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Posts Tagged ‘lo stretto indispensabile’

Giovane squalo vittorioso al Giro

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Vincenzo Nibali :

lo Stretto indispensabile per una grande vittoria

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Pomeriggio di ieri, 12 novembre 2009, nei locali della Facoltà di Lettere e Filosofia e Scienze Politiche dell’ Annunziata di Messina si è laureato  con 110/110 e la lode accademica Peppe Caridi.

Nel cuore della cultura umanistica, in una Aula Magna dove si respira aria densa di sapori greco-latini attualizzati nella migliore didattica, partecipiamo ad un evento completamente originale, la discussione della tesi di Peppe Caridi, che si laurea nella specialistica biennale  in Scienze dell’informazione giornalistica con un lavoro dal titolo “La meteorologia tra storia, storiografia e informazione”. La presentazione particolarmente sentita e favorevolmente estimativa  da parte della relatrice, Prof. Michela D’Angelo e della correlatrice, Prof. Caminiti, introducono un argomento quanto mai interessante al quale il candidato si è dedicato con passione ricercando con metodologia rigorosamente scientifica in quelli che sono gli ambiti culturali che lo interessano prioritariamente : la meteorologia e la storia, appunto. Con il supporto informatico di diversi slide particolarmente significativi, Peppe Caridi  ci ha portato in giro nel tempo e nello spazio; da Aristotele a Teofrasto, a Bernacca, a Giuliacci, a Morico, a Guidi. Dagli Annales con Le Roy Ladurie a Braudel dal Mediterraneo all’ Atlantico con una attenta valutazione critica verso i cambiamenti climatici e la cura dell’ ambiente passando  da un’ampia osservazione di diversi proverbi popolari che la dicono lunga sugli argomenti trattati.

Una tesi bella, originale, fuori dalle righe, che, a mio avviso, andrebbe pubblicata per divulgare finalmente uno studio critico soprattutto nei confronti di quei luoghi comuni che oggi si affermano come verità indiscutibili  e che sono attacchi di vero e proprio terrorismo psicologico. Riprendendo in maniera approfondita teorie già avanzate da esperti del settore, Caridi sostiene con documentazione copiosa, e con esperienze  personali, che i cambiamenti climatici rientrano nell’ordine naturale delle cose cme ci narra la storia dell’umanità e del nostro pieneta e che nulla c’entrano con l’ambiente. Che l’essere umano debba  rivolgere attenzioni e cure particolari all’ ambiente in cui vive è, dunque, un dato di fatto incontrovertibile, come lo è altresì il fatto che il clima non può essere influenzato dalle attività umane.

La discussione è stata vivace e tutti i docenti della Commissione di laurea  hanno partecipato con vero interesse e  apprezzato.

Peppe Caridi già laureato in Sciene Politiche per il Giornalismo, nonostante  la giovane età, ha infatti appena 23 anni, ha già accumulato esperienze importanti; tra le altre cose  ha fatto uno stage presso la redazione reggina della Gazzetta del Sud, ha frequentato uno stage presso l’Ufficio Stampa dell’Ambasciata USA a Roma, è responsabile del sito http://www.meteoweb.it e dell’omonima associazione; scrive su diverse testate cartacee e on-line e mantiene un blog, La Pagina di Peppe Caridi, molto curato e molto frequentato.

Legato in maniera viscerale e cerebrale al suo territorio e in particolare alle città di Reggio, sua città natale,e Messina ha pubblicato, nel 2008, per i tipi della casa editrice La città del sole il libro “Area Metropolitana dello Stretto”, una opportunità nella quale crede fermamente e per la quale si adopera con tutte le sue forze. Ha partecipato come fotografo, altra sua grande passione è infatti la fotografia, alla mostra Lo Stretto Indispensabile, ideata e diretta da Diego Buda, che si è tenuta prima a Messina, nel settembre 2008, e successivamente a Reggio tra febbraio e marzo 2009 al Cilea e  i cui lavori sono raccolti in una pubblicazione che porta lo stesso titolo della mostra e che è stata curata dalla Fondazione Mediterranea di Enzo Vitale.

