Luglio 7, 2009 di mimmasuraci
07 lug

Pinocchio e Google il connubio di oggi 7 luglio 2009, dove il motore di ricerca le regala il logotipo sulla sua homepage. Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino è il titolo di un romanzo scritto da Collodi (pseudonimo dello scrittore Carlo Lorenzini) a Firenze nel 1881 e pubblicato nel 1883 dalla Libreria Editrice Felice Paggi con le illustrazioni di Enrico Mazzanti. Si tratta di un classico della cosiddetta letteratura per ragazzi. Il romanzo ha come protagonista un notissimo personaggio di finzione, appunto Pinocchio, che l’autore chiama impropriamente burattino, pur essendo morfologicamente più simile a una marionetta (corpo di legno, presenza di articolazioni) al centro di celeberrime avventure. Il personaggio di Pinocchio – burattino umanizzato nella tendenza a nascondersi dietro facili menzogne e a cui cresce il naso in rapporto ad ogni bugia che dice – è stato fatto proprio con il tempo anche dal mondo del cinema e da quello dei fumetti. Sulla sua figura sono stati inoltre realizzati album musicali e allestimenti teatrali in forma di musical. Nelle intenzioni di Collodi pare non vi fosse quella di creare un racconto per l’infanzia: nella prima versione, infatti, il burattino moriva, impiccato a causa dei suoi innumerevoli errori. Solo nelle versioni successive, pubblicate a puntate su un quotidiano (il Giornale per bambini diretto da Ferdinando Martini, a partire dal n. del 7 luglio del 1881), la storia venne modificata con il classico finale che oggi si conosce, con il burattino che assume le fattezze di un ragazzo in carne ed ossa.
da Google, che ringrazio che per questo gradito ricordo
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Luglio 3, 2009 di mimmasuraci

Ancora forti scosse purtroppo a L’Aquila destano panico, preoccupazione e ancora disagi.
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Luglio 2, 2009 di mimmasuraci
«il primo negativo “fotografico” della storia che ha come matrice un’immagine mentale»
La tesi della scrittrice Vittoria Haziel: «Il maestro usò un ferro arroventato e disegnò sulla tela il suo autoritratto»
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MILANO – «A cavallo del Cinquecento, su commissione di Bayazet II, un sultano ottomano, Leonardo da Vinci creò la Sacra Sindone». Vittoria Haziel, autrice nel 1998 del libro La passione secondo Leonardo, non ha dubbi a riguardo. Il genio della Gioconda e della Vergine delle Rocce realizzò in pratica un falso storico, secondo la Haziel: «Prese una tela antica e servendosi di un ferro arroventato sul fuoco disegnò sulla tela l’immagine di un uomo che portava sul corpo i segni della tortura e della crocifissione. Per disegnare l’impronta del volto, Leonardo usò se stesso come modello, realizzando dunque un autoritratto». Non è tutto: «La maestria di Leonardo fu tale da riuscire a creare il primo negativo “fotografico” della storia avendo come matrice solo un’immagine mentale. Non solo: l’artista inoltre riprodusse un’immagine che non si vede sul retro della tela e che ha in sè le caratteristiche di quello che più in là sarà definito lo “sfumato leonardesco”, appunto».
Una teoria affascinante quella della Haziel: «Leonardo fece Dio a sua immagine e somiglianza credendo fortemente nella divinità dell’uomo», sostiene la scrittrice toscana. Provando a fare luce, come tanti prima di lei, sui misteri e le controversie che avvolgono la tela custodita oggi nel Duomo di Torino. Sacra reliquia per i credenti, (nella tradizione è il sudario che avvolse il corpo di Cristo deposto dalla croce), la Sindone di Torino, in realtà, non ha retto alla prova della scienza. Gli esami del carbonio 14 effettuati nei laboratori di Oxford, Tucson e Zurigo hanno portato tutti allo stesso risultato: il lenzuolo-sudario è di epoca medioevale.
