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Posts Tagged ‘Peppe Caridi’

” Io ho davanti a me un sogno”  

E mentre avanziamo, dovremo impegnarci a marciare per sempre in avanti. Non possiamo tornare indietro”. ( Martin Luter King)

 

Posso affermare senza tema di essere smentita che questa frase storica di Martin Luter King rappresenti la colonna sonora della tua vita. Determinazione, grinta, sensibilità,entusiasmo, rabbia, quella che produce adrenalina, con una buona dose di intelligenza emotiva, sono valori sempre  fondamentali in un carattere deciso, sgombro da retropensieri di qualsiasi natura, a volte esasperato ed esasperante nel convincere l’interlocutore di turno, e forse pure te stesso, che la notte sia giorno e viceversa. Da buono sportivo, amante e praticante, e tifoso, non disdegni mica la fatica, e la passione per la bicicletta può ben rappresentare, in questo senso, già dalla gimcana che correvi da piccolo,  la metafora del tuo percorso di vita. Tant’è che con questi presupposti, tappa dopo tappa, metti i tuoi sogni sulle gambe e cammini cammini instancabile, tenace, perseverante, persistente, senza mai voltarti indietro. La tua arma la penna, quella penna che esalta, stronca, racconta, distrugge senza pietà secondo i canoni del giornalista spregiudicato e irriverente, critico a volte cattivo a volte bonario, che non ha paura di andare contro vento e controcorrente. Non ancora diciottenne hai scelto la tua compagna di vita, alla quale ti sei consacrato con amore imperituro e dedizione assoluta. Sei riuscito  a scoprire  e riconoscere perone serie e professionisti competenti con i quali avete costituito una realtà straordinaria che vede un nutrito gruppo di lavoro impegnato giorno e notte per fornire tempestivamente comunicazioni in tempo reale, spaziando dalla cronaca locale a quella nazionale ed estera, dalla scienza allo sport, passando per le pagine di cultura e di moda. Il tutto aldilà di ogni ragionevole dubbio e senza guardare in faccia i tanti detrattori maldicenti. Una realtà straordinaria, dunque, costituita da un gruppo di lavoro eccezionale : eccellenze che da Reggio Calabria abbracciano con sguardo critico e penetrante il mondo intero con entusiasmo, discutendo quotidianamente con estrema cura e agilità di problemi spesso ostici. Mai appagato, naturalmente, ma sempre alla ricerca di nuovi stimoli e nuovi obiettivi, il 20 luglio scorso hai segnato una tappa importante della tua vita suggellando l’amore con la tua donna con il matrimonio in una  cornice  da favola con la materna assistenza affettuosa di un angelo volato  in cielo troppo presto che tutti abbiamo sentito tra noi.

Goditi questo momento, figlio mio, insieme al tuo amore;  sai bene che per arrivare in cima al tuo Ventoux ci sono diverse salite : tu ne hai scalate alcune, le altre ti aspettano perchè sanno bene che ami le sfide. Grazie di esserci, grazie per la gioia che mi dai guardandoti, grazie per tutto, e ad maiora semper. Vi voglio bene Peppe Caridi Ilaria Calabrò

Sogna, ragazzo sogna
E ti diranno parole rosse come il sangue
Nere come la notte
Ma non è vero, ragazzo
Che la ragione sta sempre col più forte
Io conosco poeti
Che spostano i fiumi con il pensiero
E naviganti infiniti
Che sanno parlare con il cielo
Chiudi gli occhi, ragazzo
E credi solo a quel che vedi dentro
Stringi i pugni, ragazzo
Non lasciargliela vinta neanche un momento
Copri l’amore, ragazzo
Ma non nasconderlo sotto il mantello
A volte passa qualcuno
A volte c’è qualcuno che deve vederlo
Sogna, ragazzo sogna
Quando sale il vento
Nelle vie del cuore
Quando un uomo vive
Per le sue parole
O non vive più
Sogna, ragazzo sogna
Non lasciarlo solo contro questo mondo
Non lasciarlo andare sogna fino in fondo
Fallo pure tu
Sogna, ragazzo sogna
Quando cade

