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Archive for ottobre 2012

Don Maurizio Patricello

Status e status symbol.

Don Maurizio Patricello, sacerdote in quel di Caivano, si è rivolto al Prefetto di Caserta, signora Carmela Pagano, chiamandola ripetutamente Signora . Il Prefetto di Napoli, signor Andrea De Martino, presente all’incontro, ha richiamato il religioso perchè avrebbe  dovuto rivolgersi alla collega con il titolo del ruolo di Prefetto, per rispetto delle Istituzioni.Questa la notizia, dalla quale scaturisce una polemica tra i due richiamata dai media.

Non entro qui nel merito, perchè non mi interessa se ci fossero dei precedenti o se il religioso abbia usato dei toni ironici. Perchè è vero che spesso una donna viene interpellata per lo status personale, laddove per l’uomo viene enfatizzato lo status symbol, cioè il ruolo sociale;  per cui l’avvocato, il dottore, l’ingegnere e via dicendo sono prerogative di genere maschile, che diventano signora e signorina nel genere femminile.

Ho lavorato per molti anni nell’ambiente  prevalentemente maschile, all’epoca, di un istituto di credito e conosco bene la faccenda.

Ho avuto, però,  un collega laureato che pretendeva di essere chiamato signore perchè sosteneva che lui, come tutti, era innanzitutto un signore che, casomai, aveva una laurea e si era guadagnato con fatica un posto di lavoro in una azienda, nalla quale ricopriva un ruolo, per il quale però non aveva rinnegato il suo essere, signore, appunto.

Nel fatto di cronaca di cui sopra, infatti, non si discute sul titolo di studio, ma sul ruolo istituzionale.

Secondo questo punto di vista allora il nostro linguaggio dovrebbe essere infarcito da vocaboli come maestro, professore, dirigente,amministratore, giudice, comandante, vigile, netturbino, attore, sociologo, collaboratore ecologico e via dicendo al maschile e, ovviamente, al femminile.

Facile immaginare la torre di babele di un dire arricchito da queste parole. Nel suo significato intrinseco la parola signore è un termine aulico che viene dal latino senior comparativo di senex, vecchio, quindi più vecchio, più anziano, per cui  più saggio.  Nel tempo ha  indicato anche il padrone e il ricco.

In proposito qualche anno fa Fromm scriveva di “Essere o avere” e il nocciolo del problema sta proprio qui perchè l’assere umano è tale in quanto è persona; il fatto poi che  nel contesto sociale in cui vive svolga un ruolo qualunque, anche istituzionale, non dovrebbe offuscare, predominare il suo essere individuale. Anche perchè l’eccessiva importanza che oggi viene data all’immagine porta a deviazioni di carattere che influiscono sia sul quotidiano lavorativo,  e privato, sia sul dopo in quanto una volta dismessa l’attività di ruolo ci si sente privati del proprio simbolo e spesso si rischia la depressione.

Aggressività, alterigia, abusi di potere accompagnano sovente un modo di porsi irrispettoso e irriguardoso nel confronti dell’altro, che viene percepito come oggetto sul quale fondare la propria affermazione e sul quale, magari inconsciamente, scaricare le proprie frustrazioni.

Questo modus di comportamento è ormai così diffuso da diventare prassi e da essere considerato un diritto; certamente non è un atteggiamento signorile. Cioè da signore. C’è da dire anche che molti uomini hanno bisogno di essere  interpellati con il titolo per sentirsi in qualche modo realizzati e annegare le proprie frustrazioni, mentre noi donne siamo superiori a queste cose.

A questo punto per la buona pace di tutti quanti perchè non abolire gli appellativi relativi al ruolo sociale e rivolgersi a tutti con la bella parola “signore- signora” ?

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Ogni stagione ha i suoi fiori che nascono, crescono e appassiscono in base al clima e al territorio.

In Italia c’è un fiore che non appassisce mai e che germoglia in ogni stagione come canta lo stornello

Fior di Fiorito,

Degli euro mi sono impadronito,

Come la legge aveva stabilito,

E ora voglio esser risarcito,

In nome del  popolo italiano rincitrullito.

Così è se vi pare e Pirandello aveva la vista lunga.

Perchè di fatto Fiorito non è che la punta di un iceberg che affonda la sua massa nella cloaca dei palazzi della politica.

Ora tutti i politicanti si affannano a curare ( ! ) il sintomo Fiorito, prendendo ancora spudoratamente in giro tutti : perchè i fior di Fiorito crescono in ogni dove e i politicanti non dovevano mai avere quelle disponibilità. Tenuto conto che il popolo aveva cancellato il finanziamento ai partiti, i mestieranti della politica hanno trovato mille modi per aggirare il problema e per impossessarsi proditoriamente del denaro pubblico: tutti d’accordo, all’unanimità, da ogni parte, da destra e da sinistra proliferando gruppi e gruppuscoli per aumentare gli introiti.

E il Governo Tecnico?  correo.
Ha recitato quella pantomima iniziale con la quale chiedeva il parere dei cittadini  e poi non ne ha tenuto conto. Indipendentemente dai cittadini, la prima cosa che avrebbero dovuto fare i Tecnici Governanti era proprio l’eliminazione dei privilegi ai politici in toto e per decreto. E invece, adesso, solo adesso che è venuto fuori il bubbone Fiorito, si cerca di fare un’ennesima legge anticorruzione, che suona cone ennesima presa in giro ipocrita e mistificatoria.

Il tutto sulla pelle del popolo che continua a pagare.

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