte, attività preziosa, 25
6 5 1 3 2 8
rivela forme a chi la intuisce,
2 3 0 6 6 4 7
su voi figure: cerchi,coni,spirali,
0 9 3 8
Archimede non fallisce.
4 4 6 0 9
Dona rare, nobili soluzioni,
5 5 0 5 8
leggi, conti, reali emozioni. 30
2 2 3 1 7 2
Ed il suo é bisogno di
5 3 5 9
unire, per genio, geometria
(3) La Sirena , che incanta Archimede, custodisce i segreti della Geometria.
(4) Due coniche si osculano se hanno in un punto un contatto del secondo ordine (tripunto).
(5) L’ autrice immagina Archimede mentre traccia figure sulla sabbia , in riva al mare.
La risacca , però, cancella tutto e la parabola e il cerchio , quasi come due amanti, sorpresi dalla forza
delle onde, dopo l’ ultimo bacio, a lei cedono, distrutti (cancellati). Archimede, tuttavia non demorde e
riproverà domattina a rispondere, disegnando nuove figure, al richiamo della Sirena.
3
4 0 8 1 2
nota, euclidea, a te,
8 4 8
poderosa, leva, gloriosa.(6)
1 1 1 7 4 5
O c’ è superbo eroe greco 35
0 2 8 4 1 0 2
di maggiore fama a te
7 0 1 9
sovrano, o Archimede,
3 8 5
mio venerato amico?
2 1 1 0 5 5
Né c’ è altro genio
5 9 6
delle geometrie:(7) nessun 40
4 4 6 2 2
tale vide meglio di te
9 4 8
simmetrie(8), dove mantiene
9 5 4 9
razionale forma ogni quoziente
3 0 3 8
che ivi perviene.
1 9 6 4 4
L’ analitica tratta bene assi 45
2 8 8 1 0 9
di Cartesio, francese e inventore
(6) Archimede , per gli importantissimi risultati ottenuti in matematica , attraverso la fisica, si può
considerare uno dei più grandi fisici teorici . Lo stesso Plutarco afferma: “Persuaso che l’attività di
uno che costruisce delle macchine, come di qualsiasi altra arte che si rivolge a un’utilità immediata, è
ignobile e grossolana, rivolse le sue cure più ambiziose soltanto a studi la cui bellezza ed astrazione
non sono contaminate da esigenze di ordine materiale..”
(Plutarco, Vita di Marcello).
(7) “In tutta la geometria non è dato incontrare argomenti più difficili e profondi di quelli affrontati da
Archimede, espressi in termini più semplici e puri”( Plutarco, Vita di Marcello).
(8) Nella lettera introduttiva al libro primo di Sfera e Cilindro, Archimede si compiace per il fatto di aver
trovato “simmetrie” per varie figure: simmetrie di cui nessuno dei suoi predecessori si era accorto. Il
termine usato da Archimede, etimologicamente significa commensurabilità. “Simmetria”, per
Archimede vuol dire che, ad esempio, per due figure come la sfera e il cerchio massimo , che sono
commensurabili, si ha che il loro rapporto si esprime mediante piccoli numeri interi(4:1) . In questo
caso per Archimede c’é simmetria tra la superficie della sfera e il cerchio massimo.
4
7 5 6
superbo, genio severo,
6 5 9
attivo, sommo pensatore.
3 3 4 4 6
Dài tre assi allo spazio
1 2 8 4 7
e ti definirà come sistema 50
5 6 4 8
anche questo, così accadeva
2 3 3 7 8
di già con ascissa-ordinata,
6 7
coppia fissata!
8 3 1 6
Pitagora con i fedeli
5 2 7 1 2
amici(9) ed Euclide, a te, 55
0 1 9 0 9
o Archimede, cedettero
1 4 5 6
i loro unici tesori.
4 8 5 6
Così, affidata quell’ antica
6 9 2 3
nobile geometria al tuo
4 6 0 3 4 8
solo valore, con vera passione, 60
6 1 0 4 5
vedevi i tuoi onori
4 3 2 6
nell’ era di Gerone.
6 4 8
Vivevi come sognando
2 1 3 3 9
se i due, tre postulati
(9) La scuola Pitagorica diffuse l’ autorevole insegnamento del maestro, considerato quasi come un Dio ,in
tutto il mondo ellenico e nella Magna Grecia.
5
3 6 0 7
per validi assiomi 70
2 6 0 2 4 9
tu ponevi ai tuoi enunciati.
1 4 1 2 7
E così a te bastava ,
3 7 2 4 5
per ragioni di vero amore,
8 7 0 0 6
rimanere assente, mentre
6 0 6 3 1 5
creavi eliche, pur a mente. 75
5 8 8 1 7
Amene fantasie oniriche d’ eccelsa
4 8 8 1 5
arte eccitano prodighe i sogni
2 0 9
di Archimede.
2 0 9 6 2 8
Il Siracusan sfiora il dileggio,
2 9 2 5 4
in visibilio , se trova leve 80
0 9 1 7
bisognose d’ appoggi,
1 5 3 6 4
o forze per dosare pesi
3 6 7
del regale spregio.(10)
8 9 2 5
Siracusa riverisce il sommo
9 0 3 6 0 0
cittadino con elogio. 85
1 1 3 3 0 5 3 0 5
E a chi, per onore del regno
(10) Si vuole fare riferimento alla celebre frase di Archimede:”Datemi un punto d’ appoggio e solleverò il
mondo” (Simplicio, VI sec. d.C) e al suo noto principio fisico. Questo gli permise di scoprire l’inganno
(regale spregio), fatto a Gerone con la corona composta da oro e argento , piuttosto che da solo oro,
