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Posts Tagged ‘Italia’

 

 

 

Eh sì sono proprio razzista, senza se e senza ma. E sono pure orgogliosa di esserlo. Sono abituata per dna e per formazione a dare il giusto peso alle parole e ad usarle nel loro significato autentico lontano da luoghi comuni e frasi fatte, che spesso vengono proferite in automatico senza pensare e senza  capire manco ciò che si dice. Sono di carattere libero e ribelle alle imposizioni e alle manipolazioni e non appartengo a nessuna parrocchia, laica o religiosa che  sia. Mi è capitato di nascere  e vivere in un territorio splendido come è il mio Aspromonte Calabrese, che ha subito crimini pesantissimi dalla cosiddetta unificazione della penisola, che ha soppresso nel sangue il Regno Borbonico delle Due Sicilie , indiscussa potenza mondiale, depredato dai barbari ignoranti invidiosi che popolavano il settentrione del paese, che si sono arricchiti sulle spalle di noi terroni, i veri Italiani, perchè Italia si chiamò originariamente proprio la Calabria, in onore del Re Italo che ivi sbarcò proveniente dalla Grecia, come racconta anche Aristotele :”Divenne re dell’Enotria un certo Italo, dal quale si sarebbero chiamati, cambiando nome, Itali invece che Enotri. Dicono anche che questo Italo abbia trascinato gli enotri, da nomadi che erano, in agricoltori e che abbia anche dato ad essi altre leggi, e per primo istituito i sissizi. Per questa ragione ancora oggi alcune delle popolazioni che discendono da lui praticano i sissizi e osservano alcune sue leggi .” (     Politica ).

Per quanto mi riguarda considero l’appartenenza al mio territorio, la cui storia è stata ed è  continuamente stravolta, un valore aggiunto fondamentale,  e,  dunque, anche per questo sono razzista, ovvio.

Sono razzista anche nei confronti di un Paese, il mio, nel quale purtroppo non mi riconosco, perchè il mio Stato, quella Istituzione, massima espressione della Democrazia, lo Stato che dovrebbe tutelarmi, difendermi, fornirmi, in cambio delle tasse salatissime  che pago regolarmente, i servizi essenziali relativi alla Difesa, alla Salute e all’Istruzione, questo Stato, dunque è diventato oramai da troppo tempo la mia controparte dalla quale devo, o dovrei, difendermi. A questo proposito viene prepotentemente in mente Kafka, perchè io sono costretta a vivere il paradosso che il “mio” Stato è per me un vero e proprio campo di concentramento. E dunque io sono razzista nei confronti del mio Stato, i cui tentacoli mi ghermiscono ogni giorno come quelli di una piovra famelica.  Che ho scritto, campo di concentramento ? Ahimè quanto pesa il mio fardello! Tutti i giorni a destra e a manca  i colpi di un  martello pneumatico insistente e senza soluzione di continuità scandiscono calendari infiniti per celebrare il ricordo delle atrocità dell’olocausto, dei campi di concentramento, delle lotte cosiddette partigiane, e chi più ne ha più ne metta, naturalmente a senso unico.  Contemporaneamente,sotto gli occhi di tutti si sta svolgendo, orami da più di un decennio, un olocausto indegno, infame, peggiore dell’olocausto, perchè nei campi di concentramento il boia è il nemico, qui e mi riferisco all’ignobile tratta di persone mai raccontata dalla storia dell’umanità, qui, intorno al fenomeno dei cosiddetti migranti, il boia è l’amico, è l’amico che ti fa pagare a caro prezzo per andare verso il paradiso terrestre, che poi spesso è rappresentato dai fondali del Mediterraneo, quella parte del Mare Nostrum già nei secoli veicolo di comunicazione di risorse, merci  e cultura e oggi diventato Mare Mortuum.Io voglio bene all’essere umano di qualsiasi colore e a qualsiasi etnia appartenga, e proprio per questo ci si dovrebbe adoperare a dare alle popolazioni dei paesi di origine le giuste informazioni. perchè di fatto succede che le persone vengono illuse che nel famoso Occidente ci sia l’eldorado, per raggiungere il quale servono soldi; allora ci si procura il necessario a costo di vendere i propri beni, si pagano gli scafisti e si parte, chi ha la fortuna di arrivare in Libia, viene messo in carcere perchè il paese contempla il reato di clandestinità, ma se si paga si esce dal carcere. e allora spesso ci si deve rivolgere ancora ai parenti dalla madre patria per recuperare le somme necessarie, grazie alle quali,attraverso le imbarcazioni delle cosiddette ONG solidali, finanziate dal pubblico e dal privato, se non perisci annegato arrivi Italia. Qui vieni smistato nei vari centri di accoglienza, che, in cambio di laute sovvenzioni di denaro pubblico umiliano l’individuo con trattamenti indecorosi , per cui ci ritroviamo con esseri umani, privilegiati legalmente, che fanno la pipì e la cacca dove capita, laddove ai superstiti italiani (?) viene comminata una bella multa se il nostro cane fa la pipì per strada. E i cosiddetti italiani ? possono crepare, e  devono, per legge, essere solidali  Sono in molti a speculare su questa situazione con la complicità  dei Governi di turno e della Santa Chiesa Cattolica :la politica attraverso i canali istituzionali e la Chiesa Universale con i suoi missionari sparpagliati in tutto il mondo, dovrebbero operare nei paesi d’origine dei popoli dei migranti per informare sulla realtà e dissuaderli dal partire verso la sofferenza e spesso la morte. Se c’è bisogno, poi, l’aiuto va fatto in casa loro, spendendo molto meno, creando meno frustrazioni, evitando una tratta ignobile e criminosa, valorizzando quel che resta degli indigeni italiani. Per questo io sono razzista e cattiva.