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Lotta alla Sla: la commovente esperienza del reggino Maurizio PDF Stampa E-mail
Giovedì 24 Giugno 2010 10:07
https://i0.wp.com/www.meteoweb.it/images/sla12.jpg
di Peppe Caridi –
La Sla è quella malattia che ti spegne lentamente mentre tu sei cosciente. E’ la mente che può ucciderti o farti andare avanti. Sta a te decidere: io l’ho fatto“. E’ questo lo slogan di Maurizio, un reggino che vive la tragedia della Sla. La sclerosi laterale amiotrofica, chiamata anche morbo di Lou Gehrig, è considerata una delle malattie più drammatiche da affrontare, perchè annulla le funzioni fisiche del corpo senza minimamente minare il cervello: lascia in uno stato di apatica coscienza con la mente libera di mandare al corpo qualsiasi tipo di impulso senza avere risposte.

Maurizio, però, a Reggio Calabria ha deciso di combattere e lottare contro questa grave malattia che ogni giorno di più tenta di farlo arrendere.

Ogni mattina inizia la sua “partita personale per la vita in cui ci sono giornate in cui si vince facilmente, molte altre in cui già all’alba si sta già perdendo, ma l’importante è arrivare alla sera anche solo pareggiando i conti ed “essere fieri di aver lottato“.

Maurizio ha creato il sito internet http://www.slamente.it, uno spazio dedicato alla malattia “per diffondere la conoscenza e per cercare di aiutare qualcuno che si dovesse trovare ad affrontare lo stesso problema e non sa come fare“.

Maurizio ha inoltre messo a disposizione la sua email per “informazioni e richieste d’aiuto di chiunque avrà necessita“.

E promette: “finchè mi sarà concesso, utilizzerò le mie forze per fare qualcosa di positivo“.

Un grande esempio di generosità, audacia e coraggio.

Riportiamo la sua storia direttamente da http://www.slamente.it:

“Mi chiamo Maurizio, ho 32 anni sono nato a Roma, ma attualmente vivo a Reggio Calabria, dove ho creato la mia famiglia.
Il tutto è cominciato verso la fine di Dicembre 2007, ero a lavoro, e ogni giorno mi sentivo sempre più stanco e debole, a volte camminando o correndo mi sembrava di avere un muro di fronte che mi respingeva, come nei più classici sogni.
Era il 2 Gennaio 2008, la mia camminata era spastica, i movimenti che pensavo di dare col cervello non venivano eseguiti dai miei muscoli. La mattina seguente ero peggiorato…………. a dire il vero praticamente paralizzato; immediatamente il ricovero d’urgenza, chi parlava di tumori, chi di leucemia, etc. etc. Il terrore dentro di me si faceva avanti………… da lì inizia il mio lungo calvario a 3 mesi dalla nascita di nostro figlio.
Nei primi ricoveri ed accertamenti mi avevano diagnosticato una “Mielite trasversa”, intanto le cose non andavano per niente bene, ormai camminavo a stento con le stampelle.
Mio figlio Andrea il 14 Aprile era nato, la cosa più terribile è che nella mia situazione non ho mai potuto dare nè a lui nè a mia moglie le dovute attenzioni. Anche la semplicità e la gioia di un abbraccio o di un gioco, sogno di qualsiasi padre, per me era impossile.
Dopo un ricovero a Milano, dove non sono stati in grado di fornire nessuna diagnosi, torno a Reggio dove, dopo altro ricovero si pensa ora a una “Vasculite” di forma rara, dopo alcuni terribili esami e 22 giorni di ospedale decidono di iniziare la chemioterapia.
Per 3 mesi ogni mese ricovero e chemio, che sistematicamente mi faceva stare male e peggioravo ulteriormente; al terzo mese mi rifiuto di continuare la chemio visto che il problema ora era passato anche alle mani e alle braccia, facendo presente di valutare la SLA che secondo me combaciava purtroppo con i miei sintomi.
Dopo altri accertamenti, e un calvario fatto di numerosissimi prelievi, 3 prelievi del liquor, 7 Risonanze, 1 angioTAC, 1 TAC totalbody, radiografie, biopsia arteria temporale, angiografia, 2 elettromiografie, potenziali evocati, etc… la diagnosi era …….. SLA.
Praticamente mi ero fatto con mia moglie la diagnosi da solo. Per una conferma ultimo viaggio a Roma al Gemelli dove anche loro confermano la diagnosi.
A 1 anno e 3 mesi la situazione è che non cammino quasi più, sono sulla sedia a rotelle, le braccia e le mani ancora un poco le muovo, ho difficoltà nel deglutire liquidi e un pò nel parlare, la testa ogni tanto non riesco più a reggerla.
Sono passati circa 2 anni, la testa non si regge più bene ho bisogno del poggiatesta tutto il giorno.
A fine Febbraio 2010 ricovero al centro clinico NEMO al Niguarda di Milano, effettuati i controlli di routine e fatto l’esame della deglutizione, è stato trovato un peggioramento sia nella deglutizione consigliandomi una dieta omogenea, sia nella respirazione iniziando una ventilazione notturna. Mi viene anche consigliato di mettere al più presto la PEG per la nutrizione visto il calo di peso riscontrato.
Nonostante tutto sono vivo, e combatto per me, per mio figlio e mia moglie, ma anche per gli altri”
.

