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Colpiti giovani e sani perché viaggiano di più

Domande e risposte: Meglio vaccinarsi per entrambe le influenze: A e stagionale?

I 50enni si sono immunizzati nel ’77 con un virus analogo

1 Perché l’Oms ha ribadito oggi la fase 6 di pandemia che aveva già proclamato?
La fase 6 viene dichiarata quando c’è evidenza del nuovo virus in minimo tre Regioni dell’Oms: colpiti 163 Paesi su 193. Era stata dichiarata in anticipo, rispetto ai numeri della diffusione, forse sperando che l’allerta rallentasse i viaggi verso le zone dei focolai. Così non è stato e ora la fase d’allarme rosso è reale.

2 Come mai la nuova influenza colpisce di più i giovani sani (in Gran Bretagna un terzo dei morti era giovane e sano) e non i classici soggetti a rischio: gli anziani e i «fragili» per la concomitanza di altre patologie croniche?
In primo luogo, perché i giovani d’oggi si muovono di più, viaggiano di più, sia all’estero sia in Patria, e frequentano luoghi a rischio di «larga diffusione». Che peraltro sono da giovani: college per lo studio della lingua, discoteche, pub. Quindi hanno possibilità di contagio più frequenti. In secondo luogo, perché un virus A-H1N1 di origine suina si è già diffuso nel 1977: questo ha permesso ai ventenni di allora di averlo contattato e di avere oggi una traccia di memoria immunitaria. Dovrebbero, in altri termini, avere una protezione seppur parziale.

3 Ora che cosa si può fare, oltre a sbrigarsi nel predisporre un vaccino?
Adesso fermare i viaggi nelle zone dei focolai è praticamente inutile. Per non diffondere il virus occorrerebbe evitare che gli infettati salissero sugli aerei o nei mezzi dove si viaggia a contatto di gomito per lungo tempo. Ma i controlli andrebbero fatti più rigidamente rispetto a quelli adottati dalle linee aeree inglesi. Sarebbe importante, tra l’altro, evitare negli scali file ai check-in e ai passaggi di sicurezza.

4 E i controlli sul virus A-H1N1 quali devono essere?
I laboratori di riferimento internazionale sono in allerta rosso per verificare in tempo qualsiasi mutazione del nuovo virus A. Il suo comportamento al momento non è cambiato, ma occorre vigilare nel caso mutasse o diventasse più aggressivo. Per ora si diffonde rapidamente, ma è blandamente aggressivo. Anche la sua diffusione quantitativa deve essere costantemente monitorata.

5 Visto che ormai la nuova influenza sta circolando ovunque, quale ulteriore rischio si corre qualora aumentasse la sua diffusione?
L’aspetto più pesante dell’attuale situazione è il coinvolgimento dei Paesi in via di sviluppo, dove per ora non risulta molto diffuso il nuovo A-H1N1. Qualora aumentasse, diventerebbe più difficile controllare la diffusione, l’eventuale mutazione data la presenza in quei Paesi di molteplici patologie virali, le conseguenze socio-economiche. E si porranno sicuramente problemi etici in termini di disponibilità di vaccini. Per quantità e per costi. In Paesi dove è già un problema assicurare le cure per l’Aids e per la tubercolosi multiresistente.

6 Ci si devono attendere milioni di morti, come avvenne per la Spagnola?
Attualmente la mortalità da nuovo virus A, in proporzione ai colpiti, è molto più bassa di quella dell’influenza stagionale. Non si sa ancora che cosa accadrà se muta. Sicuramente si sa che cosa accadrebbe già oggi se si diffondesse nelle favelas brasiliane o nelle bidonville di Città del Capo. Scarsa o cattiva alimentazione, povertà che non assicura i farmaci, condizioni igieniche al limite dell’umano, convivenza di più persone in spazi ristretti, sono un cocktail dirompente. In un ambiente del genere il virus sarebbe una bomba.

7 Allora, al rientro dalle vacanze, sarebbe logico ritardare l’apertura delle scuole o chiuderle momentaneamente in caso di ampia diffusione?
La chiusura può essere pianificata ad hoc per ridurre l’effetto diffusione in una fase dove guadagnare tempo potrebbe essere utile alla luce della disponibilità del vaccino. Questa modalità avrebbe risultati evidenti in termini di riduzione della diffusione. Questo strumento, insieme ad altri, è da considerarsi una delle tante carte a disposizione da giocare nella partita contro il virus, seguendo l’andamento complessivo della sua diffusione.

8 Ma qual è la reale velocità di diffusione?
In quattro mesi il virus dell’influenza A-H1N1 ha fatto il giro del mondo, dimostrando una capacità di diffusione molto rapida. Microbiologi, infettivologi e immunologi di tutto il mondo non lo perdono d’occhio perché le probabilità che possa improvvisamente trasformarsi, diventando più aggressivo, non vanno sottovalutate. Sorvegliare il responsabile della nuova pandemia è necessario, inoltre, perché molte domande sul comportamento di questo virus sono ancora senza risposta.

9 Ma da dove deriva questo virus?
E’ un collage di otto geni che provengono da tre specie virali diverse (suina, aviaria e umana). Combinandosi, hanno dato vita al quarto virus pandemico finora osservato, dopo quello della Spagnola del 1918, quello dell’Asiatica del 1957 e quello della Hong Kong del 1968.

10 Quando dovrebbe essere pronto il vaccino?
Secondo quanto dichiara l’Oms dovrebbe essere disponibile intorno a settembre. La produzione è cominciata e sono attesi a breve i test clinici per verificarne la sicurezza e l’efficacia. Non si deve rischiare di mettere in circolazione un vaccino più pericoloso del virus stesso.

11 Che cosa accadrà in caso di sovrapposizione delle due vaccinazioni: per l’influenza normale e per la nuova. Ne basterà una?
No. Andranno fatte entrambe. I virus sono diversi. Peraltro, secondo il Cdc (Centers for Disease Control), l’ente federale americano per il controllo delle malattie, andrebbero vaccinati tutti gli anni per l’influenza stagionale i bambini sopra i sei mesi e gli adolescenti sotto i 18 anni. E questo, al contrario di quanto fatto fino ad oggi.

Mario Pappagallo
25 luglio 2009

corriere.it

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