 

 

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imprimaturHo letto un libro, due, anzi  tre

“Chi intraprende la scalata verso la verità, la intraprende da solo”

Sono curiosa, per natura e per scelta; la mia fame  di conoscenza è insaziabile e con essa la ricerca della verità sempre e comunque, che è accompagnata inevitabilmente dal beneficio del dubbio. Il mio spirito critico mi impone di avvicinarmi a qualsiasi argomento e situazione con estrema cautela tenendo conto che anche gli avvenimenti storici sono raccontati secondo l’interpretazione del narratore. Ragion per cui sono portata a cercare il pelo nell’uovo in maniera dissacrante, analizzando, scomponendo, scindendo, indagando. La mia smodata curiosità mi induce  dunque ad essere anche un topo da biblioteca. In questi ultimi mesi le mie letture sono state sollecitate dal cosiddetto “caso imprimatur”, che riguarda una serie di libri di due autori italiani, Monaldi e Sorti, che, dopo una storia travagliata per cui ne era stata impedita la pubblicazione in Italia, adesso vengono editi anche nel nostro paese. E come resistere al fascino del proibito ?  A leggere, quindi, tutto d’un fiato Imprimatur e Secretum, che non è impegno leggero, perchè si tratta di complessive 1502 pagine. Ambientata nella Roma dei Papi tra la seconda metà del seicento e i primissimi anni  del settecento, la storia ruota intorno alle vicissitudini di certo Atto Melani, personaggio realmente esistito e racconta intrecci e intrighi a livello internazionale tra la Chiesa e le più importanti case regnanti europee, prime tra tutte quelle di Francia e Austria. La maggior parte degli avvenimenti si svolgono nottetempo nella Roma sotterranea, teatro di vicissitudini le più impensabili che coinvolgono molti personaggi storici. Le figure inventate sono poche e servono da cornice per la trama, che riporta con dovizia di prove documentali rigorosamente consultate e annotate fatti ed eventi realmente accaduti. Elezioni di papi e di re, compromessi tra omicidi insospettabili  e morti più o meno misteriose e chi più ne ha più ne metta. Sarebbe troppo lungo e tedioso fare  una pur stretta sintesi dei fatti narrati, chi ha interesse legga pure; per quanto mi riguarda ho trovato molto interessanti i riferimenti alla storia urbana della  Roma dell’epoca e sicuramente oggi  mi avvicinerò a quei siti archeologici  in una diversa dimensione; come ho trovato degni di attenzione i riferimenti gastronomici e l’uso di alcune spezie. Gli intrighi ecclesiastico-politici non mi hanno di fatto impressionato. Vuoi perchè sono giunta ormai all’età del disincanto, vuoi perchè avevo già accumulato molte informazioni sul tema; in proposito, solo per citare qualcosa,è piucchesufficiente ricordare Manlio Simonetti, uno dei massimi esperti del Cristianesimo in italia, il quale, nel volume “Il Vangelo e la Storia” del 2010  sottolinea come alla ricerca affannosa e spregiudicata del  potere temporale  la Chiesa abbia  tradito il messaggio cristiano sin dalle origini .” Nonostante il suo sistematico rifarsi alla tradizione apostolica, quanto in essa  ( Chiesa ) continua a vivere del messaggio evangelico ? ” : la frase conclusiva del lavoro minuzioso e certosino di Simonetti compendia quanto descrive nel suo scritto. Per non dire dei fatti di recente attualità che riportano alla ribalta vizi umani e ataviche virtù, dei quali chiesa e clero  ne hanno da raccontare, a parte i crimini mai risolti come, per esempio la scomparsa di Emanuela Orlandi e Mirella  Gregori, scomparse nel buco nero cattolico apostolico.

