Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘popolo allogeno’

” …..prendere per il cielo il suo cervello”

non è francescoFare una recensione dell’ultima fatica di Antonio Socci, “Non è Francesco” (Mondadori settembre 2014) non è facile, e secondo me sarebbe riduttivo cercare una sintesi  in poche righe. Socci, scrittore cattolico per eccellenza sostiene la tesi, per dirla in parole povere, che il conclave e l’elezione di Papa Bergoglio sono  illegittimi perchè non si sono svolti secondo  le regole che la Chiesa si è data, che  le dimissioni di Papa Ratzinger  di fatto sono anomale perchè riguardano solo il ministero e non il ruolo, cioè lo status di Pontefice, e dunque l’unico Pontefice, allo stato attuale, è Papa Benedetto, le cui dimissioni, peraltro, restano avvolte nel mistero-in uno dei tanti misteri dolorosi, e Bergoglio farebbe meglio a tornare umilmente alla sua Argentina. In estrema sintesi questo il succo delle quasi 300 pagine del saggio  che documenta, cita, riporta scritti e situazioni densi di particolari. Socci accoglie inizialmente con  entusiasmo  l’elezione di Papa Francesco, con la speranza che il nuovo  Pontefice avrebbe colto il “bisogno di far accendere una luce per una generazione che è stata gettata nel nichilismo, che non sa più nemmeno distinguere il Bene dal Male perchè le hanno insegnato che non esistono e che ognuno può fare quello che gli pare”. Poi però osservando e riflettendo su  detti e fatti del Papa, si rende conto che non è tutto oro quello che luccica e, passando in rassegna passato e presente della Chiesa e di Bergoglio Papa Vescovo e Cardinale, deve suo malgrado constatare che molte affermazioni di  Papa Francesco contrastano con la dottrina  cristiana nelle sue fondamenta  e si dimostrano compiacenti con mode, tendenze e ideologie dominanti superficiali  che esaltano il relativismo come valore assoluto.

Papa Francesco

Papa Francesco

Papa Benedetto, dunque, non si è dimesso da Pontefice ma solo dall’esercizio del ministero papale, e la figura di un Papa “emerito” è assolutamente senza senso per cui Ratzinger è l’unico ad essere legittimato, qui e ora, al ruolo di Papa,laddove  Francesco  cercherebbe l’encomio facile dei media e delle lobby laiciste strizzando l’occhio all’Islam, mentre nulla fa di concreto per la tanto annunciata pulizia negli organismi ecclesiastici, valga per tutti la situazione della Banca vaticana, lo IOR, al centro di molti “affari”, diciamo, discutibili. Socci rimprovera a Bergoglio la mancanza di rigore dottrinale, per cui raccogliendo il suggerimento  del cardinale brasiliano  Joao Braz de Aviz ha disposto il commissariamento dei Francescani dell’Immacolata, colpevoli di celebrare liturgie secondo riti antichi nel rispetto  di una grande fedeltà alla Chiesa,  e, contemporaneamente, Papa Bergoglio,  accetta dialoghi secondo l’assioma ” come se Dio non esistesse” assecondando la teoria del pensiero incompleto o aperto. Bergoglio come  donna Prassede, di  manzoniana memoria, fa un errore gravissimo perchè “prende per cielo il suo cervello”  senza alcuna remora, ma  con l’ignoranza della verità e, dunque,  disconoscendo il vero. Spazia Socci in lungo e in largo e fa riferimenti a fatti, situazioni, avvenimenti importanti, come il Terzo Segreto di Fatima, mai reso di dominio pubblico e che direbbe molto sullo stato attuale della Chiesa Cattolica. Il libro è da leggere e magari da rileggere per assimilare meglio il contenuto  anche se ci sono parecchie ripetizioni, che, secondo me, sono relative alla sofferenza dell’autore.