Il suo amore per il territorio l’ha spinto ad andare a Scaletta Zanclea in piena emergenza camminando per ore ed ore in mezzo al fango e  poi a  raccogliere questa forte esperienza in un reportage toccante e significativo.

Alcune  pecularietà del suo carettere come la bontà e la vivacità lo sollecitano a buttarsi a capofitto in quello che fa impregnando i suoi lavori  di questi valori e proprio per questo il suo entusiasmo emerge  dalle sue pagine in maniera coinvolgente.

Un grazie di cuore a Peppe, con l’augurio che questa ulteriore importante tappa gli sia da stimolo per altri successi e affermazioni  importanti.

Ad majora!

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Foto di Peppe Caridi

Diversi amici e conoscenti mi hanno chiesto in questi giorni chi fosse quel  barbiere mio compaesano coinvolto nei fatti del Cafè de Paris di Via Veneto. Io sono caduta dalle nuvole quando insistendo mi hanno detto che tutte le prime pagine di giornali e telegiornali sottolineavano le origini stefanite di quel signore. Mi ero in effetti distratta un tantino ma la rabbia è montata dal più profondo dell’ animo leggendo, oggi, una debole precisazione che il Figaro prestanome  non ha niente  in comune con S. Stefano in Aspromonte. Io vado orgogliosa di essere nata nel posto più bello del mondo e ringrazio Dio per questo. Il mio Paese  è un luogo incantato, nel quale il verde lussureggiante delle valli e dei monti dell’ Appennino fa da cornice a paesaggi stupendi che consentono di abbracciare in un unico sguardo perfino tre mari del Mediterraneo. Ionio, Tirreno e Adriatico  che si incontrano nello Stretto, quello Stretto definito da Diego Buda con espressione felicissima, Indispensabile. L’ Aspromonte, c’è da dire, ha un significato intrinseco importante se è vero come lo è che in una accezione dell’antica lingua greca asper sta per “bianco”, monte bianco, dunque chiaro sia per le nevi che per buona parte dell’ anno lo coprivano, sia per l’ importanza che questa montagna rappresentava nell’ immaginario storico- antropologico- geografico. Per queste inconfutabili caratteristiche, infatti, l’ Aspromonte viene celebrato anonimamente nella Chanson D’ Aspremont  come monte risolutore dei conflitti tra l’ Occidente cristiano e l’ Oriente musulmano in una canzone che nel tempo diviene poema  : il mio Monte cerniera d’ Europa, quindi, ad indicarne la posizione strategica da curare e studiare con attenzione. Successivamente Andrea da Barberino racconta dei molti eremiti, uomini di preghiera e di ricerca che sparpagliavano per i  nostri luoghi, i quali  hanno ospitato pure Papa Silvestro in fuga da Roma per sfuggire alle persecuzioni nei confronti dei cristiani. A questa leggenda che si intreccia con la storia e in particolare con la storia della Roma di Costantino risale la fondazione del santuario di Polsi, dedicato inizialmente alla croce, come indica l’ etimo della parola greca polsi. A testimoniare questi fatti esiste tuttora la grotta di San Silvestro poco distante dall’ abitato del Paese, S. Stefano in Aspromonte, appunto. Più avanti negli anni, anzi nei secoli, S. Stefano ospita alla Batia l’ importante Monastero Basiliano, San Giovanni in Castaneto, dedicato a San Giovanni decollato, punto di riferimento per un’ intera vallata che si estendeva fino a Scilla comprendendo Bagnara, Campo Calabro e zone vicine.  