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Pomeriggio di ieri, 12 novembre 2009, nei locali della Facoltà di Lettere e Filosofia e Scienze Politiche dell’ Annunziata di Messina si è laureato  con 110/110 e la lode accademica Peppe Caridi.

Nel cuore della cultura umanistica, in una Aula Magna dove si respira aria densa di sapori greco-latini attualizzati nella migliore didattica, partecipiamo ad un evento completamente originale, la discussione della tesi di Peppe Caridi, che si laurea nella specialistica biennale  in Scienze dell’informazione giornalistica con un lavoro dal titolo “La meteorologia tra storia, storiografia e informazione”. La presentazione particolarmente sentita e favorevolmente estimativa  da parte della relatrice, Prof. Michela D’Angelo e della correlatrice, Prof. Caminiti, introducono un argomento quanto mai interessante al quale il candidato si è dedicato con passione ricercando con metodologia rigorosamente scientifica in quelli che sono gli ambiti culturali che lo interessano prioritariamente : la meteorologia e la storia, appunto. Con il supporto informatico di diversi slide particolarmente significativi, Peppe Caridi  ci ha portato in giro nel tempo e nello spazio; da Aristotele a Teofrasto, a Bernacca, a Giuliacci, a Morico, a Guidi. Dagli Annales con Le Roy Ladurie a Braudel dal Mediterraneo all’ Atlantico con una attenta valutazione critica verso i cambiamenti climatici e la cura dell’ ambiente passando  da un’ampia osservazione di diversi proverbi popolari che la dicono lunga sugli argomenti trattati.

Una tesi bella, originale, fuori dalle righe, che, a mio avviso, andrebbe pubblicata per divulgare finalmente uno studio critico soprattutto nei confronti di quei luoghi comuni che oggi si affermano come verità indiscutibili  e che sono attacchi di vero e proprio terrorismo psicologico. Riprendendo in maniera approfondita teorie già avanzate da esperti del settore, Caridi sostiene con documentazione copiosa, e con esperienze  personali, che i cambiamenti climatici rientrano nell’ordine naturale delle cose cme ci narra la storia dell’umanità e del nostro pieneta e che nulla c’entrano con l’ambiente. Che l’essere umano debba  rivolgere attenzioni e cure particolari all’ ambiente in cui vive è, dunque, un dato di fatto incontrovertibile, come lo è altresì il fatto che il clima non può essere influenzato dalle attività umane.

La discussione è stata vivace e tutti i docenti della Commissione di laurea  hanno partecipato con vero interesse e  apprezzato.

Peppe Caridi già laureato in Sciene Politiche per il Giornalismo, nonostante  la giovane età, ha infatti appena 23 anni, ha già accumulato esperienze importanti; tra le altre cose  ha fatto uno stage presso la redazione reggina della Gazzetta del Sud, ha frequentato uno stage presso l’Ufficio Stampa dell’Ambasciata USA a Roma, è responsabile del sito http://www.meteoweb.it e dell’omonima associazione; scrive su diverse testate cartacee e on-line e mantiene un blog, La Pagina di Peppe Caridi, molto curato e molto frequentato.

