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Margaret Theacher

Margaret Theacher

Quando muore una persona spesso si è portati a celebrarne la vita e, se si tratta di personaggio pubblico, può accadere che venga portato sugli altari chi in vita veniva sepolto da polveri di fango.
Per Margaret Thatcher, mancata in questi giorni, c’è stato più equilibrio.
Certamente nella sua lunga vita pubblica questa grande statista non si è mai preoccupata di catturare simpatie, ma ha raccolto molti consensi tanto da ricoprire il ruolo di Primo Ministro del Regno Unito per più di undici lunghi anni dal 1979 al 1990, dopo aver svolto incarichi di vari livelli nel Partito Conservatore. Non ha mai guardato in faccia nessuno , neppure la Sovrana Elisabetta , andando avanti nelle sue idee, mai rigide su concetti economici e sociali ormai superati, ma proponendo e attuando riforme liberiste secondo le richieste dei tempi. Sempre temuta e rispettata si è battuta con forza vincente a tutela dell’identità e dei principi socio-economici-politici del suo Paese rifiutando l’euro, e il Trattato di Maastricht.
Lungi da me in questa sede prendere in considerazione la funzione politica svolta da Margaret Thatcher, che è stata molto complessa e articolata con interventi spesso molto forti sia nei rapporti internazionali sia all’interno del suo Paese con provvedimenti anche impopolari. Ciò che mi piace mettere in evidenza è il senso di appartenenza e la determinazione con i quali da Primo Ministro si è imposta e ha lottato per affermare le sue idee traducendole in fatti con lungimiranza politica acuta. “ Rivoglio indietro i miei soldi” , ad esempio, è una sua frase pronunciata con grande senso dello stato nel Congresso Europeo di Fontainebleu del 1984 per chiedere la restituzione del contributo versato in sostegno del settore agricolo, al quale il Regno Unito non era interessato. Cosa ottenuta, naturalmente.
Il fatto di essere sempre temuta e rispettata da tutti le ha fatto guadagnare diversi appellativi : da “Thatcher ruba latte”, quando si è vista costretta a razionare il latte nei nidi d’infanzia a quello più famoso e popolare di “ iron Lady” , “ lady di ferro”, affibbiatole da un giornale sovietico in seguito ad un suo discorso molto duro verso la Russia.
Di vasta cultura scientifica e giuridica, attenta all’evoluzione delle teorie ecomiche elaborate dai suoi conterranei Smith e Keynes e a quelle più avanzate di Friedman e Hayek è stata capace di affermare le sue idee con decisioni autonome da qualsiasi condizionamento rifuggendo da qualsivoglia compromesso, senza tralasciare l’aspetto, secondo me fondamentale, che il Regno Unito non ha una Costituzione, ma la sua democrazia antichissima, che sffonda le sue radici nella Magna Charta Libertatum del1215 , si regge su regole convenzionali.
Secondo me la forza e l’accortezza politica di questa donna sta nel suo modo di vivere : Margaret Theatcher ha coniugato benissimo la sua vita pubblica con il suo privato femminile nel quotidiano cosiddetto “normale”di moglie e di madre sensibile alle istanze sociali del tempo, e accompagnata da una raffinata ed elegante ricchezza religiosa vissuta senza ostentazione e ipocrisia, ma con naturale disinvoltura come emerge da questo suo pensiero pronunziato nel suo discorso di insediamento a Downing Street nel 1979

“ Dove c’è discordia, che si possa portare armonia.
Dove c’è errore, che si porti la verità.
Dove c’è dubbio, che si porti la fede.
E dove c’è disperazione, che si possa portare la speranza”
Parole che richiamano in modo chiaro e immediato la famosa Preghiera Semplice di San Francesco d’Assisi.
A margine di queste brevi riflessioni non posso trascurare di mettere in evidenza il fatto che ai funerali della Signora Theatcher mancasse la Germania di Angela Merkel , la quale forse cerca di emulare la Lady di ferro senza riuscirci proprio. Anzi viene proprio da dire un angelo caduto in basso.

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