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Posts Tagged ‘Sgarbi’

Ὦ Ξεῖν’, εἰ τύ γε πλεῖς ποτὶ καλλίχορον Μιτυλάναν
τᾶν Σαπφοῦς χαρίτων ἄνθος ἐωαυσόμενος,
εἰπειν, ὡς Μούσαισι φίλαν τήνα τε Λοκρὶς γᾶ
τίκτε μ’ ἴσαν χὤς μοι τοὔνομα Νοσσίς, ἴθι.

Straniero, se navigando ti recherai a Mitilene dai bei cori,
per cogliervi il fior fiore delle grazie di Saffo,
dì che fui cara alle Muse, e la terra Locrese mi generò.
Il mio nome, ricordalo, è Nosside. Ora va’!

Da “I 12 Epigrammi di Nosside

 

Locri Epizefiri è una ridente  località in provincia di Reggio Calabria, nucleo importante della cultura magnogreca, della quale custodisce importanti vestigia, testimoni di quella cultura classica e umanistica, nel significato più profondo di questo termine, che abbraccia  tutte le scienze che concorrono alla formazione e ai saperi dell’uomo, dalla letteratura all’astronomia, dalle scienze matematiche e fisiche alla filosofia,  che sono tuttora  orgoglio della cittadina e dei suoi indigeni. Nonostante il sito sia trascurato dai circuiti del settore turistico, intenditori e appassionati di nicchia amano respirare l’aura magica di questo luogo, che emana il respiro universale di un’anima  senza tempo.

Ora avviene che Locri assurge alla prima pagina della  cronaca di tutti i media per una scritta,  apparsa su alcuni muri perimetrali di fabbricati  significativi in quanto sedi di organismi istituzionali, che descrive Don Ciotti come SBIRRO. Parola offensiva ? pare di sì se  subito si invoca la ‘ndrangheta in un coro unanime che implora inchieste, indagini, processi per identificare i mafiosi di turno ai quali comminare punizioni esemplari. E naturalmente non si perde l’occasione per  allestire l’ennesima manifestazione.  Mentre invece sarebbe imperativo categorico cogliere il grido, l’urlo disperato di un popolo civile, quel popolo veramente “per bene” che chiede giustizia e legalità aldilà dei luoghi comuni e dei preconcetti e degli stereotipi. È proprio la società civile, quella 2 per bene ” che grida e che urla a chi invece è sordo e cieco. A chi è sordo per esempio come il Presidente Mattarella, che invece di fare, chiacchiera con discorsi retorici che ormai non incantano più; a chi è sordo e cieco come Don Ciotti, il quale, a parte i suoi scheletri nell’armadio  come si può leggere qui di seguito,      http://www.liberoquotidiano.it/news/italia/1379573/-Non-lavoro-piu-in-nero-per-te—Don-Ciotti-lo-prende-a-ceffoni.html             http://www.liberoquotidiano.it/gallery/1379572/La-lettera-di-scuse-di-Don-Ciotti-al-ragazzo-che-ha-picchiato.html,

non dovrebbe mettere piede dalle nostre parti , lui che ha definito Reggio Calabria e Messina due cloache; un prete, che, eretto a paladino antimafia, rappresenta, invece, quanto di peggio la società possa offrire al giorno d’oggi. Cosa fa l’antimafia ? magari forse persegue le persone oneste e indifese e tutela con complicità e collusione  i grossi delinquenti. E a delinquere ormai da tempo sono proprio le Istituzioni, è proprio lo Stato, l’organismo che dovrebbe tutelare, proteggere, curare il proprio popolo, del quale è, o meglio, dovrebbe essere la massima espressione, che invece aggredisce come i tentacoli di una piovra inferocita con vessazioni di ogni tipo; e, per questo, viene percepito, esso Stato,  come la controparte dalla quale bisogna difendersi. La mafia per eccellenza, oggi, dunque, è proprio lo Stato, il Caino dal quale non ci si può salvare. È proprio triste che a dire queste cose con la sua solita enfasi e vivacità sia un personaggio come Vittorio Sgarbi, che, più calabrese di tanti locresi, a Linea Notte di lunedi 20 marzo ha fatto sentire la sua voce fuori dal coro omogeneizzato degli accademici di turno che cercavano di surclassarlo con malcelata stizza e atteggiamenti ironici, che nascondono l’incapacità di discutere nel merito.

 

Da segnalare nella stessa trasmissione l’esperto di turno che facendo riferimento all’Inghilterra afferma che questo paese   con la Brexit ha abbandonato l’euro: il poveraccio non sa neppure che l’Inghilterra l’euro non l’ha mai adottato. L’ignoranza impera in lungo e in largo soprattutto nella scatola tonta televisiva che con buona pace di tutti i benpensanti, continua a manipolare l’opinione pubblica, con presunzione, aggressività e tracotanza inaudite.