come richiesto dal tiranno. Di tale episodio abbiamo la testimonianza di Vitruvio
(I sec. a. C.De Architectura, IX , 3, p. 198).
6
4 8 8
dell’ eternità stupisce,
2 0 4 6 6
va reso grande lustro.
5 2 1 3 8
Tessi, tu, i bei successi
4 1 4 6
pure a nome nostro, 90
9 5 1 9
geometria, figlia d’ Archimede!
4 1 5 1 1 6
Dona i sogni e i frutti,
0 9 4 3 3 0 5
ereditati solo dal suo amore
7 2 7 0 3 6
paterno, ai giovani, che negano
5 7 5
tutti, eccetto pochi, 95
9 5 9
interesse verso proprietà
1 9
e postulati.(11)
5 3 0 9
Sommo con Archimede
2 1 8 6
ed i geometri regali
1 1 7 3
c’è Euclide che 100
8 1 9
apprezza i razionali(12).
3 2 6 1 1 7
Per il valore e l’ ingegno
9 3 1 0 5
imponenti son i sommi
(11) Viene lamentato l’ attuale scarso interesse dei giovani studenti allo studio della geometria , il cui
apprendimento risulta pertanto difficoltoso . A livello didattico, questo è uno dei problemi più difficili
nell’ insegnamento della matematica, soprattutto negli istituti tecnici.
(12) Si fa riferimento agli Elementi di Euclide, opera in cui il grande geometra è alle prese con rapporti e
proporzioni.
7
1 1 8 5
e i prudenti figli
4 8 0 7
dell’ elegante armonia, 105
4 4 6
cara agli amanti
2 3 7 9
di una superna geometria.
9 6
Fragorosi plausi
2 7 4 9
si offrano agli immortali
5 6 7
genii, stirpe estrosa, 110
3 5 1 8 8
del saper l’ esigente virtuosa.
5 7 5
Dimmi, Euclide sommo,
2 7 2 4 8
il segreto di così perfetta
9 1 2 2 7
geometria e se la governò,
9 3 8
incurante del concreto, 115
1 8 3 0
l’ infinito Dio.
1 1 9 4 9
C’è pervenuto come Archimede
1 2 9 8
e il contenuto mirabile
3 3 6 7
del suo “Metodo”(13)fossero
3 3 6 2 4
già ben dotati di viva 120
4 0 6 5 6
fama presso Greci, popoli
6 4 3 0 8 6
votati alla sua creativa chiama(14).
(13) In tale metodo sono le basi del calcolo infinitesimale.
(14) E’ noto come Archimede si ponesse in contatto con i matematici alessandrini, ai quali sottoponeva,
8
0 2 1 3 9 4 9
Fu l’era testimone dell’ Ottocento
4 6 3 9
come orbata del postulato
5 2 2 4 7
greco:(15) lo si vide tradito 125
3 7 1 9 0 7
dal Riemann a personale diniego.
0 2 1 7 9
Ma d’ Euclide Archimede
8 6 0 9
venerava quella geometria:
4 3 7 0
arte dei teoremi,
2 7 7 0
di assiomi armonia. 130
5 3 9 2 1
Dante per redimersi si é
7 1 7
indotto a scalare
6 2 9
gironi da peccatore
3 1 7 6 7
fra i cattivi demoni banditi,
5 2 3 8
senza il Dio Creatore. 135
4 6 7
Dell’ egizio Tolomeo,
4 8 1 8
noto geografo e geometra,
4 6 7
come dimora stabilì
6 6 9
immota bolgia sospirosa,(16)
mettendoli spesso in difficoltà, risoluzioni di problemi, di cui egli possedeva già la soluzione.
“Per quanto uno cerchi, non potrebbe arrivare mai da solo alle dimostrazioni che egli dà; eppure, appena
le ha apprese da lui, ha la sensazione che sarebbe riuscito egli pure a trovarle, tanto è liscia e rapida la
strada per cui conduce a ciò che vuole dimostrare”. ( Plutarco, Vita di Marcello).
(15) Si tratta del quinto postulato di Euclide sulle rette parallele, dalla cui negazione sono nate le geometrie
non euclidee, tra cui quella di Riemann.
9
4 0 5
buio Limbo. 140
1 3 2 0 0 0 5 6
E gli si offrì valido
8 1 2 7 1 4
servizio e fu Euclide a dire:
5 2 6 3 5 6
“certo, mi presto” all’abile egizio.(17)
0 8 2 7 7 8
Elementi di Euclide, Conoidi, Sferoidi,
5 7 7 1 3
opere supreme, vennero a noi; 145
4 2 7 5 7
doti di passata , ricca eredità
7 8 9
vestono accurata modernità.(18)
6 0 9 1 7
Vivete, Archimede e Euclide
3 6
con Talete.
3 7 1 7 8
All’ odierno e fragile universo 150
7
parlate!
2 1 4 6 8
Ma i suoi valori riposano
4 4 0 9
come vele ammainate
0 1 2 2 4 9
e si fa(19) vera idolatria
(16) Le anime del Limbo, private della speranza di ascendere ( immota si riferisce qui a dimora) al
Paradiso, sospireranno in eterno.
(17) Il riferimento è al IV canto dell’ Inferno , in cui Dante incontra , nel primo cerchio o Limbo, gli
Scienziati. Insieme a Talete ci sono , oltre a Zenone: Euclide e Tolomeo . Quest’ ultimo , grande
astronomo e matematico , doveva essere certamente a conoscenza delle opere di Euclide. Basti pensare
al suo famoso teorema sul quadrangolo inscritto in un cerchio. Stranamente Dante non si ricorda di
Archimede.
(18) E` nota a tutti la “modernità” di Archimede e “la sua duplice attività matematica, nello spirito del
rigore e in quello della spregiudicata ricerca. Coloro che ( gli anti-archimedei del Rinascimento)