Nell’ Ottccento S. Stefano è antesignano per le battaglie risorgimentali, alle quali ha pagato un cospicuo tributo di sangue. Il 29 agosto 1847 sulla Piazza principale del Paese sventolava il tricolore portato sul cuore dai moti di Napoli del 1821 da un menbro della famiglia Romeo, borbonici e patrioti che con coraggio e onestà prima si impegnano sino all’ estremo sacrificio contro il governo borbonico, poi, deputati al primo Parlamento della Nazione Unita si ribellano dimettendosi e  dichiarando pubblicamente che il sud era stato tradito. Di tutti questi fatti, qui sinteticamente accennati è difficile trovare notizia. I libri scolastici ignorano  volutamente questi aspetti e bisogna cercare qualche lavoro di ricerca destinato a poche persone per averne contezza. Via via nel tempo e tuttora molti stefaniti si distinguono in tutto il mondo e  in settori di attività i più svariati per eccellenze.  Sui libri, comunque, il mio Paese viene ampiamente ricordato come patria del famoso brigante Giuseppe Musolino, la cui vicenda si è svolta nei primi decenni del secolo scorso. E’ il caso di fare dunque un pò di chiarezza. Il fenomeno del brigantaggio anche individuale non è stato circoscritto ad alcune zone della nostra penisola, briganti “importanti” ci sono stati in quegli anni  in Emilia, in Toscana e in altre regioni. Il fatto che si ricordi particolarmente il nostro Musolino forse è dato dal motivo che questo brigante è stata una figura complessa che ha intrigato gente del popolo e mezzi di informazione italiani e stranieri. Non sono così ingenua e sprovveduta da non sapere che anche nel mio paese c’ è stata ed esiste tuttora delinquenza individuale ed organizzata; so anche bene però che questi aspetti sono comuni a tutti i paesi del Meridione, di tutta l’ Italia e del mondo intero. Tutto il mondo è paese, ora più che mai dopo che abbiamo imposto il mondo come villaggio globale. I media di oggi sono pronti in maniera superficiale e rozza a demonizzare luoghi e persone solo perchè imbavagliati e offuscati da pregiudizi e preconcetti approssimativi che li rendono correi e che male fanno alla cultura di tutto il Paese Italia, e in particolare del meridione. Io sono convinta, inoltre, che il sud abbia molto da insegnare al settentrione in fatto di cultura, civiltà educazione e senso civico. Necessita, piuttosto, che noi prendiamo coscienza  per  essere  consapevoli della nostra storia e delle nostre capacità ed andarne  fieri. Il migliore modo, poi, di combattere la mafia e le mafie tutte consiste secondo me, nel fare emergere gli aspetti positivi dei territori, e i nostri luoghi in questo senso hanno molto da raccontare. Bisogna mettersi in ascolto con umiltà , pazienza, determinazione e serietà. Ma non sono forse, questi, valori fondamentali ai quali si deve ispirare tutto il settore dell’ informazione ?

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Lunedì alle 18 al Cilea di Reggio l’inaugurazione della mostra fotografica “Lo Stretto indispensabile – Racconto per immagini” Pubblicato da peppecaridi su 7, Febbraio, 2009 Lunedì 9 febbraio, alle ore 18, prenderà il via, al foyer del teatro Francesco Cilea, la mostra fotografica “Lo Stretto indispensabile – Racconto per immagini”, patrocinata dal comune di Reggio Calabria. L’esposizione, realizzata dall’associazione “Viaggioinverso”, in collaborazione con le associazioni “Torre del Faro”, “Arknoah” e “MeteoWeb” si compone di 65 scatti ed è, appunto, interamente dedicata ai paesaggi, ai colori ed alle caratteristiche dello Stretto: il progetto, infatti, nasce dall’esigenza di dare un’originale interpretazione dello specchio d’acqua che appartiene alle città di Reggio e Messina. Il percorso culturale, alla cui inaugurazione, tra gli altri, prenderà parte il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Scopelliti, arricchirà l’elegante foyer del teatro Cilea sino al 20 febbraio. N.B. E’ gradita la vostra presenza http://www.meteoweb.it/images/w3.jpg

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