Tu stavi dall’altra parte della barricata? A fare che? A pisciare perché avevi 10 anni più o meno. Forse idealmente, senza sapere neanche cosa fossero gli ideali. Dall’altra parte della barricata, c’erano i carri armati, mandati a Reggio per la prima volta dopo la guerra, a rompere e spezzare i sogni sacrosanti dei reggini. I carri armati mandati a Reggio con il benestare dell’allora partito comunista. Berlinguer in un discorso alla camera disse al governo “ O intervenite voi o interveniamo noi…” Il giorno dopo a Reggio scesero i carri armati. Il partito comunista di allora e già si parlava di “compromesso storico”, aveva tutto l’interesse a pubblicizzare quella rivolta come “fascista”, perché voleva andare al governo e perché voleva “allontanarsi” dagli estremismi del partito comunista sovietico. Quindi era loro interesse dire che quelli che lottavano erano facinorosi, pericolosi delinquenti, che potevano sovvertire l’ordine democratico, loro no. Un partito comunista, quello italiano, che aveva già appoggiato, vedi Napolitano, le invasioni comuniste in Ungheria e nell’ex Cecoslovacchia. Napolitano, l’unico comunista che veniva invitato alle riunioni dei capitalisti negli Stati Uniti. Gli Stati Uniti che ospitavano nelle torri del Waldorf Astoria tre grossi comunisti sovietici, che dovevano controllare le decisioni del partito comunista americano, ma che obbedivano agli americani stessi, con il benestare dei sovietici. I comunisti che quando scesero a Reggio, dopo aver tradito la piazza, dove vi erano sempre stati, sono stati accolti da gente che ha strappato la tessera di partito. E che hanno lasciato la piazza anche agli estremisti, che nulla avevano a che fare con il popolo. E tu dici che stavi dall’altra parte della barricata… Già da quella parte, dove stavano poliziotti e carabinieri sempre incazzati, che venivano anche drogati e che non dormivano per farli essere più incazzati. Che usavano legni e manganelli e colpivano senza pietà, che hanno torturato e sodomizzato e violentato, si violentato, giovani di 16, 18 anni che magari non c’entravano nulla e che non andavano a scuola perché nelle scuole c’erano loro. Tu eri da questa parte della barricata? Dove c’era uno stato che ancora una volta tradiva il sud, che prometteva e non manteneva, che tradiva chi più ne aveva bisogno. Uno stato che l’unica volta che si faceva sentire e vedere lo faceva con i carri armati, provocando morte, feriti e abbandono. Chi erano i veri “fascisti” o squadristi? Erano questi o il popolo compatto che protestava? Ma, torniamo alla barricata. E quindi tu non stavi invece dalla parte della barricata definita appunto “fascista”, quella del popolo. Ancora con questi termini desueti, nel 2018, a inventare nemici che manco sanno per fortuna, cosa significa essere fascisti e neanche cosa significa essere comunisti. Ancora a inventarsi nemici, perché solo se crei un nemico tu diventi qualcuno e qualcosa. Hai bisogno dei nemici per esistere e non di te stesso…Nella barricata “fascista”, c’era il popolo, c’erano le donne, (chi mai ha parlato, voi che difendete i diritti di tutti, del corteo di oltre 5 mila donne a Reggio nel 70?). Ebbene si a Reggio, nel profondo sud, le donne non stavano a casa solo a cucinare e a soddisfare i mariti, ma scendevano in piazza per difendere i loro figli e lottare per un posto di lavoro. In quelle barricate c’erano ragazzi di 15, 16 anni, c’erano i figli del proletariato, i figli dei ferrovieri, i figli dei contadini, i figli di chi si alzava alle 5 del mattino e andava a letto alle 11. I figli di quelli che avevano fatto la guerra e avevano liberato l’Italia e poi sono stati abbandonati a se stessi. Quelli che nei quartieri di Sbarre e Santa Caterina, votavano per quasi l’80% comunista, lo sapevi questo? Quelli che poi hanno votato MSI, perché si sono sentiti traditi e sono stati identificati come “fascisti”. E poi perché chi non vota a sinistra, è fascista? E poi perché l’MSI era un partito fascista? Ma, la costituzione non vieta la propaganda e l’istituzione di un partito fascista? Che superbia, che ignoranza! In questa parte di barricata, che tu definisci “fascista”, c’era la gente che soffriva, c’erano i più bisognosi, non i ricchi di famiglia o i borghesi e se vi era qualche infiltrato di destra o altro che fosse, era qualcuno che nulla aveva a che fare con quella gente. Ma, da questa parte della barricata, c’era anche “lotta continua”, estrema sinistra, i primi a scendere a Reggio e a difendere i diritti del popolo. Lo sapevi questo? Se i tuoi compagni avessero appoggiato la rivolta forse non ci sarebbero stati molti di quelli che tu chiami “fascisti”, forse non avrebbero votato a destra, forse il sud e Reggio non avrebbero avuto tutta questa mafia che hanno. Forse non ci sarebbe stata tutta questa ignoranza e questa prepotenza della solita storia (elite ideologica di merda) a dettare legge, perché qualcuno pensa di aver vinto la guerra senza averla fatta. “Noi reggini ci siamo ribellati allo schiavismo politico, non all’autorità dello stato”, questo dicevano i reggini, il popolo. Oggi dovremmo fare la stessa cosa. Reggio deve insegnare. E sai che ti dico che se quella rivolta è stata fascista, allora io sono fascista e molti come me lo sono anche, perché non c’è stata rivolta più giusta e vera di quella, perché non c’è stata cosa più nobile e più coraggiosa di un popolo che strappa tutte le tessere, per rivendicare solo democrazia e libertà. Ma, la verità è che i veri “fascisti”, sono quelli come te e come voi, di destra o sinistra che siate, quelli che danno soldi alle banche e fanno fallire migliaia di onesti imprenditori, che fanno suicidare padri di famiglia, che alimentano i rapporti con la criminalità e raccontano balle dalla mattina alla sera. Quelli che in nome dei loro interessi, farebbero fallire il paese più bello del mondo. Il sud, il mio sud paga ancora, paga perché ha tanti geni ma anche tanti traditori, tanti “burattini”. Chissà da chi manovrati. Il mio sud, di quasi un milione di morti, per garantire l’Unita d’Italia. Il mio sud sempre derubato, da intrallazzatori selvaggi e iene inferocite. E paga la mia Calabria, che è sempre uguale a se stessa e che non decolla. La Calabria che muore, perché interrano i rifiuti tossici nei grandi centri commerciali, magari con l’aiuto dei servizi segreti, deviati e no e le famiglie ci fanno la spesa e ci vanno al cinema. Muore la Calabria e i calabresi, che in massa si recano malati di cancro negli ospedali del nord, quando da lì vengono le scorie che li hanno fatti ammalare. Ogni governo calabrese ha più delinquenti che assessori o consiglieri. E molti sono del tuo partito, ma qui è veramente una vera democrazia, sono tutti uguali. Si fa sempre peggio, con qualunque coalizione. Alzatevi in piedi voi politici e vergognatevi, di fronte a un popolo che non si arrende, che muore per la sua libertà, che soffre ogni giorno, che non ha nessuna casacca di nessun colore, e neanche se la vuole fare indossare per forza, da mediocri come voi, che piange ancora perché i suoi giovani vanno via. Alzatevi in piedi e chiedete perdono, di fronte a un popolo che non ce la fa più a sopportarvi, che non ce la fa più a votarvi e a credervi, che non ce la fa più a sognare e a essere ingannato. LIBERARSI, LIBERARSI sempre. E se Dio esiste, come credo e mi auguro, sono sicuro che vi fulminerà. Perché anche Gesù Cristo, che io credo sia fondamentalmente di sinistra, ma non comunista, se al tempo della rivolta fosse stato a Reggio sarebbe stato dalla parte del popolo e sarebbe stato un pericoloso eversivo e “fascista” pure Lui e a metterlo in croce sareste stati voi. Ma, anche Che Guevera sarebbe stato dalla parte del popolo e anche lui sarebbe stato un “fascista” e sarebbe morto per i reggini. Solo Garibaldi (l’eroe de sto cazzo, venduto ai francesi e agli inglesi, massoni) sarebbe stato come voi, infatti in Calabria hanno tentato subito di farselo fuori. Sono orgoglioso di aver fatto un film ripeto l’unico, a parlare della rivolta di Reggio e so che per questo motivo ho lavorato di meno, un film censurato e messo da parte, perché come disse qualcuno importante dopo averlo visto “L’Italia è un paese che non è pronto a vedere o sapere certe”, e se questo film è contro la massoneria, contro i poteri forti, le banche e la corruzione, certa destra e certa sinistra, ma a favore della verità e del popolo, andatevene affanculo, perché la mia libertà, la mia anarchia e la libertà di molti di quelli come me, non l’avrete mai. Io non mollo. E come dicevano gli illuministi francesi prima e i reggini nel 70’. “BOIA CHI MOLLA”. Sempre.