aprirono la strada alla creazione del calcolo infinitesimale, ripercorsero inconsapevolmente le strade
aperte da Archimede stesso. Questi nella sua duplice attività matematica, si erge quindi come figura
dominante, ed il suo nome è legato alla rinascita della scienza moderna. (Attilio Frajese )
10
5 3 4
agire per loro, 155
3 0 1 4 6
con l’ arte innata
5 4 9
della pura geometria.
5 8 5 3
Molto sapiente, della sua
7 1 0 5 0 7
scienza è padre, Galileo.
9 2 2 7
Ingegnoso, ma ad Euclide, 160
9 6 8
Archimede, Talete, Pitagora,
9 2 5
riverente, li lesse,
8 9
stregato realmente(20).
2 3 5 4
Tu sai, padre caro,
2 0 1 9 9
se l’armoniosa geometria 165
5 6 1 1
della natura c’é
2 1 2 9
ed è in Archimede(21).
0 2 1 9 6
Tu, o astronomo pisano,
0 8 6 4 0 3 4 4
scrutavi stelle, dive del buio ciel,
1 8 1 5
e passaggi d’astri. 170
(19) sta per “viene considerata”
(20)Galileo considera Archimede “suo maestro”.
(21) Le simmetrie osservate da Archimede lo indussero sicuramente a dedurre una certa semplicità delle
leggi geometriche. Dopo tanti secoli questa fiducia nella semplicità della geometria, rivolta ai
fenomeni fisici, si ritrova in Galileo. Questi la dichiara apertamente, dicendo che “l’ Universo è scritto
in lingua matematica e i suoi caratteri sono le figure geometriche”( Saggiatore, VI, 232).
11
9 8 1 3 6
Copernico seguisti e con dolore
2 9 7
la rotazione negasti.
7 4 7
Nasceva, dopo, Keplero,
7 1 3 0 9 9
legando a tre magnifici enunciati
6 0 5 1 8
teorie nuove d’ intender 175
7 0 7
ellissi, pianeti(22).
2 1 1 3 4
Se c’è chi loda
9 9
originali inventori,
9 9
musicisti, pensatori,
9 9
encomierà, vedendolo(23) 180
8 3 7
provetto, chi inventò
2 9 7
il “diofanteo oggetto”.
8 0 4 9
Lodevole pure Archimede!
9 5 1 0 5
Tracciava corde e archi,
9 7 3 1 7
inventava formule per i teoremi 185
3 2 8 1 6
con le parabole e cerchi.
0 9 6
Calcolava volumi
3 1 8 5 9
con i cilindri, sfere inscritte(24).
(22)Il riferimento è alle tre leggi di Keplero.
(23) Si allude a Diofanto, il matematico dell’ analisi indeterminata , che da lui prende il nome di analisi
diofantea.
(24) Si fa riferimento al volume della sfera inscritta in un cilindro equilatero.
12
5 0 2 4 4 5
Diede le vele alla bella
9 4 5 5
Syrakosja, nave lesta, amica 190
3 4 6 9
che fugò flotte sconfitte.
0 8 3 0 2 6
Sappiamo che si viveva
4 2 5 2 2
come in ansia se tu,
3 0 8 2 5
mia Siracusa, in balia
3 3 4 4 6
del tuo mare, davi immani 195
8 5 0 3 5 2 6
ostilità, fatte per astio ai Romani.
1 9 3 1 1 8
E Archimede non s’ é mostrato
8 1 7
inadatto a reagire.
1 0 1 000 3 1 3 7 8
E s’ era a suo istinto attivato
3 8 7 5
per cacciare lontano, vinto, 200
2 8 8 6
il marinaro esercito romano.
5 8 7
Lotta Siracusa strenua.
5 3 3 2 0 8
Dalle sue vie di Neapolis,
3 8 1 4
che trabocca d’ arte
2 0 6 1 7 1 7
di popoli d’ eroiche e antiche 205
7 6 6 9
imprese, emerge nobile, Archimede,
“Molte e mirabili furono le scoperte che egli fece; ma sulla tomba pregò, si dice, gli amici e i parenti
di mettergli, dopo morto, un cilindro con dentro una sfera, e quale iscrizione la proporzione
dell’eccedenza del solido contenente rispetto al contenuto”. (Plutarco, Vita di Marcello)
13
1 4 7 3 0 3 5
e dona, conscio del suo genio,
9 8
originali sorprese.
2 5 3 4 9 0
Di tutti noi gode devozione,
4 2 8 7
atto di doveroso encomio 210
5 5 4 6
verso quell’ eroe eterno,
8 7
ideatore superno.
3 1 1 5 9
Non c’è altro esponente
5 6 2 8
umano, uguale al sapiente
6 3 8
Nostro, che rinneghi 215
8 2 3 5
talmente il suo rango(25).
3 7 8
Nel trovare inatteso,
7 5 9
superbo esito, richiesto
3 7 5 1 9
dal tiranno, fuori s’avventava
5 7 7 8
senza vestiti, urlando vilipeso. 220
1 8 5 7
A Siracusa venne valente
7 8 0
Soldato, Marcello.
5 3 2 1 7
Cercò del re o tiranno,
1 2 2 6 8 0
e fu un grande flagello.
(25) Archimede , scoperto l ’ inganno fatto a Gerone , entusiasmato dal risultato conseguito, , uscì
dal bagno, mostrandosi nudo per strada, incurante della gente, e gridando : “ εύρηκα, εύρηκα”.
14
6 6 1 3 00
Sapere comune è che 225
1 9 2 7
d’ Archimede si vedesse
8
ignorato.
7 6 6
Causata enorme offesa,
1 1 1 9 5
c’è l’impudente sorte(26).
9 0 9 2
Siracusan, immortale tu 230
1 6 4 2 0
e sempre solo tu,
1 9…
o Archimede!…..
Maria Intagliata
(26) Il destino sfrontato, incurante della grandezza di Archimede , lo uccide, ma non per mano di Marcello.