 

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politica turistica

I Bronzi devono restare a casa loro

Gazzetta del Sud 3 marzo 2009

Luigi Ferlazzo Natoli

Spero proprio che il premier Berlusconi non insista a voler trasferire i Bronzi di Riace dal Museo di Reggio Calabria, dove vivono in una collocazione scientificamente ideale, alla Maddalena in occasione del G8 di luglio. La mia opinione contraria al trasferimento si aggiunge a quella di quanti già hanno fatto sentire la loro voce e le loro argomentazioni adeguate attraverso le pagine di questo giornale. Il desiderio di Berlusconi di mostrare con grande orgoglio le meraviglie di Riace ai grandi, radunati in Sardegna per risolvere i problemi della crisi finanziaria, è stato esternato dal ministro dei Beni culturali Bondi e questo già suscita meraviglia perché proprio il titolare del dicastero dei Beni culturali avrebbe dovuto subito manifestare il suo dissenso per il rischio di un trasferimento di opere d’arte di tale delicatezza.

La seconda cosa a meravigliarci è stata la immediata comparsa in tv di un esperto d’arte come Vittorio Sgarbi, il quale inaspettatamente (ci aspettavamo, infatti, il contrario) dichiarò subito che non c’era alcun rischio nel trasporto, perché i Bronzi, che per secoli o millenni avevano resistito sott’acqua, avrebbero potuto tranquillamente affrontare il viaggio verso la Maddalena. Dimentica Sgarbi l’accurato restauro che è stato necessario eseguire e che rischierebbe di essere compromesso.

Il tema e la diatriba conseguente sono vecchie per il nostro Paese e in special modo per la nostra Sicilia, che è adusa a far viaggiare le opere d’arte (da Antonello al Caravaggio), in Italia e all’estero per renderne più facile la fruibilità ai turisti. Guarda caso non esiste la reciproca da parte degli altri Paesi con le loro opere d’arte, che restano strettamente ancorate ai loro musei.

Qui va ribadito che vi è a monte anche un errore di politica turistica, dal momento che il turismo culturale si può incrementare nel nostro Paese (e in atto stiamo perdendo in competitività) non trasferendo i nostri capolavori all’estero, bensì incentivando i turisti a venire in Italia. Qui va ribadito, inoltre, che l’opposizione al trasferimento, sacrosanta da parte dei reggini (che si sono già opposti al trasferimento dei Bronzi alle ultime Olimpiadi) riguarda, in definitiva, tutta la collettività di fronte al trasloco di opere d’arte e di fronte alla rischiosa miopia politica di trasformare le opere d’arte in «turisti» che si recano per farsi ammirare nei posti più incredibili, anche – come in questo caso – per far piacere al premier e/o per la gioia di altri leader.

Speriamo, dunque, in un ripensamento e, magari, che gli «otto grandi» siano invitati a recarsi nel Museo di Reggio per vedere i Bronzi nel loro habitat naturale e ideale e poi alla Maddalena per discutere di problemi decisivi per le sorti dell’economia mondiale.

Sono completamente d’ accordo. Per i reggini, come me, c’è  da fare un’ altra considerazione importante.Nei primissimi anni settanta abbiamo fatto la rivoluzione sacrosanta per rivendicare il diritto del capoluogo che c’ è stato scippato arbitrariamente. Sul sacrificio dei nostri concittadini, morti per quella causa, abbiamo accettato il baratto-contentino propinatoci dall’ allora Presidente del Consiglio, on. Emilio Colombo, che  offriva il famoso 5 centro siderurgico, mai realizzato, naturalmente. Ora celebriamo quella rivoluzione e quei morti con cerimonie, manifestazioni, stele e quant’altro; ma, imperterriti continuiamo a commettere lo stesso errore e ci sentiamo addirittura lusingati dai capricci dell’ attuale premier che  al canto delle sirene della Maddalena ci incanta addormentandoci per barattare  i Bronzi con l’ Area metropolitana dello Stretto, la realizzazione della quale è, piuttosto, un nostro sacrosanto diritto. Che confusione! Che la mia  Reggio non sia una città senza speranza, dunque disperata?

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//www.rositour.it/Italia/Veneto/Vicenza/Museo%20Civico_G.B.%20Tiepolo-Il%20tempo%20scopre%20la%20verit%C3%A0%20e%20fuga%20la%20menzogna.jpg” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori. Finalmente! Mi sento in dovere di ringraziare di cuore il Governo attuale, che sotto la guida di Berlusconi ha trovato finalmente il coraggio di dire la Verità sul suo operato e su quello di tutti i Governi che l’ hanno preceduto. Coprendo la Verità di Tiepolo, il Governo ha voluto dichiarare ufficialmente, non tanto e non solo come metafora, il comportamento del Popolo Eletto democraticamente, il quale, tradendo il mandato ricevuto, nel momento in cui copre la Verità, scopre se stesso, si denuda, elogia la menzogna e il falso. Si è trattato di un’azione disgustosa, che denota mancanza di rispetto verso tutti, nonchè grave offesa per l’ autore specialmente e più in generale verso tutta l’ arte, Siamo proprio ridicoli.Non sarebbe stato più facile sostituire o spostare il dipinto? e il Signor Sgarbi dove sta ? Si è gridato allo scandalo per uno scherzo innocuo alla Fontana di Trevi e poi si compiono questi scempi nel Palazzo. Sic transit gloria mundi !

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