«La data della tela non è necessariamente la data dell’immagine impressa» insiste però la Haziel. La tesi della scrittrice che attribuisce a Leonardo la paternità della Sindone conservata a Torino non è nuova. Non più tardi di qualche giorno fa è stato infatti diffuso lo studio di Lillian Schwartz, in cui la specialista in grafica della School of Visual Arts di New York, sostiene che il volto della Sindone è un autoritratto del maestro. «Al contrario della Schwartz però – spiega la Haziel – io sono riuscita a riprodurre la Sindone usando la pirografia, la stessa tecnica alla quale ricorse Leonardo, e ho ottenuto un risultato molto simile all’originale». «Impossibile – secondo la scrittrice toscana – sostenere – come ha fatto la Schwartz – che una tela, cosparsa di una emulsione fotosensibile, posta in una stanza buia e sigillata, una sorta di camera oscura ante-litteram, venga impressa grazie al sole. Quale sole è duraturo come un lampada?».
Nel 2010 è in programma una nuova ostensione della Sindone custodita a Torino. Certamente per quella data, si moltiplicheranno studi, teorie o solo semplici supposizioni sul lenzuolo-reliquia che nei secoli ha affascinato e sedotto credenti e non. Anche la Haziel ha nel cassetto una nuova edizione de La passione secondo Leonardo. Laureata in legge, la scrittrice si è accostata per puro caso allo studio della Sindone, o meglio, come sostiene la diretta interessata, per una serie di «coincidenze straordinarie» che, negli anni, l’hanno portata fino a Leonardo. E alla «creazione consapevole» da parte dell’artista di un’«opera» che poi sarebbe diventata l’«icona per eccellenza». La Haziel ci crede. E non a caso sostiene: «La vera Sindone c’è e io l’ho vista, ma non è quella di Torino. Quello è un capolavoro dell’arte».
Cristina Argento
02 luglio 2009
corriere.it
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Giugno 27, 2009 di mimmasuraci
Le prime pagine di giornali e telegiornali in questo periodo sono letteralmente okkupate dal pettegolezzo, dal quale dovrebbe scaturire probabilmente nelle intenzioni di alcuni una crisi del governo. Ho dedicato i miei 60 anni alla ricerca della verità ad ogni costo ed ho cercato di trasmettere questo bisogno ai miei tre figli come un valore necessariamente indispensabile per vivere con serietà e dignità. Purtroppo come cittadina italiana mi sono state negate molte verità importanti; mi riferisco a Ustica piuttosto che a Piazza Fontana, alla strage di Bologna piuttosto che a Moro, Falcone, Borsellino, tanto per citare alcuni fatti più tragicamente famosi. Figuriamoci se mi possono fare impressione le squallide storielle di sesso che vedono coinvolti di volta in volta esponenti politici, professionisti, responsabili di comunicazione e di organi di informazione, e compagnia bella. Nella fattispecie di cui si discute in questi giorni molte sono le teorie e i teoremi proposti, sicuramente tutti preoccupanti. Io però voglio mettere l’ accento su un aspetto trascurato completamente da tutti i media, il ruolo delle donne. Sappiamo che molti, moltissimi uomini, non solo quelli sotto i riflettori , si incontrano con donne nei vari casini; è un fatto che rientra nella vita di tanti, che sono pur essi naturalmente prostituti.Ma io mi chiedo perchè ci sono donne disponibili a soddisfare così allegramente i desideri sfrenati dell’altro sesso. Nelle situazioni voltate e rivoltate, girate e rigirate dai media in questo periodo non si tratta di abusi su ragazze emarginate o in qualche modo costrette, qui ci sono donne adulte capaci di intendere e di volere. So bene che il meretricio è l’ attività più antica del mondo, come narrano molti testimoni del