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Posts Tagged ‘guerra mondiale’

La preghiera del pane

Amate il pane
cuore della casa,
profumo della mensa,
gioia del focolare.

Rispettate il pane:
sudore della fronte,
orgoglio del lavoro,
poema di sacrificio.

Onorate il pane:
gloria dei campi,
fragranza della terra,
festa della vita.

il più santo premio

Non sciupate il pane:
ricchezza della Patria,
il più soave dono di Dio,
alla fatica umana.

So di essere scomoda e di esserlo sempre stata, dipende dal mio carattere innato, ribelle ad ogni forma di costrizione. Questo blog esiste proprio per questo, per darmi l’opportunità di esprimere le mie idee fuori dal coro. Anche se faccio, gioco forza, delle lunghe pause per vari motivi, so di avere potenzialmente la possibilità di dire quello penso, finchè qualche bempensante non deciderà che sia giunta l’ora di tapparmi la bocca. Come al solito, secondo un mio vizio, comincio da lontano. da mia madre, nata nel 1901, che ha vissuto l’epoca fascista nel nostro bel Paese, in un borgo incantevole, baciato da una natura generosa, S. Stefano in Aspromonte, apprezzando la qualità di vita di quegli anni,  quando era possibile dormire con porte e finestre aperte, quando c’era un piano ambientale nazionale contro i rischi idrogeologici, quando c’era pure un piano per l’edilizia nazionale, di fatto le costruzioni di quegli anni sono le ultime ad avere un certo stile dignitoso, prima che spopolasse l’edilizia selvaggia, quando c’era un piano sanitario nazionale.Dopo di che il marasma totale culminato con la istituzione delle Regioni, enti locali dannosi, autorizzati alla corruzione legale e agli imbrogli. Mia madre, dicevo, una donna che ha sacrificato gli studi in medicina sull’altare della concordia familiare minacciata dalla rivalità tra sorelle. Mia madre, che aveva scritto una lettera a Mussolini scongiurandolo di non entrare in guerra, lettera che dopo aver tenuto in borsa per diversi giorni, ha strappato pensando che il Duce non  avrebbe mai potuto darle retta. Mussolini di fatto, ha condiviso l’entrata nel conflitto anche con i comunisti, se è vero, come lo è, che ha inviato al Cremlino un certo Togliatti, che, al riguardo, riceveva il placet dal Soviet Supremo. Poi parliamo di partigiani e di Piazzale Loreto, ahimè! come e quanto in Italia  è facile mistificare la storia e infierire con ferocia inaudita e ingiustificata !

 

 

 

 

 

 

 

E ancora devo sentire parlare di apologia del fascismo, mentre il comunismo, nonostante il fallimento nei Paesi dove il regime era al Governo, viene ancora esaltato dai cosiddetti compagni nostrani, che da veri Padri Zapata conducono una vita da radical-chic borghesi, e pensano di lavarsi la coscienza biascicando slogan e frasi fatte sugli ultimi e gli emarginati La poesia che ho riprodotto all’inizio di questo pezzo, guarda caso, è stata scritta proprio da Benito Mussolini nel mese di gennaio  1928 e diffusa nei giorni tra il 14 e 15 aprile dello stesso anno in occasione della Celebrazione Nazionale della Festa del Pane.

 

Sempre attuali,  queste parole, oggi più che mai,  tenendo conto della infima qualità del pane che arriva sulle nostre tavole tra grani esteri di dubbia origine e provenienza e farine manipolate. A me è capitato di vedere questa poesia esposta in alcune panetterie come di autore anonimo, quando io precisavo che la preghiera è opera di Mussolini, come minimo mi  guardavano storto ritenendo avessi bestemmiato, e dopo aver  cercato su internet restando senza parole. Io ho impresso queste parole su una tovaglia da tavola, specificando naturalmente, come si conviene, l’Autore, sulla quale apparecchio anche per amici comunisti, quelli della puzza sotto il naso, con somma goduria, e se il boccone va loro storto, chi se ne frega. Se, poi, per questo dovrei ” perdere” qualche cosiddetto amico, a buon rendere, dunque, vuol dire che proprio amico non era.