Legato in maniera viscerale e cerebrale al suo territorio e in particolare alle città di Reggio, sua città natale,e Messina ha pubblicato, nel 2008, per i tipi della casa editrice La città del sole il libro “Area Metropolitana dello Stretto”, una opportunità nella quale crede fermamente e per la quale si adopera con tutte le sue forze. Ha partecipato come fotografo, altra sua grande passione è infatti la fotografia, alla mostra Lo Stretto Indispensabile, ideata e diretta da Diego Buda, che si è tenuta prima a Messina, nel settembre 2008, e successivamente a Reggio tra febbraio e marzo 2009 al Cilea e  i cui lavori sono raccolti in una pubblicazione che porta lo stesso titolo della mostra e che è stata curata dalla Fondazione Mediterranea di Enzo Vitale.

Il suo amore per il territorio l’ha spinto ad andare a Scaletta Zanclea in piena emergenza camminando per ore ed ore in mezzo al fango e  poi a  raccogliere questa forte esperienza in un reportage toccante e significativo.

Alcune  pecularietà del suo carettere come la bontà e la vivacità lo sollecitano a buttarsi a capofitto in quello che fa impregnando i suoi lavori  di questi valori e proprio per questo il suo entusiasmo emerge  dalle sue pagine in maniera coinvolgente.

Un grazie di cuore a Peppe, con l’augurio che questa ulteriore importante tappa gli sia da stimolo per altri successi e affermazioni  importanti.

Ad majora!

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Questa Calabria così divisa, tra facebook, zone franche urbane ed elezioni regionali

Pubblicato da peppecaridi su 30, Ottobre, 2009

Accese polemiche tra Reggio e Catanzaro su più fronti, mentre i reggini vorrebbero che Reggio si chiamasse “dello Stretto” e non “di Calabria”

Che la Calabria non sia una Regione unita e compatta è un conclamato fatto storico: basti pensare alla Rivolta di Reggio del 1970 o a tutti quei Reggini che oggi vorrebbero cambiare il nome della loro Città in “Reggio dello Stretto” rispetto all’attuale “Reggio di Calabria” perchè si sentono molto più vicini alla realtà Messinese che a quella Calabrese.
Questo tipo di sentimento, che va ben oltre una semplice rivalità di campanile ma che è dovuto a decenni di soprusi strategici economici, amministrativi, politici e infrastrutturali, si sta ulteriormente accentuando.
Il Sindaco di Catanzaro, Rosario Olivo (nella seconda foto a corredo dell’articolo), se l’è presa con il gruppo di facebook “PER REGGIO CALABRIA CAPOLUOGO – NON MOLLIAMO” che, forte di oltre 5.500 iscritti ha organizzato una manifestazione domenica scorsa all’Arena dello Stretto, intitolata alla memoria di Ciccio Franco, figura storica della Reggio della rivolta.
La manifestazione è stata un autentico flop, e all’incontro hanno partecipato poco più di 70 persone: la stessa Tanya Caridi, una delle amministratrici del gruppo, ha voluto esprimere la propria amarezza in una nota che potete leggere negli approfondimenti di questo articolo.
Evidentemente molti Reggini hanno capito che, piuttosto che pensare al capoluogo di una Regione che non appartiene per storia, cultura, territorio e tradizioni alla comunità di questa città, sarebbe meglio concentrarsi alla Città Metropolitana e all’Area Metropolitana dello Stretto. Ma quella del gruppo di facebook può essere vista come una provocazione, in cui c’è cascato a pieno il Sindaco di Catanzaro che ha diffuso una nota in cui si è espresso molto preoccupato e ha chiesto di oscurare la pagina di facebook di questo gruppo.
Addirittura si è rivolto al Ministro dell’Interno, motivando la sua richiesta “con la necessità di evitare che continui a diffondere germi di un insano rancore e di un’irresponsabile rivalità fra territori”. Rosario Olivo ha parlato di “irritazione della comunità catanzarese e di tanti calabresi per un clima insano che intravediamo negli atteggiamenti irresponsabili di alcuni ambienti reggini che fomentano odio sociale nella già bistrattata Calabria. Il gruppo ‘per Reggio Capoluogo’ – aggiunge – in realtà sta minando il già precario clima di conciliazione presente sul territorio, evocando fantasmi del passato con becere rivendicazioni tendenti a scippare il ruolo di capitale regionale a Catanzaro”.