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Eh sì sono proprio razzista, senza se e senza ma. E sono pure orgogliosa di esserlo. Sono abituata per dna e per formazione a dare il giusto peso alle parole e ad usarle nel loro significato autentico lontano da luoghi comuni e frasi fatte, che spesso vengono proferite in automatico senza pensare e senza  capire manco ciò che si dice. Sono di carattere libero e ribelle alle imposizioni e alle manipolazioni e non appartengo a nessuna parrocchia, laica o religiosa che  sia. Mi è capitato di nascere  e vivere in un territorio splendido come è il mio Aspromonte Calabrese, che ha subito crimini pesantissimi dalla cosiddetta unificazione della penisola, che ha soppresso nel sangue il Regno Borbonico delle Due Sicilie , indiscussa potenza mondiale, depredato dai barbari ignoranti invidiosi che popolavano il settentrione del paese, che si sono arricchiti sulle spalle di noi terroni, i veri Italiani, perchè Italia si chiamò originariamente proprio la Calabria, in onore del Re Italo che ivi sbarcò proveniente dalla Grecia, come racconta anche Aristotele :”Divenne re dell’Enotria un certo Italo, dal quale si sarebbero chiamati, cambiando nome, Itali invece che Enotri. Dicono anche che questo Italo abbia trascinato gli enotri, da nomadi che erano, in agricoltori e che abbia anche dato ad essi altre leggi, e per primo istituito i sissizi. Per questa ragione ancora oggi alcune delle popolazioni che discendono da lui praticano i sissizi e osservano alcune sue leggi .” (     Politica ).