 

P.S. mi scuso per la qualità della foto della tovaglia. E’ la prima volta che stiro dopo molto tempo e ancora non sono perfettamente efficiente.

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Tema

Lo storico Eric J. Hobsbawm definisce “Secolo Breve” gli anni che vanno dall’esplosione della prima guerra mondiale fino al collasso dell’URSS. A suo giudizio, “la struttura del Secolo breve appare come quella di un trittico o di un ‘sandwich’ storico. A un’Età della catastrofe, che va dal 1914 sino ai postumi della seconda guerra mondiale, hanno fatto seguito una trentina d’anni di straordinariacrescita economica e di trasformazione sociale, che probabilmente hanno modificato la società umana più profondamente di qualunque altro periodo di analoga brevità. Guardando indietro, quegli anni possono essere considerati come una specie di Età dell’oro, e così furono visti non appena giunsero al termine all’inizio degli anni ’70. L’ultima parte del secolo è stata una nuova epoca di decomposizione, di incertezza e di crisi  –  e addirittura, per larghe parti del mondo come l’Africa, l’ex URSS e le ex nazioni socialiste dell’Europa orientale, un’Età di catastrofe”Il candidato valuti criticamente la periodizzazione proposta da Hobsbawm e si soffermi sugli eventi che a suo parere caratterizzano gli anni ’70 del Novecento .

Svolgimento

Lo storico  Eric J. Hobsbawm è famoso nel mondo per il titolo del suo libro più conosciuto “ Il secolo breve” , come il critico definisce il Novecento e che ormai è assunto ad assioma inconfutabile   nell’immaginario collettivo.

HOBSBAWM ERIC J. - IL SECOLO BREVE

Per la verità Hobsbawm dà questa definizione al novecento in contrapposizione al secolo precedente, l’Ottocento, da lui chiamato  “il secolo lungo”. E’  indubbio, dunque, che i due conflitti mondiali segnano la prima metà del secolo e la crisi dell’Unione Sovietica con il fallimento del sistema comunista e la conseguente caduta del Muro di Berlino ne segnano gli ultimi decenni. Molti, tanti sono gli avvenimenti forti  che si succedono in maniera burrascosa coinvolgendo tutto il mondo e che ancora risentono dell’emotività del presente per poter essere letti e interpretati con analisi critica pura, scevra da sentimenti personali e di parte. I conflitti armati dei primi decenni del Novecento, aldilà dei perversi giochi delle  alleanze e dei vincoli internazionali hanno  procurato  danni  catastrofici per tutti, vincitori e vinti. Come anche non sono stati  indolori i cambiamenti dei sistemi di Stato e di Governo dei Paesi del blocco sovietico che hanno generato   traumi sia  per le popolazioni interessate che per gli equilibri internazionali,  relativamente ai quali non si devono trascurare i problemi dei popoli dell’Africa e dell’Oriente, tuttora in fermento. C’ è poi un’età di mezzo, che Hobsbawm considera in certo modo compressa tra i due periodi estremi ,  e che è contraddistinta da fenomeni di crescita economica , di progresso sociale e di sviluppi importanti in campo scientifico.  Come se  leccarsi le profonde ferite delle guerre abbia stimolato buona parte delle popolazioni coinvolte  a cercare la felicità in diversi settori importanti della vita umana. E sembra, in questi anni, si voglia attualizzare lo stimolo dell’Ulisse dantesco con l’esortazione “fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza” . Si cercano nuovi  orizzonti, dunque; con le avventure spaziali si esplorano nuovi mondi; e si effettuano scoperte astronomiche di grande rilievo; si studia l’attività del sole, che tanto incide sulla vita della terra. Si costruiscono vie di comunicazione rapida come le autostrade e veicoli, come gli aerei a tecnologia avanzata,  che consentono di accorciare le distanze in maniera sostanziale. Si fanno progressi nella lotta contro il cancro, e altre patologie gravi, nel campo della medicina genetica e autoimmunitaria. L’Italia partecipa da protagonista in queste avventure con un’industria che tira tanto da far parlare di boom economico  e perfeziona, proprio in questi anni, molte iniziative come l’ elaborazione  dello Statuto dei lavoratori che viene riconosciuto e adottato ufficialmente insieme alla legge sulle lavoratrici madri; si giunge alla legalizzazione del divorzio e dell’aborto, pur con i distinguo necessari. Insomma si attraversa, anche nel nostro Paese un periodo di benessere, che alcuni amano indicare come la nuova età dell’oro.