secretum

Tornando alla coppia Monaldi- Sorti mi viene difficile capire perchè i loro scritti siano stati messi all’ “indice” in Italia mentre hanno trovato largo spazio in diversi  altri paesi, in molti dei quali sono tra i libri più letti. Mi viene difficile capire perchè mai questa coppia sia  stata “costretta” all’esilio; mi viene difficile, appunto, capire per quale motivo i lavori di Sorti e Monaldi abbiano fatto parlare  di  caso letterario, al quale Simone Berni, cacciatore di libri proibiti, ha addirittura dedicato un volumetto ( Il caso Imprimatur- biblohaus-2008 ). Proprio Simone Berni , secondo me, rende giustizia ai due ricercatori e narratori italiani , al quale i due autori, consapevoli che, come dice Pirandello,nessuno vede se stesso vivere”  affidano il commento conclusivo di Imprimatur. E Berni risponde riprendendo San Paolo quando dice  nella Seconda lettera a Timoteo ” ho combattuto la buona battaglia, ho conservato la fede” ;  e poi mette in evidenza la solitudine di chi cerca e ricerca ostinatamente il vero citando un verso  del poeta tedesco  Morgenstern , ” Chi intraprende la scalata verso la verità, la intraprende da solo “. La storia d’Italia purtroppo è piena di censure e di divieti e di scomuniche e il nocciolo della questione sta, secondo me, nella presenza ingombrante della Chiesa nella società e nella vita politica e quotidiana  del nostro paese, con ingerenze sempre inopportune. Il principio Libera Chiesa in Libero Stato dovrebbe essere, infatti, un principio inalienabile di ogni convivenza civile : ragion per cui dovrebbero essere aboliti i Patti lateranensi e  lo Stato  Vaticano , e  il  Papa dovrebbe risiedere a  Gerusalemme.

Bravi comunque i nostri due autori anche se pur essi non sfuggono ad un luogo comune diffuso e quantomai falso: a pagina 788 di Secretum  si legge ” Quel foglio con sole tre parole yo el Rey, avrebbe cambiato la storia del mondo”. Qualcuno ancora mi dovrebbe spiegare come sia possibile cambiare la storia. Se essa è, o comunque dovrebbe essere, la narrazione di una successione di fatti, eventi, avvenimenti, già accaduti nel tempo e nello spazio, quindi, in ogni caso, sempre raccontata a posteriori, come si fa a cambiarla ? vorrebbe dire che la storia sia già stata scritta e che venga deviata, e allora che storia sarebbe ? Autori come i Nostri dei quali sto dicendo dovrebbero fare grande attenzione quando scrivono, perchè i loro scritti fanno testo e alimentano frasi fatte e stereotipi che vengono ripetuti in maniera automatica e superficiale diventando di uso comune e magari verità.

Sic transit gloria mundi.

 

 

 

 

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Virus

La malattia è seria e consiste nella carenza di tiamina, cioè la vitamina B1, indispensabile per la sintesi del glucosio.

Le cause di questa patologia sono da ricercare principalmente in una alimentazione limitata all’assunzione di riso brillato, privato cioè della fibra che contiene appunto la vitamina incriminata. Diffusa particolarmente nelle popolazioni povere dell’ estremo Oriente, prende il nome da uno dei suoi sintomi più evidenti : “Beri-Beri” , termine  cingalese,  la lingua ufficiale dello Sri Lanka traduce, infatti, il nostro  ” non posso-non posso” ad evidenziare le difficoltà dei soggetti colpiti dal morbo  a livello neurologico e neurovegetativo; tra i vari disturbi importante è, infatti, lo stato di spossatezza che annebbia il pensiero e inibisce la corretta deambulazione.