Per quanto mi riguarda considero l’appartenenza al mio territorio, la cui storia è stata ed è  continuamente stravolta, un valore aggiunto fondamentale,  e,  dunque, anche per questo sono razzista, ovvio.

Sono razzista anche nei confronti di un Paese, il mio, nel quale purtroppo non mi riconosco, perchè il mio Stato, quella Istituzione, massima espressione della Democrazia, lo Stato che dovrebbe tutelarmi, difendermi, fornirmi, in cambio delle tasse salatissime  che pago regolarmente, i servizi essenziali relativi alla Difesa, alla Salute e all’Istruzione, questo Stato, dunque è diventato oramai da troppo tempo la mia controparte dalla quale devo, o dovrei, difendermi. A questo proposito viene prepotentemente in mente Kafka, perchè io sono costretta a vivere il paradosso che il “mio” Stato è per me un vero e proprio campo di concentramento. E dunque io sono razzista nei confronti del mio Stato, i cui tentacoli mi ghermiscono ogni giorno come quelli di una piovra famelica.  Che ho scritto, campo di concentramento ? Ahimè quanto pesa il mio fardello! Tutti i giorni a destra e a manca  i colpi di un  martello pneumatico insistente e senza soluzione di continuità scandiscono calendari infiniti per celebrare il ricordo delle atrocità dell’olocausto, dei campi di concentramento, delle lotte cosiddette partigiane, e chi più ne ha più ne metta, naturalmente a senso unico.  Contemporaneamente,sotto gli occhi di tutti si sta svolgendo, orami da più di un decennio, un olocausto indegno, infame, peggiore di “quello”,olocausto, perchè nei campi di concentramento il boia è il nemico; qui, invece, e mi riferisco all’ignobile tratta di persone mai raccontata dalla storia dell’umanità, qui, intorno al fenomeno dei cosiddetti migranti, il boia è l’amico, è l’amico che ti fa pagare a caro prezzo per andare verso il paradiso terrestre, che poi spesso è rappresentato dai fondali del Mediterraneo, quella parte del Mare Nostrum già nei secoli veicolo di comunicazione di risorse, merci  e cultura e oggi diventato Mare Mortuum.Io voglio bene all’essere umano di qualsiasi colore e a qualsiasi etnia appartenga, e proprio per questo ci si dovrebbe adoperare a dare alle popolazioni dei paesi di origine le giuste informazioni. perchè di fatto succede che le persone vengono illuse che nel famoso Occidente ci sia l’eldorado, per raggiungere il quale servono soldi; allora ci si procura il necessario a costo di vendere i propri beni, si pagano gli scafisti e si parte, chi ha la fortuna di arrivare in Libia, viene messo in carcere perchè il paese contempla il reato di clandestinità, ma se si paga si esce dal carcere. e allora spesso ci si deve rivolgere ancora ai parenti dalla madre patria per recuperare le somme necessarie, grazie alle quali,attraverso le imbarcazioni delle cosiddette ONG solidali, finanziate dal pubblico e dal privato, se non perisci annegato arrivi Italia. Qui vieni smistato nei vari centri di accoglienza, che, in cambio di laute sovvenzioni di denaro pubblico umiliano l’individuo con trattamenti indecorosi , per cui ci ritroviamo con esseri umani, privilegiati legalmente, che fanno la pipì e la cacca dove capita, laddove ai superstiti italiani (?) viene comminata una bella multa se il nostro cane fa la pipì per strada. E i cosiddetti italiani ? possono crepare, e  devono, per legge, essere solidali  Sono in molti a speculare su questa situazione con la complicità  dei Governi di turno e della Santa Chiesa Cattolica :la politica attraverso i canali istituzionali e la Chiesa Universale con i suoi missionari sparpagliati in tutto il mondo, dovrebbero operare nei paesi d’origine dei popoli dei migranti per informare sulla realtà e dissuaderli dal partire verso la sofferenza e spesso la morte. Se c’è bisogno, poi, l’aiuto va fatto in casa loro, spendendo molto meno, creando meno frustrazioni, evitando una tratta ignobile e criminosa, valorizzando quel che resta degli indigeni italiani. Per questo io sono razzista e cattiva.