Antonio Socci

Antonio Socci

Ci vuole certamente, grande forza d’animo e determinazione, infatti, per uno scrittore di profonda fede cattolica come Socci, ad essere così critico nei confronti di fatti  a lui , e a noi, contemporanei; una cosa è ricercare e scrivere su un periodo già passato alla storia come fa, per esempio, e sempre per restare in ambito cattolico, Manlio Simonetti nel volume “Il vangelo e la storia” del 2010, nel quale narra la corruzione e le beghe interne alla Chiesa tra i secoli I-IV , perchè si può fare con lo sguardo distaccato di chi cerca la verità con un certo disincanto; altra cosa, invece è scrivere di fatti, comportamenti, vicende contemporanei nei quali si è coinvolti direttamente , sia per convinzioni profonde personali sia per professione. Socci è, infatti, profondamente cattolico e di mestiere fa il  giornalista  scrittore ed è coinvolto in prima persona in quello che qui scrive; e ci vuole coraggio, grande coraggio. Dalle pagine emerge da parte dell’autore un’ammirazione sconfinata per Papa Benedetto XVI, sia per la cultura immensa che per il rigore morale, grande rispetto comunque  per Papa Bergoglio e la sofferenza di chi, secondo me, non avrebbe mai voluto scrivere cose che la ricerca della verità gli ha in qualche modo imposto. Leale e onesto Socci, fino alle estreme conseguenze senza se e senza ma.

A margine di queste considerazioni sul  libro devo dire che io, come sa bene chi mi conosce da vicino, non mi sono entusiasmata all’elezione alla soglia pontificia di Bergoglio. Premesso che il mio atteggiamento è sempre e comunque di attesa, considerando fattore fondamentale delle mie riflessioni il beneficio del dubbio, a pelle la figura di Papa Francesco mi ha lasciata perplessa : ho avuto la sensazione che fosse un’operazione di facciata per ripulire l’immagine della chiesa tormentata da mille problemi. Ho sospeso, però, il giudizio  aspettando i fatti: perchè sto aspettando, ormai da troppo tempo, la verità su Emanuela Orlandi e Mirella Gregori; perchè  non riesco a capire a cosa serva alla Chiesa una banca, chiamata IOR, perchè , perchè, perchè non accetto il forte potere che il Vaticano esercita nella politica italiana, senza alcun rispetto per la dignità della persona umana,  ignorando il principio  “libera Chiesa in libero stato”, quel vaticano che ha ” il migliore e più efficace servizio segreto del mondo” come sostiene Simon Wisenthal ; e l’elenco delle aspettative potrebbe continuare a lungo. I fatti che sono scaturiti da Papa Bergoglio, dal furbetto sguardo gesuitico, hanno, però,  confermato la mia prima impressione : valga per tutti la visita papale a Lampedusa; noi stiamo vivendo, secondo me, la più grande tratta di schiavi della storia umana con la complicità dei governicchi italiani e della Chiesa. Molte delle persone che partono da paesi terzi per altri lidi in cerca di miglior fortuna, vengono illuse, e adescate, e pagano fior di quattrini per essere spesso buttate letteralmente a mare. Compito della politica italiana e soprattutto della Chiesa, che è universale ( ? )  dovrebbe essere quello di informare nei paesi di origine sulla verità dei fatti e ove necessario, portare aiuti in quei luoghi, mentre invece si  continua colpevolmente  ad ignorare che gli indigeni italiani sono massacrati e il popolo allogeno privilegiato in una situazione di esasperazione sociale al limite della sopravvivenza. Una Chiesa ipocrita, bigotta che tradisce il Vangelo cristiano quotidianamente. ” Per la maggior gloria di Dio”, secondo i principi di Sant’Ignazio di Loyola fondatore dell’Ordine dei Gesuiti, al quale appartiene Papa Francesco.