Se il Sindaco di Catanzaro ed i suoi collaboratori avessero dato un’occhiata a Facebook un pò più approfondita, avrebbero evitato questa gaffe perchè avrebbero scoperto che internet, e nello specifico il social network, è lo sfogo dei sentimenti più vari e singolari. Proprio su facebook esiste anche un gruppo chiamato “Cosenza capoluogo di Regione” con 212 iscritti.
In Sicilia ci sono ben tre gruppi che chiedono “Catania capoluogo di Regione” con un totale di oltre 1.300 iscritti. E in Basilicata spopola il gruppo “Matera capoluogo di Regione” con quasi 4.000 iscritti.
Per non parlare dell’Abruzzo, dove “Pescara capoluogo di Regione” ha superato i 2.500 iscritti.
Eppure i Sindaci di Palermo, Potenza e L’Aquila non sono insorti, perchè evidentemente hanno cose più importanti a cui pensare.
Solo il Sindaco di Catanzaro ritiene offensivo un gruppo che, nei fatti, ha la sola pretesa di stimolare l’amore dei reggini nei confronti della loro città.

Ma se il problema fosse solo quello di facebook e di internet, forse non avremmo neanche avuto la briga di scrivere quest’articolo.
In realtà i problemi della Calabria sono tanti, numerosi e importanti.
Basti pensare alle zone franche urbane istituite pochi giorni fa in tutt’Italia.

Quanto fosse fondamentale l’istituzione di una zona franca urbana nel territorio della piana di Gioia Tauro lo sanno bene i Calabresi tutti, i Reggini e ancor di più gli amministratori Regionali che, invece, hanno escluso l’area del reggino Tirrenico per assegnare le tre zfu calabre a Lamezia Terme, Rossano (nel Cosentino Jonico) e Crotone.

Nel corso dell’iter ministeriale per l’assegnazione delle zone franche urbane, la Regione ha segnalato la necessità di un ulteriore ampliamento dello strumento con l’assegnazione di una quarta zona franca urbana, individuata nelle località marine di Vibo Valentia.
Insomma, una zona franca a Provincia: Lamezia nel Catanzarese, Rossano nel Cosentino, Vibo e Crotone.
Ancora una volta, per gli amministratori Regionali è come se Reggio non esistesse ed è come se non esistesse la piana di Gioia Tauro che con il suo porto potrebbe diventare un vettore trainante dell’economia Mediterranea e Italiana.

E’ evidente che i vertici regionali hanno voluto mostrare, ancora una volta, il loro sentimento insofferente nei confronti di Reggio che, dopo la conquista dello ’status’ di Città Metropolitana, si vede ancor più osteggiata.

Se andiamo a guardare quali sono state le tre zone franche urbane assegnate alla Sicilia (Catania, Gela ed Erice) ci accorgiamo che esiste un vuoto dalle proporzioni geografiche unico nel resto del centro/sud Italia proprio nelle province di Reggio e Messina, che pure con il polo di Milazzo avrebbe potuto meritare l’assegnazione di una zona franca urbana.

A questo punto l’Area dello Stretto non può che continuare a essere l’unico vero riferimento di un territorio sempre più bistrattrato e messo da parte dai vari poli Regionali. Un territorio cui non vengono comprese le esigenze e che condivide un’identità comune forte e precisa.

