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Archive for giugno 2008

https://i0.wp.com/www.gazzetta.it/Fotogallery/Tagliate/2008/06_Giugno/29/post/25.JPGMetti su un campo d’ erba verde dodici folletti rossi con in corpo una sacrosanta rabbia bene espressa grazie alla capacità della sofia filosofica di un quasi vecchio che sa amministrarla per farne splodere i talenti con fuochi d’ artificio in onore di Sofia, la regina,la quale, a sua volta, apprezza e manifesta gioia e partecipazione sincera.

Come dire che la saggezza dell’ esperienza unita al sano impeto giovanile possono scalare qualsiasi montagna e raggiungere qualsiasi obiettivo. Aragones mi ricorda Bearzot : con semplicità e serietà hanno dato lezioni di calcio e di vita alle tante prime donne che preferiscono la ribalta del jet set e i maquillages appariscenti e ingannevoli. Sono convinta sempre di più che effimeri sono i doni della fortuna e delle circostanze, non quelli della virtù e dell’ ingegno. Grazie ragazzi.

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Ci vuole poco ad adattare un detto secondo le circostanze del momento e , nel momento attuale, secondo me,piuttosto che historia docet, è quanto mai appropriato affermare che in Italia ignorantia docet. La situazione tragica del livello culturale del nostro Paese è emersa in maniera prepotente in questi giorni con le tracce proposte agli esami di Stato. In proposito le mie considerazioni riguardano due livelli : considerando l’ analisi testuale come esercizio critico letterario di un testo anche se non so bene quando sia stato introdotta la sua applicazione nella scuola italiana, non sono un addetto tra l’ altro, ho sempre ritenuto che sia uno studio inutile e dannoso, che offende il pensiero dell’ autore. A mio avviso, infatti, un poeta o uno scrittore scrive per esprimere un bisogno personale,intimo,più o meno profondo che riguarda il suo vissuto relativo al momento in cui si esprime ; il lettore, a sua volta, ne ha una comprensione relativa al momento in cui legge. Nessuno, quindi, dovrebbe arrogarsi il diritto di vivisezionare lo scritto di un’ altra persona. La nostra scuola,ormai da diversi decenni, obbliga gli studenti ad imparare critiche di altri, gratificando chi riesce a ripeterne a pappardella il pensiero , penalizzando chi osa esprimere un parere personale; e tutto ciò a scapito del testo, che viene trascurato. E’ la diffusione del pensiero di massa,omogeneo e uniforme, conformato a canoni apparenti che abusando di un malinteso compito didattico,operano un intervento di autopsia su qualcosa di vivente, perché, sempre secondo me, lo scritto di una persona è qualcosa di vivo. Mentre però dobbiamo confrontarci con gli animalisti che si oppongono tout court alla vivisezione zoologica, nessuno alza la voce contro lo scempio che si opera quotidianamente nella scuola. E il pensiro corre, gioco forza, a “L’uomo senza qualità ” di Musil. Entrando nel merito, poi, della formulazione delle tracce, Montale si sarà sicuramente sentito male nell’ aldilà verificando a che punto sia giunto il livello di ignoranza nel suo Paese. E’ inutile anche prendere dei provvedimenti sulle singole persone, più o meno esperti retribuiti profumatamente con i soldi nostri, piuttosto si dovrebbe intervenire sull’ intero pianeta scuola. Quello emerso in occasione della maturità, non è la prima volta degli errori, è solo la punta di un iceberg, che sta affondando liquefacendosi inesorabilmente, perché i docenti di oggi sono figli dell’ ignoranza,come dice bene Roberto Alonge nel suo scritto “ Asini calzati e vestiti” e “l’ ignoranza è la notte della mente, ma una notte senza luna né stelle “ come afferma Confucio ed è “ l’ origine di tutti i mali “,come sostiene Socrate. Sempre l’ ignoranza, che ci ha nutriti e continua ad alimentarci abbondantemente ci impedisce di vedere nel medio- lungo periodo; la nostra vista corta di ignoranti ci impedisce di renderci conto che la maggior parte dei mali della nostra società discendono proprio dall’ ignoranza e da una scuola incapace di formare e di istruire, ma autoreferenziale, accartocciata su se stessa , maestra di prepotenza, prevaricazione ed arroganza, piuttosto che di sapere. Tenuto conto dello stato pietoso, drammatico e tragico in cui versa il sistema scolastico italiano, sarebbe auspicabile chiudere tutte le scuole di ogni ordine e grado,dall’ asilo all’ università, estrapolare dal sistema fiscale l’ importo destinato all’ istruzione così che ogni famiglia possa provvedere direttamente all’ istruzione dei propri membri. Ci vuole coraggio e audacia, i provvedimenti tampone agiscono sul sintomo non sulla causa del male e credo sia tardi per intervenire in maniera risolutiva e concreta proprio perché essendo l’ ignoranza sciagura, però volontaria,la sua presenza e diffusione sono accolte con spirito generoso e accogliente anche nei santuari preposti alla organizzazione scolastica , santuari oggi diventati non-luoghi dove regna il nulla. Non sono i nostri giovani ad essere vuoti,insignificanti, privi di valori e di cultura, siamo noi, i figli e i cultori dell’ ignoranza, ad allevarli in questa dimensione demente e farneticante.