Annunci

Read Full Post »

Tema

Lo storico Eric J. Hobsbawm definisce “Secolo Breve” gli anni che vanno dall’esplosione della prima guerra mondiale fino al collasso dell’URSS. A suo giudizio, “la struttura del Secolo breve appare come quella di un trittico o di un ‘sandwich’ storico. A un’Età della catastrofe, che va dal 1914 sino ai postumi della seconda guerra mondiale, hanno fatto seguito una trentina d’anni di straordinariacrescita economica e di trasformazione sociale, che probabilmente hanno modificato la società umana più profondamente di qualunque altro periodo di analoga brevità. Guardando indietro, quegli anni possono essere considerati come una specie di Età dell’oro, e così furono visti non appena giunsero al termine all’inizio degli anni ’70. L’ultima parte del secolo è stata una nuova epoca di decomposizione, di incertezza e di crisi  –  e addirittura, per larghe parti del mondo come l’Africa, l’ex URSS e le ex nazioni socialiste dell’Europa orientale, un’Età di catastrofe”Il candidato valuti criticamente la periodizzazione proposta da Hobsbawm e si soffermi sugli eventi che a suo parere caratterizzano gli anni ’70 del Novecento .

Svolgimento

Lo storico  Eric J. Hobsbawm è famoso nel mondo per il titolo del suo libro più conosciuto “ Il secolo breve” , come il critico definisce il Novecento e che ormai è assunto ad assioma inconfutabile   nell’immaginario collettivo.

HOBSBAWM ERIC J. - IL SECOLO BREVE

Per la verità Hobsbawm dà questa definizione al novecento in contrapposizione al secolo precedente, l’Ottocento, da lui chiamato  “il secolo lungo”. E’  indubbio, dunque, che i due conflitti mondiali segnano la prima metà del secolo e la crisi dell’Unione Sovietica con il fallimento del sistema comunista e la conseguente caduta del Muro di Berlino ne segnano gli ultimi decenni. Molti, tanti sono gli avvenimenti forti  che si succedono in maniera burrascosa coinvolgendo tutto il mondo e che ancora risentono dell’emotività del presente per poter essere letti e interpretati con analisi critica pura, scevra da sentimenti personali e di parte. I conflitti armati dei primi decenni del Novecento, aldilà dei perversi giochi delle  alleanze e dei vincoli internazionali hanno  procurato  danni  catastrofici per tutti, vincitori e vinti. Come anche non sono stati  indolori i cambiamenti dei sistemi di Stato e di Governo dei Paesi del blocco sovietico che hanno generato   traumi sia  per le popolazioni interessate che per gli equilibri internazionali,  relativamente ai quali non si devono trascurare i problemi dei popoli dell’Africa e dell’Oriente, tuttora in fermento. C’ è poi un’età di mezzo, che Hobsbawm considera in certo modo compressa tra i due periodi estremi ,  e che è contraddistinta da fenomeni di crescita economica , di progresso sociale e di sviluppi importanti in campo scientifico.  Come se  leccarsi le profonde ferite delle guerre abbia stimolato buona parte delle popolazioni coinvolte  a cercare la felicità in diversi settori importanti della vita umana. E sembra, in questi anni, si voglia attualizzare lo stimolo dell’Ulisse dantesco con l’esortazione “fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza” . Si cercano nuovi  orizzonti, dunque; con le avventure spaziali si esplorano nuovi mondi; e si effettuano scoperte astronomiche di grande rilievo; si studia l’attività del sole, che tanto incide sulla vita della terra. Si costruiscono vie di comunicazione rapida come le autostrade e veicoli, come gli aerei a tecnologia avanzata,  che consentono di accorciare le distanze in maniera sostanziale. Si fanno progressi nella lotta contro il cancro, e altre patologie gravi, nel campo della medicina genetica e autoimmunitaria. L’Italia partecipa da protagonista in queste avventure con un’industria che tira tanto da far parlare di boom economico  e perfeziona, proprio in questi anni, molte iniziative come l’ elaborazione  dello Statuto dei lavoratori che viene riconosciuto e adottato ufficialmente insieme alla legge sulle lavoratrici madri; si giunge alla legalizzazione del divorzio e dell’aborto, pur con i distinguo necessari. Insomma si attraversa, anche nel nostro Paese un periodo di benessere, che alcuni amano indicare come la nuova età dell’oro.