 

 

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Reggio lungomare_3Ahi serva Italia, di dolore ostello

Sono trascorsi ormai alcuni anni da quando il mio primogenito mi ha regalato questo spazio dove poter espimere le mie idee. Ho voluto chiamare “Il  Sasso ” il mio blog perchè amo le pietre, le considero testimoni importanti del  passato e capaci, con l’energia di cui sono cariche di stimolare idee e fatti concreti.L’immagine poi che associo alla parola sasso è quella del lancio e lanciare il sasso è segno di dinamismo e forza, dunque bisogno vitale di movimento, di fare, di operare. Su queste dimensioni ho vissuto e di tanto in tanto mi piace affidare al vento  le mie riflessioni, anche se quando in giro c’è troppa confusione forse preferisco appartarmi e scegliere il silenzio. C’è però nella mia anima una molla che talora scatta in maniera prepotente e allora sono costretta a manifestare i miei sentimenti e le mie emozioni.

Ho cercato di vivere sempre su quelle che qualcuno ha definito le ali di sempre, cioè il bello, il giusto e il vero, tre dimensioni nelle quali il privato più intimo e personale si intreccia con il socio-culturale pubblico.

Certo sin da ragazzina ho cominciato ad avvertire qualche disagio : forse da quando ad appena cinque anni ho perduto all’improvviso il mio caro papà e ho visto mia madre lottare quotidianamente per la sopravvivenza di tre donne, due delle quali bimbette, e a poco a poco è cominciata a venir fuori la mia rabbia, prima in maniera inconscia, poi in modo più consapevole. E ho lottato : in famiglia contrastando gli ostacoli di alcuni parenti ( serpenti? ), a scuola contestando a livello personale quando mi sentivo non capita o maltrattata, e decidendo contro l’omologazione di massa di essere l’unico alunno presente in tutto il Liceo in occasione di scioperi da me non condivisi. Ho lottato sul posto di lavoro impegnandomi sempre con la massima serietà senza timore di mandare a quel paese chi in qualche modo mi ostacolava.

