La libertà come valore fondamentale dell’essere umano è un bene imprescindibile che personalmente considero come diritto-dovere e che spesso viene trascurato nel senso che da un lato è dato per scontato e da un altro lato viene enfatizzato a parole e in ogni caso viene preso in considerazione in maniera molto superficiale e approssimativa.
Il principio di libertà sta,invece, alla base di ogni convivenza sociale, sia nelle relazioni personali che nei rapporti comunitari che sottendono tutto il nostro quotidiano. Considerare la libertà come bene primario, infatti, implica la necessità di associare ad essa un altro principio indispensabile che è il rispetto inteso come valore assoluto. Nel nostro vivere di ogni giorno, coinvolti dalla frenesia della vita schizzata alla quale siamo in qualche modo costretti dai fantasmi di uno pseudo-sviluppo che dobbiamo rincorrere ad ogni costo, spesso ci sfugge il fatto che tutti noi siamo protagonisti e vittime di un sistema più o meno occulto di manipolazione che limita proprio i due valori sui quali nella fattispecie sto riflettendo. Di fatto succede che anche se i vari metodi di condizionamento spesso costituiscono materia di studio, soprattutto in molti corsi universitari, poi in effetti potenti interessi economici ci sovrastano come tentacoli invisibili di una piovra gigantesca che generano in noi esigenze e bisogni indotti spesso non necessari al nostro vivere dignitoso e libero. D’altra parte il problema della libertà è annoso ed è alla base di molte riflessioni filosofiche di ogni tempo. Qui, a questo proposito, mi piace ricordare L’uomo senza qualità di Musil, che fa un’analisi spietata e concreta dell’individuo e della società valida tuttora perchè supera le barriere delle dimensioni spazio-temopali. O anche Voltaire il cui rispetto per le opinioni altrui è ormai un testo classico famosissimo in ogni dove.
In questo contesto, il rapporto sentimentale, sul quale si sofferma Alberoni in questa bella pagina, rappresenta un aspetto nientaffatto trascurabile perchè, se ben si riflette, sta a fondamento della società ed è il rapporto più difficile perchè il coinvolgimento emotivo può indurre a trascurare prorpio quei valori di libertà e rispetto personali e dai quali non si può prescindere.
Essere e sentirsi liberi di pensare e agire in ogni espressione della propria vita implica il riconoscimento e il rispetto nell’altro di quel bene in maniera totale e assoluta. La manifestazione del sentimento di Amore è, o meglio dovrebbe essre , la più alta espressione dei due principi, che può portare anche in alcuni casi, alla rinuncia dell’altro proprio per tutelarne la libertà.
Mimma Suraci
Nella storia infatti il superiore ha sempre avuto nelle mani il destino dell’inferiore, ci sono sempre stati un padrone e un servo e la vita è sempre stata una continua lotta per la supremazia. Questa situazione di dannazione cessa solo nel caso del grande amore
Lo psicologo Nicola Ghezzani scrive che, attraverso l’innamoramento, noi facciamo l’esperienza fondamentale che, nel mondo, è possibile un rapporto che non sia fondato sul potere e il dominio.
Nella storia infatti il superiore ha sempre avuto nelle mani il destino dell’inferiore, ci sono sempre stati un padrone e un servo e la vita è sempre stata una continua lotta per la supremazia.
Questa situazione di dannazione (il peccato originale) cessa solo nel caso del grande amore dove invece nessuno può volere il dominio sull’altro ma solo la sua libertà e la sua felicità, così come l’altro le vuole per lui. Questo amore costituisce l’uscita dal mondo del dominio e della violenza. I due amanti costituiscono allora un universo separato in cui trovano le radici profonde di se stessi e la sicurezza di fronte alle minacce del mondo esterno
È la bolla, la sfera incantata della loro intimità, della loro unicità, il luogo della loro verità, della loro fedeltà, della loro felicità. Il luogo in cui si danno tutto ciò che desiderano. Ma, al suo interno, essi devono restare personalità distinte, libere, con propri gusti, proprie esperienze di vita, in modo da avere tante cose da raccontare all’amato. E devono possedere propri punti di vista per discutere. Nella bolla gli amanti non sono due fratelli siamesi, restano separati ma, poiché si amano e sono totalmente complementari l’uno all’altro, si cercano, si desiderano. Il grande amore è fatto a un tempo della mancanza e della sua eliminazione, della distanza e dell’abbraccio che l’annulla. Non può esserci desiderio e quindi felicità senza la mancanza e, a ogni incontro, hanno l’esperienza sublime di trovare ciò che hanno sempre cercato, esattamente come la prima volta che si sono innamorati.
L’amore non è uno «stato» come una lastra di marmo, ma un sistema ricco di energia quindi è fatto da onde come il mare, come la luce. Il desiderio nasce dalla distanza, una distanza che si crea ogni volta grazie alla diversità, alla autonomia e alla libertà dei due amanti e che si colma ogni volta attraverso l’incontro. E in ogni incontro essi si reinnamorano. L’amore dura solo reinnamorandosi continuamente. Nel grande amore totale in ogni incontro, anche dopo moltissimi anni, i due amanti si dicono che non avrebbero mai immaginato che fosse possibile provare un piacere simile a quello che stanno provando. Il grande amore è una continua stupefacente scoperta.