Nel più avanzato mondo occidentale causa principale del beri-beri è l’abuso di alcool, che tra i suoi effetti dannosi registra anche il manifestarsi di questa grave malattia.

Può instaurarsi nell’organismo in maniera cronica con manifestazioni cicliche.

Facendo un’anamnesi scrupolosa al capezzale del grande malato Italia, anche un medico distratto non può ignorare che all’origine  della grave disfunzione che attualmente affligge il Bel Paese  vi è proprio una forma cristallizzata di Beri-Beri, ma forse proprio l’evidenza della patologia può offuscarne la diagnosi.

Eppure non ci  possono essere dubbi: il virus letale proviene da due microbi umani; “Ber” è la radice comune dei nomi dei due politici Leader delle due formazioni contrapposte nel triste  panorama politico della nostra  penisola e la vocale “i”,  desinenza finale, è anch’essa comune ai due litiganti, con la diffefferenziazione di alcune molecole precipue che sono :

s      = scadente

a      = atteggiamento

n      = noioso

per uno di loro e

l      = logorio

u      = uggioso

s       = scenario di

c      = completa

o      =  ostinazione

n      = noiosa

per l’altro.

Il medico, dunque, cercherà di approfondire la ricerca. Di seguito, in  sintesi,  i risultati emersi :

Vien così  fuori che  Berlusconi, inizialmente considerato da gran parte dei medici come un  microbo positivo, di fatto non ha saputo cogliere le opportunità dell’humus  favorevole, degenerando nella forma peggiore, ragion per cui, aldilà di alcuni aspetti, che costituiscono occasioni fertili per satiri e comici, dovrebbe essere trattato con massicce dosi di farmaci antivirali.

Per Bersani la ricerca ha evidenziato un microbo in piena attività che impedisce al personaggio la lucidità mentale, per cui anche in questo caso necessitano farmaci antivirali.

I due virus  sono allogeni in quanto appartengono ad una famiglia  di etnie diverse da quelle del popolo italiano e hanno trovato linfa nell’ubriacatura da potere politico privilegiato.

Alla luce di questi esiti il medico deve, quindi,  stabilire la terapia, che non può che essere unica e radicale, per evitare cancrene ed interventi devastanti.

I microbi devono essere isolati, trattati, combattutti e  sostituiti da virus di ultima generazione, quelli che la medicina ufficiale sta sperimentando con protocolli coraggiosi. Germi nuovi e freschi, dunque, capaci di debellare l’intossicazione da ” Beri-Beri”, nel più breve tempo possibile e ridare forza ed energia all’organismo, a tutto il Paese del Sole.

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il saliscendi di Giufà

Checchè se ne dica io rimango della convinzione che la crisi che attanaglia l’Europa sia legata all’introduzione dell’euro. la scelta della moneta unica è stata approssimativa e penalizzante per alcuni paesi che si sono sacrificati pur di entrare a far parte del Grande Progetto. L’Italia è uno di questi: il nostro bel paese con vocazione suicida ha accettato una convertibilità da lira in euro assurda. E’ sotto gli occhi di tutti i cittadini cosiddetti normali, quelli che vivono il quotidiano che, mentre le somme che vengono percepite da un’attività dipendente, che riguarda la maggior parte degli italiani, viene calcolata tuttora, dopo oltre un decennio, nelle vecchie lire, gli importi  che escono per la vita di tutti i giorni, comprese imposte e tasse, vengono calcolati nella nuova moneta europea. All’errore iniziale si è aggiunto l’allegria euforica, o per meglio dire la cecità totale della classe politica di non provvedere a controlli indispensabili sui prezzi, ma qui il discorso è inutile perchè sono state proprio le istituzioni ad “approfittare”  imponendo balzelli proibitivi.

Certo l’analisi della cosiddetta crisi non è così semplice; secondo me la società moderna industriale  ha assunto come sistema di sviluppo l’asse produzione-consumo per cui bisogna produrre beni che devono essere consumati per mantenere il  livello di produzione. Di  questo sistema fanno parte anche il mercato del lavoro e quello speculativo finanziario, per cui quando scoppia il bubbone saltano i livelli di ocuupazione -disoccupazione e le borse azionarie impazziscono spingendo i paesi ad economia più forte, come la Germania per esempio, a fare il bello e il brutto tempo, mentre l’Italia si adatta ad assumere un ruolo di satellite servile e ossequioso agli altrui diktat.