In questa situazione abbastanza calda, in Calabria ci vanno di mezzo anche le prossime elezioni Regionali: è concreta la possibilità che per la prima volta nella storia di questa Regione ci possa essere un amministratore Reggino, e la candidatura di Giuseppe Scopelliti smuove le acque non solo a livello politico, ma anche e soprattutto a livello territoriale.
Il sentore è che l’attuale Sindaco di Reggio non sia tanto il candidato del centro/destra, quanto invece il candidato della Città.
A Reggio, infatti, sono tantissimi a dargli appoggio nonostante un colore politico avverso o addirittura opposto: “non ho mai votato da quella parte, ma lo farò per la prima volta in nome della mia Città”.

E, viceversa, tanti Catanzaresi stanno seriamente pensando di mettere da parte le loro idee politiche e di votare in base all’espressione territoriale dei candidati.

Di certo c’è che nei prossimi mesi ne vedremo delle belle …

Peppe Caridi

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alla cortese attenzione del direttore Mauro Mazza.

a margine dell’incontro di ieri sera,12 Luglio 2009, al Lido Calajiunco di Reggio Calabria. Ho letto nel Blog La Pagina di Peppe Caridi la cronaca dettagliata dell’ incontro al quale purtroppo non ho potuto partecipare per impegni di famiglia.  Desidero però  comunicarle in merito alcune mie considerazioni. Non c’è da meravigliarsi se la gente di Reggio è attenta agli incontri culturali; basta conoscere la storia per sapere che cultura e civiltà sono valori  privilegiati da questo territorio, oscurato per la verità dai tempi della raggiunta unità nazionale in avanti. Condivido tutto quello che lei ha detto ieri sera, dunque, ma non vorrei che fossero solo parole; il mio forte auspicio,infatti, è che al dire si accompagni il fare. Personalmente ho abbastanza stima nei suoi riguardi e in particolare ho particolarmente  apprezzato il taglio e lo stile da lei trasmesso al Tg2: toni discreti e serietà,lontano dalle aggressioni verbali che imperversano in tutti i telegiornali che pare facciano a gara a chi urli più forte. Non vorrei, dicevo, che il suo dire, e quello di Marcello Veneziani, fossero solo un’ ulteriore presa in giro. So che lei non è responsabile di atti e fatti che riguardano suoi predecessori, ma so bene che ci sono ordini e regole di scuderia che bisogna rispettare. Per rendere meglio l’ idea  basta un solo esempio, che risale ai famosi fatti di Reggio del 1969/70 per i quali la rimando ad un recente di libro del giovane Peppe Caridi “ Area metropolitana dello Stretto”  pubblicato da Città del Sole edizioni , dove in appendice si legge qualche amara pagina relativa al ruolo della Rai in quell’ occasione. Gli anni passano ma il ritornello non cambia come è evidenziato dagli allegati alla presente, che si riferiscono sempre agli stessi fatti, nell’ anno del Signore 2008, cioè quasi 40 anni dopo.

Mi auguro che ella  dia un’ impronta di serietà a tutto Raiuno, risparmiandoci di vedere donne e donnine sempre più scollacciate e scosciate davanti a uomini sempre più azzimati e impettiti e imbalsamati  con camicia, giacca e cravatta. Ci vuole un codice di comportamento anche per andare in televisione e ci vuole rispetto per chi guarda, senza dimenticare che la Tv  è modello e maestra  nel bene e nel male. Le auguro buon lavoro e spero di potermi confrontare con lei su diversi argomenti un giorno non lontano.