passato, ma oggi, nel terzo millennio, ci siamo lasciate imbonire dai maschietti sulla parità, sulle rivendicazioni femminili e femministe e ci siamo lasciate confezionare perfino la celebrazione annua di una festa ingannevole e, secondo me, insulsa; e contemporaneamente continuiamo gioiosamente a fare il gioco del maschio. I canali televisivi, sia quelli commerciali che quelli della tv cosiddetta pubblica alla quale partecipiamo tutti con l’ abbonamento, ammanniscono quotidianamente e in tutte le salse storie sentimentali di amori nati, finiti, sostituiti, in un vortice disgustoso, e mentre la donna, anche nei programmi “seri” appare sempre più scosciata esibendo finanche le mutande, l’uomo, di converso, è sempre più azzimato, con camicia giacca e cravatta. Regolarmente e regolamentarmente nelle finction ai primi approcci le persone finiscono sin da subito sotto le lenzuala e il sesso viene proposto come un elemento della conoscenza iniziale, spesso estraneo a sentimenti intimi e profondi, ma piuttosto come ricerca di emozioni del momento. Per non dire poi delle starlette straniere che in Italia trovano da parecchi anni ormai l’ America di una volta. Le donne che lavorano con fatica impegno e serietà sembra non esistano, e l’ Italia sembra il Paese di Bengodi dove ci si diverte tutto l’anno. Ma i media non notano questi aspetti della società italiana che viene rappresentata come un vero bordello nel quale la donna sembra felice di essere considerata un fantoccio per allietare, accompagnare, sollazzare il compagno di turno. E la Chiesa in questo senso non ha speso manco una parola, forse perchè il pulpito non è innocente. Anzi da più parti si implora l’etica, la morale, ma sempre dall’angolo maschile, la donna è assolta, anzi sembra quasi premiata per aver compiuto il suo dovere, quello di fare ed essere uno strumento oggetto volontario alla mercè dei capricci del maschio. Alla faccia del rispetto della dinità della persona umana. Solo chiacchiere, solo e sempre e tante chiacchiere. Minima immoralia direbbe Battiato. Ma io non alzo bandiera bianca, anche se non so che lingua parlare a Rita, mia figlia diciannovenne.
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Giugno 24, 2009 di mimmasuraci
Il Ponte tra Reggio e Messina esiste già, non è solo una metafora : è quanto sostiene Peppe Caridi autore dell’ avvincente lavoro “L’Area metropolitana dello Stretto”. Il libro, molto ben fatto, sia come veste editoriale che per i contenuti interessanti e attuali in uno stile scorrevole e dinamico, è stato presentato ieri, 23 giugno, nel salone dei lampadari di Palazzo San Giorgio. In effetti si è trattato di una specie di tavola rotonda la cui composizione la dice lunga sulla convinzione dell’ autore, giovane studente di appena 23 anni, che gli interessi verso la propria terra superano qualsiasi idea di parte e di partito. In una società italiana quantomai litigiosa a quel tavolo ieri Peppe Caridi ha riunito esponenti politici e del mondo culturale e accademico di Reggio e Messina di “opposte tendenze”, che hanno dato vita ad un vivace dibattito coordinato da Giusva Branca, direttore di Strill.it, che ha stuzzicato, pungolato, stimolato, punzecchiato….
Hanno, infatti, partecipato al dibattito Stefano Perri, studente universitario impegnato nel Paritto dei Comunisti Italiani, Candeloro Imbalzano, assessore per l’Area dello Stretto del Comune di Reggio Calabria, il Prof. Bruno Sergi, docente di Economia all’ Università di Messina e in numerosi centri accademici della Polonia e degli Stati Uniti d’America, Enzo Vitale, pediatra responsabile della Fondazione Mediterranea, l’ editore Franco Arcidiaco , autonominatosi Sovietico.