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Santa Rita si sarà offesa ; è risaputo che sia la Santa degli Impossibili, per la tesimonianza che ha dato con la sua vita e per la quale ha devoti in tutto il mondo. Ma, alla notizia degli efferati delitti perpetrati in una clinica che porta il suo nome, si saà indignata ed ha chiesto al buon Dio che il suo nome venga sostituito con quello più appropriato di Mammona. Perchè, secondo me, sarebbe il caso di chiamare le cose con il proprio nome, anche per adottare il principio di trasparenza e di immediata comprensione,oggi tanto implorato, ma poco applicato. A proposito dei fatti gravissimi venuti fuori nella clinica milanese, conviene fare qualche riflessione. Il dizionario De Mauro, alla voce associazione recita :unione organizzata di più persone con finalità comuni ; alla voce delinquere : commettere uno o più delitti; alla voce mafia : vasta associazione clandestina, la cui attività consiste nel procurarsi illeciti guadagni mediante ricatti e soprusi di ogni genere; e, per estensione, gruppo di persone strettamente solidali fra loro allo scopo di conseguire, lecitamente o illecitamente, daterminati vantaggi e difendere con ogni mezzo gli interessi della propria categoria. Come per dire sisalvichipuò o chièsenzapeccatoscaglilaprimapietra.

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…. tempo per piangere no, non c’è.

Questi due versi della bella canzone di Renato Zero ben si adattano alla situazione economica del nostro Bel Paese, dove ormai per una consolidata consuetudine la macchina dello Stato, quella della pubblica amministrazione, per intenderci, viene identificata con il carrozzone. E’ di oggi la notizia che il Ministro Brunetta ha pubblicato i compensi per i consulenti pubblici. Avrà un seguito questa iniziativa ? Personalmente mi sento offesa ed umiliata, tradita proprio da quello Stato che mi dovrebbe tutelare e proteggere e mi appare, piuttosto, come una spregiudicata e malvagia controparte dalla quale non mi posso neppure difendere. Sono mamma di tre ragazzi e , mio marito ed io,dobbiamo fare ogni giorno i salti mortali per mantenere loro il diritto-dovere allo studio, che, purtroppo, è diventato un genere di lusso.L’ imposizione fiscale ci assale e ci stritola come una piovra ,mentre il reddito percepito è rimasto fermo al valore della lira e il costo della vita sale vertiginosamente senza soata. Da mettere in evidenza che paghiamo addizionali a favore degli Enti Locali in tutti i servizi che ci vengono erogati e poi vediamo che i nostri sacrifici, per il bene del paese naturalmente, vanno a riempire le tasche di politici, amministratori, consulenti,esperti,medici di un sistema sanitario disgraziato, docenti “asini calzati e vestiti”, come dice bene Roberto Alonge. In questa confusione il pensiero logico non esiste più ed emerge, invece, l’ uomo senza qualità di Musil. Eppure, l’ ingresso in Europa, che non è stato indolore, non avrebbe dovuto contribuire a rivedere e ad arginare il metodo, ampiamente adottato in Italia di costituire privilegi, vantaggi, favori, immunità e via dicendo ? Ho la sensazione che da alcuni decenni si sia voluto legalizzare l’ ignoranza per anestetizzare coscienze e cervelli e poter così manipolare l’ opinione pubblica e in questo contesto un ruolo importante è stato ed è tuttora svolto dai sindacati,che nati per tutelare il lavoratore, cioè colui che lavora, hanno, piuttosto, in maniera ottusa e suicida, tutelato ad ogni costo il posto ( di lavoro ! ), mentre deteniamo lo “scandaloso ” primato delle  morti bianche. Credo che questo squallido spettacolo, al quale e mio malgrado, partecipo anch’io non sia finito.

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Olanda -Italia 3-0

 

 

qui giace l’ Italia stordita dal profumo del tulipano nero su un verde prato

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A margine dell’ iniziativa “Comune in Piazza”

nuvole sullo Stretto (foto di Peppe Caridi)Pur andando fiera delle mie origini stefanite, mi sento cittadina reggina a tutti gli effetti ; amo Reggio Calabria in maniera totale perché ci vivo da tantissimo tempo e ne apprezzo colori, odori e sapori. La mattina appena alzata mi permetto il lusso di gustare il primo caffè guardando il fantastico spettacolo dello Stretto; con un unico sguardo abbraccio, infatti, l’ orizzonte che comprende l’ Etna e il porto di Messina : è il miglior viatico per iniziare un nuovo giorno, cosa non facile.