Facendo un’analisi più antropologica, io penso che l’uomo moderno abbia perduto di vista il significato della propria esistenza, cioè l’esigenza, il bisogno, di condurre una vita dignitosa nel rispetto e nella cura di se stesso e dei suoi affetti, e si sia dedicato al culto delle cose,  per cui ci siamo ritrovati in una società senza soggetti, nella quale l’individuo, assediato dal terrorismo dei mass media, si   preoccupa del saliscendi dello spread e trascura le meraviglie, lo stupore  del suo mondo interiore e dell’ altrove a lui prossimo, costituito di natura ed esseri viventi.

Avere l’armadio pieno di vestiti e non sapere cosa indossare, avere centinaia di scarpe tanto da doversi  procurare una casa attrezzata allo scopo, accumulare ricchezze infinite, frequentare suite da migliaia e migliaia di euro a notte e poi mettersi a posto la coscienza facendo beneficenza o urlando contro tutto e contro il nulla.

E poi, ancora, combattere tutti i giorni contro uno Stato che viene percepito come una controparte dalla quale doversi difendere, quando esso, lo Stato, dovrebbe essere la massima espressione del cittadino: il più grave insulto che si debba sostenere qui e ora.

E il cittadino  sta a guardare, incapace di reagire, impotente, come l’Ulisse di Joyce, preferisce fare da spettatore, senza infamia e senza dolo.

Io non sono nichilista e spero, credo che la cultura possa essere la chiave di volta per liberarci dalla zavorra che ci carica di pesi insostenibili, e per farci  percepire la luce dei frammenti, dei particolari, delle sfumature di un universo pieno di energia, di quell’universo del quale l’uomo è parte integrante, soggetto attivo.

Viene così fuori l’Ulisse di Dante, trasgressivo e operoso, avido di conoscere e industrioso, protagonista del proprio destino, promto a fronteggiare qualsiasi pericolo, disposto ad affrontare rischi e imprevisti fidando nelle forze proprie e del suoi intimi.

In questo contesto, dunque, bisognerebbe rivedere proprio lo stile di vita e, invece di rincorrere lo spread e le oscillazioni di borsa, pensare in maniera più “elementare” all’uomo e ai suoi bisogni primari. Alcuni in questo senso parlano di decrescita; a me questo termine non piace perchè è negativo; e comincio proprio dalla parola “crisi” : questo termine, così abusato in questo periodo, viene dal greco Krisis/krino  e significa separare, giudicare, valutare, scegliere; significato positivo, dunque, per un nuovo autentico sviluppo, che può significare un ridimensionamento radicale dei canoni di vita imposti da distorsioni e speculazioni economiche, finanziarie e di mezzi di informazione superficiali e inadeguati, incapaci di cogliere i veri bisogni dell’uomo.

L’individuo attuale preferisce mimetizzarsi nella società quasi pauroso di affermare la propria identità, ignorando quanto ci hanno detto molti saggi, tra i quali

Socrate : Γνῶθι σεαυτόν, gnôthi seautón;

San Paolo: E non vi conformate a questo mondo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente;

Sant’Agostino: in te ipsum redi;

Cartesio: cogito ero sum;

I have a dream: Martin Luther King;

conosci te stesso, quindi, per cogliere l’anima dell’universo, per strappare alla montagna della disperazione una pietra di speranza, tenendo sempre presente che i nostri sogni camminano sulle nostre gambe.

A corredo degli stimoli filosofico-sociali, come chiaro esempio di come si possa diventare ed essere liberi come individui e come paese si erge la maestosa figura di Gandhi, modello attuale per una economia che faccia leva sulle risorse endogene, sia umane che materiali, del territorio di appartenenza per rivendicare con forza, coraggio e orgoglio la propria identità, senza se e senza ma. E per quanto riguardo l’immediato credo proprio che dovremmo avere il coraggio di riprenderci la nostra cara lira.

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 Il Vittorioso  

Qualche anno fa su Libero, il quotidiano diretto allora da Vittorio Feltri, campeggiava in prima pagina un titolone a  diverse  colonne “Il Ponte sulla groppa del Nord”, nel quale il giornalista esprimeva il suo parere contrario alla realizzazione dell’opera sullo Stretto a motivo della notevole spesa finanziaria che avrebbe dovuto sopportare il Nord del nostro Paese.