Trattando di questa ricca  età di mezzo come posso ignorare, io reggina di Reggio Calabria, i FATTI che hanno segnato la storia della mia città e che si sono succeduti proprio nel famoso 1970 ? Quando una piccola città di provincia ha osato ribellarsi contro i poteri forti, lo Stato di un Paese che si dice democratico per eccellenza non trova di meglio da fare che mandare i carri armati, sedare con la forza i dimostranti causando morti e feriti.  Lo Stato, che dovrebbe essere la massima espressione dei cittadini, viene così percepito, paradossalmente, come una controparte dalla quale bisogna difendersi, mentre il servizio pubblico di informazione mistifica la realtà. Piuttosto che ascoltare si preferisce soffocare implorando come alibi complotti inesistenti e mandando in carcere, con la prognosi  di  annosi processi, persone onestissime ree di aver protestato per chiedere rispetto e libertà. E soprattutto la ricerca della verità.

https://mimmasuraci.files.wordpress.com/2011/07/fatti_di_reggio_tradimento255b1255d.jpg?w=195

Trattare dei fatti di Reggio Calabria non significa andare fuori tema, perchè io sono convinta che la storia di un Paese è fatta anche e soprattutto dalla storia dei territori cosiddetti o considerati marginali. E sono convinta che quei fatti costituiscano una pietra miliare nel cammino della nostra civiltà. Pur considerando il fatto che le popolazioni del sud d’Italia siano state cloroformizzate, e quindi ci sia bisogno di tempo per svegliarci da un’anestesia che sopisce anime e cervelli, io sono, nonostante tutto, convinta che gli avvenimenti del 1970 costituiscano i prodromi per una crescita, della Calabria e di tutto il Meridione , consapevole e autoctona. Il percorso, iniziato con il processo risorgimentale, criminale per il sud , del quale i fatti del 1970 sono stati soltanto una tragica tappa, è lungo ed è tuttora in itinere; ma la fiaccola è sempre accesa. Un film bello e duro considerato scomodo perchè ricerca la verità senza omertà e senza ipocrisie ,  e che per questi motivi  non trova naturale diffusione nelle sale come Liberarsi del regista Salvatore Romano dimostra che l’attenzione del mondo culturale verso i Nostri Fatti è vigile e attenta.Diversi poi sono gli scritti di giovani autori interessati alla nostra storia che hanno cercato di approfondire i molteplici aspetti di quella rivolta. E ancora i movimenti attuali in campo politico che rivendicano rispetto, dignità e onestà per il popolo allogeno, il vero Italiano, come è di fatto quello meridionale, in quanto appartenente ad etnia diversa da quelle di altre parti della penisola hanno una matrice storica importante anche nella rivolta di Reggio Calabria.

fonte-eterna-giovinezza

Non è un sogno pensare che saremo capaci di renderci autonomi con le nostre forze e con le nostre molteplici risorse e se è vero, come lo è, che i nostri sogni camminano sulle nostre gambe, ebbene noi faremo ancora tanta strada..e, per essere in linea con l’analisi di Eric J. Hobsbawm vivremo il periodo dei Fatti di Reggio, nonostante la loro maledetta tragicità, come una fonte inesauribile  di ricchezza alla quale  attingere, mai sazi,  per alimentare le nostre energie, che siano la forza di tutti noi, il popolo del Sud.

Read Full Post »

B iascicare

R ivoltando

U surpazione

N ordica

E gemonica

T rasfigurando

T erronia

A llogena

Forse il Ministro Brunetta ha finalmente preso coscienza che al meridione conviene secedere per liberarsi finalmente dai barbari invasori

Read Full Post »