Il fatto che abbia votato due volte Scopelliti , e che se si dovesse votare oggi, lo rifarei, mentre il futuro non posso ipotecarlo, non mi obbliga ad applaudire tutto l’ operato dell’ Amministrazione Comunale e non mi impedisce di notare le cose che non vanno, e che, purtroppo, sono parecchie. Prendendo spunto dalla recente iniziativa che ha visto a Piazza Camagna dialogare amministratori e cittadini mi viene spontaneo fare alcune considerazioni. La manifestazione lodevole in linea teorica, per alcuni aspetti, secondo me, si è risolta in una passerella, più o meno avvedutamente organizzata secondo obiettivi autoreferenziali. Si potrebbe migliorare e renderla periodica,magari dando la possibilità di intervenire attraverso questionari; eleggere Piazza Camagna l’ Agorà reggina, senza protagonismi personali,ma nel rispetto reciproco ,tenendo sempre presente l’ indispensabilità di una cultura di base intesa come pensiero del nostro tempo in un processo armonico tra cultura e società per migliorare la qualità della nostra vita. In Piazza ho sentito parlare di differenza di attenzione tra centro e periferie ; per certi aspetti, invero, anche il centro è molto trascurato : strade sporche e piene di buche ,negozi che espongono le proprie merci nella strada, ridotta ad un corridoio : la polizia municipale dove sta ? aspetta la famosa denunzia,che poi, lascia il tempo che trova ? Dove stanno gli eletti per le circoscrizioni ? Forse è un organismo da eliminare,così almeno si risparmiano le spese. Per non dire , inoltre, degli stranieri che invadono le nostre vie esponendo le loro mercanzie in ogni dove; in proposito, giova ricordare che durante i festeggiamenti della Madonna della Consolazione,lo scorso mese di settembre, il Corso Garibaldi e Piazza Duomo erano praticamente “occupati” dai “ vu’ cumprà” , con enorme disagio dei cittadini. Tenuto conto del modo esemplare in cui è stata affrontata la “ decolation rom”, mi sarei aspettata un’ azione più attenta anche per questo problema. Che dire delle addizionali ? Sulla pensione ho la trattenuta enti locali,nelle bollette del gas ,dell’ energia elettrica, del telefono ho l’ aggravio delle addizionali, senza peraltro conoscere le diverse suddivisioni tra regione,provincia e comune. Sono convinta che i grandi risultati si ottengono con l’ impegno continuo faticando sulle nostre gambe, cominciando dalle piccole cose, e sono convinta che la chiave del buon governo sia la cultura,che apre tutte le porte. Perché non cominciare dalla scuola, insegnando la storia del territorio ?

Qualche tempo fa il Comune ha avviato un sistema informativo attraverso sms,che il primo periodo ha funzionato benissimo,sfumando a poco a poco nel nulla. Perchè ?

Naturalmente la mia vuole essere una critica costruttiva,quindi ho anche delle proposte,come per esempio, organizzare la raccolta dei rifiuti porta a porta differenziandola. Costruire un termovalorizzatore in un sito adatto; introdurre nel calcolo dei tributi da pagare il regime fiscale che tenga conto del quoziente familiare.

Attenzione particolare , inoltre, il Comune dovrebbe dedicare alle nostre coste,che dovrebbero essere il più possibile lasciate libere da costruzioni e fabbricati, tenendo conto sia dell’ opera di erosione naturale del mare, sia di eventuali fenomeni violenti,sempre naturali ,legati a maremoti, il cui impatto,soprattutto sulle coste potrebbe essere devastante.

Sono favorevole ad una organizzazione dello Stato in senso federalista,scelta che ,secondo me, si sarebbe dovuta fare nel 1860. All’ epoca, proposte in tale senso avanzate dal lombardo Cattaneo ,dal ponticio Gioberti e dal napoletano Pisacane,tutte con motivazioni valide sono state ignorate e trascurate, privilegiando una soluzione illegittima, per la quale il meridione è diventato colonia e ostaggio del nord. Noi meridionali trascuriamo le nostre enormi capacità, che hanno profonde radici culturali,civili, storiche e ambientali. Dobbiamo soltanto svegliarci dal letargo in cui siamo piombati,liberarci dall’ anestesia dell’ anima,rimboccarci le maniche ,armarci di vanga e badile e metterci a lavorare seriamente, senza guardare in faccia nessuno per costruire il nostro futuro autonomamente, rifiutando elemosine e briciole, ma rivendicando il nostro diritto a riprendere il nostro ruolo di protagonista positivo e di eccellenza. In questo senso, per quanto riguarda il nostro territorio ritengo sia necessario insistere e stringere i tempi per la realizzazione dell’ Area dello Stretto e il suo riconoscimento giuridico, in modo da poter esprimere quello che anche se ancora in fase embrionale,viene indicato il “modello Reggio Calabria”, che vede il nostro porsi come un Comune Virtuoso al mondo intero, senza falsa modestia o retoricumi ipocriti.