Sono stata coinvolta anche nel settore associativo tenendo sempre presente l’esigenza di chiarezza  e rispetto. Proprio il rispetto è, secondo me, il valore del quale avverto particolarmente la mancanza. E mi ritrovo a sentirmi in certo senso fuori luogo in una società come quella attuale occidentale e nella fattispecie italiana nella quale emerge la prepotenza e la prevaricazione degli uni sugli altri. E spesso mi viene la tentazione di rintanarmi nella mia montagna, in quell’Aspromonte fantastico nel quale sono le mie origini, isolandomi dal resto del mondo. Poi, però non lo faccio forse perchè avverto ancora quella dimensione che Aristotele ha chiamato l’animalità sociale dell’uomno, destinato a vivere tra i suoi simili. E allora riguardo al passato che noi cerchiamo di celebrare o di rinnegare secondo la convenienza dell’occasione. E penso per esempio alla polis, città indicata in tutte le salse come modello di democrazia, che però di fatto era una città governata da pochi indigeni benestanti maschi. E penso per esempio alla figura rivoluzioria di Gesù Cristo, tradito dalla Chiesa sin dai primi secoli e via via nel tempo con corruzione e scandalosi misteri, per i quali già San Paolo era intervenuto esortando i Romani a “non conformatevi ai mali del secolo, ma trasformatevi rinnovando le vostre menti”. E penso per esempio a Dante costretto all’esilio dalla sua amata Firenze  che colloca nell’Inferno politici , laici ed  ecclesiastici, comunque potenti, piangendo la sua  e nostra penisola “Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave sanza nocchiere in gran tempesta, non donna di provincie, ma bordello! ”  E penso, per esempio a Machiavelli che con il suo Principe mette a nudo la vera essenza del politico disposto a qualsiasi compromesso e crimine pur di raggiungere e mantenere il potere.E penso ancora, per esempio a Manzoni che narra il calvario della povera gente e i soprusi e la corruzione dei potenti. E l’elenco potrebbe continuare all’infinito. E mi chiedo perchè non abbiamo imparato nulla dal nostro passato se adesso, qui e ora, ci ritroviamo a vivere situazioni analoghe ; per cui mi viene da sconfessare un vecchio adagio secondo il quale  “historia magistra vitae” . O non conosciamo la storia oppure il malessere sta nell’uomo, nella intrinseca  condizione umana che lo rende “homo homini lupus”   a prescindere, sempre e comunque. Cosa fare, dunque, a questo punto ? Sedersi sulla sponda del fiume e stare a guardare l’acqua che scorre in attesa di scorgere il cadavere del nemico, come recita un proverbio orientale oppure alzare lo sguardo verso l’orizzonte per scrutare l’Infinito? Io ho sempre preferito la seconda via e ho combattuto le mie battaglie spesso da sola : amo andare controvento e mi piacciono le sfide cercando di evitare le manipolazioni più o meno occulte. Non mi ssono mai sentita una suffragetta, mi sono sempre dissociata dalla festa della donna e dai movimenti femministi e sono contraria alle quote rosa; e allo stesso modo mi dissocio dai movimenti omosessuali : tutto ciò per il semplice motivo che secondo me il rispetto deve essere inteso verso l’individuo e al primo posto nella società dovrebbe emergere il rispetto per la dignità della persona umana  chiunque ella sia  senza alcuna distinzione  di razza, religione, sesso e quant’altro.

Negli ultimi due mesi in Italia si è amplificato il solito teatrino politico-elettorale che vede tutti contro tutti prima del voto per poi magari vedere tutti su un solo carro a divorare le sostanze del popolo : sono proprio cannibali i nostri politici. Anche qui potrebbe soccorrerci la storia perchè già un certo Platone deplorava un paese che abbia troppe leggi perchè è come non ne avesse alcuna e sosteneva che la  democrazia, nonostante imperfetta e non immune da rischi di corruttela e malcostume, fosse comunque  il male minore per il governo di un paese. E  il bel saggio  di Panfilo Gentile “Democrazie mafiose ”  pubblicato la prima volta nel  1962  descrive benissimo i difetti del sistema democratico : come dire la perfezione non esiste.