Io  scrivevo subito al Direttore Feltri sostenendo le ragioni di un meridione che dall’unificazione in avanti ha costruito e mantenuto l’opulenza del famigerato Nord, chiedevo a Feltri maggiore obiettività e lo informavo che non avrei mai più comprato il suo giornale. Naturalmente non mi aspettavo alcuna risposta,  ( figuriamoci ! ) mi premeva  sicuramente  che Feltri mi leggesse. 

A me piace rendermi conto in qualche modo del mondo che mi circonda per cui, alcuni mesi orsono, ho comprato Il Vittorioso, il libro con il quale Feltri si racconta e, allora, a pagina 71, scopro che Feltri, da buon giornalista e da ottimo direttore di giornale che tiene moltissimo alle tirature, afferma che considera un dovere, testuali parole sue, rispondere  soprattutto ai lettori che oppongono divergenze di opinioni. Da queste considerazioni devo desumere che la mia lettera gli sia sfuggita…….! perchè io non ho avuto alcuna risposta.

 Feltri, però, dimostra di non conoscere la realtà del mezzogiorno  d’Italia, perchè a pagina 228, sempre dello stesso testo, leggo : “…C’è una coalizione trasversale, da destra a sinistra, costituita prevalentemente da meridionali, che non hanno nessun interesse a votare un federalismo serio, sarebbero dei cretini a volerlo. Lo vogliono solamente i leghisti. Gli altri fingono di volerlo, ma lo saboteranno.” E il collega intervistatore Lorenzetto gli fa eco :” Infatti la secessione viene chiesta soltanto dal Nord, mai dal Sud.Con l’eccezione di Raffaele Lombardo, presidente della Regione Siciliana, che mi ha dichiarato d’essere promto ad andarsene domattina”.

Ebbene io sono una cretina  dell’ Italia Terrona, quella originale, perchè il Nord ci ha rubato  anche il nome proprio, sono una cretina  meridionale della provincia di  Reggio Calabria, che sostiene insieme a tanti altri cretini terroni meridionali che sarebbe quanto mai necessaria la nostra separazione dal resto della penisola, dalla quale separazione avremmo tutto da guadagnare. Se questa dimensione non emerge in maniera perentoria dipende in parte dalla incapacità di molti osservatori, tra i quali ci sta sicuramente Feltri, in parte dalla sonnolenza indotta ai terroni da informazioni, veri e propri martellamenti, ingannevoli, falsi e mendaci. Stia tranquillo il Direttore : c’è un intero popolo in cammino….

Ho citato due considerazioni espresse da Feltri nel suo libro biografico che io non condivido perchè so per certo che i fatti descritti non rispondono a verità. Sugli altri contenuti del libro, dunque,  non mi posso esprimere, perchè il dubbio che ci possano essere altre incongruenze mi rimane.

Come dire che nonostante Feltri con la sua aria da antipatico, stimolasse in qualche modo il mio interesse verso la sua credibilità, alla luce delle esperienze maturate devo riconoscere che anch’egli è attirato dai fuochi fatui di Mammona e da considerazioni  superficiali di facciata, di parte e poco obiettive, con buona pace del giornalismo serio e critico, che cerca la verità.

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Reggio Calabria, 24 giugno 2010, festa di  San Giovanni Battista

San Govanni, a prescindere,

pensaci tu.

Nonostante non mi piaccia che Lippi possa prendere e lasciare a proprio piacimento;

nonostante Abete  non tuteli i diritti dell’Italia;

nonostante, anzi proprio per la supponenza di Platini, e meno male che i suoi galletti sono già tornati a casa;

nonostante gli acciacchi di diversi giocatori;

e nonostante che alcuni di loro preferiscano i riflettori del  varietà a quelli dello sport;

nonostante la mia convinzione che noi del meridione dobbiamo secedere,

ma per intanto la mia squadra è questa;

e poi in essa militano due pezzi forti come Gattuso e Iaquinta che proprio calabresi sono;

nonostante la squadra sia flaccida e senza fantasia;

nonostante pare sia vietato muovere delle critiche,

ma proprio perchè i tifosi sono l’anima dello sport;

nonostante nel calcio girino troppi soldi

e io preferirei certamente una dimensione più semplice, territoriale e umana;

nonostante e proprio perchè il Sudafrica abbia dato una lezione di autenticità ed entusiasmo.

Nonostante tutto questo e  molto altro ancora,

e proprio per questo,

San Giovanni, ti prego, pensaci tu.