Interventi di qualità da rappresentanti del mondo accademico e della società civile presenti tra il pubblico attento e partecipativo. Il libro, con tratto piacevole e leggero, narra la pesante storia di un percorso difficile che si pone come obiettivo il doveroso e necessario riconoscimento istituzionale di un dato di fatto, quello, appunto, dell’ Area Metropolitana di Reggio e Messina, due città dirimpettaie legate dalla natura che l’ uomo non può separare. Un progetto che è più di una speranza e nel quale molti giovani di queste parti che l’ autore rappresenta bene sono pronti a spendersi con concretezza privilegiando il fare piuttosto che il dire. Un libro da leggere e un manuale da consultare scritto con l’ animo appassionato da un giovane studente e studioso, Peppe Caridi appunto, che ormai viene indicato come ” il cuore reggino che ama di più Messina” e completato da fotografie bellissime scattate dall’ autore, il quale è anche, per passione,esperto in meteorologia, responsabile del sito www.meteowb.it e Presidente dell’omonima Associazione, che unisce culturalmente molti giovani e non. Congratulazioni a Peppe Caridi . Ad maiora!
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Giugno 22, 2009 di mimmasuraci
L’Aquila trema ancora
Forte scossa stasera poco prima delle 23 a circa 10 km da L’Aquila: tra 4,4 e 4,6 dela scala Richter si è sentita anche a Roma
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Giugno 22, 2009 di mimmasuraci
Le nuvole grigie e nere si urtano,
si pigiano spinte dal vento, nascondono
il sole, oscurano il cielo.
Ci son ancora, qua e là, lembi d’azzurro,
ma vanno facendosi sempre più piccoli,
sempre più radi.
Ecco un lampo: guizza, abbaglia,
sembra incendi il cielo.
Poi scoppia il tuono.
Un tonfo forte, un brontolio lungo.
I passeri si rifugiano
sotto i tegoli, le rondini volano basse,
senza stridi.
Cadono le prime gocce d’acqua, si fanno
fitte, sembrano grossi aghi lucenti.
Poi la pioggia scroscia impetuosa.
Federigo Tozzi
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Giugno 22, 2009 di mimmasuraci
E l’estate vien cantando,
vien cantando alla tua porta.
sai tu dirmi che ti porta?
Un cestel di bionde pèsche
vellutate, appena tocche;
e ciliege lustre e fresche
ben divise a mazzi e a ciocche.
Angelo Silvio Novaro
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Giugno 21, 2009 di mimmasuraci

Il Carioca, piccolo fiume nei pressi di Rio De Janeiro, travolge in Sudafrica, i pomposi azzurri lasciandoli nel Lippo, sostanza viscida che li tiene appicciccati al letto ( sempre del fiume…)
Congratulazioni a James Costa amico iuessei che non ci pensava proprio; a noi, campioni del mondo, non rimane che consolarci con Fabio Caressa per il cuore che ha messo nella telecronaca
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Giugno 20, 2009 di mimmasuraci
Sarà presentato martedì 23 giugno alle ore 18:00 presso il Salone dei Lampadari di Palazzo San Giorgio, sede di consiglio e Amministrazione del Comune di Reggio Calabria, il libro di Peppe Caridi “Area Metropolitana dello Stretto – Un Ponte tra Reggio e Messina”.
L’evento, coordinato da Giusva Branca, sarà introdotto dai saluti del Sindaco, Giuseppe Scopelliti.
Interverranno Candeloro Imbalzano, Assessore all’Area dello Stretto del Comune di Reggio Calabria, Salvatore Leonardi, già Presidente della Provincia di Messina, Stefano Perri del coordinamento nazionale FGCI, Bruno Sergi, docente di economia internazionale all’Università di Messina ed Enzo Vitale, presidente della Fondazione Mediterranea.
Saranno presenti l’autore e l’editore, Franco Arcidiaco.
L’incontro sarà occasione per fare il punto della situazione sull’evolversi del rapporto di conurbazione tra Reggio e Messina, anche alla luce degli ultimi eventi parlamentari che hanno riconosciuto Reggio come “Città Metropolitana”.
In coda agli interventi seguirà un dibattito sul tema dell’Area Metropolitana dello Stretto.
Di seguito la locandina:

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