Mimma Suraci-Ho ” rubato” questa pagina a Salvatore Romano e non intendo contaminarla scrivendo altro. Dico solo che dovrebbe essere il MANIFESTO per la riscossa di Reggio : dovremmo sentire pulsare nelle nostre vene il sangue della nostra storia, da quella più antica, nobile e dalla eclettica cultura, a quella attuale, timida, sottomessa e incapace di reagire, per fare la rivoluzione e riacquistare la nostra identità. Un regista reggino coraggioso e scomodo, che cerca la verità senza se e senza ma e la dice lunga sulla realtà di un territorio, come quello di  Reggio Calabria e Provincia, colonia “marginale” di un Paese asservito ai padroni  di turno. Perchè Salvatore è ancora un bimbo in fasce nel 1970 eppure si sente ed è protagonista, sulle barricate, durante i moti di Reggio; perchè quando ancora oggi qualcuno, politicante di strapazzo, con cariche istituzionali, cita quei FATTI, mistificando la storia, si tratta di tradimento nei confronti di un intero popolo, dei martiri caduti per quella causa, il cui sangue grida ancora vendetta, e di tutti coloro i quali hanno conosciuto le cosiddette patrie galere solo per avere rivendicato i propri diritti in uno Stato come l’Italia, cosiddetto democratico, che quando una città, ricca di raffinata ed elegante storia e di cultura, si ribella, invece di ascoltarla, soffoca e reprime con i carri armati di regime. Appunto.  Grazie Salvatore Romano

 

Per approfondire http://www.strettoweb.com/2017/01/reggio-calabria-ospite-del-laboratorio-le-muse-il-regista-salvatore-romano/507810/#CiqwIaobfwXF51I5.99

https://mimmasuraci.wordpress.com/2010/08/03/liberarsi-figli-di-una-rivoluzione-minore/