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Le prime pagine di giornali e telegiornali in questo periodo sono letteralmente okkupate dal pettegolezzo,  dal quale dovrebbe scaturire probabilmente nelle intenzioni di alcuni una crisi del governo. Ho dedicato i miei 60 anni alla ricerca della verità  ad ogni costo ed ho cercato di trasmettere questo  bisogno ai miei tre figli come un valore  necessariamente  indispensabile per vivere con  serietà e dignità. Purtroppo come cittadina italiana mi sono state negate molte verità importanti; mi riferisco a Ustica piuttosto che a Piazza Fontana, alla strage di Bologna piuttosto che a Moro, Falcone, Borsellino, tanto per citare alcuni fatti più tragicamente famosi. Figuriamoci se mi possono fare impressione le squallide storielle di sesso che vedono coinvolti di volta in volta esponenti politici, professionisti, responsabili di comunicazione e di organi di informazione, e compagnia bella. Nella fattispecie di cui si discute in questi giorni molte sono le teorie e i teoremi proposti, sicuramente tutti preoccupanti. Io però  voglio mettere l’ accento su un  aspetto trascurato completamente da tutti i media, il ruolo delle donne. Sappiamo che  molti, moltissimi uomini, non solo quelli  sotto i riflettori , si incontrano con donne nei vari casini; è un fatto  che rientra nella vita  di tanti, che sono pur essi naturalmente prostituti.Ma  io mi chiedo perchè ci sono donne disponibili  a soddisfare così allegramente i desideri sfrenati dell’altro sesso. Nelle situazioni  voltate e rivoltate, girate e rigirate  dai media in questo periodo  non si tratta di abusi su ragazze emarginate o in qualche modo costrette, qui ci sono donne adulte capaci di intendere e di volere. So bene che il meretricio è l’ attività più antica del mondo, come narrano molti testimoni del passato, ma oggi, nel terzo millennio, ci siamo lasciate imbonire dai maschietti sulla parità, sulle rivendicazioni femminili e femministe  e ci siamo lasciate confezionare  perfino la celebrazione annua di una festa ingannevole e, secondo me, insulsa; e contemporaneamente continuiamo gioiosamente a fare il gioco del maschio. I canali televisivi, sia quelli commerciali che quelli della tv cosiddetta pubblica alla quale partecipiamo tutti con l’ abbonamento, ammanniscono quotidianamente e in tutte le salse storie  sentimentali di amori nati, finiti, sostituiti, in un  vortice disgustoso,  e mentre la donna, anche nei programmi “seri” appare sempre più scosciata esibendo finanche le mutande, l’uomo, di converso, è sempre più azzimato, con  camicia giacca e cravatta. Regolarmente e regolamentarmente nelle finction ai primi approcci  le persone  finiscono  sin da subito sotto le lenzuola e il sesso viene proposto come un  elemento della conoscenza iniziale, spesso estraneo a sentimenti intimi e profondi, ma piuttosto come ricerca di emozioni del momento. Per non dire poi delle starlette straniere che in Italia trovano da parecchi anni ormai l’ America di una volta. Le donne che lavorano con fatica impegno e serietà sembra non esistano,  e l’ Italia sembra il Paese di Bengodi dove ci si diverte tutto l’anno. Ma i media non notano questi aspetti della società italiana  che viene rappresentata come un vero bordello nel quale la donna sembra felice di essere considerata un fantoccio per allietare, accompagnare, sollazzare il compagno di turno. E la Chiesa in questo senso non ha speso manco una parola, forse perchè il pulpito non è innocente. Anzi  da più parti si  implora l’etica, la morale, ma sempre dall’angolo maschile, la donna è assolta, anzi sembra  quasi premiata per aver compiuto il suo dovere, quello di fare ed essere uno strumento oggetto volontario alla mercè  dei capricci del maschio. Alla faccia  del rispetto della dinità della persona umana. Solo chiacchiere, solo e sempre e tante chiacchiere. Minima immoralia  direbbe Battiato. Ma io non alzo bandiera bianca, anche se non so che lingua parlare a  Rita, mia figlia diciannovenne.

Le ochette del pantano

Renzo Pezzani

Le ochette del pantano
vanno piano piano piano
tutte in fila come fanti
una dietro e l’altra avanti
una si pettina
l’altra balbetta
con voce bassa
la stessa parola
una sull’acqua
come una barchetta
fatta di un foglio
di libro di scuola.

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