Trattando di questa ricca  età di mezzo come posso ignorare, io reggina di Reggio Calabria, i FATTI che hanno segnato la storia della mia città e che si sono succeduti proprio nel famoso 1970 ? Quando una piccola città di provincia ha osato ribellarsi contro i poteri forti, lo Stato di un Paese che si dice democratico per eccellenza non trova di meglio da fare che mandare i carri armati, sedare con la forza i dimostranti causando morti e feriti.  Lo Stato, che dovrebbe essere la massima espressione dei cittadini, viene così percepito, paradossalmente, come una controparte dalla quale bisogna difendersi, mentre il servizio pubblico di informazione mistifica la realtà. Piuttosto che ascoltare si preferisce soffocare implorando come alibi complotti inesistenti e mandando in carcere, con la prognosi  di  annosi processi, persone onestissime ree di aver protestato per chiedere rispetto e libertà. E soprattutto la ricerca della verità.

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Trattare dei fatti di Reggio Calabria non significa andare fuori tema, perchè io sono convinta che la storia di un Paese è fatta anche e soprattutto dalla storia dei territori cosiddetti o considerati marginali. E sono convinta che quei fatti costituiscano una pietra miliare nel cammino della nostra civiltà. Pur considerando il fatto che le popolazioni del sud d’Italia siano state cloroformizzate, e quindi ci sia bisogno di tempo per svegliarci da un’anestesia che sopisce anime e cervelli, io sono, nonostante tutto, convinta che gli avvenimenti del 1970 costituiscano i prodromi per una crescita, della Calabria e di tutto il Meridione , consapevole e autoctona. Il percorso, iniziato con il processo risorgimentale, criminale per il sud , del quale i fatti del 1970 sono stati soltanto una tragica tappa, è lungo ed è tuttora in itinere; ma la fiaccola è sempre accesa. Un film bello e duro considerato scomodo perchè ricerca la verità senza omertà e senza ipocrisie ,  e che per questi motivi  non trova naturale diffusione nelle sale come Liberarsi del regista Salvatore Romano dimostra che l’attenzione del mondo culturale verso i Nostri Fatti è vigile e attenta.Diversi poi sono gli scritti di giovani autori interessati alla nostra storia che hanno cercato di approfondire i molteplici aspetti di quella rivolta. E ancora i movimenti attuali in campo politico che rivendicano rispetto, dignità e onestà per il popolo allogeno, il vero Italiano, come è di fatto quello meridionale, in quanto appartenente ad etnia diversa da quelle di altre parti della penisola hanno una matrice storica importante anche nella rivolta di Reggio Calabria.

fonte-eterna-giovinezza

Non è un sogno pensare che saremo capaci di renderci autonomi con le nostre forze e con le nostre molteplici risorse e se è vero, come lo è, che i nostri sogni camminano sulle nostre gambe, ebbene noi faremo ancora tanta strada..e, per essere in linea con l’analisi di Eric J. Hobsbawm vivremo il periodo dei Fatti di Reggio, nonostante la loro maledetta tragicità, come una fonte inesauribile  di ricchezza alla quale  attingere, mai sazi,  per alimentare le nostre energie, che siano la forza di tutti noi, il popolo del Sud.

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