Allegati 1

Rai uno

Ricevuto il: 07/05/08 11:09
// Di solito non seguo la trasmissione perché ho cose più interessanti da fare;stamani sapevo che c’era uno spazio dedicato alla mia città e ho voluto vederlo.Che vergogna!Quante sciocchezze dette dallo “storico” Lucio Villari e da altri ! Quella che è stata una pagina nobile della storia d’ Italia viene svilita di significato ridotta a un episodio squallido.Gli squallidi siete voi ! D’ altra parte cosa c’era da aspettarsi da una TV di Stato che è stata non solo assente nei fatti di Reggio del 1970,ma addirittura mistificatoria? Nel nostro paese è stata legalizzata l’ ignoranza per manipolare cervelli e coscienze.Mi appello all’ onestà intellettuale che riconosco a Luca Giurato perché cerchi di rimediare allo scempio di stamane dando una possibilità alternativa dai vostri studi;e spero di non dovermi ricredere anche sulla professionalità del giornalista.Io e molti altri,non pochi che non abbiamo niente da dividere con “facinorosi fascisti”,siamo a disposizione.
Mimma Suraci
Via Villini Svizzeri,41
89126 Reggio Calabria
Tel.096521832 cell.3495487953
e-mail.micuccia1947@libero.it
Ricevuto il: 12/05/08 14:05
Pres_com_vigilanza_rai Cc:
Oggetto: [Nessun oggetto] Ricevuto il: 12/05/08 14:05
12/05/08 14:05
// Mercoledi 7 corrente mese ” Uno Mattina” ha dedicato uno spazio ad un libro sulla rivolta di Reggio Calabria del 1970.Oltre all’ autore,Fabio Cuzzola,partecipavano alla trasmissione Lucio Villari e l’ esperto Colasanti,i quali,entrambi,si esprimevano con frasi offensive della memoria storica travisando la verità oggettiva in maniera gratuita e arrogante.Personalmente mi sono sentita umiliata e,per testimoniare la verità,alla cui ricerca ho dedicato tutta la mia vita, ho inviato la e-mail,che trascivo di seguito.
“Di solito non seguo la trasmissione perché ho cose più interessanti da fare;stamani sapevo che c’era uno spazio dedicato alla mia città e ho voluto vederlo.Che vergogna!Quante sciocchezze dette dallo “storico” Lucio Villari e da altri ! Quella che è stata una pagina nobile della storia d’ Italia viene svilita di significato ridotta a un episodio squallido.Gli squallidi siete voi ! D’ altra parte cosa c’era da aspettarsi da una TV di Stato che è stata non solo assente nei fatti di Reggio del 1970,ma addirittura mistificatoria? Nel nostro paese è stata legalizzata l’ ignoranza per manipolare cervelli e coscienze.Mi appello all’ onestà intellettuale che riconosco a Luca Giurato perché cerchi di rimediare allo scempio di stamane dando una possibilità alternativa dai vostri studi;e spero di non dovermi ricredere anche sulla professionalità del giornalista.Io e molti altri,non pochi che non abbiamo niente da dividere con “facinorosi fascisti”,siamo a disposizione.
Mimma Suraci
Via Villini Svizzeri,41
89126 Reggio Calabri
Tel.096521832 cell.3495487953
e-mail.micuccia1947@libero.it”
Naturalmente non ho ricevuto riscontro alcuno.Piuttosto venerdi 9 maggio, due giorni dopo,in occasione della presentazione dello stesso libro a Reggio Calabria,il giornalista Raschellà ha spontaneamente riferito l’ episodio della trasmissione,puntualizzando che ” a telecamere spente,io e qualche altro,siamo saltati addosso al nostro collaboratore Prof Colasanti” per redarguirlo sulle frasi assolutamente fuori luogo da lui pronunziate.
Personalmente ho fatto presente al Dott. Raschellà come mai non sia intervenuto davanti le telecamere dal momento che il suo ruolo di autore del programma glielo consentiva.C’ è da dire ,infatti,che quella specie di scuse raccontate da Raschillà a Reggio Calabria,suonano come una ulteriore offesa,segno di comportamento ambiguo ,falso e ipocrita,dal momento che le platee relative alle due situazioni erano ben diverse.
Alla luce di questi fatti,nella qualità di cittadina reggina e italiana,che paga,tra l’ altro,regolarmente il canone televisivo,chiedo all’ Illustrissimo Presidente di poter usufruire di uguale spazio televisivo per poter parlare ancora della rivolta di Reggio del 1970,con particolare attenzione ai “fatti di Gambarie” ,che riguardano proprio il ruolo della RAI nel conteso dei cosiddetti “moti”.
Mimma Suraci
Via Villini Svizzeri,41
89126 Reggio Calabria
Tel.096521832 cell.3495487953
e-mail.micuccia1947@libero.it”