Certo non è facile  vivere sulla propria pelle gli abusi di uno Stato che io percepisco come traditore perchè mi deruba e mi aggredisce  come i tentacoli di una piovra mentre esso Stato  dovrebbe essere la mia massima espressione  e tutelare  la mia sicurezza e la mia salute fisica e mentale fornendomi i mezzi per una  istruzione valida; beninteso servizi, questi, per i quali io cittadina pago doverosamente le tasse. Non è facile per i ventenni calabresi dover combattere la piaga del lavoro in nero. Non è facile vivere nel mio amatissimo paese dove si preferisce aprire inchieste  dopo anni di mancati controlli, dove molti crimini e stragi sono coperti da silenzi omertosi, quando basterebbe semplicemente che ognuno svolgesse con serietà il proprio mestiere. Non è facile assistere ad una giostra vorticosa, nella quale  politici affamati dilapidano incontinenti e con spavalda tracotanza le sostanze di un paese svendendolo a potenze straniere come dei  cannibali prostituiti.

Non è facile per niente.

E pensi di non andare a votare. Un pensiero che per la verità  hai molto spesso accarezzato, ma che ti fa indignare ancor di più: perchè anche con una minima percentuale di votanti, gli eletti sono comunque legittimati, perchè ti vorresti sentire cittadina attiva sempre, non solo quando devi pagare balzelli e orpelli ignominiosi, perchè hai cercato di trasmettere ai tuoi figli il bisogno di sentirsi protagonisti e non spettatori passivi,  sempre e comunque.

Dunque, cosa fai?

Tempo fa all’orizzonte politico nazionale si era affacciato un giovane sindaco, tale Matteo Renzi da Firenze, che io, convinta sostenitrice per nascita e per formazione del liberismo teorizzato da Smth, quello dello Stato come mano invisibile per intenderci, da Ricardo, da Keynes e compagnia bella, che  io, quindi, politicamente orientata  verso  una destra che in Italia purtroppo non esiste, avrei voluto votare, perchè appprezzo le sue idee politiche e il suo modo diretto di apparire e di comunicare, fattori che insieme alla giovane età ne fanno una persona politicamnete interessante.

Gli intrallazzi di Bersani e compagni me lo hanno impedito  con un regolamento beffa per le cosiddette primarie   che, secondo me, Renzi non avrebbe dovuto accettare; ma la cecità politica di questa sinistra è incomprensibile perchè, a mio avviso, con Renzi leader avrebbe avuto la maggioranza assoluta; si è trattato di un suicidio di massa. Raggiunge  poi l’apice d’idiozia politica questa sinistra con la candidatura a Reggio Calabria di quella Bindi, cariatide toscanaccia che non sa nulla di Reggio e di Calabria. Peggio di così non si può.

A proposito di candidature una oscena c’è pure dall’altra parte e mi riferisco naturalmente a quella di Scilipoti, che anche se geograficamente vicino  venendo solo dall’altra sponda dello Stretto è stato imposto dal partito che avrebbe voluto a tutti i costi candidare il Governatore Scopelliti, il quale però è rimasto  fermo nella sua idea di non farlo, con buona pace di quelli che  avevano giurato che l’avrebbe fatto  per evitare la galera, e, ob torto collo, ha dovuto ospitare il messinese.

Rosanna ScopellitiA questo punto ti rassegni mentre in testa ti frulla sempre l’idea dell’astensione. In questa ragnatela intricata di colpi sinistri  e di rimbalzi insidiosi, ad un tratto tra i rigori velenosi di un inverno tossico emerge qualcosa di nuovo: la sorpresa è piacevole e proviene da un Campo Calabro. Rosanna Scopelliti  è proprio come una rosa, nomen omen, un fiore che il papà, quel giudice Antonino Scopelliti ucciso nel 1991 da mafia e  ‘ndrangheta, aveva dovuto tenere nascosto per molti anni. E’ giovane, in gamba, seria, preparata, maturata in fretta per la tragedia che ha deturpato la sua infanzia e i suoi affetti più cari, impegnata nella lotta al crimine in prima linea già da diverso tempo.

E allora che fai?

Non si può uccidere la speranza; e ho deciso di dare il mio voto a questo giovane virgulto che dalla Calabria Reggina, quella dell’eccellenza, possa diffondere i profumi unici di Reggio e della Calabria intera ,  impregnati dei semi di   giustizia, libertà e rispetto e farne moltiplicare i germogli  nell’altrove.

Per non uccidere la speranza.

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