Ad maiora!

(fotografie di Peppe Caridi)

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Che io ormai da molto tempo mi senta fuori posto nella società attuale lo sa bene chi mi conosce; nonostante ciò e mio malgrado, però, riesco ancora a stupirmi. Qualche rapida riflessione, solo per esempio.

Prima di tutto mi ha sollecitato una considerazione l’ invito che il Presidente della Camera, Fini, ha rivolto agli onorevoli perchè lavorassero 5 giorni alla settimana, piuttosto che 3: Alle rimostranze degli addetti, arriva puntuale la rettifica : magari concentrrare l’ attività parlamentare su tre settimane, la quarta di vacanza.Mentre per i comuni mortali la quarta settimana è di vacanza dai consumi nel senso che non sanno come fare per sbarcare il lunario, quindi vacanza dal vivere, i parlamentari dovrebbero godere ancora dello stesso privilegio precedente, anzi migliorandolo, perchè concentrando la vacanza nella quarta settimana, essa diventa naturalmente più godibile. Ignoravo che i parlamentari lavorassero si e no soltanto tre giorni a settimana. Una ulteriore presa in giro per i cittadini. Il fatto è che secondo me loro non dovrebbero essere retribuiti per il servizio politico,che dovrebbe rientrare piuttosto nel volontariato completamente gratuito. O al limite potrebbe essere previsto un gettone sulla presenza.

Altra riflessione devo farla sulla proposta di legge sulla sicurezza; non riesco a capire tutte queste chiacchiere sul reato di clandestinità, secondo me sacrosanto. Non riesco a capire la presa di posizione da parte della Chiesa in quanto la maggior parte di questi poveretti che giungono sulle nostre coste, vengono allettati nei paesi d’ origine con falsi miraggi e devono pagare notevoli somme, magari poi per essere buttati a mare. Secondo me lì la Chiesa dovrebbe intervenire, nei paesi d’ origine. Il reato può incidere a far diminuire comunque il flusso dei clandestini, che , a mio avviso, dovrebbero essere accompagnati nei paesi d’ origine. Chi viene regolarmente è naturalmente bene accetto, ma non posso non notare l’ invasione selvaggia degli extracomunitari che nella mia città, Reggio Calabria, godono di privilegi notevoli : essi, infatti, possono esporre le proprie mercanzie dappertutto spesso impedendo la deambulazione dei pedoni, mentre i reggini indigeni sono costretti a svolgere le proprie attività nei luoghi previsti dalla legge. La realtà è che sono clandestini, impuniti e privilegiati.

La terza riflessione riguarda una situazione locale relativa al mio territorio:Da molti anni si discute della strada a scorrimento veloce Gallico-Gambarie, della quale, dopo un percorso sofferto e tormentato sta per essere ultimato il secondo tratto, che giunge fino a Mulimi di Calanna. Ancora deve essere progettato il tratto successivo. Premesso che non riesco a capire perchè il progetto iniziale non abbia compreso l’ intera percorrenza prevista, e cioè se la strada è denominata Gallico- Gambarie, il progetto iniziale “doveva” riguardare l’ intero percorso, ciò che mi stupisce ancora di più è l’ idea avanzata dal Sindaco di Sant’ Alessio d’ Aspromonte, il quale afferma che a questo punto, considerata la scarsezza delle risorse finanziarie,è opportuno non procedere per la realizzazione di ulteriori tratti, ma piuttosto la Provincia si dovrebbe fare carico di curare la strada n. 7, ex statale 186. Posso capire il sentimento del sindaco per il suo paese, ma la sua proposta è non solo egoistica, ma priva di logica; tenuto conto che da Mulini al suo paese ci sono circa 6 chilometri, mentre l’ eventuale sbocco della superstrada al bivio di Podargoni dista soltanto 2 chilometri da sant’ Alessio. Le affermazioni del sindaco Marra fanno male,sono masochiste e suicide. Noi dovremmo ribellarci allo status quo e invece viviamo immobili nel passato,nel quale ci crogialimo come oggetti parassiti.

A conclusione di queste negatività, un barlume di speranza nella denunzia fatta dal Presidente Napolitano sui rifiuti del Nord trasportati in Campania .Finalmente tra tanta confusione,un pò di coraggio per dire la verità.

Sic transit gloria mundi.

Mimma Suraci

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