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https://i0.wp.com/www.cittadelsoledizioni.it/immagini/copertine/med/area_dello_stretto__caridi.jpgIl Ponte tra Reggio e Messina esiste già, non è solo una metafora : è quanto sostiene Peppe  Caridi autore dell’ avvincente lavoro  “L’Area metropolitana dello Stretto”. Il libro, molto ben fatto, sia come veste editoriale che per i contenuti interessanti e attuali in uno stile scorrevole e dinamico, è stato presentato ieri, 23 giugno, nel salone dei lampadari di Palazzo San Giorgio. In effetti si è trattato di una specie di tavola rotonda la cui composizione la dice lunga sulla convinzione dell’ autore, giovane studente di appena 23 anni, che gli interessi verso la propria terra superano qualsiasi idea di parte e di partito. In una società italiana quantomai litigiosa a quel tavolo ieri Peppe Caridi ha riunito esponenti politici e del mondo culturale e accademico di Reggio e Messina di “opposte tendenze”, che hanno dato vita ad un vivace dibattito coordinato da Giusva Branca, direttore di Strill.it, che  ha stuzzicato, pungolato, stimolato, punzecchiato….

Hanno, infatti, partecipato  al dibattito Stefano Perri, studente universitario impegnato nel  Paritto dei Comunisti Italiani, Candeloro Imbalzano, assessore per l’Area dello Stretto del Comune di Reggio Calabria, il Prof. Bruno Sergi, docente di Economia all’ Università di Messina e in numerosi centri accademici della Polonia e degli Stati Uniti d’America, Enzo Vitale, pediatra  responsabile della Fondazione Mediterranea, l’ editore Franco Arcidiaco , autonominatosi Sovietico.

Interventi di qualità da rappresentanti del mondo accademico e della società civile presenti tra il pubblico attento e partecipativo. Il libro, con tratto piacevole e leggero, narra la pesante storia di un percorso difficile che si pone come obiettivo il doveroso e necessario riconoscimento istituzionale di un dato di fatto, quello, appunto, dell’ Area Metropolitana di Reggio e Messina, due città dirimpettaie  legate dalla natura che l’ uomo non può separare. Un progetto che è più di una speranza e nel quale molti giovani di queste parti che l’ autore rappresenta bene sono pronti a spendersi con concretezza privilegiando il fare piuttosto che il dire. Un libro da leggere e un manuale da consultare  scritto con l’ animo appassionato da un giovane studente e studioso, Peppe Caridi appunto, che ormai viene indicato come  ” il cuore reggino  che ama di più Messina” e  completato da fotografie bellissime scattate dall’ autore, il quale è anche, per passione,esperto in meteorologia, responsabile del sito http://www.meteowb.it e Presidente dell’omonima Associazione, che unisce culturalmente molti giovani e non. Congratulazioni a Peppe Caridi . Ad maiora!

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Sarà presentato martedì 23 giugno alle ore 18:00 presso il Salone dei Lampadari di Palazzo San Giorgio, sede di consiglio e Amministrazione del Comune di Reggio Calabria, il libro di Peppe Caridi “Area Metropolitana dello Stretto – Un Ponte tra Reggio e Messina”.

L’evento, coordinato da Giusva Branca, sarà introdotto dai saluti del Sindaco, Giuseppe Scopelliti.

Interverranno Candeloro Imbalzano, Assessore all’Area dello Stretto del Comune di Reggio Calabria, Salvatore Leonardi, già Presidente della Provincia di Messina, Stefano Perri del coordinamento nazionale FGCI, Bruno Sergi, docente di economia internazionale all’Università di Messina ed Enzo Vitale, presidente della Fondazione Mediterranea.

Saranno presenti l’autore e l’editore, Franco Arcidiaco.

L’incontro sarà occasione per fare il punto della situazione sull’evolversi del rapporto di conurbazione tra Reggio e Messina, anche alla luce degli ultimi eventi parlamentari che hanno riconosciuto Reggio come “Città Metropolitana”.
In coda agli interventi seguirà un dibattito sul tema dell’Area Metropolitana dello Stretto.

Di seguito la locandina:

https://i2.wp.com/www.meteoweb.it/images/locandinetion.jpg

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